Geraldine Brooks.
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L'armonia segreta.
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Titolo originale: The Secret Chord.
Traduzione di: Massimo Ortelio.
2016. Neri Pozza Editore, Vicenza.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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 l'alba di una calda estate del decimo secolo a.C.
quando il piccolo Natan  destato dal sonno
da grida atroci, provenienti da ogni parte del
villaggio lungo le rive del Mar Rosso, dove da
tempo immemorabile la sua famiglia esercita
il mestiere di vignaioli. Si precipita fuori casa,
e la scena che si apre davanti ai suoi occhi 
raccapricciante. Suo padre e suo zio giacciono
in un lago di sangue, e davanti ai suoi occhi,
la daga ancora stretta nella mano, si erge l'assassino:
David, il figlio di Yshay di Bet Lehem.
Accampato nei pressi del villaggio, chiedeva
da qualche giorno una decina di otri di vino e
qualche sacco di datteri per s e i suoi uomini
e, dinanzi al rifiuto del padre di Natan, 
penetrato furtivamente di notte tra le case per
vendicarsi.
Col volto rigato di lacrime, Natan fssa negli
occhi quel giovane uomo noto nell'intero
Israel per il suo coraggio, la sua audacia e il
suo talento nel trarre le armonie pi segrete
dall'arpa che tiene sempre con s. Da ragazzo,
a Emeq Elah, ha messo in fuga i Filistei, uccidendo
con un colpo di fionda ben assestato
il gigante Golyat. Valente guerriero,  stato
a capo di tutte le armate di re Shaul, finch
un giorno il re, accecato dalla gelosia, gli ha
scagliato contro una lancia, e lo ha costretto
alla fuga e a una vita da brigante e predatore
di villaggi indifesi.
Natan dovrebbe esplodere d'ira e di rabbia,
ma, mentre una strana calma si impadronisce
di lui, comincia a proferire delle parole che
non riesce a sentire, ma che turbano profondamente
David e i suoi compagni. Parole
dettate da una Voce che parla attraverso la
sua bocca. Parole che annunciano una grande
profezia: il figlio di Yshay di Bet Lehem, il
guerriero divenuto brigante per volont di
Shaul, sar incoronato re di Yehudah, far un
solo popolo delle trib del Nome, fonder il
regno imperituro di Israel. E lui, Natan, piccolo
pastore e vignaiolo del Mar Rosso, sar il
suo profeta.
Da eroe a brigante, da re amato a despota,
tutti i volti di re David emergono in questo
libro, in cui l'autrice di Annus mirabilis
ripercorre l'appassionante storia di un uomo
che oscilla tra verit e leggenda, creando un
magnifico romanzo d'avventura e, insieme,
una magistrale epopea sulla fede, il desiderio,
l'ambizione, l'amore e il tradimento.


L'AUTRICE.
Geraldine Brooks ha vinto il Pulitzer Prize
con il romanzo L'idealista (Neri Pozza, 2005
e, col titolo March. Il padre delle piccole donne,
BEAT, 2015). Tra le sue opere di grande successo
figurano: Annus mirabilis (Neri Pozza,
2003; BEAT, 2014); I custodi del libro (Neri
Pozza, 2009; BEAT, 2010); L'isola dei due
mondi (Neri Pozza, 2010; BEAT 2013). Gi
corrispondente di guerra per il Wall Street
Journal, il New York Times e il Washington
Post, Brooks  nata in Australia e vive oggi in
Virginia, negli Stati Uniti.

ALCUNI GIUDIZI.
Libro dell'anno per il Washington Post
New York Times bestseller
USA Today bestseller.

Geraldine Brooks ha un talento notevole
nel riportare in vita il passato...
e quello che pi ci preme: l'amore e la perdita,
il dramma e la tragedia, il caos e la brutalit.
Alice Hoffman, Washington Post.

Discostandosi dalla versione biblica...
Geraldine Brooks offre nuove prospettive
su un personaggio la cui storia ha catturato
l'immaginazione occidentale per millenni.
Chicago Tribune.

Un romanzo che  gi un classico.
ALA Booklist.


L'armonia segreta.

Le gesta del re David, le prime come le ultime, ecco sono descritte nei libri del veggente Shemuel, nel libro del profeta Natan...
1 Cronache, 29.

Le altre gesta di Shelomoh, dalle prime alle ultime, sono descritte negli atti del profeta Natan...
2 Cronache, 9, 29.
 
Nota sui nomi.
Ho usato, per persone e luoghi di questo romanzo, i nomi
che ricorrono nel Tanak(1), e dunque, per esempio, Shaul,
Shemuel e Shelomoh, invece dei pi familiari Saul, Samuele
e Salomone.
1. L'acronimo di Torah, Neviim e Ketuvim usato per indicare la Bibbia ebraica (N.D.T.).

I nomi.

Nizevet, madre di David.
Yishay, padre di David.
Fratelli e sorelle di David.
Eliav.
Avinadav.
Shammah.
Radday.
Netanel.
Zeruyah.
Avigai.
Spose di David.
Mikal, figlia di re Shaul, prima moglie di David.
Ahinoam, seconda moglie di David.
Avigayil di Karmel, terza moglie di David.
Maakah di Geshur.
Haggit.
Eglah.
Avital.
Bat-Sheva.
Nipoti di David.
Yoav, figlio di Zeruyah, generale di David.
Avishay, guerriero fratello di Yoav.
Asahel, guerriero fratello di Yoav.
Amasa, figlio di Avigai.
Yonadav, figlio di Shammah.
Ifigli di David.
Amnon, generato con Ahinoam.
Daniyel, generato con Avigayil.
Avshalom, generato con Maakah.
Tamar, generata con Maakah.
Adoniyah, generato con Haggit.
Yitream, generato con Eglah.
Shefatyah, generato con Avital.
Shelomoh, generato con Bat-Sheva.
Natan, generato con Bat-Sheva.
Altri.
Shemuel.
Avner, generale di Shaul.
Mosheh.
Yehoshua.
Avram.

L'armonia segreta.
C'era un fiore di mandorlo, ieri. Aveva dischiuso i petali chiari
sul ramo che sale ritorto fin sul mio davanzale. Stamane ilfiore
non c' pi:  neve il chiarore sul ramo. Il primo tepore  spesso
ingannevole su queste colline.
Il mio corpo  ritorto come quella fronda. Ilfreddo mi morde
le ossa. So che il raccolto di quest'anno sar l'ultimo che
vedr. Spero solo di godere ancora una volta i frutti dell'estate,
la carezza del sole sulla schiena, i fichi maturi appena colti, il
dolce nettare che cola fra le mie dita indolenzite. Sono affezionato
a questa semplice dimora fra gli alberi. Ho posato il capo
ovunque, sulle pelli di pecora degli accampamenti, sotto i neri
tendoni di pelo di capra, sulla pietra fredda delle caverne e sulle
lenzuola profumate dei palazzi. Ma solo qui mi sono sentito a
casa mia.
Stanno gi lavorando ad Har Moriyah, sul Monte del
Tempio, al di l del wadi. Sento lo stridere delle pialle sopra i
tronchi. E stata dura portarli fin quass: abbatterli nelle foreste
del Libano, unirli tra loro a farne zattere, spingerli a sud sopra
il mare e trascinarli dalla costa con i buoi. Ora l'aroma del
cedro tagliato profuma l'aria. Presto il re verr, come ogni mattina,
a controllare il procedere dei lavori.  l'esultanza degli
uomini ad annunciare il suo arrivo, anche i forzati e gli schiavi
proclamano la sua gloria, perch egli li tratta con giustizia e
onora la loro abilit.
Chiudo gli occhi e immagino come sar quando le mura
sorgeranno dalle fondamenta di pietre tagliate: i pilastri istoriati
di gigli e melograni, la luce del sole che scintilla sulle lamine
d'oro...
Solo cos potr vederlo: con la fantasia. Non vivr abbastanza
per salire l'ampia scalinata o indugiare nei cortili dorati con
l'odore dell'olio e dell'incenso che sale fino al cielo. Meglio cos.
Non desidero andarci senza di lui. Una volta pensavo che ci
saremmo andati insieme. Mi pare ancora di vedere i suoi occhi
che brillavano di gioia mentre decideva quali materiali adoperare,
quali abbellimenti, misurando il terreno a grandi passi,
le braccia levate al cielo, le dita affusolate che seguivano i contorni
delle colonne nella sua immaginazione. Ma poi mi tocc
dirgli che non sarebbe stato lui a costruire il tempio. Mi tocc
dirgli che la morte che aveva dato, il sangue che smorza la calce
di quelle fondamenta, l'aveva macchiato troppo in profondit.
Strane parole, visto che venivano dalla stessa bocca che l'aveva
spinto a dare la morte, a versare quel sangue.
Parole dure, come percosse. L'ira del cielo che si manifestava
attraverso la mia voce, parole nate da pensieri che non avevo
formulato, pronunciate con una rabbia che non mi apparteneva,
in un tono che non riconoscevo. Parole che travalicavano i
limiti della mente umana. La civilt cammina sulle gambe di
uomini come lui, alimentata dal loro sangue, dal loro sudore.
Ma poi viene la pace e non ce posto, nel mondo ingentilito, per
quegli uomini. Tocc a me dirglielo.
E, come sempre, le parole affiorate alle mie labbra sono
divenute realt.  accaduto esattamente ci che la Voce aveva
annunciato: la tua ambizione pi ardente ti sar negata,
sar il tuo erede a fondare il tempio.
In fondo, io sono stato pi fortunato di lui, ho vissuto abbastanza
da portare a compimento l'opera pi grande della
mia vita. Ho avvolto e legato i rotoli con le mie mani, li ho
sigillati con la cera e poi li ho chiusi nei vasi d'argilla, dando
ordine che fossero riposti sul monte, nelle grotte dove giocavo
da bambino. Nelle notti insonni penso a quelle pergamene e il
mio cuore trova un po' di pace. Ho un ricordo nitido di quel
giorno al volgere dell'anno, il mese in cui i re vanno in battaglia.
Con quanta prudenza mi accostai alla narrazione. Pu
suonare strano, giacch la mia intera esistenza ha avuto un
unico scopo: dire la verit, lieta o sgradita che fosse. Ma una
cosa  dar voce al divino in un accesso di furore sacro, un'altra
scrivere una storia intessuta di voci umane, memorie imprecise,
testimonianze parziali.
Ho scritto ogni cosa, dall'inizio alla fine, la luce e le ombre.
 grazie al mio lavoro che egli vivr, e non come una leggenda,
una storia innocua da raccontare ai bambini davanti al
focolare. Non cera nulla di innocuo in lui. Grazie alle mie
parole, egli vivr anche dopo la morte, come ha sempre vissuto:
un uomo dallo sguardo divino, eppure terragno nel corpo, un
uomo dalle passioni sfrenate, capace di trucidare gli innocenti
e tradire coloro che gli erano pi fedeli. Un uomo che amava
immensamente e sapeva essere gentile, che si inchinava dinanzi
alla verit, onorando chi la testimoniava, pronto a espiare se
commetteva il male. Un uomo che ha fondato una nazione e
suonava una musica amata dal cielo, i cui canti saranno intonati
nei secoli dei secoli...
Io ho vissuto lungamente e sono stato molte cose, per lui.
Un guerriero riluttante, un servitore e un consigliere. E forse
un amico, in qualche occasione. E sono stato anche una canna
vuota dove soffiavano, a volte, le note aspre della verit.
Parole. Parole nel vento. Di me, forse, rimarranno solo le
mie parole. Non chiedo di pi.

 Capitolo 1.

Un uomo da solo in una stanza. Nulla di insolito, in apparenza.
Eppure, entrando, ebbi la sensazione che ci fosse
qualcosa di strano. Guardai i cuscini ricamati, i tavoli bassi
con le brocche appannate di acqua fredda... Sembrava
tutto in ordine, eppure c'era qualcosa che non andava. Poi
ci arrivai: era da lungo tempo che non lo vedevo da solo.
Ultimamente aveva sempre gente intorno, familiari o soldati,
i suoi figli, la servit o qualche adulatore.
Era in piedi davanti alla finestra e mi dava le spalle. Dalla
soglia non potevo vedere fuori, ma intuii dai rumori cosa
stesse guardando. Gli schiocchi degli stendardi al vento, lo
scalpiccio degli zoccoli, il gemito delle ruote di ferro contro
la pietra. E intrecciate al frastuono, come un filo chiaro nella
tela rustica, le grida eccitate dei bambini. Per loro, nati e
cresciuti in anni vittoriosi, l'adunata dei soldati in partenza
per la guerra era motivo di gioia. Conoscevo quel brivido.
Anch'io ero stato bambino. Ed egli era poco pi che un
ragazzo, quando era venuto a depredare il mio villaggio con
la sua banda di briganti.
Aveva i pugni chiusi, poggiati sull'ampia mensola di pietra
della finestra, le braccia fasciate di rame lucente. I capelli,
dello stesso colore del rame, cadevano folti contro la lana
fine del suo mantello nero. Flett i muscoli delle braccia e
le piastre di rame scintillarono nel sole obliquo del mattino.
Era teso come un arco, dalla testa ai piedi.
Non sono certo un codardo, non  consentito se sei al
suo servizio. Talvolta ho dovuto attingere alle mie riserve di
coraggio, e sono lieto di dire che non le ho ancora esaurite.
Ma avendo deciso di raccontare ogni cosa con sincerit,
dovr in primo luogo essere sincero sul mio conto, e quella
mattina avevo paura. Ero stato convocato nel cuore della
notte e sebbene lo schiavo venuto a destarmi mi avesse portato
una pagnotta appena sfornata, non l'avevo nemmeno
toccata. Anche per questo mi sentivo lo stomaco sottosopra,
mentre aspettavo nell'anticamera dove giungevano le voci
irate di un alterco che neppure le porte di cedro massiccio
riuscivano ad attutire.
Yoav era uscito con tanta furia dalla stanza del re che
la guardia non aveva fatto in tempo a mettersi sull'attenti,
battendo la lancia sul pavimento quando il suo generale era
gi passato oltre. Yoav aveva le labbra tirate ed era bianco
come un lenzuolo. Si era fermato un momento ad allacciarsi
una gambiera e avevo notato che gli tremavano le mani.
Lo conoscevo da quando ero bambino e lui un adolescente
deciso a uccidermi. L'avevo visto circondato dai nemici in
battaglia, o passare un uomo da parte a parte senza battere
ciglio. L'avevo visto rimanere imperturbabile in attesa di
una possibile condanna a morte. Ma quella mattina tremava,
e quando si era accorto di me aveva aggrottato la fronte,
borbottando: Vai,  te che vuole. Ma sta' attento aveva
aggiunto.  in collera. E di pessimo umore.
La guardia mi aveva aperto la porta, e mi ero fermato
subito al di l della soglia, aspettando un cenno di riconoscimento.
Pensando che non mi avesse sentito, mi ero schiarito
la voce, ma neppure allora si era voltato. Ero rimasto
immobile, lo sguardo fisso sulla lama di luce che si allargava
sul pavimento di pietra. Sebbene fosse l'alba la stanza si stava
gi riscaldando e presto sarebbe diventata torrida. Una
goccia di sudore mi era apparsa sulla fronte.
All'improvviso si tir su, chiuse gli scuri sbattendoli con
rabbia e si volt verso di me, il mantello che svolazzava dietro
di lui. Ero abituato a vedere la sua faccia, la sua tremenda
bellezza, lo sguardo focoso capace di suscitare amore oppure
sgomento. Ma non aveva l'espressione che mi aspettavo.
Yoav era figlio della sorella maggiore del re e lo conosceva
bene, perch erano cresciuti insieme, per non aveva colto
appieno il suo stato d'animo.  in collera, aveva detto, ed era
vero, ma c'era dell'altro. Una profonda angoscia. E mi parve
di cogliere il luccichio di una lacrima nei suoi occhi.
A che mi giova essere un re consacrato, Natan, se devo
rimanere chiuso qui come un prigioniero?
I tuoi generali lo fanno per amor tuo...
La sua mano fendette l'aria. Lo fanno per paura! Non
aveva mai sopportato le frasi fatte. Amore? ripet a denti
stretti. L'amore non c'entra nulla. Si tratta solo di paura e
diffidenza. E per cosa, poi? Un semplice momento di debolezza.
Tu mi conosci, Natan, eri al mio fianco quando abbiamo
combattuto contro i Filistei. Eri con me quando abbiamo
sbaragliato i Moabiti nelle terre del Sud, e gli Aramei
a settentrione. E nessuno sa meglio di te che ero gi un
guerriero esperto prima di allora. Mi hai mai visto esitare in
battaglia? Dimmi, mi hai mai visto vacillare? La sua voce
continuava a salire di tono.
Quella voce, cos familiare a me e a tutto il suo popolo.
Il dolce cantore di Yisrael, cos lo chiamavano, molto prima
che diventasse re. Una voce melodiosa che risuonava nelle
sale del palazzo, commuovendo fino alle lacrime anche i pi
burberi fra i veterani, e si levava impetuosa sul campo di
battaglia sopra il cozzare delle armi e i gemiti dei morenti.
Mai risposi. Non era adulazione, ma la pura verit. Le
immagini che mi affollavano la mente avevano la nitidezza
prodigiosa dei ricordi nati nel momento del pericolo: i capelli
lucenti che uscivano da sotto l'elmo di ferro mentre correva
davanti a noi fra un nugolo di frecce, i polpacci scolpiti mentre
saliva le scale guidando le truppe all'assalto dei bastioni
nemici, i muscoli della schiena tirati mentre tendeva l'arco,
ritto sulla merkavah, il carro da battaglia. Nei miei ricordi lo
vedevo sempre da dietro per il semplice motivo che, nel frangente
mortale, David era sempre in prima linea.
Ero fra quanti lo seguivano, anche nella nostra ultima
campagna. Combattevamo da oltre una settimana con fortune
alterne. Una giornata calda, senza un alito di vento,
il fumo delle pire funebri che indugiava nell'aria, l'odore
delle ossa bruciate insieme al tanfo della putrefazione, degli
escrementi e del sudore. Non sono uno che ama la guerra,
ho sempre combattuto per necessit, come qualunque
uomo in grado di impugnare la spada: sono i tempi, e la
nostra terra a esigerlo.
Si avvicinava il tramonto dell'ottavo giorno e combattevamo
fin dall'alba. Avevo raggiunto quel grado di spossatezza
in cui anche il pi piccolo gesto ti costa fatica e non riesci a
vedere al di l del prossimo passo. Andavamo avanti grazie
alla forza di volont, la sua volont, sprone prodigioso, che
ci spingeva a superare i nostri limiti. Finalmente, nelle ombre
lunghe del tardo pomeriggio, i Filistei avevano iniziato
a ritirarsi dalla pianura, ripiegando verso le colline. Un altro
generale si sarebbe accontentato di lasciarli andare. Ma David
aveva capito che se consentiva loro di guadagnare il pendio,
avrebbero serrato i ranghi e sarebbero tornati ad assalirci con
gli arcieri avvantaggiati dalla posizione. E aveva lanciato il suo
agghiacciante grido di battaglia. Riuscivo a intravedere, fra la
calca dei compagni d'armi, il suo volto imbrattato di sangue
e fango, la sua espressione smaniosa. Aveva alzato il pugno
al cielo ed era scattato con le ali ai piedi, correndo alla testa
dei suoi guerrieri pi veloci, che avevano dieci anni meno di
lui. Anche in salita, sembrava volare sopra il terreno sassoso,
mentre io arrancavo e scivolavo, imprecando, a ogni passo.
A un certo punto l'avevo perso di vista, mentre i compagni
pi agili mi sopravanzavano da ogni lato, ma poco
dopo l'avevo scorto sul crinale, nel bel mezzo della mischia.
Ansioso di raggiungerlo, ero inciampato sul terreno sconnesso,
cadendo fra le rocce che mi rigavano la corazza e mi
mordevano la carne nuda come denti aguzzi. La mia caduta
si era arrestata solo quando avevo affondato il piede in
qualcosa di molle che aveva ceduto sotto il mio peso. Era
un uomo che cercava di strisciare via, trascinandosi con il
braccio rimastogli mentre dal moncherino di quello che gli
avevano da poco reciso il sangue sgorgava a fiotti. Il mio
stivale l'aveva inchiodato contro un masso, schiacciandogli
il collo. Quando avevo alzato il piede, l'uomo aveva mandato
un cupo gorgoglio e si era irrigidito, per sempre. Mi ero
pulito lo stivale contro una roccia e avevo proseguito.
Sul crinale, il re era faccia a faccia con un altro nemico: gli
aveva appena infilato la spada nel ventre e spingeva adagio
verso l'alto, squarciandogli la carne. Quando aveva estratto
la spada nera e gocciolante di sangue, le budella erano sbucate
fuori e l'agonizzante, gli occhi spalancati dall'orrore, si
era portato le mani sulla pancia cercando invano di fermarle.
Non tradivano alcun sentimento, invece, gli occhi del re,
le pupille dilatate a inghiottire l'iride per intero. Aveva dato
una spinta al nemico che era ruzzolato gi per il pendio,
spargendo all'intorno il nastro luccicante dei visceri.
Di l a poco avevo dovuto vedermela, per quanto spossato,
con un lanciere dal collo taurino. Era pi grosso di me,
ma avevo tratto vantaggio dalla sua stazza, lasciando che mi
caricasse e facendogli perdere l'equilibrio con una finta: era
caduto a pancia in gi sulla daga che tenevo ben stretta in
pugno. Poi gli avevo affondato la lama nel cuore, il tepore
umido delle interiora che mi avvolgeva il pugno, con la selvaggia
intimit di uno stupro.
Liberatomi dell'avversario, avevo cercato il re con gli occhi
e l'aveva scorto su una cengia pi alta alle prese con un
altro dei nemici in fuga. Incombeva sul suo corpo, le gambe
divaricate, e aveva gi impugnato la daga per finirlo. Poi c'era
stato il palpitare d'ali di un avvoltoio e d'istinto ne avevo
seguito il volo. Per questo avevo visto il lanciere. Il sole stava
tramontando fra nubi vermiglie, ma a un tratto uno degli
ultimi raggi aveva colpito le rocce, facendo scintillare qualcosa
dietro un costone: la punta di una lancia. Il lanciere
incombeva sopra il re, le gambe piantate per terra, il corpo
inarcato, e la lama di bronzo era volata in un lampo dalla
sua mano. Sarebbe stato un colpo letale, se Avishay, il fratello
minore di Yoav, non avesse rischiato la vita per deviarlo.
Sotto i nostri sguardi attoniti, Avishay si era gettato, urlando,
fra il re e la picca, convinto di morire. Ma all'ultimo
momento, il suo istinto guerriero l'aveva indotto a sollevare
l'arco che teneva in pugno: la punta della lancia aveva colpito
il legno, scheggiandolo, per poi rimbalzare innocua oltre
la cengia. L'avevamo visto fare mille volte a David, ora un
uomo pi giovane l'aveva fatto per lui.
Un grido di esultanza si era levato dalle nostre fila e, dopo
aver abbattuto il lanciere, avevamo ripreso a combattere con
l'euforia che segue lo scampato pericolo.
Per sapevo che il re non mi aveva convocato perch gli
rammentassi il giorno in cui era stato a un passo dalla morte.
Chiunque abbia combattuto sotto le tue insegne dissi
sa che sei un vincitore. Tutti sanno chi sei.
Chi ero, vorrai dire. E questo che pensa Yoav: Tu eri
un formidabile soldato, ma ora dobbiamo combattere noi
per te. E l'hanno pensato tutti, quando Avishay si  messo
fra me e la lancia. Ho dovuto elogiarlo davanti agli altri
uomini. Lo meritava. Ma le parole sapevano di fiele nella
mia bocca. E in verit, Natan, anche se  figlio di mia sorella
e fratello del mio generale, avrei voluto ammazzarlo.
Prendere la punta di quella picca e ficcargliela nel petto.
Ho passato quasi tutta la vita negli accampamenti, so come
la pensano i soldati. La loro fiducia in me  andata a male,
come il latte inacidito.
Non credo e, con il dovuto rispetto, mio signore, ti inganni
se pensi di sapere come ragiona un fante qualunque,
perch non sei un fante qualunque. E i tuoi uomini ne sono
consapevoli. Sono lontani i tempi quando guidavi una banda
di briganti a fare razzie sulle colline. A chi lo dobbiamo
se oggi non siamo pi costretti a fuggire nel deserto, com'eravamo
soliti fare ogni volta che le truppe di Mizrayim venivano
a invadere la nostra terra? Perch non viviamo pi
confinati sui monti, con i Filistei che dominano i valichi
d'accesso alle pianure fertili? Quasi fino a ieri dovevamo
mendicare presso di loro il poco ferro di cui avevamo bisogno
per costruirci le vanghe, e ora li abbiamo spinti verso
la costa e li inseguiamo fino alle porte delle loro citt. Ora
i loro guerrieri pi valorosi vengono a porgerti l'elsa, in segno
di sottomissione. Sai bene che non si prostrerebbero
dinanzi a nessun altro uomo. N loro, n gli Ittiti, n gli
Yevusiti, n nessun altro degli stranieri che militano sotto le
tue insegne. E vorresti mettere tutto questo a repentaglio,
con quello che ti  costato, in nome dell'orgoglio? Tu non
hai niente da dimostrare a nessuno, in fatto di valore o abilit,
perch  grazie a te che i nostri nemici hanno imparato
a temerci. Tu sei la Lampada d'Yisrael, vuoi forse rischiare
che quella lampada si estingua?
Pensavo di aver attizzato la sua vanit, invece mi guard
male. I suoi occhi color ambra, che di solito mi riscaldavano
il cuore con il loro affetto, erano diventati di ghiaccio.
Risparmiami questi discorsi, Natan. Ho gi udito troppe
smancerie donnesche. Almeno da te mi aspetto la verit.
Ed  vero che sono stato io a creare questo esercito, e a
infondere sicurezza nei miei uomini. Ma a quanto pare ho
esagerato, e ora pensano di poter fare a meno di me. Hanno
deciso di mettermi da parte, come un dio della guerra pagano,
chiuso in un tempio a portare fortuna. Torn alla
finestra e spalanc i battenti. Poco dopo udimmo la voce di
Yoav che ordinava alle truppe di mettersi in marcia.
Perch non scendi a salutarli? I tuoi uomini ne sarebbero
rincuorati.
Perch non scendi a salutarli? ripet, facendomi il verso.
Vuoi che rammenti ai miei soldati che me ne rimarr a
casa? Che per la prima volta non sar io a guidarli? Non ci
penso nemmeno!
Vi furono grida di giubilo quando le staffette partirono di
gran carriera. Poi fu la volta dei fanti, lancieri, arcieri e frombolieri,
seguiti dal tramestio degli zoccoli e dallo stridere delle
ruote di metallo, mentre cinquanta markavot si mettevano in
movimento. Il pulviscolo saliva dalla strada danzando nella
luce del sole e il re si tolse dalla finestra andando verso l'arpa.
I servitori sapevano che ne voleva sempre una a portata di
mano. Ne aveva una anche in camera da letto, appesa davanti
alla finestra, e a volte la brezza notturna la faceva risuonare,
svegliandolo. Allora David si alzava e cantava nella notte le
lodi del Nome che aveva fatto di lui il suo figlio prediletto.
Lo strumento che stava accarezzando in quel momento era
una splendida arpa di Mizrayim, con l'arco snello della cassa
armonica frutto dell'abilit raggiunta dagli artigiani di quella
terra. Ma, al pari delle altre, era stata modificata per lui e aveva
il doppio delle corde, con semitoni e quarti di tono, che
donavano una sonorit inimitabile alle sue armonie.
Lo sai, vero, perch Yoav ti ha mandato da me? domand
e io tacqui, non sapendo come rispondere. In realt,
io e Yoav avevamo discusso del modo migliore per rabbonirlo,
ma non volevo confessarlo. Il re per non si aspettava
una risposta da me. Sbuff e fece un sorrisetto pieno di
amarezza. Vorrebbe che me ne rimanessi qui a riannodare
i fili della mia storia, come una donnicciola che fila la lana,
mentre lui marcia alla testa dei miei uomini. E ho idea che
tu sia dello stesso parere.
No, mio signore.
Ah, no? David sollev lo sguardo. Dunque non la pensi
come Yoav?
Penso che stare qui a rivangare le tue vittorie sia tempo
sprecato, per te. Presi fiato e affondai il colpo. E anche
per me.
Davvero? Le mie vittorie non sono una materia degna
del tuo talento?
Bada a come parli, Natan, mi dissi. Una cosa  annunciare
al tuo re una dura verit con la Voce vibrante che scende
dal Cielo, un'altra parlargli schiettamente, come se fossi un
suo pari, invece che un servo, un eved ha-melek. E tuttavia,
quale servigio migliore potevo offrirgli, quando ogni altro
suo consigliere si trincerava dietro un cauto silenzio? Per
quanto fosse rischioso, dovevo provare a farlo ragionare:
avevo conquistato la sua attenzione, ora dovevo solo affondare
il colpo.
Qualunque scalpellino pu incidere sulla pietra le gesta
compiute dal suo re. Di certo, anche in questo momento,
il signore dei Due Fiumi e il Faraone hanno legioni di marmisti
al lavoro.
E perch non dovrebbero?
Perch le vecchie lapidi servono solo a recintare gli ovili
e quelle che il tempo ha ridotto in polvere volano, come la
sabbia portata dal vento del deserto.
Mi rivolse un'occhiata che, se non era cordiale, aveva
per perduto il gelo di poco prima. Poi torn a guardare
l'arpa, passando il dito sul legno ben levigato della cassa
armonica. Vai avanti.
Nella mia casa c'era un'antica stele che reggeva l'architrave
della cantina. L'avevo notata da bambino perch era di
basalto e lavorata con precisione e spiccava accanto alla parete
di calcare. Una breve incisione, poche parole consumate dagli
anni, ma sono cose che infiammano la fantasia di un bambino
e la mostrai a mio padre. Avevo ancora davanti agli occhi
l'antro scavato nella roccia, le file di anfore imperlate di condensa,
l'odore dolciastro dell'argilla che si mescolava all'aroma
della fermentazione. Mio padre aveva guardato i caratteri
incisi sulla pietra, seguendoli col dito macchiato dalla pigiatura,
e si era voltato verso di me, lodandomi per la scoperta.
Non era un uomo colto, mio padre, ma disse che gli pareva
l'alfabeto degli Ittiti. Probabilmente l'incisione celebrava
la vittoria di un importante condottiero. Mi ero incantato a
guardarla, chiedendomi chi fosse quell'uomo, quale indole,
quale aspetto avesse... Mi fermai, incerto se proseguire. Ma
David mi fissava, rapito dalle mie parole, cos andai avanti.
Chiunque fosse se n'era andato e la sua storia, per quanto
gloriosa, era caduta nell'oblio, tanto che un pezzo della
sua stele celebrativa era servita a costruire la cantina di un
umile vignaiolo. Eravamo arrivati al punto e mi stavo infervorando,
forse troppo. Presi fiato e aggiunsi sommessamente:
Ricordi la mia prima profezia? Io stesso venivo
colto dall'inquietudine ogni volta che ci pensavo. Dar voce
all'invisibile  un dono che si paga a caro prezzo: la testa inizia
a pulsarti, ti si appanna la vista e il respiro si fa affannoso
mentre il tuo corpo  scosso come dal mal caduco. E se poi
tale facolt si manifesta, come nel mio caso, nel giorno in
cui hai perso tutto, un giorno orrendo di morte e carneficina,
non pu che essere penoso rammentarlo.
Certo che la ricordo. Ho costruito tutto questo disse,
allargando il braccio a indicare molto di pi della bella stanza
e dell'elegante palazzo in cui ci trovavamo a partire dalle
tue parole. Non vi  fra i viventi chi non le conosca.
Non ero io a parlare obiettai, ma David respinse la mia
osservazione con un'alzata di spalle.
Cosa c'entra, per, con questa faccenda?
La tua stirpe non verr mai cancellata, lo sai, ma la tua
memoria? Cosa ricorderanno di te i tuoi figli? E i figli dei
tuoi figli? Quando tutti coloro che ti hanno conosciuto in
vita saranno polvere, i tuoi discendenti, la tua gente, non si
accontenteranno di conoscere le tue imprese, dalla prima
all'ultima, vorranno sapere com'era l'uomo che le ha compiute.
L'uomo, capisci?
Mi scrut a lungo, in silenzio, con il suo sguardo impenetrabile.
Poi prese uno sgabello, si sedette e imbracci l'elegante
arpa di Mizrayim. Quando mi fece segno di restare
capii che avevo colto nel segno e mi lasciai cadere sui cuscini,
con un sospiro di sollievo. Il re inclin lo strumento,
poggiandolo contro la spalla, con la delicatezza di una madre
che abbraccia il figlioletto. Le sue agili dita eseguirono
alcuni arpeggi, ma i suoi occhi fissavano le colline lontane,
l'argento degli ulivi illuminati dal sole.
 vero quel che dici. La sua collera pareva del tutto
sbollita. Quando ero giovane, mentre imparavo l'arte della
guerra, ci pensavo spesso. Sentiamo parlare di Shalmanezer e
Sargon, vincitori di grandi battaglie. Di Ramses, che costru
templi giganteschi sfruttando i nostri avi. Di Hammurabi,
che dicono governasse con leggi di saggezza. Ma sono soltanto
nomi. Non sappiamo nulla di loro. Non conosciamo
gli uomini che furono. Tacque un istante, lo sguardo perso
sulle colline. Essere conosciuto, in quanto uomo mormor,
premendo sulle corde con pi vigore. David aveva mani
forti, ma le sue dita affusolate si muovevano leggere sulle
corde, intessendo una trama invisibile.
La sua arpa era come un telaio da cui si sprigionavano le
note, creando splendidi arabeschi sonori. A volte si metteva
a suonare nel bel mezzo di una riunione con i generali.
Diceva che la musica, con il suo ordine e la sua precisione,
lo aiutava a comprendere il senso nascosto delle cose, a
orientarsi nella confusione degli avvenimenti e delle opinioni
divergenti, fino a trovare la strada giusta, l'ispirazione...
And avanti a suonare per un po', improvvisando o forse
cercando melodie nella memoria, una musica dolce eppure
complessa, che trasmetteva un profondo senso di pace.
Ascoltandolo riuscivo sempre a capire il suo stato d'animo
e mi rilassai: quel fraseggio leggiadro diceva che l'ira e il
malumore lo avevano abbandonato. Concluse il brano con
un armonioso grappolo di note e quando raddrizz lo strumento,
voltandosi verso di me, vidi che il suo sguardo aveva
perso ogni freddezza, anche se rimaneva indecifrabile.
Guarda il riflesso nell'acqua del pozzo, non ti piaceranno i
difetti nel viso che ricambia il tuo sguardo.
Mi sforzai di non sorridere. Come poteva non piacersi?
La luce dorata della giovinezza non l'aveva mai abbandonato,
anzi si era arricchita con il trascorrere degli anni, come un
prezioso monile, e continuava a brillare anche adesso che era
un uomo di mezz'et. Il tempo aveva solo reso pi sofisticato
un fascino capace di ammaliare allo stesso modo le donne e
gli uomini. Ma David era serio e capii che stava riflettendo
sulle mie parole. Non volli aggiungere altro e lasciai che i suoi
pensieri facessero il loro corso. Suon ancora qualche nota
ma a un tratto si ferm, le dita sospese sopra le corde.
Forse, anche cos, potr dar prova del mio coraggio
disse. Ci penser su. Ora vai.
Mentre la porta si chiudeva alle mie spalle, David riprese
a suonare con foga. Le sue mani, grandi e robuste, sapevano
produrre una gamma di suoni che parevano trascendere i
limiti dello strumento. Poteva ricavare dall'arpa mille voci
diverse, delicate o impetuose, ed era quello che stava facendo.
Poco dopo pass all'altro strumento in cui eccelleva: la
voce. Era un vecchio canto e lo riconobbi subito. L'aveva
intonato il giorno dell'incoronazione. ... Nel giorno della
tua potenza / tra santi splendori / dal seno dell'aurora, / come
rugiada io ti ho generato...
Bene, pensai. La sua mente rifugge l'angoscia del presente
e cerca conforto nella gloria del passato.
Il giorno seguente mi fece sapere che, se lo desideravo,
potevo scrivere la sua storia. Immaginavo che mi avrebbe
convocato quando si sarebbe sentito pronto a iniziare il racconto
e nel frattempo cominciai a preparare le pelli di vitello,
sfregandole con la pietra pomice. Infatti non intendevo
affidare un'opera cos alta alla fragile terracotta. Nessun aiutante
sapr mai acconciare le pergamene come dico io, e la
vita di un re non poteva che essere scritta su rotoli privi di
qualunque imperfezione.
Invece dell'attesa convocazione, quel pomeriggio, mi
giunse una tavoletta con sopra tre nomi incisi in fretta e
furia da Serayah, lo scriba. L per l non riuscii a capire quale
fosse il proposito di David. Poi lo indovinai: voleva che
parlassi con quelli che l'avevano conosciuto da bambino e
poi da adolescente, ovvero prima che entrassi al suo servizio.
Serayah aveva aggiunto un'annotazione: Il re dice: cos
conoscerai la storia e potrai narrarla a tuo piacimento. Sorrisi.
Dunque non aveva intenzione di influenzare il mio racconto,
stava a me raccogliere le testimonianze e dar forma al suo
ritratto. E quando vidi che fra i nomi c'era quello di Mikal
capii anche che non pretendeva di essere descritto in termini
lusinghieri. Mikal, l'iraconda, non mi avrebbe accolto
con il sorriso. Era stata la sua prima moglie e lo era ancora,
sebbene da anni non si rivolgessero la parola. In ogni caso
non avrebbe potuto rifiutare di ricevermi se il re le ordinava
di farlo.
Anche se allora non me ne rendevo conto, ero piuttosto
ottuso per essere un veggente. Io e Yoav ci eravamo sforzati
di trovare una degna occupazione per il nostro re inquieto e
infelice, qualcosa che servisse a distrarlo. E lui, invece, aveva
trovato il modo di distrarre me, affinch mi togliessi di torno.
Una persona intenzionata a peccare deve zittire la voce
della coscienza, ma se la sua coscienza  incarnata da un suo
servitore, non  cos semplice. E un'altra cosa mi sfugg: un
uomo fiero e aitante, nel momento in cui teme di perdere
la propria virilit,  disposto a fare qualunque cosa pur di
dimostrare a se stesso di non essere cambiato. In ossequio
al mio dono di profeta, ho dovuto rinunciare a una parte
della mia umanit, e questo mi ha reso cieco davanti a certe
cose. Vedo ci che gli altri non vedono, ma mi sfugge ci
che appare evidente anche allo stolto.
Guardai con attenzione i tre nomi indicati da David. Il
primo mi era sconosciuto ma era accompagnato da un'altra
annotazione di Serayah: Il re dice di cominciare da questo.
L'ultimo invece lo conoscevo benissimo. Shammah, era uno
dei fratelli maggiori di David e aveva condiviso con noi gli
anni di brigantaggio, quando re Shaul aveva preso a odiare
David e voleva ucciderlo. Non correva buon sangue fra
David e i suoi fratelli, ma l'odio di Shaul si era esteso anche
ai consanguinei e avevano dovuto darsi tutti alla macchia
per sfuggire alla prigionia o al boia. Ora Shammah si era
stabilito alle porte di Bet Lehem e amministrava la contrada
per conto del re. Stando alla tavoletta, il nome a me sconosciuto,
Nizevet bat Adael, era una donna della famiglia di
Shammah.
Informai i servi che l'indomani avrei avuto bisogno di
un mulo e di qualcosa da mangiare durante il viaggio. Alle
prime luci dell'alba, varcai le mura della citt.

 Capitolo 2.

Fino a pochi anni fa, nessuno si sarebbe avventurato da solo
sulla strada che porta da Yevus, come veniva chiamata allora
Ir David, a Bet Lehem. Abbiamo quasi scordato quanto
fosse rischioso viaggiare quando i confini non erano sicuri
e ogni angolo della nostra terra era infestato dai briganti.
Appena salito al trono David si era premurato di liberare il
paese da quella piaga, perch conosceva bene il problema,
avendo praticato per anni il brigantaggio e saccheggiato i
villaggi indifesi, come il mio.
Avevo dieci anni la prima volta che lo vidi. Mio padre
odiava la pigrizia e dopo la pigiatura, in attesa che giungesse
il tempo della potatura, mi mandava a pascolare le capre al
di l dei torrenti che scendevano dalla montagna, alle spalle
del paese. Lo facevo volentieri, perch mi piaceva stare per
conto mio, lontano dagli sguardi degli adulti che avevano
sempre qualche commissione o lavoretto da affidare a noi
bambini. Sulle colline assolate, potevo starmene in panciolle
sopra un masso a guardarmi intorno facendo ben poco, a
parte tirare qualche sasso alle caprette che si allontanavano
dal gregge. E sbrigliata la fantasia dei bambini e in quelle ore
di ozio fantasticavo su mille cose o non pensavo a niente. A
volte, nell'aria densa di foschia che si levava dal Mar Morto,
scrutavo le colline del Moav, e mi domandavo se anche laggi
ci fosse qualche ragazzino sdraiato come me presso una
fonte, e che vita facesse, quali pensieri occupassero la sua
mente. Ma quel giorno faceva troppo caldo e l'afa mi toglieva
perfino la voglia di pensare. Mi ero appisolato, quando
fui svegliato da un sasso che mi colp la tempia di striscio.
Svegliati, pastorello! Se fosse stato per te il tuo gregge sarebbe
gi a Beer Sheva. La voce beffarda veniva da dietro di
me. Balzai in piedi e voltandomi lo vidi in cima a un masso,
i raggi di sole che giocavano come lingue di fuoco fra i
suoi capelli. Salt gi e riparandomi gli occhi con la mano,
vidi che era un uomo sui vent'anni. E armato. Lo sgomento
doveva essere evidente sul mio viso, ma a spaventarmi non
era la daga che stringeva in pugno: tremavo all'idea di aver
perso il gregge, perch sapevo che mi sarebbe costato una
buona dose di frustate.
Il giovane uomo mi sorrise, arruffandomi i capelli con il
fare bonario di un fratello maggiore. Buon per te che ti ho
trovato, pastorello disse. Quando le tue bestie sono arrivate
nel nostro accampamento, gli uomini hanno subito iniziato
ad affilare i coltelli. Stasera capra arrosto, dicevano.
No, ti prego! Mio padre...
Non ti preoccupare. Il tuo gregge  al sicuro. Anch'io
ero un pastore fino a poco tempo fa. E non prendo mai
nulla senza prima chiedere. Sei del villaggio l sotto?
Annuii.
Conosci il capo?
 mio padre.
Ottimo. Porta i miei saluti a tuo padre e digli che io
e la mia gente rimarremo accampati qui per qualche giorno.
Siamo una ventina di guerrieri e alcuni di noi hanno
famiglia. Un po' di provviste ci farebbero comodo. Di' a
tuo padre che David, figlio di Yishay di Bet Lehem, gli sar
grato per l'aiuto.
Sgranai gli occhi. Tu... Tu sei quello che ha ucciso il gigante
di Gat? Mi toccai la testa nel punto in cui il ciottolo
mi aveva sfiorato: un sasso non molto pi grande di quello
ci aveva consentito di vincere la battaglia di Emeq Elah.
Tutti i bambini della nostra terra conoscevano la storia.
Il giovane brigante sorrise. Era grosso, ma non un gigante.
Ed era lento. Io sono stato pi svelto, e mi aveva
sottovalutato. Tutto qui. A volte  un bene essere piccoli,
ricordatelo. E approfittane, finch puoi. Mi guard dalla
testa ai piedi, con l'aria sbrigativa di chi valuta un agnello
prima di comprarlo. Vedo dalle tue mani e dai tuoi piedi
che diventerai alto. Tuo padre lo ? Si vede che hai preso da
lui. Ora vieni a recuperare le tue capre.
Lo seguii attraverso il wadi e fra le palme, fino alla radura
dove sorgevano quattro o cinque tende di pelle di capra,
piuttosto spaziose e disposte in modo ordinato. Sembrava
un piccolo accampamento militare, facile da piantare e trasportare.
Gli uomini di David avevano radunato le mie bestie
in un recinto improvvisato fatto di rovi e mentre separavo
le mie capre dalle loro mi accorsi che una donna mi stava
osservando. Il mantello le copriva il volto quasi per intero
ma aveva gli occhi verdi come il pino che le faceva ombra.
Una mano sottile sbuc fra le falde del mantello e mi fece
segno di avvicinarmi.
Obbedii e lei si alz - era alta per essere una donna - portandomi
con s fra gli alberi, a una certa distanza dalle tende.
Mio marito ti ha affidato un messaggio? disse sottovoce, e
mi sorprese che David fosse suo marito, perch era pi vecchia
del capobanda, mentre fra la mia gente vigeva l'usanza
che la moglie fosse molto pi giovane del marito.
Parve accorgersi della mia perplessit e si tolse il velo, in
modo che potessi guardarla in faccia. Un sorrisetto le increspava
le labbra, carnose ma solcate dalle grinze sottili dell'et
matura. La sua pelle olivastra era segnata, come quella di
mia madre, dalle estati torride della nostra terra, ma i suoi
grandi occhi verdi erano illuminati da uno sguardo schietto
e intelligente. Io sono Avigayil di Karmel, la terza moglie di
David, il nostro capo. Sono diventata sua moglie perch il
mio primo marito, Naval, che era un pazzo e un ubriacone,
rifiut di dare a David le cibarie che gli aveva chiesto per i
suoi uomini. Eppure avremmo potuto permettercelo, possedevamo
tremila pecore. Sapevo che quel rifiuto ci sarebbe
costato caro, e cos andai di persona a portargli le provviste,
prima che venisse a prendersele al villaggio. Dillo a tuo padre:
David non  un bandito come gli altri, non  un uomo
come gli altri. Quando mio marito mor, volli diventare sua
moglie, anche se questo significava abbandonare una famiglia
prospera per vivere fra i briganti. Ragazzo, di' a tuo
padre cosa rischia, fai in modo che non commetta lo stesso
errore di quel pazzo di mio marito. Perch in tal caso, anche
tu...
Non pot finire la frase, perch David la chiam e lei si
copr alla svelta e si allontan, lasciandomi da solo all'ombra
del pino. Aspettai un momento prima di tornare al recinto
e radunai in fretta le mie capre, riprendendo la via di
casa. Ero cos impaziente di riferire le notizie che scesi dalla
collina quasi di corsa, e intanto davo forma nella mia mente
alla storia che avrei raccontato ai miei, tralasciando di dire
che avevo rischiato di perdere il gregge. Ma, ascoltandomi,
mio padre aggrott ugualmente la fronte.
Quella sera, gli uomini pi in vista dei dintorni si riunirono
nella nostra casa e mia madre mi incaric di riempire
le loro coppe. Pur essendo lontana dagli altri insediamenti,
la nostra comunit non era affatto isolata, perch si trovava
lungo una delle pi battute vie commerciali ed era agiata
anche grazie alle fragranze e ai balsami che ricavavamo dalla
resina, molto richiesti in ogni parte della nostra terra. In
ogni caso i vicini erano gi al corrente della situazione e il
primo a prendere la parola fu Shem, un importante produttore
di resina. Io dico che dobbiamo dargli ci che chiede.
I suoi uomini ci sono utili quando si accampano accanto al
wadi, perch proteggono i giovani pastori, come tuo figlio,
dalle belve e dai banditi di passaggio. E poi sono corretti,
non hanno mai rubato le bestie, n i datteri delle nostre
palme...
Sono dei parassiti, ribelli e sediziosi. Mio padre, solitamente
garbato, lo interruppe bruscamente. Colui che li
guida si  messo contro il nostro re, il quale ha fatto intendere
chiaramente che lo vuole morto. Se lo aiutiamo, diventeremo
complici di un fuorilegge, un uomo condannato.
Vuoi forse incorrere nell'ira di Shaul?
Preferisco rischiare l'ira di un re lontano, piuttosto che
provocare un uomo accampato fuori dalle nostre porte.
Era stato mio zio Baraq a parlare, indicando le colline con
un gesto del capo. Il re  a Gheva. Non scoprir mai che
abbiamo dato via una decina di otri di vino e qualche sacco
di grano! Il raccolto  stato buono, ottima la vendemmia.
Possiamo permettercelo.
S, ma se doniamo il superfluo al figlio di Yishay di Bet
Lehem, presto ogni canaglia far la fila davanti alle nostre
porte togliendo di bocca il cibo ai nostri figli e spogliandoci
dei frutti delle nostre fatiche. Non passa giorno senza che
uno schiavo fugga dal suo padrone, ma non spetta certo a
noi farcene carico. Questo brigante non  da meglio, anzi,
io dico che  peggiore di uno schiavo. C' chi afferma che
sia al servizio del seren dei Filistei, Akish di Gat. Vuoi aiutare
il nostro pi acerrimo nemico? Io dico che non dobbiamo
dargli nulla.
Quello che tu chiami brigante, da ragazzo ha messo in
fuga i Filistei a Emeq Elah. Di certo il re non lo considerava
un malfattore, allora. N lo disprezzava, visto che gli diede
in sposa la propria figlia e lo mise alla testa delle proprie armate.
Lo sapete tutti quanto valore dimostr in quei giorni:
passava da una vittoria all'altra, come se la benedizione del
Nome fosse scesa su di lui. I re sono volubili, lo sai anche tu,
fratello. Dicono che un giorno, mentre mangiavano, Shaul
abbia scagliato una lancia contro il ragazzo, senza motivo.
Chi non fuggirebbe in un caso del genere?
Te lo dico io chi non fuggirebbe: un giovane innocente
e onesto. E poi non sta a noi criticare i giudizi del re.
Vorresti davvero mettere cibo nella bocca di un traditore?
S, piuttosto che i suoi uomini vengano a prenderselo
con la forza.
Se quel traditore e la sua marmaglia vengono qui, ci
difenderemo. Alcuni di noi sono capaci di battersi. Mio
padre non ne parlava quasi mai, ma da giovani lui e suo fratello
avevano combattuto nella guerra contro gli Ammoniti.
Volevo bene a mio padre e credo che lui ne volesse a me.
Non penso si rendesse conto che negando i viveri ai ribelli
metteva a repentaglio le nostre vite. Ma quando uscii dalla
stanza per andare a riempire la brocca, sorpresi mia madre
ad ascoltare nel corridoio e notai che aveva la faccia impaurita.
Appena mi vide cambi espressione e gir sui talloni
precedendomi in cantina, per le tremavano le mani quando
sollev il coperchio del vaso.
Che cosa c'? mormorai e lei scroll la testa e strinse le
labbra, senza fiatare. Presi il mestolo dalle sue mani e riempii
la brocca di vino, perch mia madre rischiava di versarlo
tanto era agitata. Pensate che mio padre sbagli dicendo di
no a quegli uomini?
Non spetta a me giudicare le sue azioni disse mia madre
a denti stretti. E neppure a te. Ora va' a servire gli ospiti
e tieni la bocca chiusa.
Ho parlato con una donna nell'accampamento di David.
Una delle sue mogli. Mi ha avvisato che  pericoloso mettersi
contro di lui. Suo marito l'ha fatto e lei gli ha portato da
mangiare di nascosto, e cos si ...
Taci. Mia madre mi pos le dita sul labbro. Erano dita
ruvide, consumate dal lavoro, ma anche gentili e sempre
pronte ad accarezzarmi. Tuo padre  il capo di questa famiglia
e del villaggio. Non sta a noi mettere in dubbio le sue
decisioni. E io non sono una baldracca come quella donna
che si  gettata ai piedi dello straniero, trasgredendo alla
volont del marito.
Ma l'ha fatto per salvare...
Basta! Tu devi solo obbedire a tuo padre e a me. Gli
ospiti stanno aspettando. Va' e riempi le loro coppe, e guai
a te se dici una sola parola.
Una decina di otri di vino e qualche sacco di datteri. Un
prezzo ragionevole, in fondo. E la mia vita sarebbe stata
diversa. Sarei potuto rimanere in quel villaggio, sulle rive
luminose del Mar Morto, figlio amatissimo di una famiglia
ricca. E avrei imparato il mestiere di vignaiolo da mio
padre, curando con amore gli antichi filari e godendomi il
tepore dei grappoli maturi alla fine dell'estate. Oggi sarei io
a mandare avanti i vigneti e toccherebbe a me insegnare il
mestiere ai miei figli. O almeno mi piace pensarlo. Ma forse
non potevo sottrarmi al mio destino. Non lo so. So solo che
i viveri non vennero consegnati ai forestieri e mio padre mi
disse di portare il gregge a pascolare lontano dal loro accampamento.
Due giorni dopo, David rinnov la sua richiesta,
mandando un uomo, giovane quanto lui, al villaggio. Mio
padre lo ricevette e il giovane emissario gli chiese vino e
provviste, ma con un tono assai pi arrogante di quello che
David aveva usato con me. Mio padre si adir e gli sentii
pronunciare parole come traditore, brigante e ladro. Allora
il giovane mont su tutte le furie e si mise a urlare cos forte
che potei udire ogni sua parola, come se fossi nella stanza
con loro.
Osi offendere un uomo di cui non saresti degno di
asciugare lo sputo. David, figlio di Yishay,  il legittimo capo
del nostro popolo, il miglior condottiero, l'uomo migliore
che abbia mai conosciuto. Il re di Gheva era del medesimo
avviso, un tempo. Forse che non l'aveva accolto nella
propria famiglia, prima di essere accecato dalla follia? Ora
odia David per le sue virt, perch si sente sminuito dalla
sua grandezza. Chiedilo a Yonatan, il figlio di Shaul, se non
ti fidi di me. Lo sanno tutti a chi vanno le sue simpatie...
Se non fosse per il rispetto che ogni figlio deve al padre,
sarebbe gi al nostro fianco, invece di puntellare un vecchio
rimbambito e bavoso...
A quel punto, mio padre lo interruppe gridando che in
casa sua non c'era posto per i traditori. Non era stupido,
sono sicuro che si rendeva conto del rischio che correva.
Tuttavia era sempre stato un po' testardo e poco propenso
a tornare sulle proprie decisioni, difetto che pag a caro
prezzo. Poco dopo, il giovane forestiero usc dalla nostra
casa e passandomi accanto mi sbatt contro il muro: non
ho mai dimenticato la ferocia che vidi nei suoi occhi. Per
molti  stata l'ultima cosa che hanno visto in questa vita. Il
messaggero che David aveva inviato a mio padre era Yoav,
che sarebbe diventato il nostro temuto generale, ma quel
giorno non conoscevo ancora il suo nome.
Era l'alba, quando camminai sul sangue di mio padre
e mi trovai faccia a faccia con il suo assassino. David era
venuto nottetempo, rapido e silenzioso. Aveva sgozzato mio
padre e mio zio Baraq con la disinvoltura di un macellaio.
Mentre mi avvicinavo a lui, sentivo le urla di mia madre, il
suo pianto disperato. No! gridava. Scappa, nasconditi!
Ma io ero stanco di ubbidire. Non potevo darle retta.
Cos come non potevo fermare i battiti del mio cuore. Mi
avvicinai a David che abbass lo sguardo su di me, scrutandomi
curioso. Per lui ero solo un bambino col volto rigato
di lacrime, un bambino cos turbato o scimunito da non
temere l'assassino sporco di sangue che aveva di fronte.
Non ti avevo avvertito, pastorello? Te l'avevo detto che
avrei ucciso tuo padre e tutti i suoi consanguinei che pisciano
stando in piedi.
Yoav sollev la lancia ma io non mi mossi. Allora David
alz la mano con una smorfia di disgusto. Lascialo stare
disse. Questo bambino  stupido. Si strinse le spalle e fece
per allontanarsi.
Fu allora che la Voce parl attraverso di me. Sono stati
gli altri a raccontarmi ci che dissi. Io mi rendevo conto
di muovere le labbra e la lingua, ma non riuscivo a sentire
le mie parole perch la testa mi risuonava come una pietra
sotto i colpi di un maglio, il sangue che pulsava dietro i
miei occhi. Una bruma color cremisi aleggiava sulla mia
vita distrutta e le parole mi sgorgavano dall'anima. Fra quel
velo rossastro, vidi le facce dei guerrieri riempirsi di stupore.
Yoav abbass la lancia e rimase a bocca aperta. Anche David
corrug la fronte, sbalordito. Ma la sua espressione cambi
quasi subito, si fece bramoso e mi parl, anche se non potei
cogliere le sue parole, con la testa che mi rimbombava. Vidi
che allungava la mano verso di me e all'improvviso caddi
svenuto.
Quando ripresi i sensi, ero nella sua tenda. China su di
me, Avigayil mi bagnava la fronte con un panno intriso di
acqua fredda. David in persona sedeva in fondo al mio pagliericcio
e appena si accorse che muovevo gli occhi, fece
segno ad Avigayil che mi desse da bere. Quando la donna
ebbe riempito la coppa, David la prese dalle sue mani e nel
farlo la accarezz, ringraziandola per quel piccolo servigio.
Lo notai, per quanto fossi frastornato, perch non avevo
mai visto mio padre trattare mia madre con tanta gentilezza.
David mi aiut a tirarmi su e mi avvicin la coppa alle
labbra. D'istinto mi ritrassi sentendomi toccare da lui, ma
David mi cinse le spalle con fermezza. Bevi disse, e quando
l'acqua mi bagn le labbra mi resi conto che ero assetato.
Piano fece David in tono premuroso, e riprese la coppa,
posandola per terra.
Si era lavato dal sangue di mio padre e indossava una tunica
di lana fine. Sotto il mio sguardo sbigottito, afferr il collo
della tunica e lo squarci. Poi si alz, and presso il focolare
e raccolse una manciata di cenere spargendosela fra i capelli
biondi. Voglio che tu sappia che mi rattrista aver versato il
tuo sangue. E piango la perdita dei tuoi congiunti. Ma era
necessario farlo. Questa gente, i miei uomini e i loro familiari,
si sono affidati a me e io devo fare tutto il possibile per
dare loro sostentamento. Ma non ho ucciso tuo padre e tuo
zio per una manciata di datteri. Ho ucciso tuo padre perch
se avessi tollerato il suo rifiuto, la notizia sarebbe passata di
bocca in bocca e non sarei pi stato in grado di nutrire la mia
gente. Queste persone hanno abbandonato tutto per seguirmi
e non posso farle soffrire. C' un patto fra noi: loro morirebbero
per me e io devo vivere per loro. E uccidere per loro,
se devo. Ho ucciso tuo zio per impedire che potesse cercare
vendetta e, per lo stesso motivo, avrei dovuto uccidere anche
te. Lo sai. E invece eccoti qua. Ora sei diventato uno di noi e
queste cose le vedrai con i tuoi occhi.
E le vidi, infatti. Le udii e ne sentii l'odore. A volte, in
sogno, odo ancora i gemiti dei destrieri nemici che rovinavano a
terra perch David aveva ordinato che fossero loro
recisi i tendini. E sento il tanfo che emanavano i prigionieri
moabiti allineati sul campo e incapaci di controllare le
budella, mentre gli uomini di David misuravano la fila di
corpi come si misura una stoffa, decidendo quanti fra loro
sarebbero vissuti e condannando gli altri a essere trucidati
sul posto.
Qualunque cosa sia necessaria.
David avrebbe potuto farne il suo motto. Ha risparmiato
un centinaio di cavalli degli Aramei e li ha messi a tirare i
nostri carri da battaglia. Dopo aver sconfitto i Moabiti, ne
ha risparmiato un buon numero perch potessero continuare
a pagarci i tributi. E risparmi me affinch diventassi il
sassolino nel suo sandalo. Perch quel giorno lontano David
mi prese al suo servizio, e da allora sono rimasto quasi sempre
al suo fianco.
Quale bambino sarebbe disposto a lasciarsi alle spalle
tutto ci che conosce per servire l'assassino di suo padre?
Parve strano anche a me. Ma mentre giacevo su quel pagliericcio,
per sconvolto e addolorato che fossi, sentivo di aver
trovato la mia vera casa. Capii fin dal primissimo momento
che un profeta non  padrone del proprio cuore: io dovevo
andare con David, che mi piacesse o meno. E non per
assecondare la sua volont. Anche se mi avesse picchiato,
abbandonandomi agonizzante sul ciglio della strada, sarei
tornato strisciando da lui per gridargli le parole che doveva
ascoltare. Se mi avesse mandato in esilio sull'altra sponda
del Mar Morto (e sarebbe potuto accadere, dopo alcuni dei
miei pronunciamenti) l'avrei guadato senza indugio pur di
riunirmi a lui. Ma non ce n' stato bisogno. Fino a oggi,
mi ha sempre tenuto con s, anche quando le mie parole
gli bruciavano. Perch David non ha dimenticato ci che
avvenne fra Shaul e il suo profeta, Shemuel. Sa che il nostro
popolo non pu essere governato come gli altri, occorre un
talento sottile e misterioso, concesso da una mano onnipotente
che pu riprenderselo in un batter d'occhio.
Ed  straordinaria la prontezza con cui cap il mio talento.
Dovettero passare molte stagioni prima che tornassi a
parlare con quella voce strana e paurosa, e quando avvenne
il messaggio fu assai meno gradevole del precedente. Ma la
sua fiducia in me non ha mai vacillato. Mi  stato concesso
di vedere molte cose... Schegge luminose che a volte preannunciano
ci che avverr, e a volte sono soltanto sogni a
occhi aperti, non meno fugaci della bruma su una valle o
del fumo intorno all'altare. Alcune di quelle parole sono diventate
celebri, altre sono state udite solo dalle sue orecchie.
Alcune sono attribuite a me, ma c' chi pensa che David le
abbia ricevute direttamente dalla Voce dell'Altissimo. Non
m'importa, e in fondo  vero che non sono mie quelle parole.
La prima volta, David non mi disse ci che aveva sentito
dalla mia bocca: naturalmente, pensava che lo sapessi.
Invece lo appresi dalla sua gente che non parlava d'altro,
perch aveva fatto scalpore quello che tutti chiamavano gi
l'oracolo di Natan.
Avevo promesso a David il trono di Yehudah. Di pi, la
voce che si era impadronita di me aveva evocato un impero
e una schiatta destinata a durare nei secoli. Nel frattempo le
prime due promesse si sono avverate, ma allora sembravano
parole prive di senso, perch David non era che un bandito
accusato di tradimento. E questa esile lingua di terra spaccata
da una schiera di colline frastagliate non pareva certo
in grado di conquistarsi un impero. Eravamo un'accozzaglia
di trib sempre pronte a farsi la guerra, con un re rinnegato
dal suo profeta, un vecchio volubile e sull'orlo della pazzia.
Eravamo schiacciati dal Popolo del Mare sulla costa, dalle
armate del Faraone a sudovest e dai potenti popoli dei
Due Fiumi a oriente. I nostri acerrimi nemici, i Filistei, che
noi chiamavamo Popolo del Mare, ci impedivano l'accesso
alle miniere di ferro cosicch il vomere dei nostri aratri era
di legno. E le nostre spade di rame nulla potevano contro
quelle forgiate dai loro fabbri. Non eravamo neppure liberi
di muoverci nella terra dei nostri padri, la stretta striscia di
pianura che va da Dan a Beer Sheva. Ma David credette
alle parole che proferii quel giorno, la fede infuse coraggio
alla sua gente e gli eventi si dispiegarono veloci sull'onda di
un entusiasmo ispirato dal Cielo. Quando la stagione del
raccolto torn per la quarta volta, David fu incoronato re
di Yehudah. Di l a poco avrebbe fatto un solo popolo delle
trib del Nome, fondando il regno imperituro di Yisrael.
Il giorno che mor mio padre mi lasciai l'infanzia alle
spalle. Anche se per il mondo non ero che un bambino,
nessuno mi avrebbe pi trattato come tale. Prendevo ordini
soltanto da David, come un servitore felice di compiacere
il padrone. La mia trib di appartenenza non contava
pi nulla per me, non ero beniaminita o levita o giudaita
o efraimita, ma semplicemente un uomo di David. Era lui
a occuparsi della mia persona e non dovevo obbedienza a
nessun altro, nessuno poteva darmi ordini o decidere in mia
vece. A partire da quel giorno, andai per la mia strada, ma
rimanendo sempre al suo fianco.
Mia madre torn alla casa di suo padre, portando con
s la mia sorellina di pochi mesi. Secondo la legge sarebbe
toccato a zio Baraq farsene carico, ma mio zio non c'era
pi, e non le rest altra scelta. Il nostro ultimo incontro
fu penoso: mia madre non mi concesse la sua benedizione
quando andai con David, n insistette perch rimanessi con
lei. Non le erano mai piaciute le cose inspiegabili, e la voce
che era sgorgata da me aveva solo acuito il suo terrore: era
rimasta di sasso, smettendo persino di singhiozzare, mentre
andavo verso quella che, ai suoi occhi, non poteva che apparire
la mia fine.
Mi sentii rifiutato, come mi sarebbe accaduto molte volte
in seguito.  terribile per un bambino perdere l'amore della
madre, vederla andar via senza poter fare nulla per fermarla.
Perch io le volevo bene. Ma, al pari del lebbroso quando le
piaghe iniziano a scavargli la pelle, ero segnato ai suoi occhi,
irrimediabilmente contaminato. Fu doloroso per me, ma
per lei non ero pi il bimbo che aveva portato in grembo e
allattato, bens una creatura strana, incomprensibile. Mor
qualche anno dopo, per una febbre improvvisa, prima che
David diventasse re, e cos non pot mai apprezzare il valore
del dono che mi aveva fatto l'Altissimo.
Unendomi a David, ero diventato un fuorilegge agli occhi
del mondo e mio nonno non volle che avessi alcun contatto
con la mia sorellina. In seguito, quando venni riabilitato,
era gi una promessa sposa che neppure si ricordava di
me.  un altro dei miei rimpianti.
A dieci anni avevo gi capito che nulla di umano poteva
intromettersi fra quella Voce misteriosa e me, e quando
venne il momento di prendere moglie, me ne astenni.
Sapevo che le semplici gioie e l'intimit della vita coniugale
mi erano precluse. E comunque, quale donna mi avrebbe
voluto? La verit  che tutti rispettano i profeti del Nome,
ma nessuno li ama davvero. Come si pu provare affetto per
un uomo che incute timore? Col tempo mi sono abituato
a rimanere in disparte, a vedermi voltare le spalle per la via,
al vocio che cessa di colpo quando entro in una stanza, al
sospiro di sollievo che accompagna la mia uscita.
Solo David mi capiva e sapeva quanto fossi importante
per lui. Col tempo le nostre vite si sono intrecciate e oggi
posso dire di averlo conosciuto meglio di chiunque altro.
Tuttavia ho dovuto ascoltare parecchie voci di uomini e
donne per capire chi fosse davvero, prima del giorno ferale
e straordinario in cui i nostri destini si congiunsero per sempre.
Naturalmente, avevo sentito molte storie sul suo conto,
non vi  chi non le conosca fra gli abitanti della nostra terra.
Ma le storie che nascono intorno a un re sono come tralci
possenti, che soffocano e fanno avvizzire ci su cui si attaccano,
mentre nel frattempo le radici si essiccano e muoiono
se non riesci a individuare il luogo esatto da cui si irradiano.
Era questo il mio compito: scoprire le radici pi profonde.
E David mi aveva indicato la via.

 Capitolo 3.

La Porta delle Pecore era ancora chiusa quando mi misi in
viaggio, ma il capo delle guardie mi riconobbe e diede subito
ordine di aprirla. Spronai la mula, ammirando come
sempre il ripido pendio e l'argento degli ulivi tenacemente
aggrappati alla terra arida. I contadini erano gi lavoro
nell'aria fresca del mattino, le schiene curve sui campi di
lino e orzo, nello sforzo quotidiano di far fruttare una terra
dura come la roccia. Un uomo pungolava con una pertica
i buoi che trascinavano a stento l'aratro, mentre suo figlio
combatteva con i rovi che assediavano le piante. Grazie al
re, non ha altre battaglie da combattere la prole dei contadini,
e non viene pi sottratta al lavoro nei campi, perch il
nostro esercito, ben addestrato, basta a proteggere i confini
del regno.
La strada che conduce a Bet Lehem si snoda fra le colline,
e lasciai che la mula s'inerpicasse col suo passo su per
la salita. Presto uscimmo dalla terra coltivata entrando nel
bosco, ed era piacevole viaggiare fra il verde smeraldo delle
piante che ci riparavano con la loro ombra fragrante dal sole
gi alto nel cielo.
Giunto in vista di Bet Lehem, mi fermai al pozzo per
chiedere dove vivesse Shammah, il fratello di David. Le
donne si strinsero nei mantelli quando mi avvicinai, ma mi
indicarono prontamente la tenuta che sorgeva sulla collina,
a oriente della citt. L'edificio, cinto da alte mura, era
composto da tre case con il loggiato che correva intorno
a un ampio cortile. Il cortile era diviso in due parti da un
pergolato: quella sottovento ospitava il recinto delle vacche,
con lo sterco che si seccava al sole, mentre dall'altra parte,
all'ombra di un frondoso albero di limone, c'era il tavolo
con il tannur, cos il profumo dei limoni si mescolava a
quello del pane appena sfornato.
Shammah non mi accolse di buon grado. La terra del
cortile appariva segnata da orme profonde e mi venne il sospetto
che avesse camminato su e gi nervosamente, mentre
aspettava il mio arrivo. Era ingrassato da quando aveva
lasciato l'esercito e non somigliava affatto al fratello, non
solo perch aveva dieci anni di pi; erano diversi in tutto,
corporatura, incarnato, tono di voce e carattere.
C'era un tavolo all'ombra del limone, ma Shammah
non mi invit a sedermi, cos rimasi in piedi mentre un suo
nipote prendeva la mia mula per la cavezza conducendola
nel recinto delle vacche. Shammah venne a piazzarsi a un
palmo dal mio naso. Sono abbastanza alto, ma lui  ancora
pi alto e mi faceva ombra con la sua mole gigantesca. Per
la fica di un'asina, si pu sapere a che gioco sta giocando
mio fratello? Vi ordino di raccontare tutto a Natan. Che
idiozia sarebbe?
Fui preso alla sprovvista da quelle parole insolenti, ma
ancora di pi da ci che implicavano: Shammah sapeva del
mio arrivo e conosceva il motivo per cui ero l. Dunque il
re aveva mandato un messo ad avvisarlo subito dopo il nostro
incontro, ovvero ancora prima di farmi avere l'elenco di
nomi? Il mio stupore doveva essere evidente.
Non sapevi che ci ha imposto di riceverti? Pensi che ti
avrei aperto la porta se non me lo avesse ordinato? Ha mandato
qui mio figlio Yonadav ieri notte, col buio, facendogli
rischiare l'osso del collo. Mia madre  scoppiata in lacrime
e si  chiusa nelle sue stanze quando ha saputo che dovr
rispondere alle tue domande.
Nizevet, il nome che non conoscevo. La prima persona
con cui dovevo parlare era dunque sua madre. Vivevo con
David da anni ma non lo avevo mai sentito pronunciare
quel nome. Due possono essere le ragioni che spingono un
uomo a tenere nascosto il nome della madre: il desiderio di
salvaguardarne il decoro o la vergogna per le proprie origini.
Intanto Shammah continuava a recriminare. Non mi piace
questa storia, e a lei piace ancora meno che a me. Si volt
e sput per terra. Ti avviso, se per causa tua dovesse patire
altri affanni... Non pot finire la frase, perch la madre era
apparsa nel cortile, sorretta da una ragazza.
Va tutto bene, Shammah disse con la voce tremolante
dei vecchi ma dolce e melodiosa, la voce di David in forma
femminile. Se il re vuole cos, cos sia. Avr le sue buone
ragioni.
E quali? Stuzzicare una vecchia ferita fino a farla sanguinare?
A chi pu giovare? Ma del resto hai sempre avuto un
debole per lui. Fa' come ti pare!
Shammah sbuff e and verso la porta, sollev la sbarra
come se fosse un fuscello e spalanc i battenti, uscendo
come una furia dal cortile. Nizevet rimase a guardarlo finch
il ragazzo che si era preso cura della mia mula non corse
a chiudere la porta. Poi si volt verso di me e vidi che aveva
gli stessi occhi del re, l'ambra splendente che pareva catturare
la luce e anche l'ombra. Pur essendo contornati da rughe
profonde, non erano meno penetranti di quelli di David, e
orlati come i suoi da folte ciglia.
Perdonatelo, anche Shammah ha le sue ragioni. Fra
poco capirete. Si avvicin con passo strascicato al tavolino
e ci sedemmo, i petali bianchi che cadevano su di noi come
fiocchi di neve. Ai nostri piedi c'erano scodelle da cui si
levava il profumo intenso del giacinto.
La ragazza sistem un cuscino dietro le gracili spalle di
Nizevet, vers vino misto ad acqua nelle nostre coppe e si
ritir nell'ombra del loggiato. Era impossibile vederla dal
cortile, ma poco dopo udii il rumore della mola, lo stridere
della pietra sopra la pietra, mentre la serva macinava
l'ultimo grano della stagione. Forse Shammah le aveva ordinato
di rimanere nei paraggi e prestare orecchio ai nostri
discorsi.
Tirai fuori lo stilo di canna e la boccetta dell'inchiostro
e poco dopo la vecchia inizi a parlare, con un lieve rantolo
nella voce, flebile come il sibilo del vento fra l'erba dell'estate.
Raccontate tutto a Natan. Questo ci ha mandato a
dire il re. Anzi, ce l'ha ordinato. Strinse le labbra, e un
silenzio imbarazzato scese fra noi.
Non vi  piaciuto, vero?
E come avrebbe potuto? Sono rimasta in silenzio tutti
questi anni... La storia del re non mi riguardava... E poi
pensavo che non volesse far sapere i nostri segreti... Mi domando
perch voglia riportare alla luce questa storia, ora
che  stato baciato dalla fortuna. Aprite il cuore a Natan,
questo mi ha mandato a dire, come se fosse facile. Ebbene,
magari lo sar per lui, ma...
La frase le mor in gola e distolse lo sguardo, gli occhi lucidi
di lacrime. La ragazza arriv in un attimo con una scodella
di acqua di rose e le porse un panno fresco che Nizevet
si premette sulla fronte. Aveva la faccia disseminata di rughe
ma la pelle era candida e lasciava intravedere l'ossatura delicata.
Si capiva che doveva essere stata molto bella un tempo
e avrei scommesso un talento che, sotto il fazzoletto di lino,
i suoi capelli d'argento conservavano ancora qualche lingua
di fuoco. Riprese a parlare con voce sommessa ma piena di
emozione, il volto tirato.
Il nome che scelsi per lui, beneamato, fu un gesto di
sfida. Suo padre non voleva avere a che fare con lui. Non
lo degnava neppure di uno sguardo. Se fosse morto appena
nato, Yishay avrebbe esultato.
Le sue parole mi sconvolsero al punto che smisi di scrivere
e sollevai lo sguardo. Nizevet mi fiss con i suoi occhi
inquieti.
Non mi credete, vero? Vi si legge in faccia. Ma vi capisco.
Comunque i fratelli maggiori seguirono l'esempio del
padre. Lo trattavano come un estraneo. Perfino Netanel, il
pi buono, che aveva pochi anni pi di lui, lo ignorava. Ma
gli altri facevano di peggio, gli mettevano l'aceto nell'acqua
e il fiele nel cibo. Lo picchiavano e lo accusavano di malefatte
che non aveva commesso. Nessuno le sa queste cose, al di
fuori della nostra famiglia. E se non fosse arrivato l'ordine
di David, Shammah lo negherebbe anche oggi.
Non conoscevo bene gli altri figli di Nizevet. Nessuno
di loro aveva mai fatto parte della cerchia ristretta del re.
Finch era rimasta in vita, sua sorella Zeruyah aveva goduto
del favore di David e i suoi tre figli, specialmente Yoav, avevano
un ruolo di primo piano a corte. I suoi fratelli avevano
sempre rivestito cariche minori, ma non era mai affiorata
alcuna ostilit fra loro e il sovrano. Nizevet parve leggere di
nuovo nei miei pensieri e mi sorrise.
Nessuno ama ricordare quegli anni, i miei figli hanno
fatto il possibile per toglierseli dalla testa. Ma io me li ricordo,
eccome. David aveva appena sei anni, quando suo padre
ordin che fosse allontanato dal bet-av, la casa di famiglia,
per badare alle pecore sulle colline. Sarebbe andato a vivere
in una capanna di pietra e fronde, tornando a casa solo per
prendere da mangiare. Yishay lo fece perch non sopportava
di vederlo. E a quei tempi le colline erano ancora infestate
dai leoni. Come poteva sopravvivere da solo un bimbo di
sei anni? Io penso che Yishay volesse la sua morte. Piansi la
mattina che part, mi spezz il cuore vederlo andar via con
la manina stretta intorno al bastone da pastore pi grande
di lui, il fagotto sulle spalle con il formaggio, le olive e l'uva
passa che gli avevo preparato. Era cos piccolo e indifeso...
Ma oggi penso che fu un bene, perch lo salv dalle prepotenze
dei fratelli e dall'odio cieco del padre. Impar molte
cose, in quegli anni sulle colline, io credo che fu allora
che divent l'uomo che  oggi, nel bene... Nizevet fece
una breve pausa, sospirando e nel male. Una madre non
dovrebbe dire certe cose. Un sorriso triste le incresp le
labbra. Ma  lui a volerlo. Raccontategli tutto, cos ha
detto...
Mentre la vecchia parlava, lo stilo grattava la pergamena
e io ripensavo alla prima volta che avevo visto David, sulla .
collina dietro il mio villaggio. Immaginai quel bambino nel
silenzio rotto soltanto dai belati e dall'acciottolio del gregge
sui sentieri, l'odore del timo pestato dagli zoccoli, il canto
degli uccelli fra gli arbusti.
Forse aveva cercato il modo per riempire quelle giornate
silenziose. Chiss se aveva scoperto cos la consolazione
della musica? Lo chiesi a Nizevet e lei mi spieg come si era
fabbricato la prima arpa. Una volta aveva visto un suonatore
ambulante a Bet Lehem e ne era rimasto tanto colpito che,
a furia di tentativi, aveva creato uno strumento rudimentale
con le corna e i tendini di un caprone, imparando da solo a
ricavarne suoni prodigiosi.
Nizevet disse che aveva trovato la sua voce sulle colline,
dove poteva cantare a squarciagola senza disturbare nessuno.
Mentre trascrivevo le sue parole, intuii che David doveva
aver trovato anche qualcos'altro, lass, qualcosa che
non avrebbe mai scoperto se fosse vissuto per sempre in
una famiglia numerosa, o nel trambusto di una citt. Aveva
imparato ad ascoltare il mondo. In quelle giornate interminabili,
nella quiete di quelle notti buie, aveva appreso l'arte
dell'ascolto, un'arte di cui  maestro. Spesso gli uomini
s'incantano a sentire la propria voce e David li lascia parlare:
sa cavare le parole di bocca ai guerrieri pi taciturni, ai
pi smaliziati ambasciatori, facendo dire loro pi di quanto
vorrebbero. David non ha paura del silenzio, non si affretta
a riempirlo, come la maggior parte delle persone.
Ed  da sempre nella selva, nei luoghi desolati, che gli
eletti si recano per udire la Voce del Cielo. Avram era nel
deserto, sotto un cielo di stelle, quando il Nome gli promise
una discendenza innumerevole come il firmamento.
Mosheh era fra colline remote, anche lui un pastore, quando
Yah gli parl tramite il fuoco. Sono sicuro che David
avesse percepito l'eco, almeno, della Voce divina, perch
quando venne per lui il tempo di parlare al mondo, le sue
parole avevano la potenza e il fragore del sacro fuoco. Come
spiegare altrimenti la sua poesia, che d voce ai nostri sentimenti
di giubilo e dolore, preghiera ed espiazione?
Preso da questi pensieri, mi ero distratto dal racconto
di Nizevet che stava rievocando l'infanzia del re. Solo io
mi curavo di lui, quando tornava a casa. Trovavo sempre il
tempo per stare con il mio bambino e lo lavavo, gli tagliavo
i capelli, gli mettevo i vestiti caldi che avevo fatto per lui. Mi
sforzavo di dargli anche l'amore che suo padre gli negava...
Annuii, mentre vergavo questa frase. Conoscevo gi allora
l'insaziabile bisogno d'amore di David: il suo desiderio di
amare ed essere amato  la forza dominante della sua vita e
la sua pi grande debolezza. Poi per Nizevet disse qualcosa
che mi suscit un moto di sorpresa.
Yishay era un uomo buono. Nizevet colse il mio stupore
e mi guard negli occhi. Capisco la vostra incredulit,
ma  vero. Yishay era un uomo giusto, che offriva spesso
sacrifici e rispettava lo spirito e la lettera della legge. Era
conosciuto per questo, e la gente si rivolgeva a lui per ottenere
consiglio. Ero solo una bambina quando diventai sua
moglie, e per me fu un padre oltre che un marito, tenero,
generoso. Aveva ereditato un piccolo gregge, facendolo diventare
il pi numeroso di Bet Lehem. E ingrand anche la
nostra casa. Non questa... precis Nizevet, indicando con
un gesto sprezzante i semplici edifici che avevamo intorno.
Il nostro bet-av era un elegante palazzo di pietra e legno di
cedro. Alla morte di Yishay pass, secondo la consuetudine,
al nostro primogenito, Eliav, e ora appartiene al figlio
di Eliav. Ma allora avevo un'ala del palazzo solo per me e
i miei servi, e una stanza dei telai dove potevamo lavorare
anche col maltempo. Diedi a Yishay figli robusti e figlie
virtuose, e lui mi onorava per questo. Una donna non pu
pretendere di pi dalla vita e so che molte di loro ricevono
assai meno.
Ma voi siete un uomo e certe cose le sapete. Quando
una donna ha generato molti figli non riesce pi ad accendere
il desiderio dello sposo.
In realt non sapevo a cosa alludesse. Come avrei potuto?
Capita sovente continu Nizevet. Ma Yishay era un
uomo serio e gli ripugnava l'idea di trovare una sostituta per
le sue voglie. Certo, avrebbe potuto prendere altre mogli,
ma nei nostri dolci giorni di passione, mi aveva promesso
che non l'avrebbe fatto. E Yishay era un uomo di parola.
Tuttavia, cominciai ad accorgermi che guardava le altre
donne. Sapevo che lottava con se stesso. E poi arriv la mia
nuova ancella, una cananea. Mi assomigliava come una goccia
d'acqua, era identica a me da ragazza. Credo che l'avesse
scelta per questo, anche se non se ne rendeva conto. Non
riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Era una brava ragazza
e veniva da una famiglia rispettabile, che l'aveva mandata
a servire in casa nostra proprio perch Yishay aveva fama
di essere un uomo giusto. Se fosse stata una sgualdrinella,
forse mi sarei comportata diversamente. Avrei voltato la
faccia dall'altra parte lasciando che capitasse ci che doveva
capitare. Ma avevo notato che la fanciulla si copriva il volto
quando mio marito entrava nella stanza, e faceva il possibile
per non rimanere sola con lui. Le attenzioni di Yishay la
spaventavano, perch, come ogni fanciulla, desiderava un
matrimonio onorevole e figli legittimi. Cedendo alle voglie
di Yishay, rischiava di mettere a repentaglio il proprio futuro.
Ma sapevo che un giorno sarebbe successo: non poteva
sfuggirgli per sempre. Cos la mandai a casa di mia figlia
Zeruyah, che aveva da poco partorito il terzo figlio, con la
scusa che doveva aiutarla. Yishay si arrabbi ma dovette far
buon viso a cattiva sorte, perch spettava solo a me disporre
della mia ancella. Per non me lo perdon, e fu allora che
tir fuori la faccenda dei suoi antenati per mettere in dubbio
la legittimit del nostro matrimonio.
Come ho gi detto, Yishay osservava la legge con scrupolo.
Ora,  risaputo che gli Ivrim non devono unirsi ai
Moabiti, perch questi ultimi furono la trib che imped
loro il passaggio quando gli Ivrim fuggirono da Mizrayim.
La nonna di Yishay, Rut, era moabita ma Boaz la prese in
moglie ugualmente poco prima di morire e da quell'unione
nacque il padre di Yishay. La cosa diede scandalo, ma quando ci
sposammo era acqua passata e nessuno si oppose alle
nostre nozze.
Per, arso dal desiderio, Yishay volle riesumare quella
vecchia storia e disse che il nostro matrimonio era impuro
perch lui, nipote di una moabita, non avrebbe avuto il diritto
di sposare una donna di sangue israelita. Fu un duro
colpo e lo divent ancora di pi quando smise di giacere
con me. Rifiutava perfino di prendere un piatto dalle mie
mani, o un fazzoletto per tergersi la fronte. Alla fine mi
ripudi e dovetti tornare piena di vergogna a casa di mio
padre.
Dopo avermi allontanata, Yishay non si abbandon subito
alla lussuria. Credo che fosse combattuto, sapeva che
il desiderio gli stava insudiciando l'anima. Ma alla fine l'istinto
ebbe la meglio e ordin a nostra figlia di restituirgli la
cananea. La fanciulla venne di nascosto da me e mi rifer fra
le lacrime che Yishay la reclamava e che era deciso a possederla
quella notte stessa.
Come ho gi detto, mi assomigliava nel viso e anche
nella corporatura, perch negli ultimi tempi io ero molto
dimagrita a causa di quelle tribolazioni. Un giorno mia sorella,
forse per consolarmi, mi disse che il dolore mi aveva
fatto ringiovanire, che sembravo la ragazza graziosa che ero
da nubile. Fu questa sua osservazione, credo, a suggerirmi
l'idea. Dissi all'ancella di tornare da Yishay e di farlo bere in
abbondanza quella sera: al momento di appartarsi con lui,
gli avrebbe chiesto di spegnere le lampade, come si conveniva
a una fanciulla pudica, e le promisi che a quel punto
avrei preso il suo posto nel talamo nuziale. Poi andammo
insieme al mercato e comprammo un unguento profumato,
che ci spalmammo entrambe sul corpo.
Nizevet smise di parlare e un lieve rossore le tinse la pelle
rugosa. Distolsi lo sguardo per mitigare il suo imbarazzo,
e siccome esitava a riprendere il racconto dissi sommessamente,
gli occhi fissi sulla pergamena: E cos Yishay soddisf
un desiderio illegittimo nel corpo della legittima sposa.
S mormor.
Vidi con la coda dell'occhio che si strofinava nervosamente
le mani, ma poco dopo torn padrona di s e riprese
il racconto.
Avevo usato il bianco d'uovo per fingere l'umore abbondante
delle fanciulle e macchiato le lenzuola con qualche
goccia di sangue di pollo, ma non ebbi bisogno di recitare.
Piansi come avrebbe pianto la mia ancella. Ma le lacrime
servirono soltanto a eccitarlo: l'idea di avere fra le braccia
una creatura inerme pareva aumentare il suo desiderio e mi
prese con la brutalit di un selvaggio. Sebbene fossi sua moglie,
mi sentii insudiciata dalla sua carne. Poi sprofond nel
sonno pesante degli ubriachi, e io mi alzai. C'era la luna
quella notte, e mentre aprivo la porta Yishay alz la testa un
momento. Temevo che avesse scoperto il mio inganno, ma
era troppo sbronzo e insonnolito per riconoscermi. La mattina
seguente fece chiamare l'ancella e la cacci di casa accusandola
ingiustamente di essere causa del suo peccato. Poi
venne a cercarmi e mi implor di tornare da lui. Accettai,
perch mi mancava la mia casa e desideravo rivedere i miei
figli, ma fra Yishay e me si era creato un solco ormai, e
quando giacevamo insieme non riusciva pi a possedermi.
Non che mi importasse, il mio affetto per lui era scemato
e non avevo certo voglia del suo corpo. Per divent un
problema quando apparve chiaro che aspettavo un bambino.
Questo avvenne cinque mesi dopo che aveva giaciuto
con me credendomi l'ancella, e naturalmente, in mancanza
di altre spiegazioni, si convinse che avessi concepito da
adultera, durante la nostra separazione. Non osai rivelargli
la verit, temendo che sfogasse sulla fanciulla la rabbia per
quell'affronto. Non dissi nulla nemmeno quando cerc di
farmi confessare a suon di schiaffi.
Sollevai lo sguardo, ma questa volta non c'era ombra
d'imbarazzo sul suo viso.
S, mi picchi, solo una volta, a dire il vero, ed era ubriaco.
Ma questo conferm i miei timori su ci che avrebbe
potuto fare, e cos tacqui, tenendo il mio segreto per me. Ai
suoi occhi l'ultimo figlio che avevo generato era un mamzer,
un bastardo.
Fatic a pronunciare quella parola che ha il sapore di
tutto ci che  putrido, contaminato e spregevole.
Il bimbo che chiamai David - beneamato - era per
Yishay, e per la legge di Mosheh, un reietto, che solo alla decima
generazione avrebbe potuto essere accolto fra il popolo di Yisrael. Eppure Yishay non lo disse a nessuno. Secondo
la legge avrebbe dovuto ripudiare sia me sia il bambino che
portavo in grembo davanti al consesso degli anziani. Ma
non lo fece. Forse per il rispetto che continuava ad avere nei
miei confronti, in quanto madre dei suoi figli, o forse perch
temeva che da accusata mi trasformassi in accusatrice,
svelando ci che era accaduto. In ogni caso, per il mondo
non eravamo che una famiglia come tante, una coppia logorata
dal tempo, un padre che aveva in antipatia uno dei
figli per motivi che non era tenuto a rendere pubblici. Mi
illusi che le cose potessero cambiare.  normale che i padri
si disinteressino dei figli appena nati, ma  facile che si
affezionino a loro, man mano che crescono, compiaciuti
dalla somiglianza che ravvisano nella prole. E David era un
bambino bellissimo, di quelli che non passano inosservati, e
precoce in tutto, un bambino vivace con un'innata curiosit
e di buon carattere. Ma tali virt sembravano solo acuire
l'odio di Yishay nei suoi confronti. N aiutava il fatto che
David avesse preso da me, e che di faccia non somigliasse
affatto a Yishay. Se il bimbo correva da lui, mio marito lo
respingeva o lo prendeva per il polso stringendolo fino a
fargli male. Ben presto David impar che era meglio stare
alla larga da quel padre cos burbero.
Mi parve irragionevole che una madre mantenesse un
segreto che costava tanta sofferenza al figlio, e glielo dissi:
Non sarebbe stato meglio confessare a Yishay che David
era figlio suo?
Nizevet si pass la mano tremante sulla fronte. Oh, alla
fine glielo dissi. Non ne potevo pi di vederlo maltrattare il
bambino. La fanciulla era al sicuro ormai, avendo sposato
un giovane di un altro villaggio, e non m'importava di quello che avrebbe fatto a me. Meglio sopportare la sua collera
che farla sopportare a mio figlio. Ma non serv a niente,
Yishay continu a detestare David anche in seguito, perch
gli ricordava quella notte di debolezza e si sentiva beffato
dalla sorte.
La vecchia sospir e le sue gracili membra furono percorse
da un brivido. Prese fiato e continu il racconto.
Non che la nostra vita conoscesse solo amarezze. I nostri
figli pi grandi, Eliav, Avinadav, Shammah e gli altri
divennero uomini di valore. E le nostre figlie si sposarono
felicemente. Eliav si distinse fin da giovane combattendo
nell'esercito di Shaul, e Avner, il generale di Shaul, essendosi
accorto delle sue qualit lo volle accanto a s. Forse siete
troppo giovane per ricordare quegli anni, quando lo stesso
Shaul era poco pi di un ragazzo salito al trono contro la
propria volont. Anche voi avete combattuto duramente,
con David, ma le guerre cui avete partecipato sono state
quasi sempre vittoriose. In quegli anni non era cos.
Non la interruppi per dirglielo, ma lo sapevo, perch
avevo studiato a fondo la storia del nostro popolo e le vicende
di Shemuel e Shaul. Avevo visto re Shaul solo una
volta, fugacemente, nella luce fioca di un'alba lontana nel
tempo. Ero un ragazzo impietrito dalla paura quando avevo
visto quell'uomo grande e grosso, nostro re e persecutore,
immerso nel sonno e alla merc di David. Ma Shemuel era
morto prima che prendessi pienamente coscienza del dono,
o del fardello, che mi accomunava a lui. Mi avrebbero giovato
i suoi consigli, non sono molti gli uomini che hanno
in sorte l'ingrato compito di annunciare la verit al proprio
re. Cos avevo chiesto di Shemuel il profeta a tutti coloro
che l'avevano conosciuto, nei tempi in cui le nostre trib
erano ancora divise e sempre in lotta con i popoli vicini.
Eravamo pastori sparpagliati in piccoli villaggi sulle alture,
sotto la minaccia costante dei Filistei che vivevano in magnifiche
citt in riva al mare, adorando molti di, forgiando
il ferro, plasmando vasi di squisita fattura e tessendo abiti
con stoffe fini che noi neppure ci sognavamo. I Filistei
erano organizzati e uniti sotto i loro seren. Invece le nostre
trib combattevano ognuna per conto proprio, per questo
eravamo deboli.
E venne il giorno in cui i Filistei ci misero in fuga, penetrando
a fondo nelle nostre terre, uccidendo la nostra gente
e prendendo l'arca del Nome. La portarono nella loro lontana
capitale, Ashdod. L'arca che era stata per cinquecento
anni l'anima stessa del nostro popolo, ispirata da Yah a
Mosheh e costruita da Bezaleel. Il legno di acacia rivestito
di oro zecchino, i due cherubini scolpiti mirabilmente e ricavati
dal medesimo blocco del coperchio, le ali spalancate
a proteggere le tavole della Parola. Era il nostro tesoro pi
grande, l'arca, splendida e preziosa, sacra e potente. Quando
i sacerdoti la portavano sul campo di battaglia, le punte delle
ali d'oro riflettevano la luce del sole mandando un bagliore
che confondeva i nemici e incoraggiava i nostri guerrieri.
Era, ed  tuttora, un'arma formidabile. Guardandola ricordiamo
chi siamo: il popolo dell'Uno, i figli del Soffio di
Vita. Rammentiamo che la terra su cui combattiamo ci fu
promessa, e ogni volta ci ribolle il sangue: il potere dell'Eterno
sorge come un'onda, lo sentiamo palpitare dentro e
fuori di noi, e l'esercito diventa il formidabile strumento
dell'Eterno, abbattendosi irrefrenabile sul nemico.
Ma quel giorno la forza non fu sufficiente e l'arca and
perduta, gettando il nostro popolo nell'angoscia. Quando
un messaggero gli rec la notizia, il sommo sacerdote Eli
cadde morto sulla sedia. La nostra gloria pareva tramontata
per sempre ora che l'arca era caduta nelle mani dei Filistei,
che la tenevano nel loro tempio pagano accanto a Dagon,
dio del grano, come un semplice trofeo di guerra.
Fu allora che se ne cominci a parlare: anche noi dovevamo
avere un re che ci guidasse in battaglia. Un'idea nata
dallo sconforto, figlia della disperazione. Shemuel il profeta,
per, mise in guardia il popolo: un sovrano ci avrebbe
tolto la libert morale e materiale. Erano parole importanti,
perch pronunciate da un uomo che non aveva mai preteso
nulla dalla sua gente, neppure un laccio per il sandalo. Ma
i suoi figli erano corrotti e questo indebol la posizione del
profeta, inoltre la legge di Mosheh non vietava che il nostro
popolo avesse un unico sovrano, e alla fine anche Shemuel
cedette. Trov Shaul, giovane, bello, alto di statura, e lo
consacr re, come chiedeva la gente a gran voce. Shaul accett
sia pure a malincuore, e impugn lo scettro con forza.
Si serv della minaccia per unire le trib: fece macellare un
bue e ne mand le carni ai capi dicendo loro che se non
avessero combattuto insieme a lui era quella la sorte che li
attendeva.
Shemuel, per, rimase ostile in cuor suo al regno e si
mostr sempre pi esigente nei confronti di Shaul: n la
venerazione del giovane re, n i suoi successi militari bastarono
ad addolcirlo. Neppure quando Shaul ebbe sconfitto
i Filistei il vecchio profeta si mostr soddisfatto. Anzi, annunci
che il Signore degli Eserciti esigeva la guerra contro
gli Amaleciti per lavare gli antichi oltraggi subiti dal nostro
popolo. Nessuno doveva essere risparmiato, n uomini n
animali, e, ubbidiente, Shaul mosse guerra agli Amaleciti,
li mise in fuga e prese prigioniero il loro re. Ma non fece
strage delle greggi come aveva ordinato il profeta, perch vigeva
l'usanza che i soldati depredassero il nemico sconfitto
e, temendo di inimicarseli, lasci che si impadronissero dei
capi migliori. Quando Shemuel giunse nell'accampamento
e sent il belato delle pecore nei recinti, rimprover Shaul
per la sua disobbedienza. Come tu hai rifiutato il comando
del Nome, il Nome ti rifiuter il suo favore annunci, e
fece per andarsene. Il re supplic il suo perdono e nel tentativo
di fermarlo lo prese per il mantello, strappandone un
lembo. Cos, il Nome ti strapper la corona disse Shemuel
e si ritir a Ramah, nella sua terra, abbandonando per sempre
Shaul. La separazione fu un grave colpo per il re, e c'
chi dice che impazz a causa del dolore.
Dato che Nizevet aveva vissuto in quegli anni e io no, lasciai
che mi offrisse la sua versione dei fatti, aspettando che
il filo del discorso la riportasse alla storia della sua famiglia.
Appresi cos che pochi giorni dopo la drammatica separazione
Shemuel arriv inaspettato a Bet Lehem e chiese di
Yishay.
Mi sentivo inquieta quel giorno disse Nizevet. Non
volevo che Yishay si mettesse contro il re, quando i nostri figli
pi grandi combattevano sotto di lui. Ma Shemuel disse
che era venuto solo per celebrare un sacrificio, e infatti era
accompagnato da un servo che portava una giovenca. Yishay
e gli altri anziani della comunit salirono all'altare e compirono
il sacrificio rituale davanti alla gente del villaggio.
Mio marito mi aveva detto di preparare la casa per accogliere
degnamente Shemuel dopo il rito e stavo accertandomi
che i servi avessero sistemato le stuoie e acceso i bracieri,
perch era una fredda giornata d'inverno, quando Yishay
torn insieme al profeta. Mi sorprese l'espressione di mio
marito, l'aria beata di chi pregusta qualcosa di gratificante,
e mi domandavo come avesse fatto Shemuel a renderlo cos
euforico. Il vecchio profeta era noto per l'austerit dei suoi
modi, per la sobriet con cui viveva a Ramah, e una serata
insieme a lui non prometteva certo di essere amena o allietata
dai bagordi. Eppure Yishay aveva la faccia soddisfatta di
chi ha appena ricevuto in dono una coppia di buoi.
Decisi che per capire cosa c'era sotto dovevo essere con
loro nella stanza e, con il pretesto che il profeta meritava
un riguardo particolare, presi il vassoio da uno dei servitori
e andai a servirlo di persona. Yishay mi guard di traverso
quando entrai - era insolito che una donna si mostrasse
mentre il marito aveva ospiti - ma era troppo preso dalla
discussione per badare a me. Dopo aver riempito le coppe,
andai ad acquattarmi in un angolo, dietro una colonna.
Quando il nostro primogenito, Eliav, entr nella stanza,
Shemuel si alz e gli and incontro. Mentre Eliav lo salutava
rispettosamente, Shemuel prese a scrutarlo con attenzione e
devo ammettere che mi sentii fiera, perch Eliav era diventato
un bel giovane, spigliato ma rispettoso, il tipo d'uomo
che spicca naturalmente in mezzo agli altri. Shemuel lo osserv
a lungo, poi chiuse gli occhi e alz le mani al cielo.
Poco dopo si volt verso Yishay e disse scrollando la testa:
Non  lui. Eliav guard il padre e Yishay a sua volta guard
Shemuel con aria interrogativa. Il profeta si strinse nelle
spalle. Yah non vede come vediamo noi. Yah vede ci che 
al di l del visibile e legge dentro il cuore dell'uomo.
Allora Yishay pos la mano sulla spalla di Eliav per
consolarlo e disse: Fate venire Avinadav. Avinadav aveva
un anno meno di Eliav ed era cresciuto nella sua ombra,
imitandolo in tutto e per tutto. Anche lui era alto e bello,
ma il responso di Shemuel fu lo stesso: Yah non ha scelto
neppure questo giovane. La cosa si ripet per ciascuno dei
nostri figli maschi, compreso Netanel, che era poco pi di
un bambino. Furono scartati tutti.
Non hai altri figli, a parte quelli che mi hai mostrato?
chiese Shemuel alla fine. Yishay chin il capo, e immaginavo
che avrebbe risposto di no. In fondo non sarebbe stata
una vera bugia, perch non aveva altri figli che considerasse
davvero suoi. Ma forse si sent addosso il mio sguardo, o
forse mi mossi senza volerlo, sta di fatto che Yishay si volt
verso di me. Ero in ginocchio come per supplicarlo, e quando
i nostri sguardi s'incontrarono vidi che era imbarazzato.
Non sapevo per quale motivo Shemuel volesse uno dei nostri
figli, ma evidentemente era una cosa importante, che
Yishay desiderava con forza. E se la giudicava vantaggiosa
per Eliav e gli altri, anche a David doveva essere offerta la
possibilit di ottenerla. Ce ne sarebbe ancora uno, per la
verit brontol Yishay a denti stretti. Ma  solo un bambino.
 sulla collina con le pecore.
Allora fallo chiamare. Non ce ne andremo di qui finch
non sar arrivato disse Shemuel. Non sapevo chi Yishay
avrebbe mandato da David, ma scesi nella stalla per accertarmi
che gli fosse data la mula pi veloce. Poco dopo
Radday si avvolse nel mantello pesante e part imbronciato
per andare a cercare quel fratello disprezzato da tutti e rimanere
con il gregge al posto suo.
Avevo congedato i servi ed ero da sola ad aspettare,
quando il silenzio della notte fu rotto dal rumore degli zoccoli;
accesi una lampada e uscii nel cortile. Come temevo,
David aveva i capelli arruffati e la faccia imbrattata di fango,
e a dargli un aspetto ancora pi selvaggio era la pelle
di leone che indossava come un mantello. Avevo con me
dell'acqua e una tunica pulita, ma non potei adoperarle perch
Shemuel apparve sulla soglia, in cima alle scale, e ordin
che il ragazzo gli fosse mostrato subito. Yishay dormiva
profondamente gettato sui cuscini, ma il profeta, che non
aveva chiuso occhio, era ben sveglio e in preda a una strana
agitazione. Sollev la lampada che reggeva nella mano e,
mentre David saliva verso di lui, vidi che il vecchio aveva le
lacrime agli occhi. L'olio mormor. Prendi l'olio. Nel
frattempo, anche Yishay era uscito sulla soglia e assisteva
alla scena a bocca aperta. Il servo di Shemuel prese dalla sacca
un corno di ariete tappato con la cera, si inginocchi ai
piedi del profeta, tolse la cera e glielo porse. Shemuel lo prese
e lo tenne sollevato sul capo di David mentre un liquido
ambrato stillava sui capelli sudici del ragazzo. David per
non pareva turbato e neppure sorpreso, fissava Shemuel con
aria solenne, e a volte penso che in quel momento avesse
davanti agli occhi il futuro che lo attendeva. Ecco l'unto
del Nome! esclam il profeta e si inginocchi. Mentre mi
inginocchiavo a mia volta, vidi Yishay che si prostrava dinanzi
al figlio reietto.
Shemuel fece un cenno a David e scesero le scale insieme,
allontanandosi nel freddo della notte. Non ho mai
saputo cosa accadde fra loro, ma alle prime luci dell'alba
Shemuel and a coricarsi e David mi concesse di lavarlo e
indoss la tunica pulita. Non parlammo quasi, certo non
delle strane cose accadute quella notte. Se gli domandavo
qualcosa rispondeva, ma distrattamente, come se avesse la
testa altrove, in un luogo remoto dove io non potevo in
alcun modo giungere. Lo misi a dormire sul pagliericcio
vuoto di Radday, nella stanza dove quattro dei suoi fratelli
dormivano ancora, all'oscuro di tutto.
Quella mattina, Shemuel e il suo servo partirono per
Ramah e David torn sulla collina come se non fosse successo
niente. Non dissi nulla agli altri miei figli. Quando
domandai a Yishay se sapevano dell'accaduto, Yishay rispose
che se anche lo sapevano si sarebbero guardati bene dal
parlarne, e mi chiese di dimenticare ci che avevo visto.
Disse che Shaul era ancora il nostro re e finch rimaneva
sul trono non dovevamo fare parola dell'unzione di David,
anzi, non dovevamo neppure pensarci.
Ma naturalmente non vi era giorno che non ripensassi
a quell'evento strano e meraviglioso. Poi torn il tempo di
prendere le armi contro i Filistei e i miei figli pi grandi furono
chiamati a unirsi al re, nella battaglia di Emeq Elah...
 
Capitolo 4.

Le manc la voce e fece per versarsi da bere, ma la brocca di
vino era vuota. Chiam con un cenno la figlia di Shammah.
La fanciulla aveva acceso il fuoco e stava sistemando la pignatta
sul tripode, ma appena vide che la nonna la cercava
corse da lei. Dopo aver riempito le coppe, pos sul tavolo la
brocca imperlata dalla condensa e torn alle sue faccende.
Preso dal racconto, non mi ero accorto che si era fatto tardi
e il limone gettava gi lunghe ombre sul cortile. Nizevet si
port la mano alla fronte.
Forse siete stanca dissi. Vi chiedo scusa.
No, non sono stanca. Ma  difficile, sapete, dire queste
cose dopo averle custodite cos a lungo. Vedo che scrivete
ogni mia parola e... mi vergogno...
Aprii la bocca per rassicurarla, ma Nizevet mi ferm con
un gesto della mano. Lo so, mio figlio ha deciso cos. Ma
il popolo conosce un'altra storia. Per le persone comuni, la
storia di David inizia con il ragazzo che scende vittorioso
dalla collina. Perch vuole che si sappia ci che era avvenuto
prima?
Io devo solo raccogliere le testimonianze dissi. Sar il
re a decidere ci che sar tramandato e ci che non lo sar.
Molto bene disse Nizevet e si alz, facendo un altro
cenno alla fanciulla.
Non avete altro da raccontarmi? dissi con un tono irrispettoso
di cui mi pentii subito. Speravo che poteste continuare...
E perch? Shammah sapr raccontarvi meglio di me
come andarono le cose a Emeq Elah.  tempo che io torni
nell'ombra, accontentatevi di quel che vi ho detto.
Mi alzai a mia volta e la salutai con un inchino. Poi la
fanciulla le offr il braccio e scomparvero insieme dentro la
casa, lasciandomi da solo con la mia pergamena. Poco dopo
la nipote di Nizevet torn a occuparsi della pignatta da cui
si levavano profumi di cipolla, cumino e coriandolo, che
mi fecero venire l'acquolina in bocca. Era quasi il tramonto
quando due ragazzi entrarono nel cortile fra il belare delle
greggi, e pi tardi la fanciulla venne a portarmi un cestino
di pane appena sfornato, un piatto di cereali speziati e una
ciotola di yogurt. Fui lieto di mangiare da solo, perch ebbi
modo di riflettere sui fatti straordinari che avevo appreso da
Nizevet e sul consiglio che mi aveva dato nel salutarmi. Era
meglio parlare con chi aveva assistito di persona agli eventi
di Emeq Elah, circolavano gi troppe leggende al riguardo
e, si sa, i sudditi sono sempre inclini a idealizzare i loro re,
ingigantendone le gesta con la fantasia.
Dopo che ebbi mangiato, la figlia di Shammah mi port
una ciotola d'acqua di rose per sciacquarmi le dita. Se siete
pronto mi disse vi mostrer il vostro giaciglio. Mi stavo
giusto chiedendo se Shammah mi avrebbe accolto sotto il
suo tetto o se avrei dovuto cercarmi una locanda nel villaggio.
Rimarr seduto qui ancora un po' dissi e cos feci, contando
le stelle che si accendevano una dopo l'altra nella trapunta
del cielo. Era ormai notte fonda quando un servo arriv
con una fiaccola per accompagnarmi nella mia stanza.
Shammah non aveva ancora fatto ritorno e rincas solo alle
prime luci dell'alba, svegliandomi con i suoi passi pesanti
e un borbottio da ubriaco, in cui il nome del re e il mio si
mescolavano alle palle dell'asino e allo sterco di cammello.
Mi girai dall'altra parte e cercai di riaddormentarmi: dovevano
passare molte ore prima che Shammah fosse in grado
di parlare con me.
Sonnecchiai ancora un po', mentre la vita tornava a fervere
nella casa, fra il belato delle greggi che lasciavano la stalla e
le voci degli uomini che si avviavano verso i campi. Quando
mi alzai nel cortile c'erano solo due donne intente a fare il
pane nel tannur. la fanciulla del giorno prima e una donna
pi anziana che doveva essere sua madre. Costei sollev lo
sguardo dall'impasto e mi fece un breve cenno di saluto, per
poi rimettersi all'opera. La ragazza invece stacc una focaccia
fumante dalla parete curva del forno e me la port, insieme
a una manciata di olive. Le chiesi di Nizevet e lei mi disse
che non si era ancora alzata, aggiungendo, con aria di rimprovero,
che la lunga conversazione del giorno prima l'aveva
spossata. Mentre facevo colazione le donne finirono di fare il
pane e andarono a mungere le pecore e le capre. Dopo che si
furono allontanate con i secchi, srotolai la pergamena, rivedendo
le mie annotazioni del giorno prima.
Il sole era alto nel cielo quando Shammah apparve nel
cortile, prese un pane appena fatto e venne a sedersi davanti
a me, strappandone un pezzo e ingoiandolo in un solo boccone.
Poi si pul la bocca con il dorso della mano e mi rivolse
uno sguardo pieno di sdegno. Non ho mai capito come
faccia mio fratello a sopportarti ringhi. Con le cose che
gli dicesti... Io ti avrei infilzato.
Non battei ciglio. Arrotolai con cura la pergamena che
stavo leggendo e ne presi una nuova. Shammah sbuff. Hai
strizzato mia madre come uno straccio sudicio e ora vuoi fare
lo stesso con me, vero? Sei venuto a tirare fuori lo sporco, eh?
Tuo fratello...
Ah, gi,  mio fratello a volerlo. Quel portento di mio
fratello, amato da tutti, uomini e donne, e perfino da Yah.
 lui a volerlo, e ottiene sempre quel che vuole. Prima che
il vecchio Shemuel venisse qui con l'olio, il ragazzo sapeva
qual era il posto che gli spettava, ed era un posto pieno di
merda. Shammah sorrise fra s con aria beffarda. Mi pare
ancora di vedere la faccia di Eliav, ma anche Avinadav non
scherzava... Si abbandon a una risata fragorosa, ma poi
fece una smorfia toccandosi la tempia. I bagordi della sera
prima avevano lasciato il segno.
Nessuno credette al vecchio Shemuel. Com'era possibile
che David, quella bestiolina... Non guardarmi cos.
Era questo che pensavamo di lui. Lo so che nostra madre
te l'ha detto. Ma forse non ti ha detto che meritava tutto
il nostro disprezzo. Sono sicuro che ti ha parlato di lui
come della sua creatura, perfetta e adorabile. Invece David
non era perfetto. Era un piccolo demone. Se gli capitava
l'occasione buona ne approfittava, senza guardare in faccia
nessuno. In questo vi assomigliate, voi due aggiunse con
aria maliziosa. Avevi scordato che ero l, il giorno che ammazz
tuo padre? Ho assistito alla tua scaltra messinscena
e devo ammettere che fosti davvero bravo. Il ragazzo ha le
palle, pensai. Non dev'essere stato facile inventare su due
piedi quella favola di regni e dinastie, mentre sguazzavi nel
sangue del tuo sangue. Ma ti ha salvato la vita e ha fatto di
te quel che sei adesso: il profeta del re! Un uomo importante.
Avrai anche imbrogliato mio fratello, ma con me non
attacca. Quel giorno pensai che eri un piccolo impostore
che voleva salvarsi la pelle e oggi penso che sei uno scaltro
cortigiano. Ma a chi importa quello che penso io? Io sono
soltanto il fratello ubriacone del re. Per cui tengo il becco
chiuso e cerco di non nuocere a mio figlio, cos potr fare
come te e diventare qualcuno a corte, il giorno in cui il
principe Amnon salir al trono. Prese un altro pezzo di
pane e lo trangugi.
Ti ricordo dissi senza scompormi che siamo qui per
parlare di tuo fratello a Emeq Elah, non di quello che pensi
di me o delle tue ambizioni per tuo figlio Yonadav.
Shammah sospir in modo teatrale. D'accordo. Togliamoci
il pensiero. Poi aggiunse, facendomi il verso: Mio fratello
a Emeq Elah. Il piccolo mamzer che diventa qualcuno.
Del resto aveva i suoi buoni motivi per essere cos perfido: il
mulo abituato alle percosse alla prima occasione ti sferra un
calcio. Tutti noi avremmo fatto qualunque cosa per guadagnarci
l'approvazione di nostro padre, e siccome lui trattava
David come un cane randagio, facevamo lo stesso. Mai una
parola gentile, mai una carezza. E aveva dovuto aguzzare l'ingegno
per sopravvivere da solo sulle colline. Cal su Emeq
Elah come un avvoltoio su un campo di battaglia e si scelse la
pi succulenta delle carcasse!
Scrivevo in fretta per non perdere neppure una di quelle
parole, non meno amare dell'inchiostro di galla in cui intingevo
lo stilo. Il racconto di Shammah pareva schietto come
quello di Nizevet, ma il suo atteggiamento era assai diverso:
si muoveva nervosamente sulla panca, tormentandosi le
mani, e alla fine si alz e riprese a camminare su e gi nel
cortile, frustandosi la coscia a ogni passo con un rametto di
limone.
Probabilmente ti sarai fatto un'idea di come and quel
giorno. Chiunque pensa di saperlo, vero? Una storia trita e
ritrita. Mi diverto sempre quando qualcuno me la racconta,
perch  cos diversa da quello che ho visto con i miei occhi.
Ogni volta che la sento il campione dei Filistei  cresciuto
di un cubito e il mio eroico fratellino ha un anno di meno.
So come te lo immagini: un bambino rifulgente di gloria,
che esce baldanzoso dai ranghi di noi comuni mortali. 
cos che lo vedi, vero? Un fanciullo audace e bellissimo. Be',
non  cos: tanto per cominciare, non era affatto un bambino.
David aveva gi compiuto quattordici anni e ce n'erano
molti di quell'et nelle nostre fila, abituati alla battaglia e
a loro modo veterani. Inoltre, con l'infanzia che aveva vissuto,
era duro come un sasso e irto di spine come un rovo.
 stato lui stesso ad alimentare la leggenda e ho paura
che col tempo abbia finito per convincersi che sia andata
proprio cos. La storia del bambino benedetto e del gigante
cattivo. Non  una storia vera. La gloria e lo splendore
furono aggiunti in seguito, quando Shaul e Yonatan lo presero
con s, trattandolo da eroe. E dandogli, lo ammetto,
l'amore che noi, i suoi familiari, gli avevamo sempre negato.
La corte di Shaul non era certo sontuosa a quei tempi,
non c'erano i canti e lo sfarzo di cui David ama circondarsi
adesso. Shaul viveva in una sorta di caserma e il pi delle
volte riuniva il consiglio sotto un albero. Ma per un ragazzo
abituato a vivere in un ovile, la cosiddetta reggia di Shaul
era il giardino delle delizie e David rifior, anche grazie a
quell'amore folle per Yonatan. Oh, non guardarmi cos! Ti
ho sentito dirgli in faccia cose molto peggiori...
In ogni caso, quel giorno eravamo accampati su una collina
e i Filistei erano su quella di fronte, al di l della valle. La
gente parla di due eserciti imponenti schierati uno di fronte
all'altro, ma non fu una battaglia campale, fu una semplice
scaramuccia. Appena arrivava la bella stagione, i Filistei
cominciavano a provocarci e assalivano un villaggio qui, un
casolare l, rubando il bestiame e impedendoci di lavorare nei
campi. Erano bravi in questo, e meglio armati. La cosa andava
avanti da mesi, ma n noi n loro avevamo intenzione di
suonare il corno di battaglia. Shaul era ancora lucido e sagace
allora, sapeva che quella sorta di tregua armata per noi equivaleva
quasi a una vittoria. Fintantoch rimanevano bloccati
a Emeq Elah, i guerrieri filistei non potevano scorrazzare per
la pianura di Shefelah, razziando il bestiame e rubandoci le
messi. Credo che volesse tirarla per le lunghe in modo da
consentire ai contadini di mettere al sicuro i raccolti. Poi sarebbe
arrivato l'inverno e avremmo tolto l'accampamento.
Ma poi il loro campione inizi a provocarci. Era grosso,
lo ammetto, e armato meglio di chiunque fra noi. Perfino
meglio di Shaul. Fino a quel momento non avevo mai visto
armi simili, assomigliavano a quelle dei popoli delle isole
che sorgono a occidente: un elmo di bronzo e la cotta di
maglia a scaglie sovrapposte, una grande corazza e gli schinieri,
pure di bronzo. La sua lancia era massiccia come il
subbio del telaio e aveva la punta di ferro. E la spada aveva
la lama ricurva.
Devo confessare che quando scese nella valle e lanci
la sua sfida, nessuno se la sent di raccoglierla. Datemi un
uomo! gridava, ridendo del nostro silenzio. Il fatto era che
quelli fra noi in grado di affrontarlo erano troppo preziosi
per rischiare di perderli. Shaul non consent a Yonatan di
battersi e gli altri principi erano ancora troppo piccoli. N
permise ad Avner di raccogliere la sfida, e con ragione, perch
la sconfitta di un principe di sangue o del generale in
capo avrebbe nuociuto al morale degli uomini, spingendo
il nemico ad assalirci. Ma alcuni fra i guerrieri pi giovani,
scaldati dal vino, cominciarono a rumoreggiare, criticando
Shaul perch subiva gli insulti senza reagire.
Io, Eliav e Avinadav eravamo a corto di viveri e David
convinse nostro padre a mandare lui con i rifornimenti, o
forse prese il posto dello schiavo che aveva incaricato. Sta di
fatto che a un certo punto lo vedemmo arrivare con l'asino,
le bisacce piene di grano arrostito, pagnotte e forme di formaggio.
In teoria avrebbe dovuto consegnarci le provviste e
tornare subito al pascolo... Invece il cialtrone si mise a girare
per l'accampamento e a un certo punto venimmo a sapere
che era presso le salmerie e stava tempestando gli uomini
di domande per capire come andavano le cose. Eliav mont
su tutte le furie e mi disse di andare subito a prenderlo. Mi
avvicinai di soppiatto e lo sorpresi a fare il gradasso con i
veterani, dei veri soldati che avevano rischiato la pelle in
battaglia, mentre lui sonnecchiava sulle colline o
s'ingroppava qualche pecorella...
Non ti permettere dissi, interrompendolo. Nessuno
poteva parlare cos della Lampada di Yisrael. Ma Shammah
mi rise in faccia.
Non ti permettere? ripet con la voce chioccia. Di fare
cosa? Sei venuto qui dicendo che volevi la verit, giusto? E
io te la sto dicendo. Per cui chiudi il becco e scrivi. Gett
via la verga di limone e si stropicci gli occhi con i pollici,
esaminando il muco che ne aveva estratto per poi pulirsi
le dita contro la tunica. Il miserabile era l che faceva
lo smargiasso, indicando il campione dei Filistei gi nella
valle. Vedete com' lento? diceva. Va gi bene che non
 inciampato mentre scendeva dalla collina, quell'armatura
deve appesantirlo parecchio. D'accordo,  alto e bene armato,
ma potete attaccarlo da lontano, non c' bisogno di
cercare il corpo a corpo,  ovvio che sarebbe avvantaggiato,
in quel modo... Lo interruppi, prendendolo per un
orecchio e trascinandolo di forza al cospetto di Eliav. Mi
pare ancora di sentire le sue proteste. Cos'ho fatto di male?
Stavo solo parlando... Eliav lo rimprover per la sua presunzione
e gli ordin di tornare subito dal gregge. Troppo
tardi. Qualcuno aveva riferito a Shaul le parole intrepide di
David e un messaggero giunse di corsa dicendo che il re voleva
vedere il nostro fratellino. Eliav era convinto che Shaul
gli avrebbe impartito la lezione che meritava e lo affid al
messo con un ghigno divertito.
Va bene, lo ammetto, lo avevamo sottovalutato. David
cap che era un'occasione d'oro e la colse al volo. Sapeva
che non ce ne sarebbe stata un'altra e comunque credo che
avrebbe corso qualunque rischio pur di sfuggire alla sua vita
da miserabile.
Shammah smise di andare avanti e indietro e si lasci
cadere di nuovo sulla panca di fronte a me, con i gomiti sul
tavolo e il mento fra le mani. Invece di riprendere il racconto,
rimase a fissarmi con stizza e sulle prime pensai che
avesse deciso di chiudere l'argomento. Ma evidentemente la
storia che stava raccontando esercitava un fascino irresistibile
anche su di lui.
Seguimmo tutti David nella tenda del re. Non pensavamo
che parlasse sul serio. Anche Shaul la prese per una
burla, all'inizio. Quando David ripet le sue parole davanti
a lui scoppi a ridere: come poteva illudersi un pastorello di battere un guerriero esperto? Ma David gli raccont
di come aveva ucciso un leone, tirandolo per la criniera e
strappandogli dalle fauci la pecora che aveva appena azzannato.
 vero che aveva una pelle di leone, ma pensavamo che
avesse trovato la carcassa nel bosco e l'avesse semplicemente
scuoiata, inventandosi il resto. Invece il re se la bevve, anche
perch David ce la stava mettendo tutta: Il Nome mi
ha salvato dal leone disse con foga e mi salver anche da
quell'uomo. Forse Shaul era gi un po' tocco, o disperato,
oppure non gliene importava nulla di ci che sarebbe capitato
a quel piccolo sbruffone. Probabilmente pens: pazienza
se il ragazzo ci lascia la pelle. L'uccisione di un pastorello
sconosciuto non rappresentava certo una grave perdita per
noi, n era un'impresa di cui il nemico potesse vantarsi.
Per Shaul gli offr la propria armatura, il che significa che
doveva giudicarlo coraggioso, oltre che arrogante. Non ti
nascondo che dovemmo trattenere le risa guardando David
che cercava di indossare la corazza di Shaul: gli arrivava alle
ginocchia! Quando sciolse i lacci e se la tolse, pensai che
fosse in cerca di una scusa per tirarsi indietro. Mi sbagliavo.
David prese il bastone da pastore e scese nel greto del
torrente. Raccolse alcune pietre soppesandole, scelse le pi
lisce e si allontan in fretta con la fionda in pugno. Il re si
rivolse al suo comandante. Di chi  figlio quel ragazzo,
Avner? Avner si strinse nelle spalle e disse che non ne aveva
idea. Io, Eliav e Avinadav non fiatammo, non dicemmo che
David era nostro fratello, perch eravamo sicuri che Golyat
l'avrebbe fatto a pezzi.
Quel giorno eravamo schierati come al solito, gli arcieri
filistei da una parte, i nostri dall'altra, e cominciammo a battere
sugli scudi, scambiandoci i peggiori insulti. Poi Golyat
si fece avanti e chiese che gli dessimo un uomo. Ed ecco che
il nostro fratellino usc baldanzoso dai ranghi brandendo il
bastone da pastore. Quando lo vide, Golyat gett indietro
la testa massiccia e scoppi a ridere. Era normale, ti pare?
Quale orso ha paura di un moscerino? Il guerriero smise di
sghignazzare e grid a David: Perch vieni contro di me col
bastone? Mi hai forse preso per un cane? Non si era ancora
accorto della fionda. David corse verso di lui, rimanendo
per fuori dalla portata della lancia, caric la fionda e tir.
La pietra manc il bersaglio, ovviamente, perch era troppo
lontano, ma l'omone s'infuri. Vieni qui! grid. Dar in
pasto la tua carne agli uccelli del cielo e alle bestie dei campi!
Fu allora che David ci stup davvero. Ha sempre avuto
una gran voce, tu l'hai sentita con le tue orecchie, sai cosa
intendo. Rispose a Golyat, con quel suo tono squillante:
Tu vieni a me con una spada e con una lancia e con un
giavellotto, ma io vengo a te nel nome di ha-Shem Tzevaot, il
Signore degli Eserciti, l'iddio d'Yisrael, che tu hai sfidato.
Siamo cresciuti in una famiglia praticante e, tu lo sai, santifichiamo
le feste e compiamo i sacrifici, ma neppure nostro
padre era avvezzo a parlare in quel modo, come un vero
sacerdote. Non riuscivamo proprio a capire dove le avesse
imparate quelle formule solenni. C'era qualcosa di strano, e
mi venne la pelle d'oca... Shammah si port la mano alla
nuca, tornando con la mente a quel giorno: non era pi
seduto sotto il limone a parlare di malavoglia con un uomo
che detestava, era di nuovo a Emeq Elah, un giovane guerriero
che guardava incredulo il pi piccolo dei suoi fratelli
correre incontro al destino.
Allora i Filistei se la presero con il loro campione. Che
c', ti fai trattare cos da un ragazzo gracilino? Gli insulti
ora gli arrivavano da ambo le parti e si capiva che Golyat
era sempre pi nervoso. David gli scaglia un'altra pietra e ne
sente il fruscio tanto  vicina. La scansa, ma il movimento
brusco gli fa quasi perdere l'equilibrio, appesantito com'
dall'armatura, e tutti ridono di lui, i suoi compagni e i nostri.
L'unico a non ridere  David. Sembra assorto e continua
a gridare: In questo giorno il Nome ti ceder nella mia
mano! e altre cose del genere, le parole alate che di solito
escono dalla bocca di voi profeti: E la gente di tutta la terra
sapr che esiste un Dio che appartiene a Yisrael... Parole
che non ti aspetteresti da un pastorello. Se il filisteo avesse
scagliato il giavellotto in quel momento, le cose sarebbero
potute andare diversamente, ma era l impalato e confuso
da quel ragazzino vociante che si prendeva gioco di lui. Si
volt imprecando contro i suoi stessi compagni, voleva farli
tacere. Fu questo a perderlo, ne sono sicuro. Il sasso era
gi in volo quando torn a guardare David e cos non fece
in tempo a schivarlo. Devo ammetterlo, la mira di David fu
impeccabile, oppure fu davvero fortunato, perch lo colp
in piena fronte. Shammah sollev la mano grassoccia indicando
un punto fra le sopracciglia. Qui, a un pelo dal
bordo dell'elmo. Anche se ero lontano mi sembr di sentire
la botta, bam!
Batt le mani e tir indietro la testa, mimando l'istante
dell'impatto. Avresti dovuto vederlo: l'elmo  volato via e il
filisteo  andato gi come un sacco, cadendo sulle ginocchia.
Cercava la spada a tentoni, perch il sangue gli colava sugli
occhi, accecandolo. Anche tu hai combattuto, lo sai che le ferite
sulla testa sanguinano molto. E David non si era fermato.
Non aveva neppure rallentato il passo. Era corso dietro alla
pietra. Gli arcieri filistei gli tirano addosso ma non riescono
a centrarlo e lui si rimette a gridare, dice che ha-Shem Tzevaot
 con noi e a quel punto i pi scalmanati fra i nostri giovani
rompono le righe e lo seguono. Avner li richiam pi volte
all'ordine, urlando che tornassero indietro, ma non serv a
niente, perch era da troppo tempo che mordevano il freno.
C'ero anch'io fra loro e avevo quasi raggiunto David
quando fin Golyat. Gli prese la spada di mano ma stentava
a reggerla da quanto pesava, e infatti barcoll quando
fece per sollevarla. Allora la afferr con entrambe le mani,
come se fosse un'ascia, ma anche cos era troppo pesante per
lui e gli scivol piantandosi nel collo massiccio del filisteo.
Doveva essere ben affilata, perch la testa venne via di netto.
David la afferr per i capelli e la sollev in alto in modo che
tutti la vedessero. I nostri uomini si esaltarono a quella vista
e si gettarono contro i Filistei che si diedero alla fuga. Li inseguimmo
fino alle porte della loro citt, Eqron, e quando
tornammo indietro saccheggiammo il loro accampamento.
In seguito venni a sapere che David si era presentato
davanti al re con la testa ancora gocciolante del campione
filisteo. Gli disse come si chiamava e di chi era figlio,
ma Avner non sembrava contento. Come avrebbe potuto,
dopo che la truppa aveva ignorato i suoi ordini per seguire
quella nullit? Ma David non era pi una nullit. Yonatan
aveva gi iniziato a cantarne le lodi, esaltando il suo coraggio.
Cominci cos la loro folle storia. Scommetterei che
inizi proprio quella notte. Sai com' quando ammazzi il
tuo primo uomo, sei pronto... Ma forse tu non le sai queste
cose. Mi guard con un misto di disprezzo e compassione.
Comunque, te lo dico io. Un ragazzo normale, eccitato dal
sangue, lo infilerebbe ovunque: una ragazza, una vecchia,
una mula. E se un principe dice che vuole succhiarti l'uccello...
Si volt dall'altra parte e sput per terra, schifato.
Lasciamo perdere. Comunque, dopo quel giorno, David
non fu pi un umile pastorello. Yonatan non lo lasci tornare
a casa e lui non protest di certo. Poi giunse voce che
fosse diventato lo scudiero del re e che suonava l'arpa per lui.
Dicevano che Shaul lo mandava a chiamare ogni volta che
era di malumore, perch la musica di David gli dava sollievo.
Ma non so molto di quel periodo. David aveva il dente avvelenato
con noi e non ci voleva a corte. Ce lo meritavamo...
Per quando Shaul gli volt le spalle e disse che eravamo tutti
dei banditi fummo costretti a unirci a lui. Io e i miei fratelli
salimmo sui monti insieme a David, ma prima portammo
nostra madre e nostro padre in salvo a Moav, al di l del fiume
Yarden, affidandoli al re di quella terra. Ma queste cose
le sai anche tu, perch eri gi con noi. Fu grazie a David che
siamo sopravvissuti, e dopo di allora ci siamo sempre sforzati
di andare d'accordo. Non posso negare che sia stato generoso
nei nostri confronti: appena  salito sul trono si  adoperato
perch ci venisse restituito quanto avevamo perduto per causa
sua. Anzi, molto di pi... Ma ora basta, sono stanco di
parlare di lui e ho la gola secca come il deserto.
Ordin che gli fosse portata dell'acqua e quando il figlioletto
arriv di corsa con la brocca, gliela strapp di mano e
si vers l'acqua direttamente in bocca, facendola colare sul
mento. Spenta che ebbe la sete, si rovesci l'acqua rimasta
sul capo e si scroll come un cane bagnato. Poi pos le mani
sul tavolo e si alz. Va' a prendere la mula di quest'uomo
comand al figlio, e se ne and senza aggiungere altro. Cos
venni congedato.

 Capitolo 5.

Fu gradevole il viaggio di ritorno, nell'aria fresca della sera.
La mula procedeva sicura sul sentiero, le pietre rilasciavano
il calore accumulato durante il giorno, mentre il manto dorato
del cielo si faceva roseo e poi purpureo. Era notte quando
arrivammo, e solo allora la bestia ebbe bisogno di essere
spronata, sul ripido pendio che saliva verso le mura della
citt inondate dalla luce opalescente della luna. La porta era
chiusa, naturalmente, e quando una giovane sentinella mi
si par dinanzi, il comandante la redargu. Fallo passare,
sciocco! Non vedi che  il profeta?
I cardini cigolarono e nel chiarore delle fiaccole vidi che
al guardiano tremavano le mani mentre spingeva la porta.
Non ha mai smesso di meravigliarmi la soggezione che le
persone comuni sembrano provare al mio cospetto. Forse
perch mi sento anch'io una persona comune. In realt sono
soltanto lo strumento nelle mani di un artigiano invisibile,
che mi adopera quando  necessario e poi mi mette da parte
senza tanti complimenti.
Eppure la gente ha paura di me e se pu mi evita. Perfino
il mio schiavo, un giovane ittita di nome Muwat, pur essendo
al mio servizio gi da due anni, non osa guardarmi negli
occhi. Tuttavia  prezioso per la destrezza con cui svolge le
faccende domestiche, e ancora di pi per la sua capacit di
sondare gli umori del palazzo. Ho scoperto che le persone
comuni, e in qualche caso anche quelle pi sapienti, come
il re per esempio, nutrono strane idee sul mio conto. Non
capiscono che mi  dato di vedere solo le questioni che riguardano
il cielo, pensano che sappia tutto di tutti... Per
fortuna, grazie a Muwat, conosco i pettegolezzi che circolano
negli alloggiamenti degli schiavi, nelle scuderie e in
cucina, dove, se hai orecchio, puoi scoprire molto di ci
che avviene nel palazzo. Inoltre, essendo cresciuto fra gli
eunuchi, il mio schiavo non ha alcuna avversione nei confronti
di quegli sventurati, anzi,  in rapporti amichevoli
con un paio di loro, cos mi capita a volte di venire a conoscenza
anche delle faccende pi intime che riguardano
le donne. Per quanto fossi stanco, quella notte, osservando
Muwat che andava e veniva con l'acqua per il bagno e la
mia camicia da notte, intuii che aveva notizie fresche da
riferirmi. Era un giovane timido, per colpa del suo padrone
precedente, un uomo dai modi bruschi che non gli aveva
mai dato confidenza, e ogni volta dovevo blandirlo per farlo
parlare. Cos, dopo le abluzioni, quando mi ebbe portato il
pane, i datteri e una coppa di vino, gli feci segno di sedersi
sullo sgabello. Fammi compagnia, Muwat. Versati da bere
e raccontami le ultime novit.
Si sedette a capo chino, battendo inquieto il piede sul
pavimento. Non aveva portato una coppa per s e mi alzai
apposta per prendergliene una. Stupito, mi guard da sotto
le lunghe ciglia. Suvvia, Muwat gli dissi. Siamo soli qui.
Non  il caso di badare alle formalit. Ma il mio servo
continuava a tacere. Che cosa succede? lo incalzai.  una
cosa che riguarda il re?
Annu e disse in tono esitante: Forse. Dicono che...
Cosa?
Dicono che il re  strano... ma questo lo sapete anche
voi. Per da quando siete andato via, ieri l'altro, non ha
chiuso occhio. I suoi servi di camera dicono che non va
neppure a letto, ma trascorre la notte vagando per i corridoi.
Ieri sera  andato dalle concubine, ha chiesto di una,
poi di un'altra e poi di un'altra ancora. Ma Gholagha, sapete,
il pi giovane degli eunuchi, dice che le ha mandate via
tutte e tre senza... ebbene... avete capito. La pelle delicata
delle sue gote si tinse di rosa per l'imbarazzo. Non aveva
ancora toccato il vino, per cui spinsi la coppa verso di lui.
La prese e bevve una lunga sorsata. David era sempre stato
avido dei piaceri della carne. Negli anni del brigantaggio,
quando era impaziente di avere un erede, aveva preso in
moglie Ahinoam, una ragazza robusta e dolce di carattere,
e in seguito si era innamorato della bella Avigayil, sposando
anche lei. A Hevron ne aveva aggiunte altre, spesso allo
scopo di suggellare un'alleanza, rendere sicuro un confine,
legare a s una trib. Ma solo dopo la morte di Avigayil si
era dato alla lussuria pi sfrenata, prendendo questa o quella
concubina soltanto per soddisfare la voglia di una notte.
Ho sentito che oggi trattava male tutti quelli che gli si
avvicinavano continu Muwat. Non ha lavorato e non
ha voluto ricevere nessuno, neppure il messaggero di Yoav
appena giunto dal campo di battaglia. E in cucina dicono
che ha rimandato indietro il cibo senza neanche assaggiarlo.
A farne le spese sono stati gli inservienti, perch il cuoco se
l' presa con loro.
Mi passai la mano fra i capelli. Gli appetiti di David,
a tavola e a letto, erano ben conosciuti, cos come il suo
bisogno di essere costantemente informato sulle sorti di
una campagna militare, e aveva sempre assolto con zelo gli
impegni di governo. Quell'apatia non era da lui e mi gett
nell'inquietudine. Sebbene fossi stanco, dissi a Muwat
che mi portasse una tunica: avrei fatto visita a David, con
il pretesto di recargli i saluti di Nizevet, anche se lei non
me l'aveva chiesto. C'era la possibilit che non mi ricevesse,
ovviamente, ma forse nei suoi appartamenti avrei potuto
scovare qualche indizio che mi aiutasse a capire.
Tuttavia, quando entrai nell'anticamera un servo mi inform
che il re non c'era, e non sapeva nemmeno dove fosse.
Quando torna, riferitegli che Natan il profeta desidera
parlargli dissi. Mi incamminai verso casa, sperando invano
di imbattermi in lui o in qualcuno che avesse sue notizie. E
non mi coricai quella notte, n mi spogliai, ma rimasi seduto
nella mia stanza in attesa di essere convocato. La candela
pian piano si consum e si spense e non mi presi la briga di
accenderne un'altra. Il corpo intorpidito dalla fatica, avevo la
mente fin troppo sveglia e a un tratto fui colto dai segni, gli
spasmi alle viscere e il batticuore, che solitamente annunciavano
una visione. Per una volta li accolsi di buon grado: forse
mi avrebbero fornito una spiegazione circa la strana condotta
di David. La luce del plenilunio rischiarava la stanza, poi la
luna tramont e vennero le tenebre, ma non mi mossi, ansioso
di veder sorgere dentro di me il bagliore improvviso della
profezia; la testa mi pulsava e la paura mi schiantava il cuore,
ma nessuna scheggia di verit venne a illuminarmi.
Oggi so perch, conosco il disegno che inizi a essere imbastito
quella notte, ma quante volte mi sono rammaricato
per non essere riuscito a percepire ci che stava avvenendo
sulla terrazza del re, nell'aria tiepida, sotto il chiarore lunare:
quale peccato e quanto dolore avrei potuto scongiurare!
E tuttavia quale grandezza avremmo perduto, se la luce
mi avesse guidato lass? Dopo tanti decenni, il dilemma
 ancora vivo nella mia mente e continua a tormentarmi.
All'epoca, mi mossi brancolando fra gli eventi come un cieco
che teme di incappare nell'ostacolo che lo far cadere.
Un tempo, avrei saputo a chi confidare le mie preoccupazioni,
sarei andato da Avigayil e lei mi avrebbe aiutato a
sbrogliare la matassa arruffata dei miei pensieri. Mi aveva
preso a benvolere quando mi ero unito alla banda di David
e vivevo, come gli altri bambini, nella tenda delle femmine.
Hai molto da imparare da quella donna mi disse David.
Sa leggere nel cuore degli uomini. E in effetti Avigayil mi
insegn molte cose, specie su di lui, e mi aiut a capirlo rivelandomi
aspetti del suo carattere che altrimenti mi sarebbero
sfuggiti. Non posso prendere il posto di tua madre
mi disse un giorno ma se ti senti solo qui, se avessi bisogno
delle attenzioni di una donna... Arrossii e lei mi sorrise.
Non fare quella faccia, presto diventerai uomo. Ma per il
momento  meglio se non stai fra i piedi ai guerrieri. E comunque
David ti chiamer spesso, vedrai, ti considera una
specie di dono, uno strumento prezioso.
Pensavo ad Avigayil quella notte, in attesa che il mio signore
si decidesse a convocarmi, alla sera in cui mi aveva
preso la testa fra le dita affusolate per costringermi a guardarla
negli occhi, i suoi grandi occhi verdi. Io e te abbiamo
una cosa in comune aveva detto. L'Altissimo ci ha donato
a David perch vuole che lo aiutiamo.
Pensavo che alludesse a un aiuto materiale, dato che dopo
la morte di Naval Avigayil aveva sposato David portandogli
in dote la propria eredit. Sapevo che condividevano il
giaciglio, ovviamente, ma quella parte della loro relazione
mi rimaneva oscura, perch non conoscevo ancora il desiderio
della carne. In realt David aveva trovato una sorella in
Avigayil, oltre che un'amante, e una figura materna in grado
di offrirgli l'affetto che gli era stato negato dalla famiglia.
Saccheggiando il nostro villaggio, aveva ottenuto dieci
volte di pi di quanto avesse chiesto. Era cos che vivevamo
in quegli anni: piantavamo le tende in un bosco o ci
rifugiavamo in qualche grotta e se la gente del posto non
ci dava da mangiare andavamo a prendercelo con la forza.
Poi ci rimettevamo in marcia, braccati da Shaul che era
costantemente sulle nostre tracce. E non passava settimana
senza che qualcuno si presentasse al cospetto di David chiedendo
di unirsi a noi. Infatti erano sempre pi numerosi gli
uomini che abbandonavano Shaul, stanchi dei suoi modi
dispotici e delle tasse esorbitanti che imponeva ai sudditi.
David li accoglieva e offriva loro focacce al miele e vino,
ascoltando con attenzione la storia di ciascuno. Avigayil era
sempre presente a quegli incontri, con la scusa di servire
gli ospiti, ma in realt aveva il compito di aiutare David a
leggere nella loro mente.
Una sera David cen con un uomo che affermava di venire
da settentrione, da Shekem, e di essere un mercante di
colori. Siccome i commerci lo costringevano a percorrere la
Via del Mare, che attraversava la terra dei Filistei, aveva dovuto
imparare a usare le armi ed era venuto a offrire i propri
servigi a David in qualit di guerriero. Quando David gli
chiese perch intendesse abbandonare i commerci, lo sconosciuto
spieg di essere andato in rovina perch l'economo
di corte non gli aveva saldato Fingente somma che gli doveva.
Il mercante aveva cercato di parlarne personalmente
con il re, ma Shaul si era rifiutato di dargli udienza e, non
contento, l'aveva cacciato dalla citt.
Fu una serata piacevole, allietata dai racconti di viaggio
del mercante, ma quando l'uomo si ritir per la notte David
chiese ad Avigayil di sedersi accanto a lui e la consult come
al solito. Che ne pensi?
Ho guardato le sue mani disse lei. Erano fin troppo
pulite. Un mercante di colori non deve per forza toccare la
sua merce, per... Avigayil non fin la frase.
Per cosa?
Uno che vende colori non dovrebbe confondere la tekelet con
l'argaman...
Perch, che differenza c'?
Il primo assomiglia al turchese, il secondo  pi scuro e
tende verso il viola. Certo aggiunse Avigayil con un
sorrisetto, non  facile distinguerli. Ma uno costa molto meno
dell'altro e una buona donna di casa non li confonderebbe
mai... Figuriamoci un mercante...
Avigayil parlava sempre cos, forniva argomenti e poneva
questioni, lasciando che fosse l'interlocutore a trarre le
conclusioni.
Che altro hai notato in lui? le domand David.
Avigayil ci pens su un momento. Dice di aver percorso
spesso la Via del Mare, ma sembra ignorare che a un certo
punto la pista piega verso Har ha-Karmel e attraversa la piana
di Yizreel e Meghiddo.
David aggrott la fronte. Pensi che sia una spia?
No, non credo. Le spie di Shaul devono essere pi scaltre.
Probabilmente  solo un brigante che cerca di rifarsi
una vita.
In ogni caso, domattina lo mander via. Meglio non
correre rischi.
Se fosse andata diversamente, se Avigayil avesse trovato
genuino il racconto del mercante, l'avremmo accolto fra
noi e avremmo fatto una grande festa in onore del nuovo
arrivato, cantando e ballando intorno al fuoco. David era
abilissimo nel conquistare il cuore degli uomini: si interessava
delle loro storie e delle loro famiglie, condividendo le
gioie e i dolori di ciascuno. Aveva una parola per tutti, una
battuta salace o un'osservazione garbata, a seconda di chi
aveva di fronte. E non perch fosse un ipocrita, semplicemente
aveva in s entrambe le cose, l'asprezza e l'affabilit,
l'irruenza del predone unita a una sensibilit da poeta. Ma
mostrava un tatto straordinario con i suoi uomini, cercando
di comprendere il loro punto di vista, invece di costringerli
sempre ad assecondarlo. Ho imparato col tempo
che  una qualit assai rara fra gli uomini e ancora di pi
fra i capi.
Aveva una particolare simpatia per coloro che amavano
la musica e coltivavano come lui l'arte dell'ascolto. Infatti
non puoi cantare o suonare con qualcuno senza ascoltarlo
con attenzione, per capire quando  il momento di alzare o
abbassare il tono, di guidare o lasciarti guidare. Per contro,
pochi colgono la stretta affinit che esiste fra la musica e la
guerra, ma nelle lunghe serate intorno al fuoco, sentendo la
sua voce che s'intrecciava con le altre, imparai che il canto
stesso in fondo  una sorta di tenzone fatta di note.
Quella compagine di fuggiaschi era come una grande
famiglia, in cui David aveva trovato l'affetto negatogli dai
suoi veri familiari. Ma nessuno poteva entrare a farne parte
senza l'approvazione di Avigayil, che non sbagliava mai nel
giudicare i nuovi arrivati. Fu lei, in fondo, a insegnarmi a
comprendere l'anima degli uomini. E delle donne. Amavo
trascorrere il tempo nella tenda delle femmine, mi affascinava
il loro acume, l'arte di velare le parole. Per capire lo
stato d'animo degli uomini, di solito bastava guardarli in
faccia, e spesso nel parlare dicevano la prima cosa che veniva
loro in mente. Ma le donne, costrette da sempre a dissimulare
i sentimenti, adoperavano un linguaggio pi artificioso
e talvolta difficile da interpretare.
David volle che imparassi anche altro, in quei giorni avventurosi,
prima di tutto l'uso delle armi. Ad addestrarmi
fu Avishay, il fratello minore di Yoav, pi grande di me solo
di pochi anni eppure gi esperto nelle tecniche di combattimento.
Quando iniziai avevo a malapena la forza di tendere
l'arco ed ero impacciato con la daga in mano, ma per mia
fortuna Avishay si rivel un maestro paziente ed entusiasta,
un ragazzo impulsivo ma gioviale e assai meno burbero del
fratello maggiore. Pur non essendo portato per le cose militari,
ero giovane e vigoroso e avendo assistito all'uccisione di
mio padre sentivo forte il bisogno di imparare a difendermi.
Avvertivo meno il bisogno di seguire le lezioni dell'altro
mio maestro, Serayah, lo scriba che David aveva incaricato
di insegnarmi a leggere e scrivere. In quanto figlio di un vignaiolo,
non avevo mai pensato di dover studiare le lettere
che, a differenza dell'arte militare, mi parevano un esercizio
del tutto inutile. Ma David vedeva pi lontano di me e mi
rimproverava aspramente quando mi mostravo svogliato.
(Non poteva immaginare che quell'arte mi sarebbe servita
un giorno per redigere la storia della sua vita...) Fu soprattutto
per compiacerlo che m'impegnai nello studio, e col
tempo Serayah mi trasmise il suo amore per la scrittura,
svelandomi il potere dei segni che consentivano a un uomo
di conoscere il pensiero di un altro, distante nello spazio
e nel tempo. Mi mostr come i caratteri incisi sulla pietra
o impressi su un rotolo di pelle conciata fossero in grado
di dare voce a un uomo anche dopo la sua morte. Ogni
giorno, sedevo con il mio maestro e tracciavo quegli strani
segni per terra, pronunciando i suoni che corrispondevano
a ognuno di essi, finch non presero vita davanti ai miei
occhi. In breve fui capace di leggere qualunque tavoletta o
pergamena e di scrivere bene quasi come Serayah.
Molti degli uomini di David avevano portato con s le
mogli e i figli, e fra i maschi c'erano un paio che avevano
i miei stessi anni. Ma non strinsi amicizia con loro, perch
mi sentivo pi grande della mia et. Se ne avevo il tempo,
stavo con Avigayil e prestavo attenzione a ogni sua parola, a
ogni suo gesto. C'era sempre una donna pi giovane con lei,
un'altra delle mogli di David, Ahinoam, una contadina paffuta
e silenziosa che veniva dalla Valle di Yizreel. Sebbene
fosse con David da pi tempo mostrava una certa soggezione
nei confronti di Avigayil e non parlava quasi mai. David
la trattava con tenerezza e dormiva spesso con lei, ma di
giorno era Avigayil che voleva al suo fianco.
Sapevo che David aveva alle spalle un altro matrimonio,
ma la sua prima moglie, Mikal, figlia di Shaul, non era con
noi. Aveva aiutato David a fuggire e per punirla Shaul l'aveva
data in sposa a un altro. Non parlare mai di lei mi
disse Avigayil.  una cosa che lo fa ancora soffrire. Le
chiesi se non la infastidisse la nostalgia di David per quella
moglie perduta, e Avigayil mi sorrise. Sei molto giovane
disse, forse troppo, per capire certe cose. Chin il capo,
le mani giunte in grembo. Non  di quella povera ragazza
che sono gelosa disse poi, sollevando il mento, lo sguardo
fisso davanti a s. Semmai  un altro dei figli di Shaul a
togliermi il sonno.

 Capitolo 6.

Vivevo con la gente di David gi da qualche settimana,
quando una notte mi svegliai di soprassalto da un sogno
confuso e popolato di strani animali. Ero a casa di mio padre,
sulle colline di En Ghedi, e lottavo con una leonessa
venuta a prendermi le capre. Mi sentivo stranamente forte
nel sogno, ma nell'attimo in cui le strappavo una capretta
dalle fauci, la leonessa si mutava in orsa e mi afferrava con
gli artigli stringendomi contro la pelliccia fino a togliermi il
respiro. Aprii gli occhi con il cuore che batteva all'impazzata,
e fui lieto di scoprire che avevo la faccia premuta su una
pelle di pecora. Sdraiato al buio nella grotta, ripresi fiato, fra
lo scrosciare della pioggia che veniva da fuori e l'odore del
bestiame bagnato, mentre gli uomini intorno a me russavano
e si muovevano nel sonno.
Poi sentii qualcos'altro, un rumore di passi sul terreno
umido. Mi tirai su tendendo le orecchie, e vidi passare
un'ombra davanti all'imboccatura della grotta. Le sentinelle
montavano di guardia tutta la notte, per cui sulle prime non
mi preoccupai troppo. Inoltre ogni tanto qualcuno si alzava
per fare un bisogno. Ma quelli non sembravano i passi
incerti di un uomo assonnato che andava a pisciare. Erano
fermi e vigorosi e parevano diretti verso la grotta di David.
Mi alzai, mi avvolsi nel mantello e uscii nella pioggia.
Lo scorsi un attimo prima che entrasse nell'antro dove
dormiva David. Un uomo alto e robusto. Nonostante le
tenebre, riconobbi l'abbigliamento dei soldati di Shaul. Un
sicario! Mi venne la pelle d'oca e il buon senso avrebbe dovuto
suggerirmi di chiamare le sentinelle, ma ero troppo
sconvolto per ragionare e corsi anch'io verso la grotta di
David, i piedi nudi che scivolavano sul terreno reso viscido
dalla pioggia. Appena ebbi messo la testa dentro, fui attanagliato
dall'orrore: lo sconosciuto aveva gi cinto il collo
di David con il braccio muscoloso. Con l'altra mano afferr
una ciocca dei suoi capelli biondi e gli tir indietro la testa,
con lo scopo evidente di scoprire la gola, per sgozzarlo.
Stavo per mettermi a urlare, mentre David si abbandonava
a una sorta di gemito ferino.
Ma l'urlo mi mor in gola. Lo sconosciuto, infatti, non
impugnava nessuna daga. Quando attir a s la testa di
David, l'oscurit non bast a nascondere la vera natura di
quell'abbraccio. Stavo assistendo al pi appassionato dei
baci, la violenza di un fulmine scoccato fra cielo e terra.
Oggi, tutti sanno cosa avvenne fra David e Yonatan, un
amore cos forte da farsi beffe delle consuetudini e sfidare
la volont di un re. Solo quando vidi David comporre fra
le lacrime il suo lamento funebre, il Canto dell'arco, compresi
a pieno la forza del loro amore, e capii l'amarezza di
Avigayil, e la sua compassione per la stessa Mikal. Ma quella
notte, all'ingresso della grotta, ero solo confuso e imbarazzato.
Arretrai e mi allontanai in punta di piedi, sperando
che nessuno mi avesse visto.
Per non riuscii a prendere sonno e continuai a voltarmi
e rivoltarmi, sconvolto da ci che avevo scoperto. Ero ancora
troppo giovane per comprendere l'intensit del desiderio
adulto. Conoscevo appena i primi turbamenti dell'et giovanile,
il gonfiore spontaneo del membro, che suscitava le
risa degli uomini, quando lo notavano. Una sera, a casa mia,
ascoltando di nascosto mio padre che conversava a cena con
un mercante venuto dalla costa, avevo sentito parlare delle
strane usanze del Popolo del Mare. L'uomo diceva che fra la
sua gente c'era chi esaltava l'amore di un uomo per un altro
uomo, e si formavano perfino coppie di guerrieri unite da
un vincolo del cuore. Le coppie di amanti erano particolarmente
affiatate e temute dai nemici perch i guerrieri non
combattevano solo per difendere il proprio onore, ma anche
quello del compagno. Non ci avevo creduto e mi era parsa
una delle storie fantastiche narrate dai viaggiatori, come i
mostri marini o le citt d'oro. Nella nostra trib, legami del
genere erano considerati impuri e coloro che vi indulgevano
lo facevano in segreto. Ero in pensiero per David, non
volevo che qualcun altro scoprisse ci che avevo scoperto io.
Quando Yoav si lev, alle prime luci dell'alba, balzai
su dal mio giaciglio di pelle di pecora e lo seguii. Dopo
aver orinato, Yoav si diresse verso la grotta del capo e io lo
chiamai.
Che c'? mi rispose bruscamente.
David... balbettai. David non ... non ...
Yoav sollev stizzito la mano, come per scacciare un insetto
molesto. David non  da solo,  questo che stai cercando
di dire?
Avvampai e chinai subito lo sguardo.
Sciocco che non sei altro,  Yonatan, il figlio del re.
Aveva avvisato che sarebbe venuto al campo, stanotte. Yoav
mi prese per le spalle, obbligandomi a guardarlo in faccia.
Yonatan  innamorato di David. Lo sanno tutti. Lo ama
e gli  fedele. E grazie a lui se fino a oggi l'abbiamo sempre
fatta franca, sebbene Shaul ci stia col fiato addosso. Se
Yonatan non rischiasse la pelle, avvisandoci quando le spie
del re scoprono dove siamo, non riusciremmo a scappare.
Per cui bada agli affari tuoi e non pensarci pi.
Qualche mese pi tardi eravamo accampati sul tavoliere
a Horesh, nella landa selvaggia di Zif. Le spie di Shaul avevano
individuato la nostra posizione e, forte di quelle informazioni,
Shaul si era messo personalmente alla testa del suo
esercito deciso a catturarci una buona volta. Yonatan arriv
all'accampamento giusto in tempo per avvertirci del pericolo.
Ero con David quando giunse trafelato e David non mi
mand via, anzi me lo present, e con mia grande sorpresa,
Yonatan mi abbracci ringraziandomi per i miei servigi. Ma
fu un incontro di breve durata: il pericolo incombeva su di
noi e dovevamo sbrigarci a togliere il campo, se non volevamo
rimanere accerchiati sull'altopiano. Yonatan e David si
salutarono con un abbraccio, incuranti della mia presenza.
Quando si separarono, Yonatan prese David per le spalle e
gli disse guardandolo negli occhi: Non temere, la mano
di mio padre non ti toccher mai. Un giorno tu sarai re di
Yisrael e io sar un tuo suddito. Anche mio padre, Shaul,
lo sa.
Aveva appena finito di parlare, quando un brivido mi
attravers dalla testa ai piedi e sentii quella voce di tuono
che usciva dalle mie labbra.
Di rosso si tinge la spada di Shaul,  sangue reale...
David e Yonatan si voltarono sbalorditi verso di me.
Yonatan! Perch non corri in aiuto del tuo re? Perch ti attardi
a Yavesh, dormendo all'ombra delle tamerici?
Poi mi manc il respiro e caddi riverso, a faccia in gi,
battendo la fronte per terra. Quando lasciammo l'altopiano
ero ancora privo di sensi e dovettero portarmi su una barella.
Tornai in me verso sera. Yonatan se n'era andato da un
pezzo e i sapienti e i sacerdoti della comunit si sforzavano
invano di interpretare le mie parole.
David era accanto a me, il volto corrucciato. Questa volta
non mi asciug la fronte, n mi offr premuroso una fiasca
di acqua sorgiva. Faceva su e gi, ripetendo le frasi che
avevo proferito sulla montagna. A un certo punto si volt
verso di me.
Cos'hai voluto dire? Di chi era il sangue che hai visto
sulla spada di Shaul? Era il mio? O quello di Yonatan?
Non lo so.
Come sarebbe? Devi saperlo, sei stato tu a dire quelle
parole.
No, non ero io a parlare. Respirai a fondo e anche quel
semplice gesto bast a darmi una fitta alla testa.
David incombeva su di me con aria minacciosa. Diede
un calcio per terra, sollevando la polvere, poi raccolse un
sasso e a quel punto trasalii. La paura sul mio viso gli suscit
un ghigno e scagli il sasso contro la parete della grotta. A
che serve questo tuo dono? Tu dici, o... ripeti parole che
riguardano le persone che amo. Parli di spade, di sangue...
ma nessuno sa dirmi che devo fare! Strinse i pugni e li
riapr, levando le braccia al cielo in segno d'implorazione.
Perch?
Non lo so mormorai, e scoppiai in lacrime. Mi faceva
soffrire l'idea di averlo deluso. Per quale motivo avevo abbandonato
la mia famiglia se non riuscivo a rendermi utile
al mio nuovo signore?
Alzati ordin alla fine David, e io obbedii sia pur a fatica.
Sono stanco di fare la preda. Stanotte la preda diventer
cacciatore e tu sarai al mio fianco. Usciremo appena fa buio,
fatti trovare pronto.
Non sapevo cosa avesse in mente, ma al calar della sera
mi avvolsi nel mantello pesante, perch sui monti le nottate
erano fredde. Mi sentivo indicibilmente spossato e cercavo
di muovere la testa il meno possibile, perch anche il pi
piccolo movimento mi causava un dolore atroce. Pian piano
per le fitte si attenuarono e scivolai nel dormiveglia. Il
mio sonno si era fatto pi profondo quando fui svegliato da
Avishay, il nipote di David, mio maestro d'armi. Vieni disse
scuotendomi.  tempo di andare. Scoprii con stupore
che non c'era nessun altro, solo io, David e Avishay, quando
ci avviammo a passo svelto sull'altipiano. Mi sentivo stranamente
leggero e non avevo alcuna difficolt a tenere il passo
dei due guerrieri, il che non manc di stupirmi. Sapevo che
pi avanti iniziava il sentiero che scendeva al villaggio di
Yeshimon. Dove stiamo andando? domandai, ma Avishay
mi fece segno di tacere. Quando giungemmo al margine del
pendio, il buio cedeva gi alle prime luci dell'alba. Sotto di
noi, ai piedi del monte, c'era un accampamento militare,
non meno di un centinaio di soldati sprofondati nel sonno.
Scrutai nella penombra in cerca di un picchetto o di qualche
sentinella, ma non ne vidi neppure una. Strano. Che
fosse una trappola?
David e Avishay presero a scendere agili fra le balze, passando
da un cespuglio all'altro, e io li seguii. Appena fummo
in un luogo riparato, mi piegai in avanti per vomitare, la
fronte madida di sudore. David si drizz e tese le orecchie,
per accertarsi che non ci avessero sentito. Poi proseguimmo
la discesa finch non ci trovammo dentro l'accampamento.
Il cuore mi martellava nel petto per la paura e la fatica,
mentre camminavamo in punta di piedi fra gli uomini che
dormivano supini, a pancia in gi o raggomitolati nei mantelli,
come i bambini. Era come se fossero tutti sotto l'effetto
di una pozione magica, oppure eravamo noi a essere
diventati invisibili come il vento. A un tratto, David si ferm
davanti a un uomo grande e grosso immerso nel sonno,
le gambe e le braccia divaricate, la lancia piantata per terra
accanto alla testa. Era avvolto in un mantello viola, il viso
non pi giovane ma nondimeno attraente, anche nel sonno,
con una folta barba bionda ancora priva di argento. David
rimase a fissarlo con un'espressione impenetrabile e Avishay
si affrett a raggiungerlo. La sua espressione era fin troppo
facile da leggere: l'eccitazione del cacciatore che ha finalmente
messo la preda con le spalle al muro. A quel punto
mi dissi che l'uomo grande e grosso doveva essere Shaul, il
nostro re e acerrimo nemico. Iniziai a tremare come una foglia,
soprattutto dopo aver udito le parole di Avishay, poco
pi di un sussurro, ma intriso di furore.
Lascia che io l'inchiodi a terra con la lancia in un sol
colpo. Gli brillavano gli occhi. E non aggiunger il secondo.
Ma David scroll il capo. Nessuno pu alzare la mano
impunemente sul consacrato del Signore.
In quella le parole sgorgarono da me. Scender in battaglia
e sar ucciso.
David mi tapp la bocca, perch la voce profetica non 
certo un sussurro. Ma nessuno dei dormienti s'era mosso.
David ripet piano le parole che avevo appena pronunciato
e sibil: Tutto qui? Annuii con vergogna, e lui si rivolse ad
Avishay. Prendi la lancia di Shaul e passami anche quella
fiasca d'acqua. Andiamo!
Mi chiedo ancora come avessimo potuto entrare e uscire,
indisturbati, dall'accampamento di Shaul. Il verbo profetico
era risuonato a un passo dal re senza interrompere il suo
sonno e tutti i suoi soldati avevano continuato a dormire
come in preda a una droga, o a un incantesimo.
Risalimmo il pendio e aspettammo sulla cima il sorgere
del sole. Da lass si vedeva bene l'accampamento e perfino
il posto dove giaceva Shaul. David indic Avner, il famoso
generale, che dormiva seduto, col viso non meno spigoloso
della roccia contro cui era appoggiato. Quando i primi raggi
illuminarono la cima della collina, David fece sentire la
sua voce possente.
Avner!
Il generale balz in piedi con la prontezza di un guerriero
e afferr subito lancia e spada. Chi sei? grid.
La risposta di David grondava sarcasmo. Avner, campione
di Yisrael!  cos che proteggi il tuo re? Guarda bene!
Dov' la lancia di Shaul? Dov' l'acqua che era presso il suo
capo?
Shaul si alz confuso dal giaciglio, cercando invano la
lancia. Poi si volt a scrutare la collina, facendosi schermo
con la mano dai raggi del sole nascente.
 questa la tua voce, David, figlio mio?
Solo allora David usc dall'ombra degli alberi, affinch
Shaul potesse vederlo. S, mio signore e mio re. Aveva la
voce rotta: quella parola - figlio - l'aveva profondamente
turbato. La figura immobile che spiccava in cima alla collina
era un bersaglio fin troppo facile per gli arcieri del re
e Avishay si avvicin per fargli scudo con il proprio corpo.
Ma David lo spinse via.
Perch il mio signore perseguita il suo servo? Che ho
fatto? Che male si trova in me che il re d'Yisrael  uscito in
campo per ricercare una pulce? Ecco la tua lancia, o mio re.
Lascia che uno dei tuoi uomini venga quass a prenderla.
Perch stanotte il Nome ti aveva messo nelle mie mani, eppure
non ho voluto stendere la mano contro di te. E come 
stata preziosa oggi la tua vita ai miei occhi, cos sia preziosa
la mia vita agli occhi del Nome ed egli mi liberi da ogni
angoscia.
Allora Shaul grid: Ho sbagliato, ho agito da sciocco,
ritorna, David, figlio mio...
David strinse i pugni. Senti, mi chiama figlio mormor
con la voce tenera di un bambino. Avrei voluto dirgli:
Va' da lui. Desideravi la riconciliazione? Ecco che il re te
la offre. Va' da lui. Ma non furono queste le parole che mi
affiorarono alle labbra. Il mio respiro si fece affannoso e la
mia lingua prese a muoversi da sola, producendo un messaggio
completamente diverso.
Fuggi da questa terra o di certo perirai per mano sua.
David si volt a guardarmi e poi guard il re, con aria
angosciata. Uno dei soldati della guardia di Shaul stava gi
salendo verso di noi per recuperare la lancia del sovrano.
Avishay prese David per un braccio. Hai voluto che il profeta
venisse con noi disse in tono concitato. Dagli ascolto!
Per tutta risposta, David scagli la lancia facendola conficcare
ai piedi della guardia e corse via. Noi lo seguimmo.
A met mattina eravamo gi lontani dalla terra di
Yehudah, sulla strada che scende verso la costa. Forse erano
state le mie parole o una voce nel suo cuore, in ogni caso
David aveva deciso. Non poteva fidarsi di Shaul. Saremmo
andati a Gat, mettendoci al servizio di Akish, il seren dei
Filistei, che fino a quel momento era stato il nostro flagello.
Furono in molti a biasimarci e alcuni non ce l'hanno mai
perdonato, ma David aveva una sola regola, la stessa che era
costata la vita a mio padre: qualunque cosa sia necessaria.
Fu cos che lasciammo le nostre colline e ci dirigemmo a
oriente, verso la pianura dei Filistei davanti al Grande Mare.
Avevo i piedi stanchi, quando la prima folata di brezza marina
mi accarezz il viso, e l'odore salmastro mi riport di
colpo alla mia fanciullezza. Avrei dovuto gioirne, invece
avevo il cuore pesante: nessuno, neppure un fuorilegge, 
contento di inchinarsi dinanzi al peggiore dei suoi nemici.
Il seren di Gat fu felicissimo di prendere al suo servizio i
valorosi guerrieri di David e ci diede alloggio in un fortilizio
della citt di Ziqlag. David e gli altri con mogli e figli vivevano
l, mentre i giovani scapoli, come me, furono ospitati
dalle famiglie dei dintorni. Consumavo i pasti al forte, ma
trascorrevo la notte a casa di un agiato fabbro ferraio, che
era poi l'armiere personale del seren.  dura vivere insieme
a gente che sei abituato a odiare fin da bambino, ma la famiglia
che mi aveva accolto era gentile e anche i miei compagni
si trovarono bene, sebbene non volessero ammetterlo.
In fondo non eravamo che dei forestieri male in arnese,
eppure i Filistei non mostravano alcuna ostilit nei nostri
confronti e col tempo iniziai a vergognarmi del rancore che
avevo sempre nutrito verso quella gente.
La cosa pi ardua era convivere con degli idolatri, e cercavo
di non guardare le statue degli di con la testa di uccello
che sembravano fissarmi dalle nicchie sulle pareti. In
realt, anche molte delle nostre famiglie, in barba ai rimproveri
dei sacerdoti, tenevano in casa i vecchi idoli, ma pi che
altro per ragioni affettive, come ricordi dei tempi passati, e
pochi credevano nel loro potere. I Filistei invece adoravano
davvero quei simulacri e vidi con i miei occhi quanto fosse
genuina la loro devozione, recandomi al tempio. Me lo
concessi perch sapevo che, grazie alla protezione dell'Altissimo,
non avevo nulla da temere da quegli idoli.
Per fui stranamente affascinato dai loro rituali. In fondo
non appartiene a ogni uomo la gratitudine verso la pioggia
che nutre il terreno e consente al grano d'indorarsi? Non accomuna
ogni uomo il timore della folgore che lacera i cieli?
Cosa cambia se i Filistei preferiscono chiamare quelle cose
Dagon o Baal? Elohim hayyim, il nostro Dio vivente, che conosce
tutte le cose, deve ben sapere che ogni ringraziamento,
ogni riverenza  soltanto per lui. Gli importa davvero
cos tanto se qualcuno ha bisogno di una statua per pregare?
Queste domande mi impedivano di prendere sonno e decisi
che non sarei entrato Inai pi nel tempio dei Filistei.
La casa dell'armiere reale era di gran lunga pi raffinata
di qualunque altra dove fossi mai stato, per non parlare delle
grotte e delle tende di pelle di pecora degli ultimi anni.
La giovane moglie dell'artigiano era molto bella, e non si
copriva i capelli come le nostre donne, ma li portava acconciati
in modo innaturale in una cascata di trecce minuscole
che le arrivavano alle spalle. Si tingeva gli occhi col kajal
scuro e le labbra di rosso. E sapevi sempre dove si trovava,
grazie al profumo di fiori che emanava dal suo corpo.
La stanza principale della casa era un salone con il colonnato
che girava intorno al focolare di ciottoli, dove il fabbro
riceveva gli amici. In quelle occasioni brindavano al dio del
grano, Dagon, con un liquore troppo forte per il mio palato.
Ma col tempo mi ci abituai e iniziai ad apprezzare l'oblio
che regalava.
E c'era molto da dimenticare in quella stagione di sangue
e menzogne, a causa del modo ignominioso in cui ripagavamo
i nostri ospiti. Shaul non ci insegu nella terra dei
Filistei, non osava sfidare Akish a casa sua, e in cambio della
protezione accordataci, David compiva continue scorrerie
per conto del seren. Erano assalti brutali e avevano lo scopo
di compiacere Akish, convinto che rivolgessimo le armi
contro il nostro stesso popolo. Ma David era troppo scaltro
e leale per farlo. Invece, depredavamo gli insediamenti degli
Amaleciti e dei Geshuriti, mentendo ad Akish circa la provenienza
del bottino.
Quell'inganno port a una serie di conseguenze funeste.
David ci ordinava sempre di non risparmiare nessuno nei
villaggi che colpivamo, perch i superstiti avrebbero potuto
parlare contro di noi, smascherando il nostro gioco. Ed erano
sempre scontri impari e disumani: un gruppo di guerrieri
esperti e ben armati contro pastori e contadini che spesso
avevano solo zappe e forconi per difendersi.
In uno di quei giorni di ferocia, stavo combattendo di
fianco a David quando lui abbatt un uomo che lo aveva
affrontato con audacia, credo fosse il capo del villaggio. Mi
colp la calma, la noncuranza quasi, con cui lo trucid e
anche il modo in cui cadde la vittima, la sua espressione,
sgomenta pi che spaventata... E poi vidi il bambino, che
si dibatteva in braccio alla madre urlante. Doveva avere suppergi
l'et che avevo io quando David tolse la vita a mio
padre con altrettanta disinvoltura.
La rabbia mi travolse, insieme a un intollerabile senso di
oppressione, mentre David andava gi verso la donna col
bambino.
No! Non farlo! gridai.
David si volt e mi guard un momento con aria perplessa,
poi prosegu, agile come una lince, e con due soli
colpi di spada fredd madre e figlio. Era indispensabile
disse stringendosi nelle spalle, quando torn da me. Non
possiamo lasciare nessuno vivo. Lo sai. Poi si allontan, in
cerca di nuove prede.
Rimasi immobile, la polvere che mi turbinava intorno,
e non riuscivo a staccare gli occhi dal corpo del bambino.
Era caduto sopra la madre, la mano aperta come per cercare
il suo viso. Scoppiai in un pianto dirotto e irrefrenabile
che quasi m'impediva di respirare. Erano le lacrime che non
avevo pianto per mio padre, perch quel giorno ero stato
ottenebrato dalla potenza della visione divina. Andai a inginocchiarmi
accanto al corpicino e gli posai la mano sulla
testa. I compagni che passavano di l si fermavano un momento
per vedere se ero ferito, poi proseguivano, richiamati
altrove dall'opera di sterminio.
Fecero in fretta, come al solito, ma io non mi mossi neppure
dopo che ebbero caricato il bottino, e rimasi dov'ero
anche quando David diede ordine che ci mettessimo in
marcia. Fu Avishay a tirarmi su e farmi salire in groppa
a uno dei muli rubati al villaggio. Il servo del fabbro mi
accolse come sempre con acqua calda, vesti pulite e uno
splendido cratere di ceramica colmo fino all'orlo di liquore
di grano.
Lo tracannai d'un fiato e feci cenno che me ne portasse
ancora. Quella notte bevvi fino a perdere i sensi e non ci
voleva molto, con il liquore dei Filistei. Divent un'abitudine:
prima di partire scolavo un cratere per stordirmi, e al
ritorno bevevo in modo sconsiderato pur di scivolare nell'oblio.
Ma il dolore per la morte di mio padre rimaneva vivo,
quasi l'avessi perso di nuovo in quel villaggio sconosciuto,
lontano dalla mia casa e dalla mia famiglia.
Forse fu a causa dello stordimento che mi procuravo col
liquore, ma la mia voce interiore non si levava contro le
atrocit cui assistevo e di cui ero complice. La vecchia arsa
viva dentro la sua capanna. La carne tenera di un neonato
sotto i nostri stivali. A volte mi inginocchiavo a vomitare,
fra l'odore del sangue e il fumo dei roghi, sperando che i
crampi nelle mie viscere fossero il preludio di una visione.
Pregavo che il ruggito del cielo prorompesse dalla mia
bocca, condannando la nostra ferocia, che l'ira divina mi
fulminasse una buona volta, lasciandomi fra quei cadaveri
smembrati. Ma non succedeva mai, pareva che ha-Shem
Tzevaot, il Signore degli Eserciti, tollerasse ogni carneficina.
Qualunque cosa sia necessaria. Non fui mai visitato dalle visioni
in tutto quel tempo e avevo persino iniziato a dubitare
del mio oracolo: non vedevo come David potesse trovare
una via d'uscita da quell'esilio infame, conquistando il destino
glorioso che avevo annunciato per lui.
Ogni volta che presentava ad Akish le prede di guerra,
che fossero greggi o mercanzie, David affermava di averle
sottratte alle nostre trib del Neghev. Per mandava di
nascosto una parte del bottino a Yehudah, agli amici pi
fidati, agli anziani di cui sperava di guadagnarsi il favore,
ai villaggi che ci avevano rifornito di viveri negli anni del
brigantaggio. Tale fu la sua accortezza, che nel volgere di
un anno si conquist la fiducia di Akish. Il re dei Filistei era
davvero convinto che David avesse voltato le spalle al suo
popolo e che, non potendo tornare indietro, sarebbe rimasto
per sempre un suo fedele vassallo.
Tuttavia i generali di Akish, molti dei quali avevano
combattuto David sul campo, non erano altrettanto sicuri
della sua fedelt. Un giorno che eravamo radunati insieme
ai Filistei per muovere contro Shaul, i comandanti dissero al
re che non si fidavano di David, e Akish per non contrariare
i suoi uomini ci ordin di tornare a Ziqlag.
La citt era ancora lontana quando sentimmo un odore
acre e vedemmo una cappa di fumo all'orizzonte. Affrettammo
il passo e giunti alla porta di Ziqlag scoprimmo che
era sguarnita e che il fumo si levava proprio dal castello che
Akish ci aveva concesso. Il portone pendeva dai cardini e,
al di l del cortile, non rimaneva che un cumulo di rovine
fumanti. David e gli altri uomini presero a vagare disperati
fra le travi bruciate, chiamando le mogli e i bambini, ma
nessuno rispondeva.
C'era una casupola a ridosso del castello e Avishay butt
gi l'uscio con una spallata, tirando fuori di forza il vecchio
filisteo che ci abitava. I giovani avevano lasciato la citt
qualche giorno prima per unirsi alle armate di Akish.
Chi  stato? url Avishay furibondo rivolto al vecchio.
Gli Amaleciti, mio signore. Erano in tanti... Non potevamo
fermarli...
Una rappresaglia, per i molti villaggi amaleciti che avevamo
messo a ferro e fuoco. Avevano aspettato il momento
opportuno per agire, pensando che fossimo anche noi in
marcia con Akisb. Il vecchio disse che avevano ucciso la
sentinella di guardia alla porta, incatenando donne e bambini
per poi dare alle fiamme il castello.
A queste parole, David cadde in ginocchio e inizi a cospargersi
il capo di polvere. Era affranto, perch sapeva che
quella disgrazia era il frutto delle sue azioni, le donne e i
bambini innocenti che ci aveva fatto uccidere. Alzati, gli
dissi, non  questo il momento di abbandonarsi al rimorso...
In quella arriv Yoav, che aveva perlustrato invano le
rovine, e parl in tono concitato, dando voce ai miei pensieri.
Gli Amaleciti pensano che siamo lontani, non si aspettano
di essere inseguiti. Questo ci d un vantaggio e dobbiamo
approfittarne. Subito. Prima che stuprino le nostre
donne e massacrino i nostri figli.
Invece di alzarsi, David cadde riverso nella polvere.
Guardai le facce dei guerrieri: erano s rigate di lacrime
ma non vidi alcuna compassione su quei visi, solo rabbia.
Perch se David aveva perduto le sue mogli, molti di loro
avevano perduto anche i figli. Non sapevano che farsene di
un uomo distrutto dal dolore, volevano un capo con i nervi
saldi che li guidasse alla vendetta.
Non l'avevo mai visto cos. David conosceva i suoi uomini,
ne intuiva i timori e le speranze, e spesso indovinava
i loro pensieri. Ma in quel cortile, con le faville che mi bruciavano
gli occhi e il sapore della cenere nella bocca, capii
che quel dono l'aveva abbandonato.
Uno degli uomini raccolse un sasso. Sulle prime non
compresi che intenzione avesse e mi chiesi perfino se si rendeva
conto di quel che stava facendo. Mi aspettavo che Yoav
lo fermasse, ma Yoav si limit a guardarlo negli occhi con
un'espressione che assomigliava tanto a un incoraggiamento.
Un altro si chin a prendere un sasso e poco dopo un altro
ancora si un a loro. Presero ad avanzare inveendo verso
David che giaceva a terra, perso nel suo dolore.
Quale follia stava avendo luogo davanti ai miei occhi?
Non avendo n moglie, n figli, non ero toccato in prima
persona dalla collera che si stava impadronendo dei
miei compagni, ma poi un pensiero mi illumin la mente.
Per quale motivo avevo scelto di rinunciare a farmi una famiglia,
se non per rimanere sempre al fianco di David, e
difenderlo nel momento, inevitabile per ogni uomo, della
caduta? Mi feci largo fra i miei compagni, che erano quasi
tutti pi robusti di me, e andai a mettermi fra David e quel
mare di facce infuriate.
State indietro! gridai, con una voce tonante che non
avevo mai avuto, se non quando ero posseduto dal Nome.
Estrassi la spada e rasai l'aria davanti a me in un arco scintillante.
Quell'insolita veemenza ebbe l'effetto di accrescere
la soggezione che incutevo normalmente nei compagni, che
arretrarono borbottando e imprecando a denti stretti.
Sapendo che il loro sbigottimento non sarebbe durato a
lungo mi voltai, presi David per le spalle e lo feci alzare a
forza, cercando di scuoterlo dal torpore. Vidi l'angoscia sul
suo viso mutarsi in sconcerto, ma continuai a scrollarlo.
Poi gridai di nuovo, con la mia voce, senza interventi
divini, anche se ero l'unico a saperlo.
Inseguili! urlai. Inseguili e ti prenderai e libererai le tue
donne e la tua prole!
La testa di David scatt all'indietro come se gli avessi
dato un pugno, e perse di colpo quello sguardo vitreo, tornando
in s. Lanci subito il grido di battaglia e i suoi uomini
risposero con un ruggito.
Altri ha scritto di quell'inseguimento, di come David ci
fece correre fino a sfiancarci, da Ziqlag a Nahal ha-Besor.
A un certo punto, alcuni di noi si fermarono sfiniti, ma
il grosso prosegu, spronato dalla volont di David e dalle
mie parole. Grazie alla fortuna, o all'intervento divino, ci
imbattemmo in uno schiavo egiziano che il padrone amalecita
aveva abbandonato per strada poich si era ammalato.
Lo rifocillammo e gli demmo da bere, e in cambio della
libert lo schiavo ci rivel dov'era accampata la banda degli
Amaleciti. Camminammo tutta la notte e all'alba del giorno
dopo li cogliemmo di sorpresa.
Ho gi dato conto nei dettagli delle nostre gesta pi famigerate,
ma in occasione di quell'agguato superammo noi
stessi, quanto a ferocia. Storditi dalla stanchezza e dall'ansia,
i mariti e i padri delle donne e dei bambini fatti prigionieri
calarono sul nemico come mostri assetati di sangue.
I cadaveri venivano fatti a pezzi e le teste mozzate prese a
calci finch le facce si trasformavano in carne maciullata. Si
svolse tutto rapidamente e i pochi superstiti, vista la fine che
avevano fatto i compagni, si diedero alla fuga. Allora David,
camminando fra le pile di cadaveri, gli stivali insanguinati
fino al polpaccio, raggiunse il recinto dove erano rinchiusi
le donne e i bambini legati fra loro come bestie. Liber
subito Avigayil, recidendo i lacci che le serravano i polsi, e
cadde in ginocchio davanti a lei cingendole le cosce, fra le
lacrime. Era imbrattato di sangue e cervella, ma Avigayil
non se ne cur, gli accarezz i capelli e lo fece alzare, abbracciandolo
forte. Poi si fece dare il pugnale e liber Ahinoam
che era legata con lei. Prese la mano di David e la accost al
ventre gonfio di Ahinoam. Ero a pochi passi e vidi l'esultanza
sul volto del mio signore: Ahinoam portava in grembo
il suo primogenito, Amnon. Quel giorno aveva rischiato di
perdere pi di quanto immaginasse. David attir Ahinoam
a s, ma quando si scost da lei vidi l'impronta insanguinata
della sua mano sulla tunica della moglie, e capii che era un
segno, un'infausta consacrazione.

 Capitolo 7.

Quanti ricordi si dipanarono davanti ai miei occhi mentre
vegliavo da solo nel palazzo di David, nella citt che ora portava
il suo nome. Non mi capitava spesso di rivangare quei
giorni, la stagione amara dell'esilio. Ma il ricordo di Avigayil
e il rimpianto che provavo per la sua saggezza mi avevano fatto
tornare con la mente a quei giorni lontani. Ero certo che se
fosse stata viva, anche adesso che aveva accanto le donne pi
belle e nobili del mondo David avrebbe tenuto di gran conto
il suo affetto e i suoi preziosi consigli. Quando mor, David
la pianse e digiun. Ma il canto fnebre che inton per lei
non aveva le note struggenti di quello che dedic a Yonatan.
Non riuscii a chiudere occhio quella notte e forse fu un
bene. Si possono fare strani sogni quando si esita sull'orlo di
una visione, senza riuscire a oltrepassare l'infida palude del
dubbio. Fuori l'alba pareva ancora lontana, ma finalmente
il buio della notte inizi ad attenuarsi e potei scorgere di
nuovo gli oggetti, la sagoma della brocca sul tavolo e il mio
giaciglio intatto. Quando mi alzai e aprii gli scuri, Muwat,
sdraiato nel pagliericcio dentro l'alcova, si mosse lasciandosi
sfuggire un lieve gemito. Poco dopo sentii i suoi passi strascicati
e lo sciacquio della bacinella. Mascher uno sbadiglio
mentre mi porgeva il telo di lino che mi premetti subito
sul viso, per rinfrescarmi dopo una notte insonne. Avevo
ancora le giunture indolenzite e inclinai la testa di qua e di
l, nel tentativo di sciogliere i muscoli del collo. Muwat usc
a prendere il pane appena sfornato, senza darmi il tempo di
dirgli che avevo lo stomaco chiuso per l'apprensione.
Era ancora troppo presto per andare dal re. La finestra della
mia stanza era rivolta a oriente e rimasi a fissare la massa scura
dell'Har ha-Zetim, il Monte degli Ulivi, da cui presto sarebbe
spuntato il sole. Poco dopo, la prima scheggia di luce orl la
cima e si allung all'istante sul Nahal Qidron, svegliando un
gallo che salut l'alba col suo canto. Guardai il chiarore che
saliva sui muri delle case pi esterne, arrampicandosi piano
sull'argilla, dilagando su un tetto, scoprendo un servo che
gettava l'acqua sporca in strada. Strato dopo strato, la luce
pass da un livello della citt all'altro, illuminando i vicoli
tortuosi e gli spigoli delle case, e alla fine super con un balzo
il varco fra la cittadella e il palazzo del re, lambendo il bugnato
alla base delle mura contro cui ero solito appoggiarmi
quando ero stanco. Distolsi lo sguardo da quella vista incantevole,
mi avvolsi nel mantello e uscii.
Avevo fatto pochi passi quando Muwat gir l'angolo con
il vassoio del pane e vedendomi prese a strabuzzare gli occhi.
Grazie, Muwat, ma non mi...
Volevo solo dirgli che non avevo appetito, ma il ragazzo
mi zitt con un'insolenza che non era da lui. Mi pos la
mano sul braccio e indic con un cenno del capo il vicolo
che portava a casa mia.
Ah! esclamai, poi aggiunsi, nel caso qualcuno mi avesse
sentito: Ma s, credo che ne assagger un boccone.
Quando fummo nella mia stanza, con la porta chiusa,
Muwat pos il vassoio. Sapete che il re non  da solo disse
in tono affermativo, dando per scontato che, in quanto
profeta, lo sapessi gi. Sapete che c' una donna con lui.
Ebbene, pensai, non c' bisogno di essere profeti per immaginarlo.
E comunque non mi pareva il caso di fare quella
faccia per cos poco. Anzi, fu un sollievo per me apprendere
che il re era tornato alle vecchie abitudini.
E con ci? dissi, sorridendo. Quando mai il re non 
con una donna?
Non  una delle sue concubine. E la moglie di Uriyah.
Uriyah?
Muwat annu, stupito dal mio stupore ma fiero di avermi
rivelato qualcosa che non sapevo.
Il capitano ittita?
Muwat annu di nuovo. Inspirai a fondo, inarcando le
sopracciglia. Fra i pi fedeli e coraggiosi comandanti del re,
Uriyah era partito per la guerra insieme a Yoav. Mi sedetti.
Ora capivo il perch dell'inquietudine che mi aveva assalito
la notte prima. David aveva sempre avuto un robusto
appetito sessuale ma non era da lui abusare in quel modo
del proprio potere. Era legato ai suoi uomini, li rispettava
profondamente, e un soldato valoroso come Uriyah poteva
aspettarsi in dono una vergine dal suo re, non di essere fatto
becco!
Non farne parola con nessuno intimai a Muwat, che
mi guard come per dire che non aveva bisogno di simili
raccomandazioni. Va' da Yehoshafat e digli che vorrei essere
ricevuto dal re nel corso dell'udienza mattutina, appena
avr sbrigato le pratiche urgenti. Lo schiavo fece per uscire,
ma lo fermai. No, lascia perdere.  meglio se chiedi al
servo di camera di avvisarti appena sar di nuovo solo. Mi
pareva preferibile affrontare la questione nell'intimit dei
suoi appartamenti, prima che la sala delle udienze si riempisse
di postulanti. Anche se l'avesse fatta sgombrare prima
del nostro incontro, ci sarebbero state orecchie ovunque e
lingue pronte a riferire ci che si erano detti il re e il suo
profeta. Muwat annu, era un ragazzo sveglio. Appena usc,
iniziai a fare su e gi nervosamente nella mia stanza. La faccenda
andava coperta, e in fretta. Era una di quelle cose che
corrodono, come una goccia di liscivia su un lenzuolo: l per
l non si vede nulla, ma col tempo il tessuto s'indebolisce, il
buco si allarga e la biancheria  da buttare. L'unico rimedio
consiste nel lavare subito la macchia.
Il sole non era ancora alto nel cielo quando Muwat torn,
riferendomi che la donna era stata scortata fuori dal
palazzo, velata e avvolta in un mantello dalla testa ai piedi.
Andai subito a palazzo, salendo negli appartamenti reali. Le
guardie mi lasciarono passare e il servo di camera fece altrettanto,
anche se non nascose un certo fastidio per quella visita
mattutina. Ma le regole che tutti erano tenuti a rispettare
non valevano per me.
Quando entrai, David era alla finestra, come due giorni
prima, ma a differenza del nostro incontro precedente mi
accolse con un sorriso radioso. Sei tornato, dunque! Come
sta mia madre?
Tua madre gode ottima salute e tuo fratello beve troppo,
come sempre.  stato un viaggio istruttivo, poi ne parliamo
se vuoi, ma non  per questo che sono venuto. Chinai la
testa verso i servi in attesa nella stanza.
David inarc le sopracciglia e fece loro segno che ci lasciassero
da soli. Dopo che ebbero chiuso la porta, si avvicin
al tavolo e prese una brocca riempiendosi la tazza.
Assaggia questo labari disse.  ottimo. Le capre amano
l'erba di questa stagione. Scrollai il capo. La vista del liquido
denso che scivolava nella tazza rischiava di farmi tornare
la nausea. David si strinse nelle spalle e tracann il latte
fermentato, pulendosi la bocca con la disinvoltura di un
ragazzo.
Sorrideva ancora quando mi parl. Allora, che sei venuto
a fare, visto che di notizie non ne hai e non vuoi favorire?
Il tono era scherzoso ma colsi una punta di irritazione
nei suoi occhi color ambra.
Cosa sta succedendo con la moglie di Uriyah?
Un lampo d'ira. Non sono fatti tuoi rispose, sbattendo
la tazza sul tavolo. Bell'affare avere un veggente sempre
fra i piedi: non puoi godere di un minimo di riservatezza
neanche a letto! Comunque non  il caso che ti preoccupi,
 stato l'impulso di un momento. Una cosa passeggera...
Lei  una donna capace di tacere e ha da perdere pi di
me, qualora si spargesse la voce. Stai tranquillo, Uriyah non
verr mai a saperlo. Ma, Natan...  stato meraviglioso...
Fece un sospiro e continu il racconto con aria trasognata.
 successo per caso. Stanotte non riuscivo a prendere sonno,
lo sai che mi succede, da quando i miei uomini sono
partiti per la guerra senza di me. Ero sul tetto, e cercavo
di calmare il tumulto nella mia mente, quando l'ho vista,
sulla sua terrazza, con l'ancella che l'aiutava a lavarsi. Lo
so, avrei dovuto voltarmi dall'altra parte appena ha iniziato
a spogliarsi. Ma non sapevo che fosse lei, te lo giuro. Ora
mi dirai che avrei dovuto resistere alla tentazione, chiunque
fosse. Ma la sera prima ero con una delle mie donne e non
sono riuscito... Insomma, non mi capita spesso e mi  rimasto
l'amaro in bocca. Che ti succede? mi dicevo. Non sei
pi capace di combattere e neppure di fottere? Ma quando
l'ho vista mi sono sentito vivo, mi sono sentito me stesso
come non mi capitava da tanto. Sar stata la luce della luna
sulle sue spalle, i capelli sciolti che le arrivavano... Le dita
di David accarezzavano l'aria, seguendo un'immagine nella
sua mente. Sorrise. Ti assicuro, Natan, anche un uomo
dalla disciplina ferrea come te avrebbe capitolato.
Non credo, pensai. Quel che  fatto  fatto dissi invece.
Ma  stata una cosa poco saggia. Come puoi essere sicuro
che non giunga all'orecchio di Uriyah? Io, per esempio, l'ho
saputo subito. No, non in quel modo. Stai tranquillo, le mie
visioni non entrano nella tua camera da letto. Sono venuto a
saperlo nel pi banale dei modi: dai pettegolezzi della servit.
Preferii sorvolare sull'inquietudine che mi aveva assalito
nella notte e sugli oscuri presagi da cui era stata funestata.
Immagino che avrai mandato qualcuno a prenderla continuai
in tono pacato. Le guardie che l'hanno lasciata entrare
potrebbero averla riconosciuta. E i tuoi servi di camera?
Quanti sono? Due? Tre? Dunque, siamo gi in sette o otto
a saperlo. Poi c' la sua ancella. Il guardiano della sua casa.
Diciamo una decina di persone. E chi ti garantisce che terranno
tutte la bocca chiusa? E se Uriyah venisse a saperlo,
quale danno potrebbe arrecarti l'inimicizia di un soldato cos
fedele e amato dai suoi uomini? Non c'era bisogno di rischiare
tanto per un momento di volutt.
E non c' neppure bisogno che tu ti metta a fare il menagramo,
Natan. Questa non  una questione che riguarda
il regno, per cui non mi servono i tuoi consigli. Ne avevo
voglia e mi ha fatto bene. Se anche tu giacessi con una
donna, di tanto in tanto, lo sapresti... A un tratto cambi
tono. Si pass la mano sulla fronte e abbass lo sguardo,
come un bambino pentito della sua marachella. Ti chiedo
perdono. Lo so che vivi in quel modo per amor mio. Dovrei
esserti grato per il sacrificio che compi e invece ti stuzzico.
Mi schermii con un gesto della mano. Non scusarti,
non  il caso. Io non misuro certo le parole quando parlo
con te, e non pretendo che tu lo faccia con me. E poi io
sono eved ha-melek, un uomo al tuo servizio. Mi concessi
un mezzo sorriso. Anche se a volte ne faresti a meno.
Il volto di David si rasseren. Venne verso di me e mi
diede una pacca sulla spalla. Dico sul serio, non devi
preoccuparti. L'ho congedata con un dono e non la vedr
mai pi. S, ho peccato, Natan, lo so. Ma pensi davvero che
Yah vorr punirmi pi di quanto punir i cento uomini che
stanotte hanno commesso adulterio dentro queste mura?
Tu non sei come gli altri uomini. E lo sai bene. Mi inchinai
e David mi conged con un gesto della mano. Avevo
guastato solo in parte il suo buon umore. Mentre chiudevo
la porta inizi a mugolare e scendendo le scale lo sentii cantare
a voce piena.
Forse era vero quel che aveva detto. I suoi servi venivano
scelti con cura, trattati con rispetto e si erano sempre comportati
in modo leale verso di lui. Bisognava augurarsi che i
servi di Uriyah non fossero altrettanto fedeli al loro padrone,
e mantenessero il segreto, se non altro per proteggerne
l'onore. Quanto alla donna, non aveva motivo per rivelare
al marito che era stata sedotta dal re.
Quella mattina David doveva ricevere i sudditi e mi recai
nel salone delle udienze, sedendo nel mio scranno, fra
gli altri consiglieri. Non partecipavo sempre alle sedute e
di solito non prendevo la parola, a meno che David non
m'interpellasse, ma ero nondimeno membro di diritto del
consiglio.
La notte d'amore sembrava aver giovato a David, che appariva
lucido e concentrato. A renderlo euforico contribuivano
le notizie recate dai messaggeri: le nostre truppe avevano
sbaragliato gli Ammoniti, inseguendoli fino alla citt
di Rabbah e ponendola sotto assedio. Lo vidi irrigidirsi solo
quando, in uno dei dispacci, Uriyah veniva menzionato per
il suo valore. Ma nessun altro poteva averlo notato e David
torn presto a sorridere. Bene! esclam, battendo le mani
e guardandosi attorno con aria compiaciuta. Non potrebbe
esserci momento pi propizio per un assedio. Chiusi dentro
le mura, i nemici dovranno limitarsi a guardare da lontano i
loro campi mossi dal vento. Lasciate che macinino l'ultimo
grano e cuociano le ultime pagnotte, bagnandole di lacrime,
mentre vedono l'orzo che matura invano, senza poterlo
mietere.
Quando me ne andai, David era intento ad ascoltare le
richieste dei sudditi e trattava ciascuno con la bonomia e
l'equanimit di sempre. Ma allora perch mi sentivo ancora
oppresso dall'angoscia?
Dovevano trascorrere molte lune prima che potessi comprenderlo.
Per giorni  notti, vissi con un peso sul cuore e
fu a causa di quel disagio, credo, che decisi di vedere Mikal.
Dovevo parlare con lei, perch custodiva nella memoria il
tassello che mancava alla mia storia: la stagione gloriosa in
cui David era entrato nelle grazie di Shaul e quella sventurata
quando era diventato un brigante. Mikal, figlia di Shaul
e sorella di Yonatan, la prima moglie di David. Nessuno
conosceva quel periodo della sua vita meglio di lei, ma non
potevo certo aspettarmi che si rivelasse un incontro gradevole.
Tanto valeva togliersi il pensiero.

 Capitolo 8.

Mikal mi accolse con fredda cortesia. Viveva in una stanza
angusta e buia, nella parte pi isolata del palazzo. La finestra
era poco pi di una fessura che dava a nord e la vista era
ostruita dagli alloggi dei soldati al di l del vicolo, per cui
la luce giungeva di rado all'interno della stanzetta. Entrando
mi strinsi nel mantello, pensando che nel cuore dell'inverno
il freddo doveva essere insopportabile l dentro. La domestica
di Mikal, gobba e sciancata, dormiva in una nicchia
riparata da una tenda e, insomma, pareva di essere negli
alloggi della servit, non nella dimora di una donna che era
stata figlia e moglie di re.
Mikal aveva fatto il possibile per renderla pi accogliente,
mettendo stoffe fini alle pareti, cuscini ricamati per terra
e un grazioso tavolinetto di ulivo al centro della stanza. Mi
fece segno di sedermi e mentre tiravo fuori lo stilo, l'inchiostro
e la pergamena, si accomod sui cuscini, di fronte a me.
Gli anni non sembravano essere passati per lei, era ancora
snella come la ricordavo, e lo scialle lasciava intravedere i
capelli folti e lucidi. Il suo volto era la versione femminile
di quello del fratello, Yonatan. Avevano entrambi la statura e i
lineamenti aggraziati del padre, la fronte spaziosa, il mento
sottile, il collo da cigno. Non avevo conosciuto la loro madre,
ma dal momento che Shaul era biondo, dovevano aver
preso da lei i capelli color ebano e gli occhi grigi orlati dalle
sopracciglia marcate. Mikal e Yonatan avrebbero potuto
sembrare gemelli, sebbene ci fossero otto anni di differenza
fra loro. In quel lasso di tempo il re aveva avuto un'altra
figlia, Merav, bionda come lui.
Il tempo era stato clemente con Mikal ma aveva provveduto
la vita a segnarla. I suoi occhi, un tempo vivaci e seducenti,
apparivano spenti come pozze di acqua stagnante. La
prima volta che l'avevo incontrata, sebbene fosse in preda
all'angoscia, conservava lo splendore di una donna che ama
e si sente amata. Ormai non era che l'ombra di se stessa.
Cosa vuoi che ti dica di David? esord Mikal con l'abituale
schiettezza. Lo amavo, ma questo lo sapevi gi, vero?
Stavo ancora affilando il calamo e posai subito il coltello,
iniziando a scrivere.
S, scrivilo: Mikal amava il suo David. Nelle cronache
sono riportati solo gli amori dei re, come se fossero gli unici
degni di essere ricordati. Ma, tu scrivilo, ero io quella che
amava fra noi due.
La accontentai e poi sollevai lo sguardo. Per un tempo
anche lui ti amava...
Gett la testa all'indietro e lo scialle le scivol dalle spalle,
ma non si prese il disturbo di sistemarlo e mi guard con
aria gelida.
Hai detto che vuoi la verit? Bene, la verit  che, allora,
era un altro fuoco a consumarlo. Lo sai com' David, cerca
l'amore come si cerca il cibo o il calore, e non gli basta
mai. Ma quando ci sposammo era mio fratello la sua vera
passione. E non lo nascondeva in nessun modo. A letto mi
chiedeva di fare le cose che faceva con lui...
Un lampo di rabbia le accese gli occhi.
Troppa verit, profeta?
Da soldato, ho visto tutto quello che un corpo pu fare
a un altro. Dopo la battaglia, i guerrieri sfogano la propria
brama sui prigionieri, che siano donne o ragazzi, e non cercano
un luogo appartato per quegli accoppiamenti. Ma non
avevo mai sentito una donna parlare tanto liberamente. Il
mio stupore suscit una risata sprezzante.
E sai una cosa? Gli dicevo sempre di s, perch lo adoravo.
Il mio amore bastava per tutti e due. Lo so che sembra
impossibile, ma all'inizio lo volevo a ogni costo e non c'era
nulla che non fossi disposta a fare pur di accendere il suo
desiderio. Certo, avrei preferito che mi amasse per quello
che ero, invece di vedere in me solo una copia di mio fratello!
A me non fu concesso di essere una vergine pudica
e tremante che l'amato inizia all'amore con tenere carezze
risvegliandone i sensi, finch non  pronta a riceverlo. La
prima notte di nozze, David venne da me ancora eccitato
da mio fratello e madido di sudore. Mi disse subito cosa
dovevo dargli, se volevo che succedesse qualcosa fra noi...
La voce di Mikal si mut in un rauco sussurro e le ciglia
scesero a velare gli occhi. Mi misi a fissare la parete dietro
di lei, cercando di concentrarmi sulla grana e i disegni della
pietra, mentre parlava con voce sensuale di orifizi violati e
piaceri a me sconosciuti. A un certo punto s'interruppe.
Perch non scrivi? Non sei venuto da me per conoscere
la storia del mio matrimonio sciagurato? Il messo  stato
chiaro: Il re ti ordina di ricevere Natan e dirgli tutto ci
che vorr sapere. Per una volta che obbedisco! Ma aspetta
un attimo... Mi ero scordata che sei una specie di eunuco.
Non dirmi che ti stai eccitando... Allora ti viene ancora
duro, non ti hanno evirato come fanno con gli schiavi?
La sua espressione crudele era la stessa con cui aveva pronunciato
le parole che le erano costate la separazione da
David. Solo quel giorno, nella cella di Mikal, capii perch
fosse successo, e mi parve strano che lui non l'avesse uccisa.
Sapevo di cosa era capace quando s'infuriava. Perfino io,
che mi vanto della mia padronanza, le avrei dato un ceffone
in quel momento. Chiusi gli occhi e feci un bel respiro,
esalando il fiato lentamente.
Stavamo parlando d'amore dissi, asciutto.
S. Amore.
Lasci ricadere i capelli sopra la spalla e se li accarezz,
con la mano che non appariva segnata in alcun modo dal
lavoro. Per quanto caduta in disgrazia, Mikal aveva conservato
la parvenza e le maniere di una donna di sangue reale.
Lo volevo. Gli avevo messo gli occhi addosso da tempo,
anche se non speravo di poterlo sposare, perch mio padre
lo aveva promesso a Merav, la mia sorella maggiore. Allora
Shaul stravedeva ancora per l'audace giovinetto sceso dal
pascolo per condurci alla vittoria. David era un pastorello
goffo, dovevi vederlo a tavola! Merav si prendeva gioco di
lui, a me invece faceva tenerezza. Ma David  sempre stato
sveglio, e impar in fretta. Alla fine divent un perfetto
cortigiano, per quando nostro padre disse a Merav del
matrimonio lei si mise a piangere e lo supplic di tornare
sulla sua decisione. Ma Shaul non volle saperne. Merav era
disperata e si lagnava con tutti dicendo che meritava di meglio
di un pastore. And a lamentarsi anche con Yonatan.
Yonatan, che amava David e avrebbe fatto qualunque cosa
per lui! Che sciocca. Nostro fratello prov a farla ragionare,
cerc di convincerla che era un matrimonio pi che desiderabile,
ma non serv a niente. Mia sorella continu a
piangere e sospirare. Fu una gran gioia per me quando nostro
padre si arrese e la diede in sposa a un altro. Pensavo
che Shaul l'avesse fatto solo per il quieto vivere, non mi
rendevo ancora conto che la decisione era in realt dettata
dall'invidia e dalla diffidenza che iniziava a provare verso
David. Naturalmente, David finse di accogliere la cosa di
buon grado, era sempre cos rispettoso nei confronti di nostro
padre. Fece il modesto, disse che non era all'altezza di
diventare genero di un re. Pu anche darsi che fosse sincero.
Ma io so, come sai anche tu, che dentro gli bruciava e alla
prima occasione si vendic per quell'affronto. Merav pag
a caro prezzo la colpa di averlo rifiutato. Piansi per lei, ma
non troppo, a essere sinceri. Non dico che se lo sia meritato,
nessuna donna, nessuna madre merita una cosa del genere.
Ma Merav era una ragazza frivola, una bambina viziata e un
po' sciocca. Non aveva capito di che pasta  fatto il nostro
David. E lui non la perdon. Perch  cos, il nostro re, non
 vero? Un uomo implacabile...
Sospir e abbass gli occhi e per un momento pensai
che fosse sul punto di scoppiare in lacrime. Mi sbagliavo.
Mikal era cresciuta in una casa a dir poco turbolenta e aveva
dovuto imparare in fretta a dissimulare i moti dell'animo.
Quando riprese a parlare sembrava aver seguito il filo del
mio ragionamento. Non era una famiglia facile la nostra.
Mi guard negli occhi. Perch Shemuel scelse mio padre
come re? Pu un profeta compiere un errore cos madornale?
Non fa venire qualche dubbio anche a te, Natan l'integerrimo,
il fatto che un celebre veggente come Shemuel non
avesse saputo prevedere la follia di mio padre?
Non avevo risposte da offrire. In effetti, Shemuel aveva
incoronato Shaul contro la sua volont e aveva dovuto
trascinarlo fuori dal suo nascondiglio per consacrarlo. E
mentre Shaul lottava per adempiere a un destino che non
si era scelto, il profeta lo aveva privato del proprio aiuto e
del proprio consiglio, maledicendolo, indebolendo la sua
posizione e forse provocandone la pazzia. Dunque Shemuel
si era ingannato? Probabilmente aveva mal interpretato una
visione, avrei potuto rispondere cos, ma sapevo che Mikal
non avrebbe capito. Quanto a me, potevo dubitare dell'operato
di Shemuel, ma non della Voce che gridava attraverso
la mia anima.
Lo sai qual  la cosa pi brutta della follia, Natan? Che
ti cancella. Quando qualcuno perde la ragione non riesci
pi a ricordarlo com'era prima. La follia divora tutto di una
persona, anche i ricordi, i momenti di gioia... Mio padre
era cos diverso quando ero bambina, ma fatico a ricordare
quell'uomo potente eppure cos tenero, intelligente e premuroso.
Solo la musica di David riusciva a farlo tornare quello
di un tempo. Credo che sia stato questo prodigio a farmi
innamorare di lui: David sembrava aver riportato la serenit
nella nostra vita. Chi l'avrebbe immaginato, il giorno che
mio padre torn da Emeq Elah col suo nuovo scudiero?
Non gli badammo quando tir fuori l'arpa rudimentale che
aveva costruito con le sue mani e inizi a pizzicare le corde,
ma poco dopo ci voltammo tutti verso di lui: non avevamo
mai sentito niente del genere!
Sapevo che Mikal non stava esagerando. Quante volte i
nostri ospiti, anche quelli provenienti dalla raffinata corte
del Faraone, mi hanno detto, parlando in privato e quindi
non per adularlo, che giudicano David impareggiabile
nell'arte della musica. Io stesso, nonostante lo ascolti quasi
ogni giorno da anni ormai, stento a credere che si possano
ricavare suoni cos leggiadri da un pezzo di legno e qualche
budello. L'intreccio delle armonie, la danza delle dita sulle
corde e le note che ne scaturiscono a ogni istante, le nuove
melodie che nascono e si sovrappongono all'eco di quelle
precedenti. Oltre a deliziare le orecchie, la sua musica fa
rizzare i peli sulle braccia, commuove, lascia senza fiato. 
una specie d'incantesimo che s'impadronisce del tuo corpo
e della tua anima. Ma un incantesimo benefico. E c' una
melodia, in particolare, un perfetto amalgama di note che
nessun altro  in grado di eseguire come lui. Una liquida
cascata di suoni inframmezzati da pause sapienti che attraggono
lo spirito, irresistibilmente.  un'armonia sublime
al punto che i sacerdoti chiedevano a David di farla risuonare
durante i sacrifici, affinch la musica salisse al cielo
con il fumo sacro. Chiunque la ascolti si sente all'istante
rinfrancato e colmo di una gioia ineffabile. Evidentemente
faceva questo effetto anche a Shaul.
Guardando Mikal, capii che stava rivivendo il meraviglioso
turbamento di quegli arpeggi: sollev il mento, offrendosi
all'esile lama di luce che riusciva a filtrare dal muro.
David doveva aver notato il suo bel viso di fanciulla mentre
suonava a corte per la prima volta.
Fui subito sedotta dalla sua musica disse Mikal, riprendendo
il racconto. Ma ero in pensiero per David. Perch in
quei giorni mio padre era di nuovo sull'orlo del baratro...
Da bambina la vedevo cos la sua follia, un abisso senza
fondo dove rischiava di precipitare, e se c'era qualcuno con
lui quando cadeva preda di quegli attacchi, lo trascinava
con s... Avevamo imparato a nostre spese che era inutile
cercare di farlo ragionare in quei momenti, chiunque gli si
accostasse rischiava di finire vittima del suo cieco furore. E
cos, proprio quando avrebbe avuto pi bisogno di noi, lo
abbandonavamo. Calava un silenzio imbarazzato e mio padre
rimaneva da solo in balia dei suoi cupi pensieri. Per questo
ero in apprensione, temevo che mio padre sfogasse la sua
rabbia sul suo giovane scudiero. Ma appena David inizi ad
accarezzare le corde l'atmosfera cambi nella sala, la tensione
si allent e il nostro spirito fu elevato dalla musica... Su
mio padre ag come un incantesimo, un unguento su una
piaga. Il canto di David lo distolse dal precipizio della follia.
 per questo, credo, che m'innamorai di lui.
Per Yonatan fu diverso, lui non ebbe neppure bisogno
di una ragione. Era come se un'anima fosse stata divisa a
met e soffiata in due corpi, destinati a cercarsi... Ero solo
una bambina allora, ma  cos che vedevo la loro... amicizia.
Penso che fossero diventati amanti a Emeq Elah, la
notte dopo la battaglia. Sebbene venissero da due mondi
completamente diversi, si capivano senza bisogno di parlare.
Non avevo mai visto Yonatan cos felice e anche questo
aliment il mio amore per David. Non puoi immaginare
quanto fosse dura la vita di mio fratello, costretto a sopportare
gli accessi di follia di nostro padre, prendendo su di s
l'onere del governo quando il re non era in condizione di
farlo. Fino all'arrivo di David, la fedelt di Yonatan verso
nostro padre fu assoluta, ma sentiva di dover essere leale
anche nei confronti del nostro popolo e non era facile tenere
insieme le due cose per un principe giovane e inesperto
come lui.
Eppure, a dispetto dei suoi impegni, era buono con me
e con i nostri fratelli minori. Riusciva sempre a trovare il
tempo di giocare con noi... Ricavava cavallucci dai rami
d'ulivo, ascoltava le nostre storie strampalate, ci insegnava
piccole canzoni...
Le brillavano gli occhi mentre tornava con la mente a
quei giorni, e anche la sua voce si era fatta pi vivace. Mi
pareva di vedere quella bambina dalla vita burrascosa con
poche gioie a cui aggrapparsi...
Quando diventai donna sapevo di poter contare sulla
protezione di Yonatan. Avrebbe fatto in modo che mio
padre mi trovasse un buon partito, invece di usarmi come
pegno nel gioco delle alleanze fra trib, o peggio darmi al
primo venuto in un accesso di follia. Fu Yonatan a suggerire
che andassi in moglie a David, dopo che Merav l'aveva
rifiutato. Nel frattempo, l'amore di nostro padre per David
era svanito. Ormai concordava con mia sorella nel giudicarloindegno di una stirpe regale. O almeno questo diceva,
ed era musica per le orecchie di Merav. Ma il fatto  che
nostro padre era diventato estremamente volubile, specie
riguardo a David. Un giorno lo copriva di lodi e lo voleva al
suo fianco, il giorno dopo lo scansava, roso dall'invidia. Ci
volle tempo, ma Yonatan seppe trovare le parole giuste e alla
fine nostro padre acconsent, David poteva avermi, a caro
prezzo per: se voleva sposarmi doveva portargli il prepuzio
di cento Filistei.
Come ben sai, a quel tempo fra noi e i Filistei non c'erano
che scaramucce, gli scontri si concludevano con poche
vittime da entrambe le parti. E Yonatan comprese con sgomento
quale fosse l'intenzione di nostro padre: qui non si
trattava di battere un guerriero in duello, come David aveva
fatto con il campione di Gat, n di capeggiare una banda
di predoni; per mettere insieme quella dote cruenta, David
avrebbe dovuto affrontare un esercito numeroso, rischiando
la pelle. Insomma, Shaul sperava di liberarsi di lui facendo
in modo che fossero i Filistei a macchiarsi le mani del suo
sangue. Ricordo che Yonatan era costernato.
Ma David rise dei suoi timori e part cantando per
la guerra. Dico sul serio, voleva che i soldati marciassero
cantando, perch li avrebbe aiutati a vincere la paura. Io e
Yonatan eravamo insieme quando giunse il primo messaggero
con l'annuncio che David aveva teso un'imboscata ai
Filistei nei pressi di Gaza, uccidendone non meno di un
centinaio.
Mio fratello stentava a crederci, perch Gaza era a cinque
giorni di cammino, e chiese al messaggero come avesse
fatto David a portarli fin laggi in cos poco tempo. Il soldato
seppe dire soltanto che li aveva esortati ad affrettare il
passo. Yonatan scoppi a ridere. Vi ha esortato a volare!
Quando si dice avere le ali ai piedi!
Il messaggero disse che David pareva instancabile, andava
su e gi lungo la colonna trovando una parola per
ognuno dei suoi uomini e cantando insieme a loro per rincuorarli.
Mio fratello sorrideva ascoltando il rapporto del messaggero
e gli si leggeva in faccia l'orgoglio e il sollievo per
il buon esito di un'impresa tanto insidiosa. Ma il sorriso gli
mor sulle labbra quando apprese che David aveva deciso di
continuare la spedizione, puntando sulla citt di Ashdod.
In quanto donna avrei dovuto tacere, ma non riuscii a trattenermi.
Perch, se ha gi ucciso i cento uomini che il re
gli ha chiesto?
Il messaggero si volt verso di me: Dice che non bastano
per diventare genero di re Shaul. Vuole raddoppiare
la dote.
Yonatan si fece scuro in volto. Non abbiamo ucciso
cos tanti Filistei da quando li abbiamo battuti a Emeq
Elah. Devi valere davvero molto per lui, sorella. Mi guard
in modo strano e mi sentii a disagio, quasi fosse colpa mia
se David voleva essere cos temerario.
Naturalmente nostro padre dovette mantenere fede alla
parola data e organizzare le nozze. Fu dura per lui, perch
non poteva certo mostrarsi infastidito dalle vittorie di un
suo comandante. Ma nelle settimane che precedettero il
matrimonio si capiva che era nervoso, sebbene facesse di
tutto per mostrarsi allegro.
Mikal si alz avvicinandosi alla finestrella. Sospir, ma
quando si volt e torn a sedersi aveva una luce diversa sul
viso e un flebile sorriso le increspava le labbra.
Ero cos felice il giorno che ci sposammo. David entr
nella sala e cant per me, l'amore dell'amante per l'amata.
Ma la gioia non mi rendeva cieca. Non potevo non accorgermi
che il suo sguardo cercava qualcun altro, e sapevo
perfettamente chi fosse. Yonatan, che sedeva alle mie spalle.
Yonatan gli aveva gi dato tutto ci che poteva: vesti degne
di un re, le armi pi splendide, per qualche tempo gli aveva
perfino ceduto il proprio posto nel cuore di Shaul. Io non
ero che un dono deposto ai piedi del loro grande amore.
E non mi dispiaceva all'inizio, anzi, ero quasi contenta di
dividere David con mio fratello...
Quelli erano gli anni in cui David pareva invincibile.
Le giovani spose tremavano quando i loro mariti partivano
per la guerra, io no. Sapevo che avrebbe avuto la meglio
e non mi sbagliavo mai. Ogni volta che i Filistei violavano
i nostri confini, impadronendosi dei campi coltivati
e portando le loro mandrie nei nostri pascoli, David li
ricacciava indietro. Yonatan gli aveva insegnato la tecnica
militare e l'uso delle armi e David aveva aggiunto a quelle
nozioni il proprio acume tattico e un'innata attitudine al
comando. Affianc Yonatan alla testa delle truppe e ben
presto lo super. Gli uomini lo adoravano e gli obbedivano
prontamente, anche quelli che avevano il doppio dei
suoi anni. Era il suo coraggio a conquistarli, perch David
non chiedeva mai a nessuno di correre un rischio maggiore
di quelli che correva lui. Era sempre davanti a tutti
durante gli assalti... Ma questo lo sai, avete combattuto
insieme. Non c' bisogno che ti racconti cose che hai visto
con i tuoi occhi, ma ne ho sentite parecchie di quelle
storie. Yonatan veniva spesso a casa nostra ed ero presente
quando lui e David rievocavano questa o quella battaglia.
I miei fratelli avevano suppergi l'et di David e lo guardavano
con ammirazione, come un esempio da seguire.
Avrebbero potuto essere gelosi ma non lo erano, perch
adoravano Yonatan e seguivano il suo esempio anche nel
rispetto che mostrava per David.
Dapprima, mio padre celebr le vittorie di David, come
il resto di noi, illuminato di luce riflessa dalla gloria del
suo comandante. Ma poi qualcosa cambi nella sua testa, e
all'improvviso decise che ne aveva abbastanza.
Un giorno ero con lui a salutare gli uomini che tornavano
vincitori, dopo l'ennesimo trionfo. Le donne festeggiavano
come sempre il ritorno dei soldati, danzando e
cantando con l'accompagnamento di timpani e sistri. Una
di loro usc dalla folla e cant la vecchia strofa in rima dove
si parlava di mille e dieci volte mille. Era una formula che
veniva usata spesso nelle celebrazioni.
Mikal cant il distico:
Shaul ne ha uccisi mille, David dieci volte mille.
Subito le altre donne si unirono a lei, ripetendo i versi in
coro. Vidi mio padre sbiancare e capii subito cosa stesse
pensando. Lo presi per mano e dissi: Non significa nulla,
padre,  solo una vecchia rima. Ma lui non mi stava
ascoltando. Il suo volto si era fatto di pietra e la sua mente
bruciava. Conosceva benissimo quella formula tradizionale
ma, nella sua follia, la prese come un insulto, quasi che le
donne avessero voluto dire che David era un guerriero pi
valoroso di lui. Guard David e poi Yonatan rendendosi
conto per la prima volta di una cosa che era evidente a tutti
da mesi. Yonatan era fin troppo ossequioso nei confronti di
David, e David trattava mio fratello come un subalterno.
Mio padre cap solo allora che il suo trono e la sua stessa
stirpe erano in pericolo. E cap anche che a Yonatan non
importava, che Yonatan aveva ceduto il proprio diritto di
nascita a quel pastore. Per una volta vide giusto, a dispetto
della pazzia che spesso gli appannava la mente. Mio fratello
aveva deposto la propria vita ai piedi di David e non faceva
nulla per nasconderlo.
Il mese seguente David marci di nuovo contro i Filistei
e si rivel ancora una volta il pi abile dei comandanti. Ma
ogni successo non faceva che accrescere il malanimo di mio
padre nei suoi confronti. Accecato dall'odio, inizi a chiedere
ai suoi ufficiali di ucciderlo. Arriv al punto di chiederlo
perfino a Yonatan, una prova d'amore, immagino. Ma
l'amore pi grande prevalse e Yonatan venne subito a casa
nostra, ad avvertire David. David per non prese sul serio
la minaccia, forse pensava che Shaul gli fosse troppo affezionato
per essere davvero capace di fargli del male. O forse
confidava nel valore delle sue gesta: il favore di cui godeva
presso il popolo l'avrebbe protetto. Insomma, valutava le
cose in termini razionali e Yonatan non riusciva a fargli capire
che nostro padre aveva smesso da un pezzo di essere
razionale. Alla fine lo prese per un braccio e gli disse con
foga: Domattina vado a caccia con mio padre, c' un vecchio
rudere nel bosco dove andremo, nasconditi l. Parler
di te con lui ad alta voce, cos potrai giudicare tu stesso se
sei in pericolo o no.
Dunque andarono, e Yonatan parl di David con nostro
padre, gli ramment il suo valore e la sua fedelt e lo supplic
di non essere ingiusto con chi non aveva commesso
alcun male. Lo esort a non macchiare di sangue la corona.
Nostro padre era lucido quel giorno, e accolse la supplica
di Yonatan, giurando che non avrebbe mai messo a morte
David. Cos per qualche tempo le acque si calmarono e
David continu a servire il suo re, con l'arpa o la spada a
seconda delle necessit.
E poi... ebbene, lo sai anche tu cosa accadde. Eravamo
a corte e David stava suonando per noi. Mio padre era scuro
in volto fin dalla mattina e aveva tracannato numerose coppe
di vino. Sedeva taciturno, a occhi chiusi, come se stesse
ascoltando la musica, e pareva tranquillo. Ma a un tratto
si alz, strapp di mano la lancia alla guardia e la scagli
contro David. David non volle dare peso alla cosa e mentre
tornavamo a casa nostra ci scherz su: Se tuo padre era
stanco di sentirmi cantare, bastava che lo dicesse.
Non prenderla troppo alla leggera lo ammonii.
Sapendo quello che  successo, qualcuno dei comandanti
di mio padre potrebbe aggredirti, per compiacerlo e liberarsi
di te. Non puoi stare sempre sul chi vive. E la prossima
volta potrebbero non mancare il bersaglio. Cos gli dissi,
ma lui si limit a sorridere e si spogli, gettando a terra la
tunica con la manica strappata dove la lancia l'aveva sfiorato.
Io ho il tuo amore disse, tendendo le braccia verso
di me. E l'amore di Yonatan. E il popolo mi adora. Che
importa se il re mi odia? Mio padre mi ha odiato fin dal
momento in cui sono venuto al mondo e, come vedi, sono
sopravvissuto. Sopravvivr anche stavolta. E poi non credo
che Shaul mi detesti davvero,  la sua malattia. Vedrai che
gli passer. Mi fece sdraiare sul letto e mi abbracci. Fu
tenero quella volta. Ricordo che pensai: Se devo dargli un
figlio, che sia stanotte. Ma naturalmente il mio desiderio
non venne esaudito...
Mikal abbass lo sguardo e smisi di scrivere. C'era qualcosa
nel suo bel viso che mi riemp di compassione. Il livore
con cui mi aveva trattato all'inizio pareva del tutto svanito.
Poco dopo riprese il racconto.
Non riuscivo a dormire quella notte e fu questo, forse,
a salvargli la vita. Mi ero alzata e li vidi dalla finestra, una
pattuglia di soldati che veniva verso la casa, nel buio. Lo
svegliai. Era evidente che stavano venendo a prenderlo. Mi
tremavano le mani mentre annodavo le lenzuola. Dove andrai?
gli chiesi. Mio padre ti trover ovunque! E David
disse: Andr a nord, a Ramah, da Shemuel. Shemuel sapr
consigliarmi. Nessuno conosce tuo padre meglio di lui. Per
me, a dire il vero, il profeta era quello che l'aveva distrutto,
mio padre. Ma capivo perch David volesse andare da
lui: Shemuel era l'unica persona al mondo di cui mio padre
avesse timore. Se gli avesse accordato la sua protezione, sarebbe
stato al sicuro. Gli presi la mano e la baciai e subito
si cal dalla finestra, scomparendo fra le tenebre della notte.
Tirai su le lenzuola, sciolsi i nodi e le rimisi nel letto.
Presi l'idolo familiare che era appartenuto a mia madre e
che David mi aveva consentito di tenere e lo misi sotto la
coperta, spargendo sul cuscino del pelo di capra. Quando
il capo della pattuglia buss alla porta cercai di fare la voce
grossa, pensando a come avrebbe reagito Merav se qualcuno
fosse andato a disturbarla a quell'ora. Dissi che David era
indisposto e che non potevo in alcun modo farli entrare;
mio marito si sarebbe presentato davanti al re pi tardi, salute
permettendo.
I soldati si misero a parlottare fra loro fuori dalla porta,
chiedendosi se era giusto ignorare le mie parole, entrando
a forza. Se l'avessero fatto il mio inganno sarebbe stato scoperto
e David non avrebbe avuto il tempo di mettersi in
salvo. In quell'occasione la volubilit di mio padre gioc a
mio favore, perch, sapendo con quanta facilit il re mutasse
parere, il comandante non se la sent di rischiare un
rimprovero, o peggio, per aver violato le mie stanze contro
la mia volont.
Cos tornarono a corte, riferendo a Shaul che David
era troppo malato per presentarsi al suo cospetto. Ora, mio
padre era pazzo, ma non stupido, e venne personalmente a
casa mia, accompagnato dagli armigeri. A quel punto non
potei impedire loro di entrare e pregai che David fosse gi
lontano. Mio padre entr come una furia e si avvicin subito
al letto tirando via la coperta. Divent paonazzo dalla
rabbia quando scopr ci che avevo fatto e mi afferr per il
polso chiedendomi perch avessi voluto sfidarlo.
Non avevo scelta mentii. Ha detto che mi avrebbe
ucciso se non lo lasciavo fuggire. Continu a fissarmi finch
non abbassai lo sguardo. Da che parte  scappato?
sibil. E andato a sud, verso Bet Lehem. Mi sollev il
mento bruscamente in modo da costringermi a guardarlo
negli occhi. Mi lesse in faccia che stavo mentendo e in quel
momento cap che aveva perso anche me. Mi butt sul letto
e gett indietro la testa con un urlo agghiacciante, che non
dimenticher mai... Il lamento di una belva ferita a morte.
Le sue spie non ci misero molto a scoprire che David
era a Ramah e mio padre mand dei soldati a prenderlo. Ma
David aveva visto giusto, e il potere di Shemuel lo salv. Gli
uomini infatti tornarono dalla spedizione senza di lui e in
preda a una specie di delirio durante il quale invocavano il
nome di Yah. Allora mio padre si rec di persona a Ramah,
ma anche se non si vedevano da lungo tempo, Shemuel lo
teneva ancora in suo potere. Nessuno ha mai voluto dirmi
cosa avvenne, so solo che Shemuel lo mortific, costringendolo
a denudarsi e a trascorrere un giorno e una notte in
preghiera, mentre David fuggiva di nascosto e tornava qui.
Per prima cosa cerc Yonatan, naturalmente, non me.
Ma si incontrarono a casa nostra ed ero presente mentre
decidevano quale condotta tenere. I ruoli per si erano ribaltati,
forse perch Shemuel aveva aperto gli occhi a David
sulla vera malvagit di Shaul. Sta di fatto che finalmente si
era convinto che mio padre fosse deciso a ucciderlo, mentre
Yonatan si rifiutava di credere che fosse pazzo fino a quel
punto. Mio padre non fa nulla di grande o di piccolo senza
confidarmelo disse, cercando di rassicurarlo. Se avesse
davvero intenzione di ucciderti, lo saprei. A quel punto
non potei fare a meno di intervenire. Non essere stolto,
fratello. Credi forse che nostro padre sia cieco, oltre che
pazzo? L'amore che c' fra voi due  uno dei motivi per cui
vuole David morto. Non illuderti, alla prima occasione lo
uccider! Yonatan scosse la testa, ma David lo prese per
il braccio e gli disse guardandolo negli occhi: Tua sorella
ha capito come stanno le cose, c' un solo passo fra me e la
morte. Cos disse, tua sorella, non mia moglie. Che strano,
solo oggi me ne rendo conto.
Cosa devo fare? disse Yonatan guardando David con
gli occhi dell'amore. Sono disposto a fare qualunque cosa
per te. David lo attir a s e lo abbracci con tenerezza e
passione, come se io non ci fossi. Ma io cero, e vedendo la
loro passione per un momento temetti che David chiedesse
a mio fratello qualcosa di indecente.
Dopodomani  la luna nuova disse David. E il re
dar una grande festa. Prima che tutto questo accadesse, mi
aveva invitato a sedere al suo fianco.
Non avrai intenzione di farlo? dissi, allarmata.
Certo che no. Ma se dovesse chiedere di me, ditegli
che sono a Bet Lehem, presso la mia famiglia per il sacrificio
annuale. Se si accontenta della scusa, vuol dire che i
suoi sentimenti verso di me sono cambiati, che l'accesso di
pazzia  passato e non intende pi farmi del male. In tal
caso, potremo riprendere la vita di sempre. Ma se s'infuria,
allora dovr scappare di nuovo. Tu lo sai Yonatan che gli
sono sempre stato fedele, se pensi che abbia qualche colpa,
uccidimi tu stesso, non lasciare che sia tuo padre a farlo.
Non parlare cos, se avr motivo di pensare che mio
padre vuole ucciderti, ti avviser per tempo.
Ma come? Chi mi porter la notizia? Di chi posso fidarmi,
ormai?
Di me dissi. Si voltarono entrambi a guardarmi e
Yonatan aggrott la fronte.  meglio se non ti immischi in
questa faccenda, sorella. Nostro padre non ti ha ancora perdonato
per aver fatto fuggire David. Poi si rivolse verso di lui.
Vieni, usciamo, non dobbiamo recare altro danno a Mikal.
Non m'importa! esclamai. David  mio marito aggiunsi
prendendo il mio sposo per mano. Ora appartengo
a lui, e se lui va in esilio lo seguir.
David mi rivolse uno sguardo gentile, ma distaccato.
Spero che non si arrivi a tanto, per se fossi davvero costretto
a fuggire, andrei pi svelto e sarei pi sicuro da solo.
Inoltre se ti portassi via non farei che accrescere la rabbia di
tuo padre e la sua determinazione nel darmi la caccia. Ma
non  il caso di parlarne adesso. Io e Yonatan dobbiamo
mettere a punto il nostro piano, vedremo dopodomani che
piega prenderanno le cose.
Uscirono insieme nei campi e un'ora dopo Yonatan torn
da solo, scuro in volto, dicendomi con voce rotta che lui
e David avevano fatto voto di prendersi cura l'uno della vita
dell'altro. A me, che ero sua moglie, David non aveva fatto
alcuna promessa. Non si era congedato cos teneramente
dalla sua sposa.
Venne la luna nuova e mio padre si sedette a mangiare,
come al solito, con le spalle contro la parete, perch da
quando l'aveva colto la pazzia voleva sempre sedere con la
faccia rivolta alla porta, in modo da essere pronto se un nemico
veniva ad attaccarlo. Allora Yonatan si alz e cedette
il suo posto ad Avner perch potesse sedere alla destra del
re, e venne a mettersi accanto a me. Ma il posto alla sinistra
del re, il posto di David, rimase vuoto. Sulle prime nostro
padre parve non badare a quell'assenza. Poi per si chin
verso Avner e mi indic, e capii dai suoi gesti e dalle risa imbarazzate
del generale che stava prendendosi gioco di me e
della dissolutezza di David. Infatti, essendo quello un pasto
rituale, occorreva essere mondi per parteciparvi ed era facile
immaginare che l'assenza di David fosse dovuta al solito
motivo, ovvero la sua lussuria.
Ma al tramonto, quando, secondo la legge, l'uomo veniva
restituito alla purezza, David non era ancora arrivato, e
mio padre guard con stizza il posto vuoto alla sua sinistra,
dicendo a voce alta: Perch il figlio di Yishay non  venuto
al convivio? Il silenzio cal sulla sala e tutti capirono che
l'umore del re era cambiato. Trattenni il respiro: il fatto che
avesse evitato di pronunciare il nome di David era segno
della sua ira. Stavo per parlare ma Yonatan mi fece cenno
di tacere e si rivolse a nostro padre. David mi ha chiesto
di lasciarlo andare a Bet Lehem. Me lo ha chiesto come un
favore personale. "Consentimi di andare a casa" ha detto,
"perch abbiamo il sacrificio di famiglia e mio fratello mi
ha convocato". Questo mi ha chiesto, e io ho acconsentito.
Ecco perch non  venuto alla festa del re.
Nostro padre si alz di scatto e scaravent la coppa a
terra, avanzando a grandi passi verso di noi. Yonatan fece
per alzarsi ma Shaul non gliene lasci il tempo e lo prese per
la tunica sollevandolo di peso. Tu, figlio di una meretrice
spergiura! Lo so bene che prendi le parti del figlio di Yishay,
a tua vergogna e a vergogna della vulva che ti ha generato!
Perch fino a quando vivr il figlio di Yishay, non ci sar
sicurezza alcuna per te, n per il tuo regno. Manda dunque
a prenderlo e conducilo qui da me, perch deve morire.
Io mi ero fatta piccola piccola e temevo per mio fratello.
Non lo contraddire! dissi a denti stretti. Non  in s. Ma
Yonatan era troppo arrabbiato per darmi retta. Si sottrasse
alla presa di nostro padre e ribatt a muso duro: Perch deve
morire? Che ha fatto? Allora Shaul afferr una lancia e la
punt sotto il mento di Yonatan. No! esclamai afferrando
il suo braccio. Mio padre non si volt neppure, mi diede un
ceffone cos forte che caddi per terra e m'incrinai una costola,
urtando contro lo spigolo del tavolino. La mia coppa s'era rovesciata
e rotolava tintinnando sul pavimento mentre padre
e figlio si guardavano in cagnesco e nessun altro si muoveva
nella sala, nessuno fiatava. Poi Yonatan, sempre tenendo
d'occhio mio padre, venne verso di me, mi aiut ad alzarmi
e mi port via. Dopo avermi affidata a due dei suoi uomini,
si rec nel luogo dove aveva appuntamento con David e gli
conferm che l'odio del re verso di lui era inestinguibile. In
seguito, quando me lo raccont, mi disse che si erano baciati
piangendo, e che David era inconsolabile.
Fui la prima a subire la vendetta di nostro padre. Infatti
avevo ancora sul viso i segni del suo ceffone quando mi diede
in sposa a Palti, per punire me e umiliare pubblicamente
David. Piansi durante la cerimonia nuziale e ancora di pi
a letto, la prima notte, e non solo perch Palti mi fece male
schiacciandomi la costola incrinata. Il mio nuovo marito
era ubriaco a causa della festa di nozze quando mi prese, e
poi si scus con me. Disse che aveva consumato subito il
matrimonio perch mio padre glielo aveva ordinato. Disse
anche che non avrebbe mai pi giaciuto con me senza il
mio consenso, e gli risposi che non l'avrebbe mai avuto,
perch mi sentivo un'adultera.
Ma col tempo le cose cambiarono fra noi. Mi port a
vivere nella sua casa sulle colline e si mostr gentile e paziente
con me, provvedendo a ogni mia necessit. In quella
casa trovai la pace che non avevo mai conosciuto. Finch
Yonatan non venne a portarmi quelle orribili notizie. Ma
sono cose che sai anche tu, le bugie, gli inganni...
Mikal non alludeva solo alle vicende personali. Dopo
aver lasciato la corte di Shaul, David ebbe una condotta
sconsiderata, macchiandosi di delitti di ogni genere, furti,
profanazioni, tradimenti. Pi di un innocente perse la vita
a causa delle sue azioni scellerate.
Io sapevo soltanto che David mi aveva lasciato alla merc
di mio padre continu Mikal. Sapevo che era scappato
senza armi n cibo. Yonatan mi disse che si era fermato al
tempio di Nov, che si trova a met strada fra la nostra citt
e il bet-av della sua famiglia, a Bet Lehem. In quel tempio 
custodito il suo trofeo pi prezioso, la spada del gigante di
Gat, avvolta in un telo e nascosta dietro Yefod. Forse  per
questo che David aveva deciso di fermarsi, sebbene fosse
rischioso. Il sacerdote accolse con stupore il celebre comandante
di Shaul che viaggiava da solo e disarmato. David gli
ment, dicendo che era in missione per conto del re e che le
truppe erano accampate non lontano da l. Disse che erano
rimasti a corto di viveri e si fece dare il pane consacrato per
sfamare i compagni. Naturalmente prese anche la spada e
sai com' andata a finire...
Fu una storia terribile. Annebbiato dalla pazzia, Shaul si
mise in testa che i sacerdoti di Nov l'avessero tradito, sfamando
e armando David. Si rifiut di credere alle loro parole
quando gli dissero che non sapevano della fuga di David e
che non potevano certo dubitare della parola del genero del
re. Li condann tutti a morte. Ma nessuno dei suoi soldati
volle alzare la mano sui ministri del Signore, e tocc a un
edomita, che adorava altri di, giustiziarli. Poi Shaul, adirato
verso i propri uomini che avevano osato disobbedire,
ordin loro di mettere Nov a ferro e fuoco, e questa volta i
soldati, temendo per la propria vita, eseguirono l'ordine con
zelo passando a fil di spada anche donne, vecchi e bambini.
Guardai Mikal che si era fatta silenziosa, lo sguardo perso
nel vuoto.
Vuoi del vino? le dissi. Sei molto pallida.
Davvero? Anche Yonatan lo era quando finalmente trov il
coraggio di venire da me e affrontare la mia collera.
Perch ero infuriata con lui, il mio protettore, che mi aveva
abbandonata, lasciandomi all'oscuro di ci che stava avvenendo.
Yonatan si mostr gentile con Palti ma non osava
guardarmi in faccia. Non per il rimorso: si vergognava di
me, quasi fosse colpa mia se ero una donna disonorata per
sempre.
Certo che non era colpa tua dissi, stupito che un
uomo leale al punto da rischiare la vita pur di salvare quella
di un amico si comportasse in modo cos ingiusto verso
la sorella.
Mikal rise con amarezza. Lo sai, Natan, come sono gli
uomini quando c' di mezzo l'onore. L'infame vendetta di
mio padre era riuscita ad allontanarmi anche da mio fratello.
Per quanto fossi turbata dalla freddezza di Yonatan, capii
dalla sua faccia che mi nascondeva qualcosa e volli che
mi raccontasse tutto. Allora mi disse del massacro di Nov,
della fuga a Gat e delle cose terribili compiute da David.
Da come ne parlava, per, intuii che in cuor suo si sforzava
di giustificare quelle azioni, quasi fossero da imputare solo
alla follia di nostro padre. Yonatan aveva bisogno di vederla
cos, per assolvere David che con il suo egoismo e la sua
imprudenza aveva causato quei lutti. Perch l'amore che
c'era fra loro veniva prima di ogni altra cosa. Naturalmente,
mi disse che David era rammaricato e che ammetteva le
proprie responsabilit, come se bastasse a cancellare le stragi,
le devastazioni, la miseria che si era lasciato alle spalle.
Yonatan si mostr pieno di comprensione per David, ma
non ne ebbe per me, che ero solo una vittima...
Io per non avevo goduto quanto lui dell'amore di
David, e forse anche per questo non ero disposta a perdonarlo.
E poi Yonatan mi annunci un altro tradimento, il
pi intimo. Il matrimonio con Ahinoam. Fu il colpo di grazia
per me. Per aiutarmi ad accettarlo, Yonatan mi disse che
a David non stava a cuore quella ragazza. L'aveva sposata
solo perch gli desse un erede. E non poteva aspettare di
riunirsi a me, perch era impossibile dire se e quando ci
sarebbe avvenuto. Doveva procurarsi un erede finch era
abbastanza giovane da proteggerlo e allevarlo nel modo migliore.
La vita di David era piena di pericoli e non dovevo
biasimarlo per la sua fretta di avere un figlio. Naturalmente,
se in futuro gli avessi dato un bambino, avrebbe avuto la
precedenza sul frutto del ventre di costei. E Yonatan mi giur
che David aveva nostalgia di me e sperava che potessimo
tornare presto marito e moglie. Questo mi disse, e io mi
sforzai di credergli. Ripensavo alle sue parole nel mio letto
freddo, mentre Palti bussava invano alla mia porta.
Poi, come sai bene, David spos Avigayil di Karmel, la
vedova di Naval. Palti fece in modo che la notizia mi giungesse
all'orecchio e quando ebbi modo di rivedere Yonatan,
mio fratello non pot che confermare ci che Palti mi aveva
gi riferito, ovvero che questa volta si trattava di un legame
profondo, un amore vero. Yonatan non voleva che sprecassi
la mia vita sognando un futuro che non sarebbe mai arrivato
e rifiutando l'unico uomo che poteva rendermi felice
nel presente. E pian piano la mia fiducia prese a vacillare.
Iniziai perfino a dubitare che David mi avesse mai amato e
cercai di guardare Palti per quello che era: un uomo buono,
giusto e gentile. Un uomo che mi desiderava intensamente.
Nessuno mi aveva mai fatto sentire tanto desiderabile e alla
fine mi arresi e mi concessi a lui. A quel punto fuggiste a
Ziqlag al soldo del nemico, o almeno cos dicevano tutti.
Comunque Yonatan non poteva pi farmi avere notizie o
messaggi di David e decisi di dimenticarlo. A volte passavano
giorni e perfino settimane senza che pensassi a lui, e
quando finalmente il mio matrimonio con Palti fu benedetto
dai figli, pensavo che David ormai fosse solo un ricordo
per me, amaro, ma incapace di farmi soffrire. Mi sbagliavo...
E poi giunse la notizia da Har ha-Ghilboa...
Tacque di colpo e sollevai lo sguardo dalla pergamena.
Mikal aveva le lacrime agli occhi, il mento scosso da un lieve
fremito. La sua espressione affranta mi ricord quella di
David quando aveva saputo della battaglia che era costata la
vita a Shaul e a Yonatan.
Basta cos dissi, posando lo stilo. Non  necessario
aggiungere altro.
Fece un sospiro, le guance rigate di lacrime, e mi sfior
il braccio con la mano. Grazie, sei... gentile. Non ci sono
pi abituata.
Soffiai sulla pergamena per farla asciugare, la arrotolai
e mi alzai. Accennai un inchino e allungai la mano verso il
chiavistello.
Natan... dirai al re che ho obbedito al suo volere?
Lo far. Gli dir che hai esaudito pienamente la sua
richiesta. Ero gi davanti alla porta quando parl di nuovo.
Natan?
S?
Gli... Le si spezz la voce e inspir a fondo. Gli parlerai
di me?
Uscii in silenzio, lasciandola da sola in quella squallida
stanzetta. Ero andato l paventando un colloquio difficile
con una donna rancorosa, pensavo che avrei dovuto affrontare
un silenzio ostile o uno sfogo pieno di acrimonia. Non
avevo previsto di essere travolto dalla compassione.
La vita di ogni donna  cos, mi dissi, mentre salivo le
scale verso le stanze pi confortevoli ai piani alti della reggia.
Quale donna, che sia di nobili natali o una contadina,  padrona
del proprio destino? Se non altro David non l'aveva
fatta flagellare, o uccidere, come avrebbe fatto un altro re.
Ma mi doleva il cuore dopo aver sentito il racconto della
sua vita. Non mi era parso il caso di farle rivivere anche l'ultimo
e definitivo screzio con David. Sapevo com'era andata,
perch ero presente.

 Capitolo 9.

Ero seduto nella luce morbida della sera, in compagnia di
una coppa di vino. Fuori, allodole e fringuelli cantavano i
loro inni entusiasti al morire del giorno. Avevo voglia di restare
da solo e dissi a Muwat che poteva considerarsi libero.
Il mio giovane servo usc con riluttanza, il volto che tradiva
una punta d'ansia. Non dovevo avere un bell'aspetto, se il
mio viso rispecchiava l'umore cupo da cui ero posseduto. Mi
versai altro vino, la luce che accendeva il fiotto vermiglio dalla
brocca alla coppa. Era un ottimo vino, proveniente dalla
cantina del re, e mio padre avrebbe saputo apprezzare l'abilit
di chi l'aveva fatto. Mi tornarono in mente le nostre vigne,
i pampini verdi che ricoprivano le colline rossicce a ridosso
della spiaggia candida. Ricordavo ogni antro e ogni pianta, lo
sgorgare improvviso dell'acqua di sorgente dalle rocce. Avevo
nostalgia di quella terra color albicocca e di mio padre che
ne prendeva una manciata fra le mani callose e la saggiava,
accertandosi che non fosse troppo densa n troppo fine, ma
della giusta consistenza per accogliere le radici e sostenere
i tralci. Tutta la sua abilit cancellata da un colpo di
spada, dispersa col sangue, quasi a nutrire le zolle che aveva
curato da vivo. Ma era stata davvero e inevitabile la sua
morte, come mi aveva giurato David?
Scacciai quel pensiero, perch il dubbio
 come la muffa, va eliminato appena affiora esalando il suo
putrido fetore. Ma poi, forse a causa del vino, mi sovvenne
un altro tipo di muffa, il velo grigio che ricopre i grappoli se
si ritarda la vendemmia e il tempo  umido. Grazie a essa, il
succo degli acini si fa viscoso e acquista un aroma pi ricco, e
il vino che se ne ricava  il migliore. Forse il dubbio era come
quella muffa e poteva dare buoni frutti. Forse dubitare era
giusto, perfino doveroso...
Ma simili riflessioni mi rendevano inquieto e non volevo
soccombere all'angoscia, come quel giorno in un villaggio
degli Amaleciti quando ero stato travolto dal ricordo di mio
padre. Avevo imparato a vivere secondo la pi ferrea disciplina,
tenendo sotto controllo i moti dell'animo. Bevvi
ancora un sorso di vino, dirigendo altrove i miei pensieri,
verso una parte della nostra terra che non avevo mai visto.
Har ha-Ghilboa, la cresta serpeggiante che incombe sopra
Emeq Yizreel. Dicono che sia molto bella quando l'iris
selvaggio  in fiore e il canto degli uccelli di passo risuona
nella boscaglia, le cime innevate di Har Hermon che si stagliano
a settentrione. Non arrivammo mai lass. Quando
uscimmo dalle mura di Ziqlag per ingrossare le armate di
Akish nella citt di Gat, molti dei nostri uomini erano turbati.
Quelli che avevano subito gravi torti da Shaul erano
assetati di vendetta e impazienti di affrontare le sue truppe
in campo aperto, invece di limitarsi alle scorribande che,
come me, giudicavano disonorevoli. Ma alcuni trovavano
ripugnante l'idea di battersi contro il nostro popolo: era re
Shaul il nemico, non la gente comune.
Con questi pensieri nella mente, marciammo sotto gli
stendardi di Akish, da Gat a Shunem, unendoci alle armate
filistee. Era buio quando arrivammo ma anche cos potei
vedere che quello che si andava radunando era un esercito
imponente. Ci accampammo in fretta e poco dopo David
mi convoc nella sua tenda. Quando lo raggiunsi Yoav e
Avishay erano gi con lui e aveva tracciato per terra la mappa
delle forze in campo.  chiaro quali siano le intenzioni
di Shaul disse, indicando con la punta della lancia le linee
che rappresentavano l'esercito di Shaul schierato al di l del
wadi, sui primi declivi dell'Har ha-Ghilboa. Il re prepara
uno scontro frontale, pensa di trarre vantaggio dalla posizione.
Ma sottovaluta le forze filistee. L'unico modo per
battere un esercito cos numeroso  lasciarlo dilagare dandogli
l'illusione di aver vinto. Poi, col favore delle tenebre,
li circondi e li colpisci alle spalle, qui disse, picchiando
per terra. E sui fianchi aggiunse, disegnando un arco. Non
pu sperare di batterli, altrimenti. Non capisco, eppure le
spie devono averlo informato...
Cosa ti aspettavi da un pazzo? brontol Yoav.
Avevo notato che David parlava dei Filistei come se fossero
nemici, eppure eravamo l per combattere al loro fianco.
Il pensiero mi tenne sveglio tutta la notte, anche se 
sempre difficile prendere sonno alla vigilia di una battaglia.
Alle prime luci dell'alba mi alzai dallo scomodo giaciglio,
inoltrandomi fra le tende dove i soldati si andavano
risvegliando. Tutti i seren delle citt costiere avevano risposto
all'appello di Akish e bandiere di diversi colori garrivano
nella brezza tesa del mattino. Salii un po' pi in alto per abbracciare
l'intero accampamento con lo sguardo: non avevo
mai visto un esercito cos sterminato.
Quando tornai alle nostre tende, David stava parlando
con Akish e gli altri seren filistei, facilmente riconoscibili
dalle tiare e dalle corazze di squisita fattura. Era una discussione
accesa e mi fermai a qualche passo dalla tenda. Uno
dei Filistei punt il dito verso David. Quest'uomo  un
nemico afferm in tono rabbioso. Non lo voglio al mio
fianco, di certo i suoi uomini ci tradirebbero.
Akish rispose con parole pacate, che per si rivelarono
poco convincenti, perch per tutta risposta uno dei seren si
tolse l'elmo e lo scagli a terra, imprecando nella sua lingua.
Allora Akish and verso David e gli pos le mani sulle
spalle, dicendogli qualcosa sottovoce. Poco dopo David
si inchin al re, salut ognuno dei capi e usc dalla tenda,
chiamando Yoav.
Ancora oggi mi chiedo come avrebbe agito David se ci
avessero lasciato marciare con loro, avrebbe davvero sparso
il sangue dei nostri fratelli? Credo che in realt i capi filistei
avessero visto giusto: David si era unito ad Akish solo
per tradirlo; al momento buono avrebbe preso i Filistei alle
spalle spingendoli in bocca ai nostri. Avrebbe regalato la vittoria
a Shaul, dimostrandogli la propria fedelt. Sono cose
che possono venire in mente a un giovane guerriero desideroso
di riscattarsi. Sarebbe stata un'azione audace, se non
temeraria, ma David era capace di tanto. Per forse aveva
dubitato della sua riuscita, vedendo il modo sconsiderato
con cui Shaul aveva schierato le truppe o la reale consistenza
delle forze filistee. In ogni caso, non vi fu nessuna riconciliazione
e nessuna vittoria.
Mentre re Shaul andava incontro alla disfatta, eravamo a
Ziqlag con le nostre donne che avevano ancora i segni delle
corde sulla carne e il terrore negli occhi.
Ci mettemmo subito al lavoro per rimuovere le macerie
del forte bruciato e David si sporc le mani come tutti noi.
Era tornata l'armonia fra lui e i suoi uomini e la fatica ci
aiutava a non pensare. Infatti ci era giunta notizia che i due
eserciti si erano scontrati ad Har ha-Ghilboa, ma poi non
avevamo saputo pi nulla. Solo il terzo giorno, un forestiero
vestito di stracci si present alle porte di Ziqlag e disse di
avere importanti notizie da darci, in cambio di una ricompensa.
David ci aveva riunito nella sala fresca di pittura e
io sedevo al suo fianco, in silenzio, perch durante i giorni
dell'esilio la Voce aveva smesso di parlare attraverso di me e
le mie visioni erano velate dal dubbio.
Portate qui il forestiero disse David. Se chiede una
ricompensa, le notizie non possono essere che buone.
L'uomo entr nella sala e mandava il lezzo della battaglia,
la tunica lacera e imbrattata di sangue. Appena gli fu detto
quale di noi era David, si prostr ai suoi piedi.
Da dove vieni? gli domand David.
Sono fuggito dall'accampamento di Yisrael disse, con
accento straniero.
Alzati ordin David. Dategli uno sgabello e dell'acqua,
perch costui  assetato.
Lo straniero si lasci cadere sullo sgabello e bevve avidamente.
Quando David gli chiese chi fosse, sollev lo sguardo
e disse di essere un mercenario amalecita. Visto che gli
Amaleciti erano nostri nemici giurati, pensai che quell'uomo
doveva essere un pazzo ad ammetterlo. O forse era solo
coraggioso. Comunque spieg che gli uomini di Yonatan
l'avevano fatto prigioniero all'inizio dei combattimenti.
Yonatan? A quel punto David si alz in piedi e disse
con foga: Dunque eri nella tenda di Shaul? Cos' successo?
Parla!
Esausto, lo straniero mise insieme un racconto confuso: inferiori
di numero, i nostri erano stati sopraffatti, subendo perdite
massicce e dandosi alla fuga, mentre solo Shaul e Yonatan
tenevano testa al nemico con un manipolo di fedelissimi.
David chin il capo e capii da quel piccolo gesto che si
preparava a ricevere il colpo finale. Il mercenario fece un respiro
profondo e disse quello che ormai avevamo gi capito
tutti: Shaul era morto e Yonatan con lui.
David si irrigid, ma non si lasci sfuggire che un sospiro.
Poi and verso l'amalecita e lo sollev per la tunica,
mormorando con freddezza: Tu come fai a saperlo?
L'uomo lo guard negli occhi e abbass subito il capo,
rispondendo in tono concitato.
Quando l'esercito  stato travolto, anche le guardie
sono fuggite e noi prigionieri ci siamo dispersi, cercando
di salvare la pelle... Ero confuso, non sapevo da che parte
andare, e mi sono ritrovato in cima al pendio, dove re Shaul
si era asserragliato con i suoi. Tutto intorno non c'erano che
morti, anche suo figlio, il principe Yonatan, giaceva a terra,
il corpo straziato dalle ferite.
David strinse gli occhi e disse con voce rauca: Sei sicuro
che fosse lui? Lo conoscevi?
S, mio signore. Erano state le sue guardie a catturarmi e
mi tenevano nella sua tenda... E ora giaceva morto a pochi
passi da me.
La voce di David si fece ancora pi cupa e attir l'uomo
a s. Sei sicuro che fosse morto? Le sue ferite erano... profonde?
Oh, mio signore, erano tali che nessun uomo potrebbe
sopportarle. L'avevano sventrato come un cervo.
David chiuse gli occhi e deglut, stringendo forte la tunica
sudicia dell'amalecita, che continu il racconto.
Erano tutti morti, tranne il re e un ragazzo, credo che
fosse il suo scudiero. David ebbe un sussulto, forse ripensando
ai giorni lontani quando anche lui era stato scudiero
del re. Shaul doveva appoggiarsi alla lancia per stare in
piedi. Gli arcieri filistei l'avevano trafitto ovunque. Fissava
la pianura con i carri filistei che avanzavano, si sentiva il
cigolio delle ruote, ormai erano quasi ai piedi del pendio.
Presto i soldati sarebbero scesi dai carri, sciamando sulla
montagna. Ho visto il re voltarsi verso il ragazzo, la faccia
stravolta dal dolore. Shaul sapeva bene cosa gli avrebbero
fatto i Filistei se l'avessero preso vivo. Non riusciva quasi
a parlare ma ha balbettato: Prendi la spada. Cos ha detto
al ragazzo: Prendi la spada e uccidimi. Ma il ragazzo non se
la sentiva.  caduto in ginocchio, singhiozzando e scuotendo
la testa e gridando che lui non poteva alzare la mano sul
suo amato re. Allora Shaul ha preso la spada, ha incastrato
l'elsa fra le rocce e si  buttato sulla lama, senza un lamento.
Quando l'ho visto immobile, la spada che usciva dalla
schiena, pensavo che fosse morto. Ma a un tratto  rotolato
sul fianco e ha alzato la mano come per chiamare il ragazzo.
Il ragazzo per non l'ha neppure visto, perch si era buttato
con la faccia a terra e si strappava i capelli, piangendo. Ho
pensato che dovevo fare qualcosa. Mi sono avvicinato al re
e mi sono chinato su di lui. Shaul ha sbattuto le palpebre
quando mi ha visto e poi  rimasto a fissarmi. Non so come,
 riuscito a sollevare la mano e mi ha fatto segno di avvicinarmi.
Mi sono inginocchiato per terra al suo fianco... 
il suo sangue quello che vedi sulla mia tunica. Shaul voleva
dirmi qualcosa ma dalle sue labbra usciva solo sangue,
ho dovuto accostare l'orecchio alla sua bocca per capire le
parole. Mi ha chiesto chi fossi e gli ho detto che ero il suo
prigioniero amalecita. Allora finiscimi. Ho preso la daga
dal corpo di suo figlio e gli ho tagliato la gola. Ma era gi
pi morto che vivo... Poi ho preso la tiara dalla sua testa e
il suo bracciale e sono fuggito. Sono venuto a consegnarteli,
o mio signore.
Lo straniero portava un sacchetto a tracolla e fece per
prendere qualcosa di luccicante, ma David gli diede uno
schiaffo sulla mano.
Poi moll, schifato, la tunica dell'amalecita, quasi si fosse
reso conto solo allora di quant'era sudicia, e lo spinse via
tanto bruscamente da farlo vacillare. Aveva lo sguardo vacuo,
il mio signore, un'espressione che conoscevo fin troppo
bene.
Come hai osato? disse scandendo le parole. Come hai
osato alzare la mano sull'unto del Nome? Non vi  chi possa
uccidere un re e rimanere impunito.
A quel punto la voce dell'amalecita si fece stridula e lamentosa.
Oh, mio signore, sapevo che non si sarebbe mai
potuto rialzare... Era gi mezzo morto e mi ha supplicato...
I Filistei gli avrebbero fatto di peggio... Io...
David si port la mano alla cintura dove di solito teneva la
spada, ma quel giorno non l'aveva, e si volt verso Yoav, sibilando:
Uccidilo. Yoav esit un momento, guardandolo con
aria interrogativa, ma David rispose con un cenno risoluto.
Allora Yoav, agile come un danzatore, estrasse la spada e corse
verso il forestiero, affondandogliela nel petto, fino all'elsa.
Intanto David si era squarciato la tunica e piangeva disperatamente:
non l'avevo mai sentito gemere in quel modo
e spero di non sentirlo mai pi. Tutti noi ci strappammo le
vesti e ci unimmo al suo dolore.
Sapevo che David piangeva per Yonatan, il suo grande
amore, ma credo che fosse triste anche per Shaul, per come
era prima. Anche quanti fra noi odiavano Shaul e invidiavano
Yonatan, pupillo di David, piangevano, perch comunque
il nostro popolo aveva subito la pi ignominiosa delle
sconfitte.
Io piangevo per David, ma anche per l'amalecita, lo ammetto.
Mi pare ancora di vedere il sangue vermiglio che si
raccoglie sulla pietra grigia, correndo lungo le fessure... Il
suo racconto mi era parso genuino, non aveva fatto altro
che porre fine all'agonia di Shaul salvandolo dalle atroci torture
dei Filistei. Probabilmente pensava che David avrebbe
accolto con gioia la notizia che il suo persecutore era morto,
offrendogli una lauta ricompensa. Poveretto! Avrebbe fatto
meglio a vendere la corona e il bracciale: gli sarebbero fruttati
molto di pi di quanto poteva sperare di guadagnare in
una vita da mercenario. Una delle guardie prese il cadavere
per le caviglie trascinandolo fuori dalla sala, e io m'incantai
a guardare la scia di sangue sulle pietre.
Ma insieme al pianto giunse, inaspettato, un profondo
cambiamento: quelle lacrime ebbero l'effetto di purificarmi,
la bruma si dirad fino a sparire dalla mia mente e provai un
enorme sollievo, come se un vento potente avesse scacciato
il fumo che mi faceva bruciare gli occhi. E vidi la strada che
si apriva davanti a noi: la stagione dell'esilio, la stagione
degli eccidi e delle menzogne, era finita. Avremmo lasciato
quella pianura desolata, risalendo sulle colline dove l'aria
era pulita e splendeva il sole. Saremmo tornati alla nostra
terra, al nostro popolo. Saremmo tornati a casa.
Ma prima piangemmo i morti di Flar ha-Ghilboa e digiunammo
fino al tramonto. David mi volle con s e sedetti
vegliando in silenzio su di lui, mentre accarezzava le corde
dell'arpa intessendo nuove melodie. Al tramonto ci radunammo
tutti nella sala e David inton per la prima volta
il Canto dell'arco, che consegno a questa pergamena, cos
come lo ascoltai quella sera, anche se ormai non vi  chi non
lo conosca.
Il tuo vanto, Yisrael,
sulle tue alture giace trafitto!
Perch sono caduti gli eroi?
Non ditelo a Gat,
non l'annunciate per le vie di Ashkelon,
affinch non ne gioiscano le figlie dei Filistei,
non ne esultino le figlie dei pagani!
O monti di Ghilboa,
non pi rugiada, n pioggia su di voi,
n polle o primizie,
perch qui giace arrugginito lo scudo degli eroi,
lo scudo di Shaul,
non pi lucido di olio...
Figlie d'Yisrael, piangete su Shaul,
che vi vestiva di porpora e seta,
e vi copriva d'oro,
perch son caduti gli eroi
in mezzo alla battaglia.
Yonatan  caduto sulle alture!
Per te sono affranto,
fratello mio, Yonatan!
Tu mi eri cos caro.
La tua amicizia era per me preziosa
pi che l'amore di una donna.
Perch son caduti gli eroi,
e son periti i fulmini di guerra.
Ho gi detto della sua abilit di suonatore, ma non della voce
con cui cantava.  difficile descrivere un suono senza paragonarlo
ad altri, eppure il timbro di David non aveva uguali.
Ricordava lo squillo dello shofar la sua voce, che poteva incutere
timore, come il vento quando soffia impetuoso fra gli
alberi, o dare letizia, come il trillo improvviso di un usignolo.
Era lo sciabordio dell'acqua fra le rocce o l'ululato di una
belva sulle colline. Aveva la morbidezza della seta, il calore
di una pelliccia intorno al corpo, il tintinnio di una lamina
d'oro sotto il martello dell'orafo, lo stesso fulgore del sole.
Ecco, la voce di David aveva lo splendore dell'oro zecchino,
sapeva infondere luce e calore, e tuttavia vibrava talvolta potente
come il tuono, un rombo che ti attraversava, lasciandoti
scosso e annichilito.
La notte in cui cant per Yonatan, la sua voce ebbe l'effetto
di stordirci: dopo averla ascoltata non fummo pi gli
stessi. Ero ancora senza fiato quando, posata l'arpa, mi fece
segno di avvicinarmi. Si capiva che aveva la mente in subbuglio
e mi disse, sottovoce, perch nessun altro lo sentisse:
Di rosso si tinge la spada di Shaul,  sangue reale. Cos parlasti
quando eravamo accampati a Horesh. Il sangue di Shaul
sulla sua spada. Dunque sapevi gi, allora, come sarebbe
morto?
Sapevo come, ma non sapevo n dove, n quando.
E il resto? Yonatan? Le tamerici... Yavesh?
Scrollai la testa, fissando il pavimento.
Stavo per dire: Non ne ho idea, ma un gran fragore,
come il gracchiare di mille avvoltoi, mi riemp le orecchie
e avevo nelle narici l'odore della morte mentre agitavo le
braccia per scacciare i lugubri uccelli. Mi alzai in piedi urlando
e vidi che anche gli altri si alzavano.
Corpi decapitati, impalati sulle mura. Gli uccelli sbattevano
le ali, contendendosi la carne dei morti. A ogni battito
d'ali, una folata dell'immondo fetore mi entrava nelle
narici. Mi chinai, scacciando uno degli avvoltoi che volava
sopra di me con un brandello di carne nel becco. Ai piedi
delle mura, facce di stranieri che ridevano sguaiatamente e
scagliavano sassi contro i corpi mutilati.
Ponete fine allo scempio, oh, uomini di Yavesh! gridavo,
correndo da uno all'altro degli stranieri. Salvate il vostro re
da tanto disonore! Poi la visione si dissolse ed ero di nuovo
in quella sala a Ziqlag, faccia a faccia con David, un lembo
della sua tunica stretto nel pugno. Aprii la mano e la lasciai
cadere contro il fianco. Yoav e gli altri erano addossati alla
parete, le facce stravolte dalla paura. Ma il volto di David
era sereno. Allung il braccio e mi tolse una goccia di sudore
freddo dalla fronte, poi mi pos le mani sulle spalle.
Cosa devo fare, Natan?
Il cuore mi batteva cos forte che non sentii le mie parole.
Va' a Hevron, o re! Shaul  sepolto. Gli uomini di Yehudah
aspettano di ungerti.

 Capitolo 10.

Era un bell'albero, vecchio e scolpito dal vento. Le correnti
calde che spiravano dal deserto avevano spinto la chioma
verso oriente, curvando il tronco che incombeva sulla terra
arata di fresco, mentre i rami pi grandi si protendevano
come braccia accoglienti, le foglie sottili che fremevano anche
al pi lieve refolo della brezza pomeridiana.
Quattro piccole tombe. La gente di Yavesh aveva purificato
le spoglie col fuoco, seppellendo le ceneri in cima
a quella collina. David si era soffermato a lungo a fissare i
cumuli di terra giallastra, prima di accasciarsi contro il tronco
ruvido della tamerice. Avevamo compiuto quel viaggio
interminabile perch il mio signore voleva vedere con i suoi
occhi il luogo di sepoltura evocato dalla mia visione. Mi ero
perfino chiesto se dubitasse di me, ma non trepidavo per
questo: sapevo che avremmo trovato il posto e che sarebbe
stato identico a come mi era apparso.
Man mano che il sole scivolava verso i monti, l'ombra
dell'albero si allungava sul terreno. Mi incantai a guardare
David, la sua faccia scavata dal digiuno e tuttavia illuminata,
come sempre, da un'energia misteriosa. Aveva portato
con s una piccola arpa e la prese fra le ginocchia, intonando
il Canto dell'arco. Quando arriv al verso che parlava di
Yonatan, le lacrime gli bagnarono il viso, ma la sua voce non
s'incrin e tenne l'ultima, soave nota con l'abituale purezza.
Poi si alz e scendemmo tutti insieme verso la citt di
Yavesh, immersa nel crepuscolo.
Gli uomini di quella terra avevano conosciuto Shaul
prima della pazzia, quando ancora Shemuel non l'aveva
ripudiato. Ricordavano come avesse combattuto per loro,
all'alba del suo regno liberandoli dal tiranno che aveva
minacciato di radere al suolo la citt, cavando l'occhio destro a
ciascuno dei suoi difensori. Gli uomini di Yavesh non l'avevano
scordato e quando erano venuti a sapere che i Filistei
avevano decapitato Shaul e i suoi figli, impalando i tronchi
sulle mura di Bet Shean, avevano deciso di ripagare il
proprio debito. Erano andati di notte a trafugare i corpi in
putrefazione, cremandoli e sotterrando le ceneri con tutti
gli onori sotto la tamerice in cima alla collina.
David entr a Yavesh recando il bottino accumulato a
Ziqlag negli anni del brigantaggio, e lo don alla citt in
segno di gratitudine. Un giorno mi disse porter le spoglie
di Shaul nella sua terra e dar loro una sepoltura degna
di un re.
Poi ci dirigemmo a sud, attraversando il fiume Yarden,
e puntammo a oriente verso la citt di Hevron che apr le
sue porte a David, accogliendolo come un figlio prediletto
e atteso da lungo tempo. Dopo aver celebrato i riti funebri,
gli abitanti di Hevron lo incoronarono re di Yehudah, ma
senza grandi festeggiamenti, perch avevamo tutti il cuore
gonfio per i morti di Ghilboa.
Ci offrirono le case migliori della citt e vi prendemmo
alloggio in attesa di sapere come avrebbe reagito Avner, il
comandante di Shaul, all'incoronazione di David. Nel frattempo
nacque il primogenito di David e l'ottavo giorno
David lo tenne fra le braccia mentre Evyatar, il sacerdote,
gli imponeva il segno dell'Alleanza. Non avevo mai visto
esultare cos il mio signore, n pensavo che emozioni tanto
diverse potessero convivere sul viso di un uomo: il fervore
ardente del guerriero unito alla pi grande tenerezza. David
aveva un'aria intimorita e quasi sgomenta mentre cullava
il neonato, accarezzandolo con estrema delicatezza, come
se fosse d'oro massiccio e allo stesso tempo fragile come le
ali di una falena. Piangeva e rideva, mentre mostrava alla
folla il corpicino rosso e rugoso. Mi sforzavo di vederlo con
gli occhi del padre, cercando di immedesimarmi in lui, ma
quelle emozioni mi erano precluse. Immaginavo che dovesse
essere quello il vero amore, una sensazione che non avrei
mai conosciuto.
La paternit, il fatto di avere finalmente un erede, arricch
in modo prodigioso la personalit di David. Era da sempre
dinamico e trascinante, ma quando andava a vedere il
figlio, cui aveva dato il nome di Amnon, tornava sprizzando
energia da tutti i pori. Era sempre stato bravo ad ascoltare e
pronto a cogliere gli spunti che gli venivano offerti, ma ora
le sue domande avevano acquisito una maggiore profondit
e le sue decisioni un pi ampio respiro. Il suo orizzonte si
era dilatato e guardava lontano, quasi riuscisse a intravedere
il futuro luminoso che attendeva la sua stirpe. Un giorno il
suo profeta gli aveva rivelato che sarebbe stato il capostipite
di una dinastia luminosa: ora quell'annuncio iniziava ad
avverarsi.
E questa felice maturazione giunse nel momento pi opportuno,
perch di l a poco dovemmo far fronte alla grave
minaccia rappresentata da Avner. Il comandante supremo
di Shaul era infatti sopravvissuto all'ecatombe di Har
ha-Ghilboa. Non era chiaro come avesse potuto uscirne illeso,
n per quale motivo non fosse al fianco del suo re nella mischia
fatale. Nessuno si azzardava a parlare di tradimento,
ma sta di fatto che, grazie alla propria abilit o in virt di
qualche stratagemma, il vecchio soldato era riuscito a salvare
la pelle, raccogliendo intorno a s ci che restava del
falcidiato esercito di Shaul.
Uomo esperto e smaliziato, Avner non aveva preteso la
corona, mettendo sul trono l'unico dei figli di Shaul rimasto
in vita. Ish-Boshet non era stato ucciso dai Filistei come
i suoi fratelli per il semplice motivo che, non essendo un
guerriero, non si trovava sul campo di battaglia. Fin dalla
nascita, Ish-Boshet era parso un trovatello in mezzo ai fratelli
e alle sorelle, assai pi alti e avvenenti di lui. Inoltre
era duro di comprendonio a causa di un infortunio occorso
alla levatrice, o cos dicevano le donne, e viveva ai margini
della famiglia, compatito non deriso. Quando giunse la
notizia che Avner aveva iniziato a giacere con la favorita di
Shaul, David era a colloquio con Yoav e mont su tutte le
furie. Tanto valeva che si mettesse direttamente la corona
in testa! esclam, battendo il pugno sul bracciolo. Quella
donna appartiene di diritto a Ish-Boshet. Solo uno sfacciato
come Avner poteva arrivare a tanto. Mi meraviglia che
Ish-Boshet non abbia reagito all'affronto.
Ish-Boshet? fece Yoav con disprezzo. Che cos'ha dalla
sua Ish-Boshet? Il nome, soltanto quello, e non puoi certo
brandire un nome in battaglia. Pensi davvero che possa
sfidare Avner? Avner lo farebbe a pezzi se solo osasse alzare
un dito. Avner ha i soldati dalla sua e non fa mai nulla alla
leggera. Prendendo quella donna, ha voluto dimostrare a
tutti che Ish-Boshet  il suo fantoccio.
Ebbene, se Ish-Boshet non risponde all'insulto, lo far
io ribatt David. Non lascer che la stirpe di Shaul patisca
questa umiliazione. Yoav si illumin: aveva i suoi buoni
motivi per odiare Avner, ed era felice che David intendesse
muovere contro di lui.
Ci preparammo alla guerra, ma quella non fu la guerra
di un popolo contro un altro, bens uno scontro di potere
all'interno della trib. Penso che Avner sapesse in partenza
di non poterla spuntare con David, perch conosceva il suo
valore meglio di chiunque altro: era stato il migliore dei
suoi uomini in battaglia e una preda inafferrabile negli anni
del brigantaggio. Se non era riuscito a eliminarlo quando
viveva alla macchia con una banda di fuggiaschi, come poteva
sperare di batterlo ora che tutti gli uomini di Yehudah
erano raccolti sotto il suo vessillo? Credo che Avner mirasse
soltanto ad alzare la posta per negoziare da una posizione
di forza. Non era disposto a rinunciare al potere che si era
conquistato, in quanto braccio destro di Shaul. Dal canto
suo, David non nutriva rancori personali nei confronti di
Avner, l'uomo che l'aveva portato dall'oscurit alla gloria
il giorno che si era presentato nella tenda del re con la testa
sanguinante di Golyat. Sapeva che Avner gli aveva dato
la caccia negli anni dell'esilio solo per obbedienza a Shaul.
Cos non vi furono battaglie vere e proprie fra di noi, ma
scaramucce che i nostri giovani guerrieri affrontavano con
baldanza, quasi fossero una gara invece che un combattimento
mortale.
E in effetti tutto si sarebbe potuto risolvere con un minor
tributo di sangue, non fosse stato per Yoav. Non eravamo
mai andati d'accordo noi due. Yoav era un uomo con
i piedi per terra e credeva solo in ci che poteva toccare,
per cui diffidava delle mie visioni e non capiva come David
potesse prenderle per buone. Inoltre penso che fosse geloso
della confidenza fra me e David e forse si sentiva defraudato
di un affetto che sarebbe dovuto appartenergli per vincolo di sangue. Quanto a me, non avevo mai dimenticato il
giovane dallo sguardo gelido che mi aveva sbattuto contro
un muro a casa di mio padre e che il giorno dopo voleva
infilzarmi con la lancia. Per avrebbe dato la vita per David,
e sapeva che nel mio cuore albergavano gli stessi sentimenti.
Inoltre, pur non avendo fede nei prodigi, aveva capito che
le mie profezie potevano rivelarsi utili e, da buon soldato,
era pronto a servirsi di qualunque arma avesse sotto mano.
Insomma, sebbene non fossimo in amicizia, vi era fra noi
un rapporto improntato al rispetto reciproco.
Tuttavia Yoav non sarebbe venuto a parlarmi di Avner se
non fosse stato Avishay, il suo fratello minore, a suggerirglielo.
Avishay era una testa calda, feroce per indole, ma questo
non aveva impedito che nascesse fra noi una strana familiarit,
forse perch avevamo suppergi la stessa et e Avishay
era stato il mio primo maestro d'armi. Fu lui, dunque, a
spingere Yoav a venire da me in cerca di consiglio e aiuto.
Avevo appena finito di cenare quando Muwat mi annunci
con aria stupita che Yoav chiedeva di parlarmi.
Naturalmente lo accolsi nelle mie stanze e lo invitai ad accomodarsi,
chiedendo al servo di portare il vino. Ma Yoav
non si sedette e dopo aver tracannato la coppa inizi a camminare
su e gi nella stanza. Dissi al ragazzo che gli versasse
ancora da bere e inclinai la testa, a significare che doveva
lasciarci: forse Yoav non gradiva parlare dei fatti suoi davanti
a un servo.
Infatti, appena rimanemmo soli, si ferm davanti alla
finestra e and subito al sodo. Mio fratello si fida di te
e mi ha detto di chiedere il tuo consiglio. Quando i regni
di Yehudah e Yisrael saranno un unico regno, non potr
che esservi un unico comandante supremo. Avner ha molte
frecce al suo arco. Ha guidato grandi eserciti in battaglia, e
Yisrael  nelle sue mani. Se lo consegna a David e gli offre
la pace, David si sentir in debito con lui. Si volt verso
di me, aggrottando la fronte. Non pensi anche tu che il re
sceglier lui invece di me?
Allargai le braccia. Non me ne ha mai parlato.
Ma tu cosa pensi? Cosa... vedi?
Se ti riferisci alle mie visioni, sappi che non ne ho avute
al riguardo. Vedo quello che vedono tutti a corte, ovvero che
tu sei il nipote del re e il suo generale pi fedele. Tu e i tuoi
fratelli siete, da sempre, quelli di cui si fida di pi nelle cose
militari. E tu sei l'unico consanguineo che gli stia veramente
a cuore. Mi ha confidato che quando era bambino tua madre
era l'unica nella famiglia a dimostrargli un po' d'affetto.
Avishay  intrepido e abile nell'uso delle armi, e Asahel la
pi spedita delle staffette. David sa di poter contare su tutti voi.
Ma baster? disse Yoav, ricominciando a percorrere la
stanza a grandi passi. Avner ha un intero popolo dalla sua.
Pu darsi, ma  vecchio ribattei. Purtroppo l'esperienza
si acquista solo con gli anni. Potrebbe essere tuo padre.
Per non sembra un vecchio sul campo di battaglia!
Ah, no? E allora perch non era accanto a Shaul ad Har
ha-Ghilboa? Mi torn in mente Avner come l'avevo visto
nella luce fioca dell'alba, immerso nel sonno invece di vegliare
sul suo re.
Credi che abbia tradito Shaul? La fronte di Yoav si distese.
Evidentemente non ci aveva ancora pensato e l'idea
gli piaceva. Anche David la vede cos?
Mi strinsi nelle spalle. Non lo so. Non si consulta con
me per quanto riguarda le faccende militari. Mi concessi
un sorriso ammiccante. Per quello ci vuole un vero soldato.
Yoav ricambi il sorriso con palese compiacimento
e si riemp la coppa. Ma dar un consiglio a te, visto che
me lo chiedi aggiunsi. Parlane direttamente con David.
Meglio sapere come stanno le cose, piuttosto che rodersi,
non credi?
Gi disse Yoav passando il dito sull'orlo della coppa.
Forse hai ragione.
Per non mi diede ascolto e continu a rimuginarci sopra,
discutendone solo con Avishay e Asahel. Sarebbe poco
dire che quei tre erano uniti. Infatti, oltre al grembo materno,
avevano condiviso innumerevoli bagni di sangue, e se
 vero che combattere insieme affratella gli uomini, Yoav,
Avishay e Asahel erano due volte fratelli, con l'inveterata
abitudine di guardarsi le spalle a vicenda. Questo fu all'origine
del funesto incidente che ebbe luogo presso la piscina
di Ghivon.
Avrebbe dovuto essere solo un'altra disfida fra due squadre
di campioni dei rispettivi schieramenti, in quella stagione
di guerra simulata. Come sempre le regole vennero stabilite
prima e si decise che dodici giovani di Yisrael avrebbero
affrontato dodici giovani di Yehudah. Nessun altro avrebbe
dovuto immischiarsi. Di solito non si trattava di duelli
mortali, infatti per vincere era sufficiente ferire l'avversario,
facendogli grazia della vita.
Le due schiere di giovani iniziarono dunque a battersi
con la spada corta, ma a un tratto si lev un grido: uno dei
giovani era morto. Qualcuno esclam che si era arreso e che
pertanto l'avversario avrebbe dovuto risparmiarlo. Ancora
oggi non saprei dire com'erano andate le cose, ma quella
scintilla infiamm gli animi e accese la sete di sangue dei
giovani guerrieri che si gettarono gli uni contro gli altri,
scambiandosi colpi letali.
Forse Asahel volle approfittare del trambusto per rendere
un servizio al fratello, o forse cedette a un moto di rabbia
inconsulta, sta di fatto che decise di assalire Avner. Il generale
era presso la piscina per guardare e comandare i suoi
uomini, non per combattere, perci era disarmato e senza
corazza. Quando vide il giovane guerriero che si accingeva
ad avventarsi contro di lui, strapp di mano la lancia al
soldato pi vicino e corse via. Asahel lo insegu intorno alla
vasca e la distanza fra loro inizi subito a scemare, anche
perch Avner era rallentato da una vecchia ferita che rendeva
sbilenca la sua andatura. Sapeva che presto il giovane
l'avrebbe raggiunto e gli grid da sopra la spalla che non
voleva battersi con lui. Ma Asahel gli era ormai alle calcagna
e Avner, con la scaltrezza del veterano, decise di usare la
velocit dell'avversario a proprio vantaggio. Mentre Asahel
accelerava per coprire gli ultimi passi che lo separavano da
Avner, questi si ferm di colpo e ficc nel terreno la punta
della lancia, inclinandola come un aculeo: Asahel correva
troppo forte per fermarsi e trascinato dal proprio slancio
ne fu trafitto, come un cinghialetto infilzato dal cacciatore.
Prov ugualmente ad afferrare Avner, che per fu lesto a
scansarsi, e poco dopo il giovane guerriero croll a terra
esanime.
Avner guard sgomento il suo cadavere ed esclam:
Yoav! Dovremo farci divorare per sempre dalla spada? Tuo
fratello giace morto. Tutto questo deve finire. Ora!
Sconvolto, Yoav diede fiato al corno e gli uomini rinfoderarono
la spada, raccogliendosi intorno a lui. Dopo
aver estratto la lancia dal corpo di Asahel, i suoi amici pi
stretti se lo misero in spalla e marciarono tutta la notte,
seppellendolo l'indomani mattina nella tomba paterna, a
Bet Lehem.
Oltre a porre fine alla disfida, quella morte che nessuno
aveva voluto fu il primo passo verso una pace duratura.
Avner mand un messaggero a David con queste parole:
Di chi sar questa terra? Stringi un'alleanza con me e io
ti doner il regno di Yisrael. Ero presente quando David
ascolt il messaggio e pensavo che avrebbe risposto subito
in modo favorevole, allungando le mani sulla corona che
gli veniva offerta. Invece non fiat. Sollev il mento, guardando
i sudditi che gremivano la sala delle udienze. Tutti
lo fissavano, nel silenzio rotto soltanto da qualche colpo di
tosse. Anche il messaggero era sulle spine e alla fine fu lui
a parlare: Mio signore, quale risposta volete che porti al
generale Avner?
David sbatt le palpebre e si riscosse, guardando il messaggero
come se avesse scordato il motivo per cui si trovava
davanti a lui. Ma quando rispose lo fece con voce chiara e
pacata, un mezzo sorriso sulle labbra. Porta queste parole
ad Avner: io stringer un'alleanza con te, ma non ti presentare
senza Mikal, figlia di Shaul. Restituiscimi Mikal, mia
legittima consorte.
Rimasi sorpreso, e non fui l'unico fra coloro che gli stavano
accanto, perch era da un pezzo che non lo sentivamo
parlare della sua prima moglie. Pi tardi mi convoc e mi
chiese con aria sorniona: Che ne pensi della condizione
che ho posto ad Avner?
Mi ha stupito, perch credevo che non pensassi pi a
lei risposi. Ma  stata senza dubbio un'ottima mossa.
Perch? disse David, guardando il vino dentro la sua
coppa.
Salendo al trono di Yisrael con la figlia di Shaul al tuo
fianco, chiuderai la bocca ai seguaci di Shaul e unirai per la
prima volta le trib settentrionali e meridionali.
S,  quello che ha detto Avigayil.  stata lei a suggerirmelo.
Quella donna non finiva di meravigliarmi. Avigayil, infatti,
stava per dare a David un figlio, che sarebbe stato il
secondogenito del re. Solo una grande abnegazione o un'estrema
sicurezza poteva averla indotta a favorire il ritorno di
Mikal, perch se Mikal avesse concepito con David, il nascituro
avrebbe ricevuto sangue reale da entrambi i genitori
sopravanzando quello di Avigayil in linea di successione.
Diedi voce al mio pensiero. E Mikal ha il sangue di
Shaul che unir per sempre le vostre dinastie.
David mi guard male. Il sangue di Shaul? esclam
con aria disgustata. Sangue di sconfitta e follia. Preferirei
che la mia progenie non lo avesse nelle vene.
Era anche il sangue di Yonatan gli ricordai sommessamente.
Un sorriso mesto comparve sul viso di David. Era identico
a sua sorella... Dimenticavo che tu non l'hai mai conosciuta.
Ebbene, presto la conoscerai. Natan, voglio che
tu vada con il messaggero, per accertarti che Avner abbia
inteso chiaramente i termini dell'accordo. E voglio che tu
parli anche con Ish-Boshet.  necessario, Mikal  sua sorella,
e abbiamo bisogno anche del suo consenso. Dopo averlo
ottenuto, andrai a prenderla personalmente, insieme agli
uomini di Avner.
Sono passati parecchi anni osservai in tono cauto, abbassando
gli occhi. Dieci, se non erro, dall'ultima volta
che l'hai vista. Era una fanciulla, allora. Di certo sar molto
cambiata nell'aspetto. E forse anche nel cuore. Non pensi
che potrebbe essersi legata a questo Palti, vivendo per tanti
anni come sua moglie? Ti risulta che abbiano dei figli?
David si alz di scatto, facendo stridere la sedia sul pavimento.
Quella fanciulla rischi la vita per salvarmi! Pensi
che possa aver amato un altro dopo di me? Gett la testa
all'indietro con sussiego. Aveva tutte le ragioni per essere
vanitoso, non lo nego, ma la superbia non  bella da vedere
neppure in un re. E comunque non me ne importa nulla
di Palti, n di quello che provano l'uno per l'altra. Il loro
matrimonio  stato un grave insulto alla mia dignit. Non
avrebbe mai dovuto avere luogo, e finalmente ho il potere
di scioglierlo. Riportamela, Natan. Dir alle sentinelle di
correre ad avvisarmi appena ti vedranno tornare.
Fu un lungo viaggio, fra il caldo e la polvere, quello che
mi condusse da Hevron a Mahanayim, roccaforte di Avner.
Avner mi ricevette con la fredda cortesia che si riserva a un
paggio, e tir un sospiro di sollievo quando il messaggero
lo inform che David aveva accettato la sua offerta. Ora finalmente
potr avere termine il massacro fra le nostre trib.
Porter a David la figlia di Shaul e raduner la mia trib, i
Beniaminiti, affinch si sottomettano a lui. Gli altri seguiranno
il nostro esempio. Quanto a Ish-Boshet, vi assicuro
che non avanzer obiezioni, rispondo io per lui.
Tuttavia il mio signore mi ha chiesto di incontrarlo e lo
far ribattei.
Avner mi fulmin con lo sguardo, ma cap che non era
il caso di insistere e si strinse nelle spalle. Se proprio ci
tenete.
Avner aveva ragione: Ish-Boshet era troppo debole per
opporsi alle decisioni del suo comandante. Anzi, si mostr
onorato di tornare a essere cognato del re ed espresse l'augurio
che sua sorella potesse donare gioia a David.
Per questo mi meravigliai, l'indomani mattina, vedendo
Avner in groppa al mulo e venti uomini armati pronti a
scortarci a Gallim, a casa di Palti. C'era anche una portantina.
A mezzogiorno, quando ci fermammo ad abbeverare
i muli, mi avvicinai al comandante e gli chiesi sottovoce
il motivo della scorta: prevedeva forse qualche difficolt?
Avner si tir su, massaggiandosi il collo taurino segnato dalle
cicatrici. Lo sguardo che mi rivolse era poco meno che
ostile: il vecchio guerriero non amava dare spiegazioni, tanto
meno a qualcuno che considerava inferiore a s.
A quanto dicono sei un profeta. Non sei in grado di
prevedere come andranno le cose? Accompagn le parole
con un verso a met fra una risata e un grugnito e aggiunse:
Quando c' di mezzo il potere io metto sempre in conto
qualche difficolt. Se poi non ce ne sono, meglio! Ci detto
si allontan, ordinando che gli portassero da mangiare.
Era pomeriggio inoltrato quando giungemmo in vista
della citt, e Avner comand che ci accampassimo nella valle,
fuori dalle mura. Mentre le tende venivano erette mi
prese da parte.  meglio se vai tu a portare il messaggio a
Palti disse. Si tratta di una faccenda piuttosto delicata, e
sono sicuro che un uomo di corte come te sapr cavarsela
meglio di questo rude soldato. Mi rivolse di nuovo quella
risata sprezzante. E se la cosa non dovesse andare per il verso
giusto,  meglio che la colpa ricada sul ragazzo di David!
Era da tempo che nessuno mi chiamava ragazzo e arrossii.
Ma non mi persi d'animo e risposi: Veramente sarebbe
compito vostro. In quanto comandante di Shaul, siete
stato fautore di questa unione illegittima. Per cui spetta
a voi scioglierla.
Illegittima... Ho sempre trovato rivoltante l'ipocrisia di
voi cortigiani! Per dare pi forza all'affermazione, si volt
e sput per terra. Fu uno scontro di potere allora ed  uno
scontro di potere oggi. E tu conosci il potere, Natan, io
lo so. Il figlio di un vignaiolo non diventa consigliere del
re, se non padroneggia quell'arte. S, conosco la tua storia.
Ho voluto scoprire chi fosse a ispirare l'azione di David.
Non era da lui parlare di discendenze imperiture! Aveva
assunto il tono acuto di una fanciulla, per scimmiottare la
mia voce. Ma torn subito al ruglio abituale, aspro come
una mola. Parole potenti come armi, da brandire contro
una mente debole. Ma volevo capire se eri un vero profeta
o un impostore. So che ti hanno trucidato il padre e
saccheggiato la casa. I soldati sono superstiziosi e devono
essere rimasti di stucco vedendo il bambino che le diceva
cos grosse subito dopo che gli avevano ammazzato il padre!
Ma David non  uno sciocco, sa riconoscere un ciarlatano.
Per cui sei stato davvero bravo a ingannarlo. E quando uno
siede a lungo accanto a un re impara come funzionano le
leve del potere, e sa quanto costa l'olio con cui vanno unte.
Vai tu da Palti e fatti dare la donna. Digli che andremo a
prenderla domattina, un'ora dopo il sorgere del sole.
Eved ha-melek, mi dicevo, mentre salivo verso la citt
nella luce fioca del crepuscolo. Un servo non pu scegliere
il proprio compito. E in fondo Avner aveva ragione: era meglio
se portavo io l'ambasciata. Lui avrebbe di certo usato
le maniere forti, se vi fosse stato costretto, ed era preferibile
che la minaccia rimanesse lontana, in una tenda nella valle,
invece di irrompere in quella casa con il tintinnio degli
schinieri.
Tuttavia non esiste un modo cortese per dire a un uomo
che sei venuto a prendergli la moglie. Palti mi accolse con
aperta curiosit. Era un uomo avvenente, con i capelli neri
e una bocca sensuale. Se Mikal assomigliava a Yonatan,
come aveva detto David, dovevano formare una bella coppia.
Naturalmente, gli era giunta voce che Avner era accampato
nella valle con i suoi uomini, ma forse pensava che
fossi andato da lui perch mi aiutasse nelle trattative fra i
Beniaminiti e la trib di David. Per prima cosa lo informai
che presto le ostilit sarebbero cessate, poich Avner aveva
proposto la pace e David aveva accettato.
Bene! esclam Palti e riemp due coppe di vino, porgendomene
una. La presi e bevvi un lungo sorso per trovare
il coraggio di dire il resto. Palti si mostr felice della
notizia.  tempo di posare le armi. Lo sanno tutti che
Ish-Boshet  solo un fantoccio. Sono sicuro che i Beniaminiti
accoglieranno con gioia la riconciliazione. Le minacce cui
siamo sottoposti sono troppo gravi, nessuna trib pu
fronteggiarle da sola. Quel che  successo a Ghilboa lo dimostra
chiaramente.
Avner sar felice del tuo sostegno, e re David te ne sar
grato. Scolai la coppa e presi fiato. C' un'unica condizione.
E sarebbe?
David vuole indietro sua moglie.
Cosa? E perch? Le donne non gli mancano di certo!
Ha la vedova di Karmel e la donna di Yizreel, e ho saputo
che di recente ne ha sposata un'altra, la figlia del re dei
Geshuriti. Non capisco per quale motivo...
Lo vidi sbiancare. Non pu chiedermi questo! Non
dopo dieci anni. Abbiamo dei figli... Il pi piccolo deve
ancora compiere cinque anni. E in tutto questo tempo non
ha mai avuto una parola per lei. Neppure quando suo padre
e i suoi fratelli sono morti sul campo di battaglia. Palti alz
la voce: Se le avesse voluto bene, l'avrebbe cercata nel momento
del dolore... Questo  puro orgoglio...
No, Palti dissi. Non  orgoglio,  la politica. David
deve farlo. Sposando Mikal era entrato nella famiglia di
Shaul. Ora che Shaul  morto insieme ai suoi figli, deve
rivendicare il posto che gli spetta. David non regner solo
su Yehudah ma sull'intero Yisrael, secondo la profezia di
Shemuel. Tu non puoi impedirlo.
Se  scritto nelle stelle, come dici, avverr comunque,
anche se Mikal non  al suo fianco.
Alzai la mano. Basta. Il vostro matrimonio non era valido
secondo la legge, ed  stato il frutto di un decreto del
re. Ora per quel re  morto e il nuovo re ha espresso la sua
volont. Va' da Mikal e avvisala. Avner intende ripartire domattina,
un'ora dopo il sorgere del sole. Torner a prenderla
con una portantina. Accontentati della gioia che Mikal ti
ha dato in questi anni e rassegnati, Palti, perch  finita.
Feci una pausa e aggiunsi: David la riavr, in un modo o
nell'altro.
Lasciai quella minaccia sospesa fra noi e mi voltai avviandomi
verso la porta. Prima di uscire, gettai un'occhiata
a Palti che si era accasciato sul pavimento, la testa fra le
mani, le spalle scosse dai singhiozzi. Se quell'uomo vigoroso
era stato travolto dalla notizia, come l'avrebbe presa Mikal?
Temevo ci che sarebbe accaduto la mattina dopo, e sospirai
quando il portone venne chiuso alle mie spalle.
Dormii male quella notte, con i soldati che russavano
forte nelle tende intorno a me. Alle prime luci dell'alba ci
presentammo davanti alla casa e trovammo Palti ad aspettarci
in strada, vestito come per un viaggio. Dietro di lui veniva
una donna alta e snella, sorretta da due ancelle. Prima
che la porta si chiudesse un bambino tir dentro una bimbetta
che piangeva, le mani protese verso la madre. Anche
il bambino aveva le guance rigate di lacrime. Lasciai che
Palti aiutasse Mikal a salire sulla portantina, e poi gli posai
la mano sulla spalla.
Non puoi venire con noi, Palti gli dissi.
Voglio solo seguirvi. Parler col re, lo supplicher...
 inutile. Rimani qui e bada ai tuoi figli risposi sottovoce.
Che abbiano almeno un genitore. La tua presenza ricorderebbe
a David l'adulterio. Non ti conviene, credimi.
Devo provare mormor Palti.
Mi strinsi nelle spalle, lasciando che fosse Avner a sbrigarsela.
In fondo era lui il comandante.
Ma Avner non sembrava preoccupato e diede ordine agli
uomini di mettersi in marcia. Ci penser la calura a sistemarlo
disse. O il terreno impervio. Non  pi giovane e
non ha un mulo, non credo che riuscir a tenere il passo dei
miei soldati.
Riprendemmo la via di Hevron e il caldo aumentava
man mano che passavano le ore, ma Palti non dava segni
di cedimento. Di tanto in tanto chiamava Mikal, per farle
capire che era ancora l.
A mezzogiorno, mi avvicinai alla lettiga e offrii una pagnotta
e dell'acqua alla donna, che prese la fiasca con mano
tremante ma rifiut il cibo. Poi andai col mulo in fondo
alla carovana dove Palti avanzava malfermo sulle gambe, la
tunica zuppa di sudore, il volto accaldato. Mi chinai verso
di lui e gli dissi: Non ti stai comportando bene verso tua
moglie. Mikal deve trovare la pace dentro di s e prepararsi
a incontrare il suo re. Come pu riuscirci sentendoti gridare
il suo nome? La tua presenza non fa che aggravare la sua
angoscia.
Palti non rispose e continu ad arrancare sul sentiero.
Buttai una fiasca d'acqua ai suoi piedi e spronai il mulo,
tornando in testa alla carovana. Avner si volt verso di me.
Sar meglio che qualcuno dica a quel cane che la smetta di
ululare, altrimenti dovr farlo io.
Poco dopo Palti grid di nuovo e uno dei soldati pi
giovani gli fece il verso. Un altro dei compagni gli rispose
con voce acuta, fingendo di essere la moglie invocata e ben
presto parecchi dei soldati si unirono a quel gioco di botta e
risposta, proferendo allusioni salaci.
Mi rivolsi ad Avner. Devi farli smettere, nessuno pu
mancare di rispetto alla moglie del re.
Hai ragione fece il comandante, e gir il mulo cavalcando
verso il fondo della carovana. Palti non lo degn di
uno sguardo e prosegu la marcia, bench fosse evidente che
era allo stremo delle forze. Allora Avner si port col mulo
in mezzo al sentiero, sbarrandogli il passo. Ora basta! gli
grid. Gira sui talloni e tornatene a casa. Ma Palti non si
diede per inteso e fece per scansare il mulo. Irritato, Avner
gli piant l'estremit smussata della lancia nel petto e Palti
cadde all'indietro, sollevando una nuvola di polvere. Non
per questo si arrese e cerc subito di rialzarsi, ma Avner
us la lancia come se fosse un bastone e lo colp alla tempia
ributtandolo a terra.
Non te lo dico pi. Vattene! La prossima volta user la
lama!
Palti mand un gemito e si alz in piedi. Nel frattempo
tutti gli uomini della brigata si erano fermati per vedere se
Palti aveva davvero deciso di andare incontro alla morte.
A un tratto qualcosa si mosse. Mikal era scesa dalla lettiga,
sbattendo le palpebre nella luce abbagliante del mezzogiorno,
e correva verso il marito, i capelli liberi dal velo
che svolazzavano dietro di lei. Sarebbe finita direttamente
fra le sue braccia se Avner non si fosse messo fra loro con
il mulo. Mikal sollev il volto rigato di lacrime. Fa' come
ti ha detto, Palti! Torna dai nostri figli. Supplicher il re,
e trover una soluzione.
Palti la guard negli occhi. Giuralo disse.
Lo giuro.
Allora Avner balz gi dal mulo e la afferr per il braccio.
Vergogna! grid. Tu disonori tuo marito, il re! Spera
che le tue parole non giungano mai al suo orecchio.
La spinse davanti a s, serrandole le mani dietro la schiena,
e la fece risalire sulla portantina, buttandocela quasi di
peso. Mi dissi che avrebbe dovuto essere pi cauto: Mikal
si sarebbe ricordata di quel comportamento rude. Avner ordin
agli uomini di rimettersi in marcia e, voltandomi, vidi
Palti che piangeva inginocchiato per terra. Mentre ci allontanavamo,
la mano pallida della donna sbuc dalla tenda
per un ultimo saluto, poi salimmo sulla cresta di un pendio,
scomparendo alla vista del marito.
Era quasi il tramonto quando giungemmo a Hevron.
Affidai il mulo allo stalliere e mi avvicinai alla lettiga per
aiutare Mikal a scendere. Il velo le lasciava scoperti soltanto
gli occhi, che non erano tristi come mi ero aspettato, bens
accesi dall'ira. Un serpente pronto a mordere.
David non si mostr impaziente di riceverla, e questo mi
meravigli: pensavo che fosse curioso di vederla, dopo tanti
anni. Ma probabilmente neppure Mikal sarebbe stata felice
di comparire davanti a lui esausta e coperta di polvere, gli
occhi ancora arrossati dal pianto. Per David non manc di
chiedermi come l'avesse presa Palti.
Male dissi. Molto male. Ci  venuto dietro fino a
Bahurim.
Davvero? Mi rincresce. Fagli mandare un ariete dei migliori
e un paio di buoi, e qualcos'altro a tuo piacimento.
Vorrei evitare di farmi un nemico, se possibile. Palti deve
capire che non ho niente contro di lui.
Mi pareva ovvio che qualche capo di bestiame non sarebbe
bastato a placare il dolore e lo scorno di Palti, e mi stup
che David lo pensasse. Eppure aveva sperimentato sulla sua
pelle le pene d'amore... dov'era finita la sua tanto decantata
sensibilit? Semplice: sepolta dall'orgoglio. Mi aspettavo
almeno che mi chiedesse come stava Mikal, invece si mise
a parlare di Avner e dell'alleanza con i Beniaminiti. Per lui
la ragione di stato sembrava contare pi del sentimento.
Quella sera la cosa mi disturb, ma in seguito avrei avuto
modo di dolermi del contrario.
Voglio dare una festa in onore di Avner e dei suoi uomini.
Manda pure a dire a Mikal che non  tenuta a presenziare,
se non se la sente. Fece una pausa e poi aggiunse:
Del resto, non credo che abbia voglia di banchettare dopo
un viaggio cos lungo.
E dopo che si era dovuta separare dai suoi bambini e
aveva rischiato di veder uccidere il marito, avrei voluto aggiungere.
Invece dissi: Ci saranno anche Yoav e Avishay
alla festa?
Guarda caso, sono fuori citt, per una scorribanda.
Meno male, dopo quello che  successo ad Asahel dissi.
David annu.
Prima o poi dovrai affrontare la faccenda, per.
Lo so.
Fu un banchetto sontuoso con il vino che scorreva a fiumi
e il profumo delizioso degli agnelli che rosolavano sugli
spiedi. Perfino le torce che illuminavano la sala parevano
ardere pi vivacemente del solito. E la musica era incantevole.
Per compiacere l'ospite, David aveva chiamato alcuni
suonatori della sua trib e Avner aveva molto apprezzato il
gesto, perch conoscevano i suoi canti preferiti e li eseguivano
con maestria.
David dava il meglio di s in occasioni del genere, da
buon soldato sapeva unirsi agli scherzi della truppa e da
buon re ne approfittava per rievocare questo o quel gesto
di coraggio, lodando pubblicamente colui che l'aveva compiuto.
Si mostr magnanimo nei confronti di Avner e, invece
di trattarlo come un suddito, ebbe per lui la deferenza
di un giovane verso un uomo pi anziano. Chiunque fosse
presente al banchetto matur la convinzione che Avner godesse
della stima, se non dell'affetto, di David: il giovane re
e il vecchio guerriero sembravano davvero pronti alla pace.
Avner era lusingato e visibilmente compiaciuto, anche perch
negli ultimi anni che aveva trascorso accanto a Shaul,
fra un accesso di follia e l'altro, erano state rare le serate gradevoli
come quella. A tarda notte, il comandante supremo
si alz in piedi, rosso in viso a causa delle libagioni, tanto
che pi d'uno fra noi ebbe un sussulto, domandandosi cosa
stesse per accadere. Ma Avner voleva solo brindare a David
e lev il calice dicendo: Noi siamo la tua carne e le tue
ossa. Altre volte in passato ci hai dato la vittoria, e dunque
che avvenga di nuovo: tu sei il pastore che unir il nostro
popolo, lascia che vada a radunare tutto Yisrael sotto la tua
bandiera!
Vi furono grida di giubilo e gli uomini batterono i piedi
per terra in segno di esultanza, mentre David si alzava per
abbracciarlo, e qualcuno di quei rudi guerrieri non riusc a
trattenere le lacrime vedendo il canuto generale che giurava
fedelt al giovane re.
L'indomani Avner part a mezzogiorno. Non pi di un'ora
dopo, Yoav e i suoi tornarono dalla scorribanda con una
lunga fila di carri carichi di bottino. David lo mand subito
a chiamare per complimentarsi con lui, ma quando si present
al suo cospetto, Yoav aveva gi appreso della venuta di
Avner e sapeva anche che David aveva dato un banchetto in
suo onore, trattandolo con ogni riguardo.
Yoav era un soldato, non un uomo di corte abile nel dissimulare
i propri sentimenti, e fece irruzione negli appartamenti
di David con la stessa furia implacabile che c'era in
lui la prima volta che l'avevo visto.
Avevi fra le mani il comandante dei nostri nemici e l'hai
lasciato andare? grid, e aggiunse senza aspettare la risposta
di David: E come puoi fidarti di lui? Non dirmi che gli
credi quando parla di unire i regni! Quello  venuto qui solo
per spiare il palazzo e valutare la tua forza. Presto torner
alla testa di un grande esercito!
Visto che David taceva, Yoav si volt verso di me. E
tu, Natan, perch non hai messo in guardia il nostro re? Di
certo tu vedi come stanno le cose!
Yoav, quello che vedo  un fratello addolorato e assetato
di vendetta. Ma ricorda:  stato Asahel a rivolgere per primo
la spada contro Avner.
Non c'entra niente! url Yoav con la bava alla bocca.
In tal caso disse David, questa tua invettiva  fuori
luogo. Tu sei un uomo d'armi, non avvezzo alle cose della
politica, per cui non immischiarti. Avner ha capito che le
trib devono unirsi e ha bisogno di me. Lui se non altro 
capace di mettere da parte i sentimenti personali per cogliere
la visione d'insieme. David si volt per versare dell'altro
vino. Ci vuole esperienza per certe cose.
Siccome ci dava le spalle, David non vide la smorfia che
quella parola, esperienza, fece sorgere sul viso di Yoav. Non
era da lui sbagliare a giudicare le persone, e in seguito mi
venne persino il dubbio che l'avesse detto di proposito, per
aizzarlo. Ma l per l, mi parve solo una mancanza di tatto.
Quando si volt con due coppe di vino e ne offr una a Yoav,
questi la rifiut e disse asciutto: Hai ragione. Sono troppo
stanco per discuterne adesso. Consentimi di congedarmi.
David si strinse nelle spalle e pass a me la coppa. In seguito
mi avrebbe chiesto come mai non avevo visto ci che
sarebbe accaduto quella notte e l'indomani mattina: perch
ero rimasto seduto l, senza avvisarlo. Avrei potuto chiedergli
la stessa cosa. Non c'era bisogno di essere un veggente
per vedere l'ira e la gelosia di Yoav e presagire le conseguenze
nefaste che poteva avere.  difficile cambiare, quando ti
hanno inculcato fin da piccolo il sacro comandamento della
vendetta di sangue.
La mattina dopo, Avner giaceva morto presso le porte
di Hevron. Appena uscito dagli appartamenti del re, Yoav
gli aveva mandato un messaggero, facendogli credere che
David desiderava vederlo, e il comandante, ancora compiaciuto
dalla festosa accoglienza ricevuta la sera prima, si era
affrettato a salire in citt. Yoav lo aveva atteso presso la porta
e gli era andato incontro, prendendolo per un braccio e dicendogli
che dovevano parlare. Ma un attimo dopo Avner
si era ritrovato la daga di Yoav nel ventre: il debito di sangue
era saldato.
Il cadavere venne scoperto dalle sentinelle, durante il
cambio della guardia, e quando lo avvisarono David mi
mand subito a chiamare. Fremeva di rabbia mentre il servo
lo aiutava a vestirsi. Lascia stare, faccio da me! disse alla
fine, in tono impaziente, e gli strapp di mano la tunica,
lacerando la stoffa pregiata. Non importa disse con ironia.
Tanto avrei dovuto strapparla comunque. Poi si volt
verso di me: Questo non l'avevi previsto, eh, profeta?
Conoscevo quello sguardo vacuo, gli occhi annebbiati
dal furore. Me l'ero sentito addosso nelle grotte di Horesh,
il giorno in cui non avevo saputo spiegargli la mia oscura visione
riguardo a Yonatan. Era uno sguardo che rimescolava
il sangue, ma mi sforzai di nascondere il turbamento.
Potrei farti la stessa domanda, mio re. Yoav ha combattuto
lealmente al tuo fianco ad Adullam, nelle selve di Zif
e nei giorni amari di Ziqlag. Ti ha seguito nell'esilio e ti 
rimasto vicino nella disgrazia. E ora che tutto ci per cui
avete combattuto sta per cadere nelle tue mani, ti scopre
a far baldoria con l'uomo che vi ha sempre dato la caccia.
L'uomo che ha ucciso suo fratello. Yoav non era disposto
a inginocchiarsi davanti a lui, e tu lo sapevi. Ma ieri sera,
quando  venuto da te, invece di rassicurarlo e di fargli sentire
il tuo affetto, lo hai insultato e ti sei mostrato a dir poco
scostante. E dunque ti chiedo: davvero non immaginavi che
sarebbe finita cos? Non avevo mai osato parlargli in quel
tono, quanto meno non con la mia voce mortale. Infatti pareva
sul punto di esplodere, i pugni stretti contro i fianchi, e
mi preparai a subire la sua ira.
Invece la testa gli cadde sul petto e quando parl lo fece
s con rabbia, ma senza dare in escandescenze come avevo
temuto. Pareva soprattutto amareggiato. Tu, Natan, sei l'unico
ad avere il coraggio di dire la verit. Sollev il capo e
aggiunse, di nuovo padrone di s: Vieni, andiamo a vedere
il corpo. Si avvi e lo seguii con un sospiro di sollievo.
Non sarebbe meglio rimanere alla larga da un simile
misfatto? dissi mentre attraversavamo i saloni.
E come? Il gesto scellerato di Yoav ci mette a rischio comunque.
I Beniaminiti non vorranno pi unirsi a noi, senza
Avner a fare da paciere. Penseranno che ho vilmente tradito
la sua fiducia. Aument l'andatura, tanto che faticavo a
tenere il suo passo.
Ti sbagli. Si uniranno a te, il Nome lo ha detto. Ma
devi agire. Fare in modo che Yoav paghi, e a caro prezzo, per
quello che ha fatto.
E come? ripet. Non posso fare a meno di lui. Non
ora che Avner  morto. Hai ragione, tu hai sempre ragione!
Se Avner fosse vissuto avrei scelto lui per guidare le mie
truppe, e Yoav non l'avrebbe sopportato. Ma ora Yoav  l'unico
comandante valoroso di cui disponga. Le guerre non
finiranno solo perch due trib si uniscono, sempre che si
uniscano, dopo l'idiozia di stanotte. Ho bisogno di un generale
esperto per marciare contro i Filistei e tutti coloro
che hanno messo gli occhi sulla nostra terra. Ho bisogno
di Yoav.
Non dico di ucciderlo. I Beniaminiti capiranno se la
fai passare per una vendetta di sangue. Ma devi rimanerne
fuori, piangere pubblicamente la morte di Avner e trovare il
modo di punire Yoav senza privarti dei suoi servigi.
Ti ringrazio, Natan fece David con sarcasmo. Un'impresa
semplice...
Era una mattinata di sole e quando uscimmo nella piazza
rimasi abbagliato. Nelle strade c'era il solito viavai e le persone
facevano capannello parlando sottovoce di ci che era
successo. David pass fra la gente senza guardare n salutare
nessuno, e continu a camminare a passo svelto verso la
porta. Le guardie erano intorno al cadavere per tenere lontani
i curiosi, ma si fecero subito da parte all'arrivo del re.
Avner giaceva riverso, le gambe intrecciate in modo innaturale.
Cadendo aveva battuto la testa contro la pietra
spaccandosi il cranio. Probabilmente era stato quello a ucciderlo,
prima ancora dello squarcio nel ventre.
David si mostr affranto, coprendosi gli occhi e mormorando
in modo che potessi sentirlo solo io: Dunque
Avner doveva morire come uno stolto? Si accucci accanto
al corpo e prese la testa fracassata tra le mani, incurante di
sporcarsele. Guardati disse al cadavere. Le tue mani non
erano legate, i tuoi piedi non erano in catene, eppure sei
caduto come si cade davanti ai malfattori!
Si alz e allarg lo strappo che si era procurato per sbaglio,
simulando il rituale del cordoglio. Ma la sua finzione
si rivel efficace, perch era vero il dolore nei suoi occhi, la
sua rabbia era genuina. Si rivolse a tutti i presenti e disse
a voce alta: Stracciatevi le vesti perch oggi  caduto un capo,
un grande di Yisrael! Rendetegli omaggio. Poi ordin alle
guardie: Portatemi Yoav, e che sia vestito di tela! I soldati
si guardarono l'un l'altro e poi chinarono il capo: nessuno se
la sentiva. Andate! grid David. Che aspettate?
Mi accostai a lui, sussurrando: E meglio se mi congedi.
Si volt bruscamente e mi guard con dispetto. Sapeva
di essere, almeno in parte, responsabile dell'accaduto, eppure
era deluso per il fatto che non l'avessi previsto. Vai,
allora! disse, spingendomi in malo modo. Vai tu da Yoav.
Questo almeno lo saprai fare!
Yoav era seduto in compagnia di Avishay, negli alloggiamenti
dei soldati, e indossava ancora la veste militare.
Se ti  cara la vita, Yoav, togliti quella tunica sporca di
sangue. David vuole vederti.
Visto che non si muoveva, esclamai: Alzati! Non mi hai
sentito?
S, ti ho sentito fece lui sommessamente. Ma non ho
fretta di andare al patibolo.
Yoav, il re non vuole la tua morte, ma non provocarlo.
Indossa l'abito della penitenza e vieni presso la porta. Yoav
mi guard in silenzio, con aria afflitta.
Fa' come ti dico, se ti  cara la vita.
Avishay gli pos la mano sulla spalla. Dagli retta, Yoav,
puoi fidarti di Natan. Yoav rimase un momento a fissare il
fratello e finalmente si alz, spogliandosi della veste militare.
Poco dopo si present presso la porta della citt, coperto
solamente da un perizoma di tela di sacco. David gett uno
sguardo sdegnato al corpo villoso e segnato dalle cicatrici
del suo soldato, poi gli volt le spalle e parl alla folla.
Sappiate che oggi  caduto un principe, un grande di
Yisrael. Sono scosso, sebbene sia un re consacrato, mentre
i figli di mia sorella Zeruyah si sono mostrati senza cuore.
Che paghino dunque per la loro ferocia.
A quel punto si rivolse a Yoav e indic il terreno. Ora
prostrati nella polvere e piangi per Avner, figlio di Ner.
Yoav cadde in ginocchio e rimase immobile. Era una grave
umiliazione per lui, un generale, consanguineo del re, ma
l'istinto di sopravvivenza  pi forte dell'orgoglio, e Yoav si
prostr umilmente ai piedi di David.
David aveva un'aria furente, le labbra strette, le pupille
dilatate nonostante la luce del mattino, e a un tratto sferr
un calcio sulle costole nude di Yoav, che mand un lamento
strozzato, riparandosi il capo con le braccia.
La colpa del sangue versato ricada su di te e sulla tua famiglia.
Che la tua casa non sia mai libera dal dolore. David
lo colp di nuovo. Che i tuoi figli siano preda degli assassini,
che la tua progenie sia per sempre afflitta dalla fame.
Erano gravi maledizioni e Yoav si contorceva nella polvere,
sotto quella gragnola di calci e parole. Ma appena l'assalto
cess, mi parve di vedere la tensione che abbandonava le
sue membra doloranti: meglio le percosse e il malaugurio
che la spada del boia. Ormai il re aveva dato sfogo alla sua
rabbia e Yoav pot togliere le mani dalla testa. Solo allora
si convinse che il profeta aveva detto il vero: David non lo
avrebbe messo a morte.
Nella concitazione di quelle ore, David non aveva avuto
il tempo di pensare a Mikal. Verso sera mi ricordai di lei e
andai a chiedere sue notizie al capo della servit. Scoprii
cos che, sebbene David non avesse dato alcuna disposizione
al riguardo, aveva provveduto Avigayil a farla accudire da
una delle sue ancelle. Per quando mi recai negli appartamenti
delle mogli, la fanciulla non mi lasci entrare sia pur
profondendosi in mille scuse. Mikal  indisposta e ha bisogno
di riposare disse. Feci per andarmene ma l'ancella, che
conoscevo per la sua scaltrezza, mi disse sottovoce: Mio
signore, non tocca cibo e non beve. Io e la mia padrona
siamo in pensiero per lei.
Hai fatto bene a confidarti con me dissi, e salii direttamente
da Avigayil. Non c'era bisogno di convenevoli fra noi
e appena rimanemmo soli mi parl con l'abituale schiettezza.
So cosa stai per dirmi, Natan: perch me la prendo tanto
a cuore? In fondo non lo so nemmeno io. Mi crederesti
se dicessi che lo faccio per lei?
Mi si doveva leggere in faccia che non ci credevo, perch
si alz e inizi a camminare per la stanza. Il suo ventre
dilatato dalla gravidanza strideva con il volto smunto e
con la magrezza di gambe e braccia. La malattia si era gi
impadronita di lei e ogni tanto faceva una smorfia mentre
camminava. All'improvviso, ebbi una fitta fra gli occhi e la
vidi... sdraiata sul catafalco, David che reggeva la sua mano
esangue, un bimbo che piangeva in un angolo. Dur solo
un istante, breve come un battito di ciglia, ma capii che era
una visione verace e il cuore mi diede una fitta. Avigayil
era da sempre una cara amica, una delle poche persone di
cui potessi fidarmi. Siediti le dissi e le riempii la coppa di
vino, porgendogliela. Lei la scol tutta d'un sorso, come un
uomo, e fece segno che ne voleva ancora.
Ti fa cos male? domandai.
Va a momenti. Quando sono stanca. E di notte  anche
peggio.
Avigayil...
Agit la mano, quasi infastidita. Lascia perdere, Natan.
Avere un figlio alla mia et  una benedizione, anzi, un vero
miracolo. In cinque anni di matrimonio con Naval non ero
mai rimasta incinta e ormai pensavo di essere sterile. Si
pass la mano sul ventre. Mi basta vivere finch non l'avr
messo al mondo, non chiedo di pi. Non era una domanda
diretta, ma capii che si aspettava una risposta da me.
Vivrai abbastanza da metterlo al mondo e avrai il tempo
di conoscere tuo figlio.
Avigayil s'illumin. Sar maschio? Bene! E avr modo
di vederlo? E pi di quanto sperassi. Il resto non importa.
Si sedette e bevve un altro sorso di vino. Sono felice che tu
sia venuto, Natan, e non solo per la buona notizia che mi
hai appena dato. Vorrei un consiglio a proposito di Mikal.
Mi sono adoperata per farla tornare, ma ora mi rendo conto
di aver commesso uno sbaglio. Pensavo che lei lo volesse.
Certo, l'ho fatto anche per David, per rinforzare il suo legame
con la dinastia di Shaul. Ma ho sbagliato, perch Mikal
ama un altro...
Io odiavo mio marito, detestavo quell'ubriacone di
Naval ancora prima di conoscere David. Poi, quando l'ho
conosciuto... Sapessi com'era bello, Natan, con la veste da
battaglia, i capelli legati dietro la testa, la pelle lucida. E
il suo calore, quello sguardo focoso... Sembrava una belva
pronta a scatenarsi. Ma divenne subito dolce quando cap
che ero ben intenzionata, si mostr grato e mi rimand a
casa... A casa, s, da quello sciagurato di mio marito che
aveva rischiato di farci uccidere tutti. Naval diede un banchetto
per festeggiare lo scampato pericolo. Ero stanca di
vedere la sua barba incrostata di cibo, la tunica macchiata di
vino, ero stanca delle sue battute volgari, di vederlo palpare
le serve in mia presenza. Si vant perfino di aver tenuto
testa ai briganti, mentre se non fosse stato per me sarebbe
affogato nel suo stesso sangue! Ah, come avrei voluto che
succedesse!
Il giorno dopo, quando torn sobrio, gli dissi quel che
avevo fatto e anche quel che pensavo di lui. Naval si alz
barcollando, si avvicin al catino e vomit l'anima, gli occhi
iniettati di sangue. Poi gli venne l'attacco. Dicono che fu
a causa delle mie parole, ma non  vero. Si era guastato le
budella a furia di gozzovigliare e sono sicura che quel giorno
il colpo apoplettico gli sarebbe venuto comunque, anche se
non avessi aperto bocca.
Ma io ne ero felice, e lo fui ancora di pi il giorno dopo
quando vidi che non si svegliava. Mor nel giro di dieci giorni
e allora David fu libero di chiedermi in sposa. Dovetti
mascherare la contentezza quando i miei parenti vennero
a chiedermi se lo volevo, ma appena rimasi da sola mi misi
a saltare di gioia. Dico sul serio, Natan, pensavo che anche
per Mikal fosse cos. Come potevo immaginare che amasse
Palti? Avigayil si stropicci gli occhi. E ora che devo fare?
Nulla risposi. Sii gentile con lei come sei stata finora.
Sai meglio di me che David sa farsi amare, se lo vuole. Ha
gi conquistato il suo amore in passato e sono sicuro che ci
riuscir di nuovo.
E ne ero sicuro, in effetti, ma come uomo, non come
profeta. E un uomo pu sempre sbagliare. Avigayil invece
pens che la mia sicurezza derivasse da una visione, e fu
consolata dalle mie parole. Glielo lasciai credere, perch le
volevo bene e non volevo che si affliggesse nel poco tempo
che le restava da vivere.
La notizia della morte di Avner non tard a giungere a
Mahanayim, sua roccaforte, e, come David aveva previsto,
tutti pensarono che fosse stato il re di Yehudah a ordinare
l'assassinio. Temendo che a quel punto sarebbe toccato a
lui, il figlio di Shaul, Ish-Boshet, si mise a letto paralizzato
dal terrore. Erano in molti a ritenere che David lo volesse
morto, e per compiacere il sovrano due dei suoi uomini
andarono a casa sua e lo pugnalarono a morte. Fu un grave
errore, perch quando si presentarono a Hevron con la testa
di Ish-Boshet in un sacco, David fece tagliare loro gambe e
braccia e ordin che i corpi mutilati fossero appesi presso la
cisterna. Spero che adesso la mia gente capir che questa
faida fra le trib deve finire disse, guardando impassibile i
corpi che gocciolavano sangue.
Di certo la sua gente aveva capito che non amava i regicidi. E tuttavia anche quell'assassinio avrebbe favorito le ambizioni
di David, una coincidenza quanto meno sospetta...
Ma, al di l dei mormorii, la reazione prevalente fu quella
che David aveva auspicato: nelle settimane seguenti ognuna
delle trib invi emissari a Hevron, perfino i Beniaminiti
del defunto Avner. Anche se gli ultimi anni erano stati turbolenti,
nessuno aveva scordato i giorni gloriosi, prima delloscontro fra Shaul e David, quando il giovane pastore si
era coperto di gloria alla testa delle armate del re.
E finalmente David si ricord di Mikal. Un giorno,
dopo aver ricevuto l'ennesima delegazione, si volt verso di
me e disse: Vieni, andiamo a vedere come sta Mikal, con
il tono di chi deve sbrigare una commissione fastidiosa.
Quando entrammo nella sua stanza, Mikal era seduta accanto
alla finestra, lo sguardo fisso sulla piazza sottostante.
Vestiva in modo dimesso - una tunica grigia, i capelli nascosti
da un fazzoletto - eppure quando si volt fui colpito
dalla sua bellezza. Era pallida, non aveva quasi toccato cibo
da quando era arrivata, ma le guance scavate e il grigio della
veste facevano risaltare ancora di pi lo splendore dei suoi
occhi. Da pensieroso che era, appena la vide David si fece
sorridente, e capii che era sollevato: sarebbe stato difficile
concepire l'erede che desiderava con una vecchia strega. Ma
non c'era sollievo n un'ombra di felicit sul volto di lei,
anzi, quando varcammo la soglia ci degn a malapena di
uno sguardo. Rimase immobile, le mani giunte in grembo,
anche mentre David le dava il benvenuto nella sua casa. Lui
la fece alzare prendendola delicatamente per le spalle, e la
abbracci, ma anche questa volta lei rest rigida. Ero dietro
di loro e vidi qualcosa che David non poteva vedere: i begli
occhi di Mikal spenti e appannati, il suo viso freddo e privo
di qualsiasi emozione.
Scioltosi dall'abbraccio, David le mormor qualche frase
di circostanza, chiedendole come stava e se aveva bisogno
di qualcosa. Mikal non fiat e torn a sedersi, chinando lo
sguardo. Lui sfior la stoffa ruvida della sua tunica. No,
questa non va bene disse. Ti far mandare delle vesti di
seta, qualcosa che sia di tuo gusto. La mia nuova moglie,
Maakah, la conosci? E la figlia del re di Geshur.  un matrimonio
politico... David arross lievemente, rendendosi
conto del passo falso. Per ha portato con s una sarta davvero
brava, le dir che la metta a tua disposizione.
David continu con le moine e la invit al banchetto che
si sarebbe tenuto quella sera in onore di certi ambasciatori,
ma Mikal non apr bocca, n ci salut quando lasciammo
le sue stanze.
Nel corridoio, David si strinse nelle spalle. Abbiamo
tempo disse. Quando tutto questo... Agit il braccio.
Quando avremo sistemato le cose...
Una settimana dopo fu consacrato re di Yisrael, e Mikal
dovette partecipare alla cerimonia insieme alle altre mogli,
ma se Avigayil, Ahinoam e la pi recente, la principessa
Maakah, sfoggiavano vesti di seta e splendidi gioielli, Mikal
si fece notare piuttosto per la sua tunica grigia: pareva quasi
vestita a lutto. E non cant con noi gli inni di giubilo.
Non per questo l'incoronazione fu meno solenne e sfarzosa.
La mia predizione si era finalmente avverata: quel
giorno David divent re di Yehudah e Yisrael. Eravamo finalmente
una nazione.
Aveva appena compiuto trent'anni.

 Capitolo 11.

Apparve subito chiaro che se volevamo davvero fondere le
trib fino a farne un unico popolo dovevamo spostare la
capitale. Gli israeliti mal sopportavano che il re dimorasse
a Hevron, ovvero al centro della terra di Yehudah, e d'altra
parte era impensabile trasferire la corte a Gheva, vecchia
capitale di Shaul, perch la gente di David l'avrebbe preso
come un oltraggio. E cominciava gi ad affiorare il malcontento
fra alcuni dei suoi uomini pi fedeli, costretti a
condividere il potere con i capi beniaminiti.
David aveva il problema chiaro in mente, ma questioni pi
urgenti esigevano la sua attenzione. Quei primi anni furono
infatti insanguinati dalle guerre, perch tutti i nostri nemici ci
assalirono, nel tentativo di distruggere il nuovo regno prima
che diventasse troppo forte. Ma furono anche anni fecondi
durante i quali la famiglia di David crebbe e si moltiplic.
All'indomani dell'incoronazione, Avigayil gli gener Daniyel;
di l a poco Maakah gli don lo splendido Avshalom, e successivamente
la sua unica figlia femmina, la radiosa Tamar.
E David prese altre mogli: Haggit con cui gener Adoniyah,
Eglah che gli don Yitream, e Avital che gli port Shefatyah.
Non ebbi occasione di conoscere le ultime spose, che
David aveva impalmato per rafforzare i vincoli con le altre
trib. Naturalmente ognuna di loro godeva del rispetto e dei
privilegi dovuti alla moglie di un re, ma dopo che gli avevano
dato un erede David non si interessava troppo a loro.
Se desiderava la compagnia di una donna era Avigayil che
sceglieva, a dispetto della sua salute cagionevole. Oppure si
recava nella casa di Maakah, anche se non era chiaro se ad
attirarlo fosse la bella principessa dei Geshuriti o i figli che
aveva generato con lei.
I miei rapporti con le mogli erano limitati allo stretto necessario,
e andavo, come sempre, a consigliarmi con Avigayil,
per quanto glielo consentivano le sue forze. Due mesi dopo
l'incoronazione feci visita a Mikal, per ordine di David. Il re
l'aveva accolta nel proprio letto pi di una volta da quando
era tornata, ma non aveva ottenuto ci che desiderava.
 cambiata, Natan mi aveva confidato una mattina,
con la faccia tirata di chi non ha dormito abbastanza.
Intorno a noi i servi stavano sbrigando le faccende mattutine
e li avevo indicati con un cenno che David non aveva
mancato di cogliere, affrettandosi a congedarli.
Mi sembra logico che sia cambiata avevo detto quando
eravamo rimasti soli. Era da dieci anni che non giacevi con
lei e nel frattempo Mikal ha dovuto passarne...
Mi aveva zittito con un gesto imperioso, forse per evitare
che gli ricordassi le tribolazioni che era stato lui stesso a infliggerle.
 fredda. Sembra di essere a letto con un cadavere.
La prima volta ho pensato anch'io che fosse solo a causa
del tempo che  passato e di quello che ha sofferto... Non
ho voluto prenderla con la forza, ho aspettato una settimana,
due, ma  sempre la stessa storia. Se ne sta l, immobile,
cupa, non mi guarda nemmeno. Cos  impossibile, capisci,
pensare di... Aveva lasciato la frase a met, distogliendo
lo sguardo con imbarazzo. Se Avigayil stesse bene l'avrei
chiesto a lei, ma non si  pi rimessa dopo il parto. Va' da
Mikal, Natan, e cerca di capire cosa vuole. Sono disposto a
qualsiasi atto di generosit. Per esempio, se fosse a causa dei
figli... Probabilmente sente la loro mancanza e lo capisco,
dev'essere pesante per una madre. Per non posso mettermi
in casa i figli di un altro uomo. Dille che se vuole far venire
qui i suoi figli, ma in tal caso dovr andare a vivere fuori dal
palazzo.
Non credo sia cos semplice avevo ribattuto, fissando
le pergamene sul suo tavolo per evitare di guardarlo negli
occhi.
Ah, no? aveva fatto lui con stizza. Allora mettiamola
cos: le dar i suoi figli e una casa, e soddisfer ogni suo
possibile desiderio, ma in cambio deve comportarsi come
una moglie. Cos  abbastanza semplice?
L'avevo guardato negli occhi, ricambiando con freddezza
il suo sguardo infuriato. Ma sapevo che non potevo esimermi
dall'obbedire e alla fine avevo annuito. Come desideri
avevo detto, impaziente di essere congedato.
Mikal mi ricevette solo perch era obbligata a farlo e rimase
con lo sguardo fisso sul pavimento, mentre mi dilungavo
a parlare della magnanimit di David, che era pronto
ad accontentarla. Nel limite del possibile. Mikal aggrott la
fronte sentendo quell'espressione, ma non apr bocca.
Dice che potete far venire qui i vostri figli, se  questo
che volete.
Fu allora che Mikal balz in piedi esclamando: I miei
figli? I miei figli sono anche figli di Palti, e lui li ama immensamente.
Volete che gli tolga anche quell'ultima consolazione,
dopo che l'avete mortificato, privandolo della
dignit? Volete che li porti qui a servire e riverire i cuccioli
del re? Scroll la testa e si rinchiuse nel proprio silenzio,
le labbra strette quasi temesse di lasciarsi sfuggire parole
pi gravi.
Riflettete risposi in tono remissivo. Qualora generaste
un figlio giacendo con il re, sarebbe il pi amato dei suoi
cuccioli, un altro principe della corona, e so che David lo
desidera sopra ogni altra cosa...
Mikal si volt verso di me. In fondo  rimasto un pastore,
in cerca della pecora che gli dia l'agnello migliore.
State a sentire dissi. Siete qui ormai, e lui  il re.
Perch volete complicarvi la vita? Accettate i suoi doni
e le sue attenzioni. Non potete cambiare il passato, ma
potete cambiare il presente, questo giorno e quello che
verr...
Mi interruppe con una risata di scherno.  questa la
vostra saggezza? Mi aspettavo di pi dal grande profeta
Natan! Rise di nuovo ma aveva le lacrime agli occhi e capii
che l'unica gentilezza che potevo farle era di lasciarla sola
con il suo dolore.
Uscito dalle sue stanze, andai dritto da Avigayil e le raccontai
il succo di quell'incontro. Non so come dirlo al re
confessai.
Ti capisco fece lei. David  troppo pieno di s per
comprendere certe cose.
La guardai con severit e Avigayil sorrise. Non sei l'unico,
Natan, ad avere il privilegio di dire la verit. Il fatto
che gli vogliamo bene non significa che non vediamo i suoi
difetti. Anzi sono giunta alla conclusione che  grazie ai suoi
difetti che  diventato quello che .
Mi venne voglia di abbracciarla e pensai con sgomento
al giorno in cui non avrei pi potuto contare sul suo aiuto
e non avrei pi avuto nessuno con cui condividere le mie
preoccupazioni.
Quasi mi avesse letto nel pensiero, Avigayil mi prese la
mano fra le sue e la accarezz amorevolmente, come una
madre. Anche questo mi sarebbe mancato.
Ho osservato Mikal disse. E temo proprio di essermi
sbagliata sul suo conto. Non credo che David possa riconquistare
il suo affetto e non penso che quella donna gli stia
troppo a cuore. Vedrai che presto qualche nuovo pensiero
verr a distogliere la sua attenzione e lascer in pace la poveretta.
Pochi mesi dopo, Avigayil era sul letto di morte e io
trascorrevo lunghe ore al suo capezzale, parlando con lei,
quando se la sentiva, delle grandi imprese che erano state
compiute con il suo aiuto e dei giorni gloriosi che avevamo
davanti. Di una cosa non parlavamo mai, e fu un sollievo
per me che Avigayil non mi interrogasse in proposito.
Infatti non vedevo alcun futuro per il tenero Daniyel, il docile
bimbo che costituiva ormai la sua unica gioia.
Il bambino non aveva ancora compiuto sei anni quando
mor a causa della dissenteria. David ne fu devastato perch,
pur essendo affezionato a ognuno dei suoi figli, nutriva un
amore speciale per Daniyel che gli ricordava cos tanto la
sua adorata Avigayil, e chiedeva di vederlo ogni volta che
aveva un momento libero.
Quando il corpicino avvolto in un candido telo venne
deposto nella terra accanto alla madre, David si abbandon
a un pianto convulso, mentre Evyatar, il sommo sacerdote,
si sforzava invano di consolarlo. Gli altri due figli maschi,
Amnon e Avshalom, avevano seguito il rito funebre senza
versare una lacrima. Amnon, che allora aveva sette anni, era
imbronciato, quasi gli seccasse non essere al centro dell'attenzione.
Avshalom, figlio di Maakah, poco pi giovane di
Daniyel, ridacchiava come se il cerimoniale lo divertisse.
Non c' da stupirsi, pensai, sono ancora bambini e non sanno
come ci si deve comportare...
Nel tentativo di venire a patti con il dolore, David si gett
anima e corpo nelle cose del governo e riprese in mano
la questione della nuova capitale, consultando le mappe
e parlandone con i suoi consiglieri. Alla fine la sua scelta
cadde su Yevus, una piccola roccaforte, poco pi grande di
Hevron, ma pi facilmente difendibile. Posta sullo sperone
di roccia basso e allungato che separava il Nahal Qidron
dai pascoli di Hinnom, Yevus aveva attirato l'attenzione di
David perch sorgeva al confine fra le terre dei Beniaminiti
e quelle degli Yehudaiti. Ed era inespugnabile: il valoroso
Yehoshua aveva provato invano a conquistarla e nessuno era
mai riuscito nell'impresa.
Gli Yevusiti erano una gente che discendeva da Canaan
e avevano accolto i profughi ittiti, quando il loro regno era
stato invaso dal Popolo del Mare. Abili muratori, oltre che
guerrieri valorosi, i rifugiati avevano contribuito a irrobustire
le difese della citt che aveva dominato anche le terre circostanti,
finch non vi si erano insediate le trib di Yisrael.
Visto che non potevano conquistarla, i nostri avi erano scesi
a patti con la citt e per lungo tempo avevano convissuto
pacificamente con quella gente.
Ora per David le aveva messo gli occhi addosso.
Ricordo la foga con cui me ne parl, magnificandone i pregi:
la posizione equidistante fra le due trib che costituivano il
nostro regno, la posizione in cima all'altipiano che la metteva
al riparo dalle scorrerie dei Filistei, la poca distanza
che la separava dall'importante via dei commerci che univa
Hevron a Shekem. Inoltre aveva ampi margini di crescita
perch occupava solo un'esigua porzione dell'altipiano. Ma
la sua risorsa pi preziosa era senz'altro l'acqua che sgorgava
tutto l'anno dalla sorgente fortificata di Ghihon.
David pass in rassegna i vantaggi concreti che offriva e
poi, come capitava spesso, mise da parte gli aspetti pratici
e parl da mistico e da poeta: Quello  un luogo sacro,
Natan, vi regn Malki-Zedeq, che fu sia re sia sacerdote. Un
re non dev'essere capace solo di combattere...
Erano argomenti plausibili e tuttavia mi pareva poco
saggio muovere guerra a un popolo che non ci era ostile,
quando dovevamo gi guardarci le spalle da molti nemici.
Sei sicuro di voler suscitare un altro vespaio? gli domandai.
Se proviamo ad attaccarli e non la spuntiamo ci ritroveremo
con una spina nel fianco, e in questo momento non
possiamo permettercelo.
 Natan a chiedermelo, o... David non sapeva mai
come chiamare la Voce che parlava attraverso di me.
Sono soltanto io.
Allora fidati di me. La mia non  una decisione avventata...
Una citt come quella, con una fonte sicura ed eccellenti
fortificazioni, non ha eguali nella nostra terra, sar
una splendida capitale, Natan... And avanti con fervore
finch non venne richiamato da altre incombenze e dovette
smettere, per il momento, di sognare a occhi aperti.
Nei giorni successivi, incaric i suoi uomini di raccogliere,
in modo riservato, ogni possibile notizia riguardante
la citt, la sua conformazione, le mura, i costumi degli
abitanti. Dato che, fino ad allora, il nostro popolo aveva
intrattenuto relazioni pacifiche con gli Yevusiti, erano in
molti a conoscere l'antica citt e non avevano alcuna
difficolt a riferire ci che sapevano, pur di guadagnarsi i favori
del re.
Se si dimostravano particolarmente informati, David li
interrogava di persona, facendo appello alla loro discrezione.
Mi voleva sempre al suo fianco durante quegli incontri,
forse nella speranza di potersi giovare di una delle mie visioni.
Ma la Voce non si palesava e spesso mi perdevo nei
miei pensieri, mentre David vagliava meticolosamente ogni
dettaglio relativo al bestiame e all'ubicazione delle stalle, ai
posti di guardia o al modo in cui venivano irrigati i campi
sotto le mura. Anche Serayah, lo scriba, era presente e annotava
tutto ci che veniva detto, perch David aveva deciso
di compilare una sorta di mappa della citt. Ci volle un
anno intero, ma quando Serayah srotol le sue pergamene
fu come abbracciare con lo sguardo l'intera Yevus.
Una vista scoraggiante, devo dire. Le informazioni
che David si era procurato, infatti, confermavano il quadro
di una citt inviolabile, cinta da alte mura di pietra
spesse cinque cubiti. N un assedio pareva destinato ad
avere maggiore fortuna: stando alle nostre informazioni,
negli ultimi anni gli Yevusiti avevano potuto contare su
abbondanti raccolti e i loro granai erano pieni da scoppiare.
Quanto all'acqua, la sorgente era difesa in modo assai
ingegnoso.
La fonte  fuori dalle mura disse David, indicandola
sulla mappa. Ed  inevitabile, perch si trova ai piedi della
collina. Se avessero spinto le mura fin l, per circondarla,
avrebbero esposto la parte bassa della citt a un attacco
dall'alto. E cos la cinta muraria si fermava a circa settantacinque
cubiti dalla sorgente; in tempo di pace non c'erano
problemi e gli abitanti potevano approvvigionarsi comodamente
con otri e pelli di capra, ma per proteggersi in caso
di guerra, gli Yevusiti avevano eretto un bastione con una
torre che dominava la fonte, consentendo agli arcieri di difendere
quelli che uscivano a prendere l'acqua.
In ogni caso, la citt poteva essere attaccata solo da nord,
dal monte Har Moriyah che sorgeva alle sue spalle: da sud,
le truppe avrebbero dovuto conquistare palmo a palmo i
fianchi scoscesi del Nahal Qidron, per poi ritrovarsi davanti
alle formidabili mura di pietra. David stava studiando un
assalto in forze dalla montagna, pur sapendo che avrebbe
comportato gravi perdite. Ma quel piano di battaglia si rivel
superfluo.
Dormivo profondamente, quando un servo venne a svegliarmi
dicendo, fra uno sbadiglio e l'altro, che David voleva
vedermi subito. Attraversai le sale del palazzo immerse
nel silenzio della notte e le guardie reali mi fecero entrare
senza indugio. David sedeva al tavolino di fronte a un giovane
forestiero vestito elegantemente. Yoav era alle spalle di
David e fissava con aria corrucciata la mappa di Yevus stesa
sul tavolino.
Non ci furono presentazioni. Diglielo fece David rivolto
al giovane straniero. Digli quello che hai detto a noi.
Il giovane pass il dito sulla pergamena nel tratto fra la fonte
e le mura, poi vir bruscamente verso ovest e indic un
punto preciso, picchiettandoci sopra. Notai che aveva mani
delicate e senza neppure un callo: quel giovane non era certo
un guerriero.
E a un tratto le linee tracciate con tanta precisione iniziarono
a confondersi, l'inchiostro era tornato liquido e colava
scuro sopra la pergamena.
Perch la sciupi cos? esclamai sgomento, mentre il
disegno mirabile di Serayah svaniva davanti ai miei occhi.
Ma poi mi accorsi che il liquido che vedevo non era inchiostro,
bens acqua. La temperatura nella stanza scese di
colpo e iniziai a tremare dal freddo, incapace di distogliere
lo sguardo dal rigagnolo scuro che attraversava il foglio...
All'improvviso fui risucchiato da quell'ombra. Ora sentivo
il gocciolio dell'acqua che filtrava fra le pietre e mi resi conto
che ero sottoterra, dentro la roccia, in un crepaccio che si
andava riempiendo in fretta. L'acqua mi arrivava alle cosce,
no al petto... Ben presto la cavit fu colma fino all'orlo e
dovette aprirsi un varco nella pietra, salendo con forza e
sgorgando impetuosa fuori dalla terra e nell'aria. Il Ghihon,
che viene da ghiha, il fluire dell'acqua. Ora ero di nuovo in
superficie, accanto alla fonte, le mura imponenti di Yevus
che svettavano sopra di me. L'acqua scaturiva a fiotti dal
terreno perdendo forza man mano che la fessura fra le rocce
si svuotava...
Trova lo zinnor e la citt sar tua. Aspetta l'acqua, e quando
l'acqua si sar ritirata, avanza.
L'aria torn tiepida e David mi prese per le spalle facendomi
sedere sulla sua sedia. La mappa sul tavolino era
intatta, le linee perfettamente nitide.
Come faceva a saperlo? Il giovane era impallidito e mi
guardava con gli occhi sgranati. Come faceva a sapere dello
zinnor, se solo il mio re e i suoi pi fidati consiglieri sono al
corrente della sua esistenza?
Pensavo che un veggente fosse in grado di riconoscerne
un altro fece David in tono ironico. Natan, questi 
Zadoq, il sacerdote di Arawnah, signore di Yevus. Dice che
ha avuto una visione, secondo la quale io sarei destinato a
conquistare la citt, ed  venuto a trattare con me.
Ero ancora troppo scosso per parlare e mi avviai barcollando
verso il bacile nell'angolo della stanza. Dopo che mi
fui rinfrescato il viso, David si fece dare un telo dal servo e
mi asciug personalmente. Sebbene fossi confuso, con un
piede nella mia visione sotterranea e l'altro nella stanza del
re, mi accorsi che Zadoq era sbalordito.
Sei venuto a trattare la resa? gli domandai.
Yoav scoppi nella sua risata rauca. Arawnah disposto
ad arrendersi? Neanche per idea! Pensa che il suo sacerdote
sia venuto a gettare una maledizione su di noi. Arawnah
vorrebbe farci credere che diventeremo tutti ciechi e zoppi
se cerchiamo di violare le sue mura.
Non ce n' bisogno dissi.
Cosa? fece Yoav.
Vai avanti disse David.
Prenderemo la citt dall'interno. Basteranno pochi uomini,
purch siano bravi ad arrampicarsi. Passeranno attraverso
uno dei canali d'irrigazione alimentati dal Nahal
Qidron.
 questo che intendevi quando hai detto: Trova lo zinnor?
Non so cos'ho detto, ma so cos'ho visto. Acqua. Acqua
che scorre sotto la citt... Ho visto un canale scavato nella
roccia, dalla sorgente a un pozzo. Salendo dal pozzo, si
raggiunge un altro canale che corre sotto le mura.  cos
che si procurano l'acqua durante gli assedi. Noi pensavamo
che la fonte fosse difesa da quel bastione con la torre, ma
 meglio di cos: non devono nemmeno uscire dalla citt.
Hanno deviato la sorgente creando una cisterna dentro le
mura da usare in tempo di guerra. Mi voltai verso Zadoq.
Dico bene?
Zadoq era costernato. Sperava di venderci quell'informazione
segreta in cambio di una lauta ricompensa e io avevo
scombussolato i suoi piani. Forse era preoccupato, sapendo
che, solitamente, i re non vedono di buon occhio coloro che
sono disposti a tradire un altro re, ancorch nemico.
Yoav si era messo a fare su e gi. Dunque basterebbe
risalire quel pozzo...
Zadoq trov il coraggio di aprire bocca. Non  cosa da
poco,  un pozzo molto profondo, con le pareti viscide...
E saremo appesantiti dalla corazza aggiunse David. Se
qualcuno ci sente non deve fare altro che tirarci una pietra
in testa! Bisogna essere molto coraggiosi per rischiare una
simile impresa.
Yoav lo prese per un braccio. Coraggiosi come lo fosti
tu, mio signore, quando ti offristi volontario per combattere
il campione di Gat. Mi hai risparmiato la vita quando
ho ucciso Avner, dammi la possibilit di riscattarmi. I due
uomini si guardarono in silenzio per qualche istante, poi
David annu. E sia.
Era la stagione del raccolto, la stagione in cui i re vanno
alla guerra, quando David mosse verso Har Moriyali, a
nord della citt. Era la prima volta che Yisrael e Yehudah
marciavano uniti e il colpo d'occhio era impressionante. I
nostri uomini avevano preso posizione durante la notte, e al
sorgere del sole la gente di Yevus vide la montagna gremita
di arcieri, lancieri e frombolieri.
A quel punto Arawnah, convinto di fare una mossa astuta,
radun davanti alle mura tutti gli storpi, i ciechi e i lebbrosi
della citt, uno spettacolo pietoso e allo stesso tempo
un richiamo alla maledizione che aveva fatto giungere alle
nostre orecchie. I soldati, si sa, sono superstiziosi, e i nostri
covavano il timore che uccidendo una persona inferma o
comunque segnata dalla sventura, avrebbero attirato su di
loro la medesima sorte. Su questo faceva leva Arawnah, perch
anche il cieco e lo zoppo possono sconfiggere un'armata
che non osa toccarli. E sugli spalti, dietro quella miserabile
avanguardia, erano comunque schierati i suoi arcieri, e la
pece ribolliva gi nei pentoloni.
Mentre la gente di Yevus guardava atterrita verso nord,
io mi spostai a sud delle mura insieme a Yoav e al manipolo
di campioni che gi allora erano conosciuti come i Prodi di
David. Toccava a me guidarli fino allo zinnor, grazie a ci che
ricordavo della mia visione. E non ebbi alcuna difficolt, anche
nella poca luce dell'alba, perch era come se fossi guidato
a mia volta da una forza misteriosa. Quando lo trovammo, ci
sdraiammo a terra coprendoci con rami e foglie, in modo che
le guardie non potessero scorgerci dalle mura. Secondo la mia
profezia, dovevamo aspettare l'acqua. In quella stagione, infatti,
la sorgente era attiva e l'acqua ne sgorgava copiosa cinque
o sei volte al giorno, in flussi che potevano durare anche
pi di un'ora. Bisognava agire subito dopo che il getto s'interrompeva,
infilandosi nel passaggio sotterraneo e cercando
di risalire il pozzo nel breve tempo che impiegava la vasca sotterranea
a riempirsi. Se ci fossimo avventurati nel sottosuolo
al momento sbagliato, avremmo rischiato di morire annegati.
L'attesa si rivel spasmodica. I muscoli mi dolevano per
lo sforzo di rimanere immobile e sudavo freddo per la tensione.
Giungeva fin l il rumore degli eserciti che si fronteggiavano
dall'altra parte della citt, le lance battute sugli
scudi, lo scambio di ingiurie che precedeva lo scontro.
Sapevamo che David aveva ordinato ai suoi uomini migliori
di girare intorno alla citt da ovest, pronti a invaderla dalla
porta meridionale qualora la nostra missione avesse avuto
successo.
Finalmente giunse il rumore che aspettavamo con ansia:
il gorgoglio dell'acqua che si faceva largo fra le viscere della
terra. Poco dopo uno zampillo sgorg possente, tracciando
un arco scintillante nell'aria, e i fiotti si susseguirono
per un'ora buona. Appena fummo sicuri che il flusso era
cessato, ci muovemmo. Yoav and ad acquattarsi ai piedi
delle mura, tenendo d'occhio la sentinella degli Yevusiti di
ronda sugli spalti. Aveva gi incoccato una freccia pronto
a colpire la guardia, qualora ci avesse scoperto, ma ovviamente
speravamo di cuore che non accadesse. Appena la
sentinella fu passata oltre, Yoav ci fece un segnale e Avishay
sgusci per primo dentro la cavit melmosa, lesto come
una lucertola.
Il canale non era molto lungo ma i bracciali e gli schinieri
non bastavano a proteggermi dalla roccia viva che mi
graffiava la pelle, facendola sanguinare. Avanzavo carponi
nel buio, e quando a un tratto il cunicolo si restrinse ulteriormente,
dovetti lottare col panico che minacciava di impadronirsi
di me. L'acqua era solo un rigagnolo che scorreva
ai nostri piedi, ma mi vedevo gi inchiodato alla parete, fra
le tenebre, mentre l'ondata irrompeva nel cunicolo... N
mi era di conforto pensare che Avishay, molto pi snello di
me, sarebbe riuscito a superare la strettoia abbandonandomi
forse al mio destino... Fortunatamente di l a poco il canale
sbuc in una sorta di galleria e potei drizzare la schiena,
riprendendo fiato. Ci inoltrammo in quella che pareva una
cavit naturale allargata solo qua e l dal piccone dell'uomo,
procedendo tentoni fra la roccia fredda e umida, verso la
lama di luce che indicava la base del pozzo.
Guardammo sbigottiti le pareti lisce e viscide di umidit
che salivano dalla cisterna da cui gli Yevusiti attingevano
l'acqua in tempo di guerra. Non osavamo parlare perch
c'era la possibilit che la bocca del pozzo fosse sorvegliata,
anche se speravamo che le guardie fossero solo all'altra estremit
dell'ultima galleria, quella che correva sotto le mura.
Zadoq ci aveva rivelato che a proteggere la cisterna segreta
era un corpo speciale di uomini fidatissimi, ma si poteva
presumere che, considerate le circostanze, fossero andati a
dare manforte ai compagni schierati a difesa della citt.
Avishay indic un punto nell'oscurit. Incastonato nella
roccia sopra di noi, c'era un anello di ferro attraverso cui,
in tutta probabilit, passava la fune usata per calare i secchi
nella cisterna. Mi augurai che fosse ben piantato, perch
non avevamo altra possibilit per scalare il pozzo. Avishay
aveva portato con s una corda lunga e robusta e ne annodammo
un'estremit a una freccia, affidandola a Ira di
Teqoa, l'arciere migliore di David, che la incocc, prese la
mira e la scagli verso l'anello. Purtroppo manc il bersaglio
di un soffio, ma al secondo tentativo la freccia vol dritta
attraverso l'anello, portandosi dietro la corda. Afferrammo
l'altra estremit mentre Yoav iniziava a issarsi lentamente
verso l'alto, il torace che vibrava per lo sforzo. Quando
giunse all'altezza dell'imboccatura si gett verso il bordo e,
al terzo tentativo, riusc ad aggrapparvisi con entrambe le
braccia, poi lo scavalc e a quel punto lo perdemmo di vista.
Lo immaginai sdraiato a terra, boccheggiante, come un
pesce sulla spiaggia. Poco dopo riapparve e leg la corda
all'anello, il che consent al resto di noi di salire abbastanza
agevolmente, puntando i piedi contro la parete liscia.
Ho detto abbastanza agevolmente ma devo confessare
che fu arduo per me, perch la corda ruvida mi segava i
palmi e dovetti mettercela tutta perch non ero certo forzuto
come gli altri miei compagni. Tremavo dalla stanchezza,
quando Avishay mi afferr per i polsi, issandomi di peso al
di l del bordo. Ero sfinito, ma per fortuna ebbi poco da
fare nelle ore che seguirono. Gli uomini di Yoav sorpresero i
due soldati di guardia all'ingresso della galleria che caddero
sotto le loro daghe, congedandosi dalla vita con un lamento
strozzato. Tornati alla luce, corremmo verso il bastione
che proteggeva la fonte. I due arcieri schierati sugli spalti
ci davano le spalle, attenti com'erano a ci che avveniva al
di l delle mura, dove l'avanguardia di David era pronta a
marciare verso la porta. Ira e Shem incoccarono le frecce,
impazienti di infilzare quei facili bersagli, ma Yoav, giudicando
ignobile colpire un uomo alle spalle, chiam i nemici
che videro cos la morte in faccia, mentre i dardi volavano
verso di loro. Poi corremmo ad aprire il massiccio portone:
in un baleno i soldati di David irruppero all'interno della
cittadella prendendo gli Yevusiti alla sprovvista, mentre il
grosso dell'esercito dava l'assalto alla cinta muraria. Al tramonto,
tutta la citt era nelle nostre mani.
Era la prima volta che vedevo sorgere la luna di madreperla
su quelle mura, da cui pendevano ancora le scale di
corda, disfatte qua e l dall'impeto stesso degli assalitori.
David era sugli spalti, al chiarore delle stelle, le braccia appoggiate
sul bordo di pietra, i capelli mossi dal vento della
notte. Il suo volto era sudicio dopo la battaglia, ma radioso.
Si volt verso di me e mi sorrise:  questo, l'inizio.
Mi torn in mente il rogo di Ziqlag, David riverso nella
cenere con i suoi uomini che minacciavano di ribellarsi. Se
quel giorno David aveva toccato il fondo, ora, ritto sui bastioni
della citt che aveva appena fatto sua, era forse all'apice
della gloria. Inspirai a fondo, cercando di imprimermi
nella memoria ogni dettaglio di quella notte inebriante.
Sotto di noi, i soldati facevano festa, inneggiando alla
vittoria con voci da ubriachi. Chiusi nelle loro case, i vinti
piangevano e si lamentavano, ma per le vie della citt non
echeggiavano grida di terrore. David aveva ordinato ai suoi
uomini di avere rispetto per gli abitanti: non dovevano
esserci stupri, n uccisioni immotivate, perch quella sarebbe
diventata la sua citt, Ir David, cuore della nazione e capitale
del regno. Per questo non volle infierire sui vinti e permise ai
forestieri che lo desideravano di tornare nelle terre d'origine.
Risparmi la vita perfino ad Arawnah, consentendogli di lasciare
la citt, anche se disarmato e senza scorta.
Vorrei poter dire che dopo quella notte non versammo
altro sangue, ma non  cos. Appena la notizia della nostra
vittoria giunse sulla costa, i Filistei si prepararono a marciare
contro di noi, decisi ad attaccarci prima che il potere
di David avesse il tempo di attecchire. Ebbi una visione in
proposito, dolorosa ed estenuante, e lo esortai a uscire subito
dalle mura per affrontarli in campo aperto. David accolse
il mio suggerimento e and incontro alle armate filistee,
aggredendole e sbaragliandole, una per volta. Anche in seguito
i Filistei ci diedero filo da torcere, continuando ad affliggere
i nostri insediamenti nello Shefelah, ma anno dopo
anno li ricacciammo sempre pi indietro finch la loro terra
si ridusse a una manciata di citt che riuscivano a malapena
a difendere le proprie mura. I loro guerrieri migliori si offrivano
a David e oggi esiste un corpo di mercenari filistei che
combatte sotto le nostre insegne.
Non amo rivangare le nostre vittorie, contro Moav o
Edom o gli Ammoniti. Anzi, vorrei dimenticare quegli anni
e liberarmi per sempre delle memorie che tornano a volte
a visitarmi in sogno. Muwat dice che ogni tanto grido nel
sonno, in preda a incubi da cui mi sveglio fradicio di sudore
e con il cuore che batte all'impazzata. Capita spesso che le
mie notti siano infestate dai gemiti dei morenti e l'angoscia
mi abbandona solo al sorgere del sole.
Qualunque cosa sia necessaria. Dieci anni di violenza,
e alla fine il nostro dominio si estendeva dal confine con
Mizrayim all'estremo limite della Terra dei Due Fiumi. La
nostra fama di guerrieri invincibili ci precedeva ovunque,
inducendo le genti a sottomettersi senza combattere. Fra il
bottino derivante dai saccheggi e i tributi pagati dalle citt,
diventavamo ogni giorno pi ricchi: monete d'oro e vasi di
alabastro, monili finemente cesellati e spade con intarsi in
avorio riempivano i nostri forzieri. Non eravamo pi un popolo
disperso di poveri pastori e contadini, ma una nazione
agiata di cui tutti si contendevano i favori.
David chiamava a s chiunque fosse in grado di ampliare
e abbellire la citt, e accoglieva gente di qualunque trib,
persino gli Ivrim. Il nostro sommo sacerdote, Evyatar, l'unico
scampato dal massacro di Shaul a Nov, fu affiancato
nei rituali da Zadoq e gli Yevusiti poterono conservare i loro
culti e le loro usanze, purch non fossero in contrasto con
quelle della nostra tradizione. Yoav vide soddisfatta la propria
ambizione di diventare generale dell'esercito di Yisrael,
ma David scelse un giovane aiutante di Avner, il valoroso
Benayah, come capo dei mercenari che andavano facendosi
sempre pi numerosi. Ammirava in modo particolare
gli uomini che provenivano da un'importante isola al di l
del mare, dove i giovani si addestravano al combattimento
volteggiando sui tori. Era una pratica assai pericolosa che
richiedeva prestanza fisica, velocit e soprattutto coraggio,
e David sceglieva fra quei giovani forestieri i membri della
guardia regia, in modo da evitare qualunque rivalit fra i
rampolli di Yehudah e di Benyamin.
Ma da quando lo sforzo bellico era diminuito, riducendosi
a qualche scaramuccia, David trascorreva pi tempo
con architetti e agrimensori che con i generali, e inviava le
maestranze in ogni angolo della terra a tracciare strade e canali
d'irrigazione, con l'intento di unire e fortificare un popolo
sparpagliato facendone una nazione unita e rigogliosa.
Fu, quello, un tempo di giustizia. David aveva sperimentato
sulla sua pelle la pena di chi  espulso dalla comunit
a causa di un'accusa infondata, e forse anche per questo voleva
comportarsi in modo equanime verso i sudditi. Non si
stancava mai di sedere in giudizio e sembrava provare soddisfazione
nel sanare i conflitti, ascoltando con attenzione
le ragioni di ognuno ed esaminando i fatti che gli venivano
esposti. Se uno non era soddisfatto delle decisioni assunte
dagli anziani della sua citt, poteva appellarsi al re sapendo
che avrebbe trovato ascolto.
David compose i suoi salmi pi belli in quegli anni, guidando
i cantori negli inni che esortavano il popolo a celebrare
la gloria del Nome. Era la sua voce squillante a portare
la melodia, mentre l'estasi gli illuminava il viso a indicare
la sua intima unione con il divino. Attirati dalla sua fama,
musici e cantanti venivano da ogni contrada per mettersi
al servizio di David, tanto che non vi era vicolo dove non
echeggiassero voci maschili e femminili, arpeggi di liuto,
note di flauto o colpi di tamburo. La vita stessa della citt
era scandita dai ritmi e dalle melodie di una sinfonia che
mutava in continuazione.
A essa si univano i rumori del lavoro, lo stridere dei massi
trascinati lungo le strade, il risuonare degli scalpelli sulla
pietra, il fragore delle fucine dove venivano forgiati utensili
di ogni genere.
Hiram, re di Tiro, invi a David legno di cedro, l'essenza
fragrante delle foreste a settentrione, e insieme al materiale
i carpentieri e i muratori, che costruirono questo bel palazzo.
David volle che fosse eretto in cima allo sperone di roccia,
in un luogo che a quel tempo si trovava ancora fuori dalle
mura. Fu una scelta audace che svelava altres un piano
ambizioso: la sua citt, Ir David, doveva diventare grande il
doppio della vecchia Yevus. Per prima cosa fece colmare la
forra, in modo che l'abitato potesse espandersi a occidente
fino alla cima dell'Har Moriyah. L avrebbe fatto costruire
un tempio affinch l'arca potesse tornare finalmente nel
luogo che le era consono, nella nuova capitale, nel cuore
della nostra terra. Appena fu terminata la prima parte del
suo palazzo, David diede ordine che la si mandasse a prendere.
Quando giunse notizia che l'arca era a un giorno di
marcia, vegliammo e andammo alla fonte di Ghihon a purificarci,
dopodich indossammo le vesti che David aveva
fatto tessere per l'occasione. Erano tuniche simili a quelle
dei sacerdoti ma pi semplici, prive di colori e ornamenti.
David non avrebbe indossato il manto purpureo dei re, n
alcuna insegna regale, perch al cospetto dell'arca eravamo
tutti servi.
Andammo ad attendere il suo arrivo alle porte della citt
e a zahorayim, mezzogiorno, le prime staffette apparvero
sulla cima del Monte degli Ulivi, fra il luccichio argenteo
del fogliame. David esal un sospiro forte e smanioso come
un gemito quando il sole fece scintillare la punta delle ali
dei cherubini d'oro. A un suo cenno, il coro inton un
salmo gaudioso, mentre cento strumenti - cembali, sistri,
flauti, cetre e tamburi - elevavano una fragorosa sinfonia
di giubilo verso i cieli. Ben presto la processione scese nella
valle, le tendine che riparavano l'arca increspate da un vento
caldo. Mi risuonano ancora nelle orecchie le parole che
David aveva composto per l'occasione:
Lodate il Signore e invocate il suo Nome,
proclamate tra i popoli le sue opere,
cantate a lui canti di gioia...
David era davanti a me e fremeva, le braccia spalancate,
le mani aperte, come se fosse attraversato da una qualche
forma di energia. Ansimava e a un tratto sollev il mento
lanciando un grido, una sorta di soave peana che riemp i
nostri cuori di letizia, e si gett gi per il pendio, correndo
incontro all'arca, selvaggio come un ragazzo, appassionato
come un amante. Quando l'ebbe raggiunta si inginocchi e
tese le mani come per abbracciarla, perch era un atto d'amore
quello cui stavamo assistendo: l'amore di David per il
Nome, per l'Uno che l'aveva scelto e l'aveva accompagnato
fin l. Io conoscevo gi il fervore della sua preghiera: quel
giorno lo conobbero tutti. Sentii pianti e sospiri intorno a
me, perch non vi era chi non fosse toccato dall'intensit di
quel momento. Quando David si rialz, ebbi la sensazione
che braccia invisibili, tenere e vigorose, l'avessero sollevato.
Poi inizi a danzare.
Non avevo mai visto niente di simile, n mi  pi capitato
dopo quel giorno. David si mise alla testa del corteo e
saltava, si contorceva, il volto trasfigurato dall'estasi, precedendo
l'arca verso le porte della citt. Lo seguimmo tutti,
mentre le grida di giubilo salivano al cielo, posseduti dalla
gioia, contagiati dal potere di quella danza misteriosa.
Mi mancava il respiro e mi dolevano i piedi a furia di
saltare ma, in testa al corteo, David volteggiava ancora senza
posa. A ogni guizzo, la tunica leggera si sollevava scoprendogli
i fianchi e le cosce muscolose. David aveva da poco
compiuto quarant'anni, ma le sue membra erano ancora
agili e robuste, sebbene segnate dalle cicatrici. Non si rendeva
conto della propria nudit, rapito com'era dalla danza,
n si preoccupava di mantenere il decoro che ci si aspetta
da un re: era solo un essere di luce, un bagliore accecante,
un inarrestabile turbine di energia. Capii che ci che avevo
davanti era la pi alta e meravigliosa forma di preghiera e
lasciai da parte ogni inibizione, riprendendo la danza, nutrito
dall'entusiasmo che emanava da lui come una pioggia
di faville.
Aveva fatto erigere un padiglione sull'Har Moriyah, le
stoffe pi fini che sventolavano leggere, appese alle lucenti
aste di rame. Dopo aver accompagnato l'arca all'interno,
s'inchin davanti al sommo sacerdote, che procedette da
solo oltre i tendaggi, nel pi intimo recesso del sacrario,
dove soltanto lui poteva entrare dopo essersi purificato.
L'aroma dell'incenso e del legno di cedro saliva dai fuochi
sacrificali, mescolandosi al profumo squisito delle carni immolate.
David si volt e c'era una tale delizia sul suo viso
che l'esultanza trabocc nel mio cuore: ogni remora, ogni
sospetto circa le vicende che ci avevano portato a quel giorno
glorioso parvero sciogliersi insieme al grasso sull'altare
del sacrificio, disperdendosi nell'aria come il vapore.
Mi tocc la spalla con la mano calda e vigorosa e ci avviammo
verso il palazzo, mentre i servi cominciavano a distribuire
al popolo focacce al miele e pandolce. Tutti quelli
che incontravamo lungo la strada si chinavano a baciargli la
mano o l'orlo della tunica, e sebbene l'euforia regnasse ovunque,
scoprii che avevo le guance bagnate di lacrime. Un servitore
venne ad aprirci sorridendo e David si volt a salutare la
folla in festa prima di precedermi nella frescura dell'atrio. Io
ero accaldato ed esausto, lui invece sembrava ancora pieno di
vigore e bench fosse ammantato da un sottile velo di sudore,
emanava il profumo gradevole del fieno appena tagliato. Il
suo volto era splendente, la sua pelle luminosa. Incapace di
staccarmi da lui, lo accompagnai verso le sue stanze e avevamo
ancora il sorriso sulle labbra quando scorgemmo Mikal
al piano di sopra, seduta nel vano della finestra. Ci siamo,
pensai,  giunto il momento della riconciliazione, di certo lo
stava aspettando, si sente pronta finalmente...
Ti ho visto, sai! esclam Mikal con la sua bella voce,
e David sal gli ultimi gradini di corsa, andando verso di
lei a braccia aperte. Mikal si alz ma, invece di accoglierlo,
fece un passo indietro con aria sdegnosa. David era troppo
eccitato per accorgersene e cerc di abbracciarla, ma lei lo
spinse via tanto bruscamente che sarebbe caduto se non ci
fossi stato io a sorreggerlo.
Bell'onore si  fatto oggi il re di Yisrael disse Mikal in
tono beffardo. Bell'onore si  fatto mostrandosi nudo davanti
alle serve dei suoi servi, come una meretrice!
David tir indietro la testa quasi l'avesse schiaffeggiato.
Ogni luce si era dileguata dal suo viso.
L'ho fatto dinanzi al Nome rispose con voce lamentosa,
ma si riprese subito e aggiunse fieramente: L'ho fatto
dinanzi al Nome che ha scelto me. Me! ripet, battendosi
il petto. Me invece di tuo padre e di tutta la tua stirpe.
Perch fossi io a governare il popolo di Yisrael! And verso
Mikal con fare minaccioso e, per quanto intimorito dalla
sua rabbia, gli posai la mano sulla spalla, temendo che l'avrebbe
uccisa.
David si scroll la mia mano di dosso. Danzer davanti
al Nome e mi abbasser anche pi di cos, rendendomi vile
ai tuoi occhi aggiunse avvicinando il viso a quello di lei, la
voce ridotta a un sussurro maligno: Ma presso le serve di
cui parli, presso di loro io sar onorato!
La spinse via e prosegu impettito verso i suoi appartamenti,
salendo le scale, ora s, con l'alterigia di un re. Mikal
rimase a guardarlo, scossa da un lieve tremore, gli occhi
vacui, privi d'espressione. Per anni, aveva nutrito la serpe
dell'astio dandole in pasto ogni altro sentimento, e ora che
l'aveva lasciata andare era come svuotata. Raggiunsi David
nelle sue stanze e appena ebbi chiuso la porta lui disse senza
neppure voltarsi: Non voglio vederla, mai pi.
Vuoi che la rimandi da Palti? Mi pentii subito per averlodetto, avrei dovuto farlo e basta. Ma ormai era troppo
tardi.
No! Quella donna  ancora mia moglie.  mia! Si batt
il petto, ma questa volta gli tremava la mano. Sono stato
paziente con lei, ho sopportato per anni la sua freddezza...
Eppure sarebbe convenuto anche a lei diventare la madre
del mio erede. Ma ora basta, ho chiuso con Mikal. Per
rimarr qui per il resto dei suoi giorni. Falla rinchiudere in
un angolo del palazzo e dille che stia alla larga da me, se le
 cara la vita.
L'eco di quel diverbio risuon a lungo nelle nostre vite.
David era all'apice della gloria, il cuore che traboccava di
gioia, quando gli insulti di Mikal l'avevano gelato, ridestando
in lui il rancore per un'offesa pi antica, l'umiliazione
che gli aveva inflitto Merav, la sorella di Mikal. All'epoca
dei fatti David non aveva sofferto troppo a causa di quel
rifiuto, perch le preferiva Mikal, che gli era devota e gli
ricordava l'amato Yonatan. Ma ora, in preda all'irritazione,
decise di riesumare quell'onta.
L'amarezza accompagn i giorni dorati che videro l'alba
della nuova capitale. Quando venne a sapere che Merav
aveva generato cinque figli maschi col marito Adriel, David
fu preso dall'inquietudine perch temeva che, in quanto
discendenti di Shaul, decidessero di rivendicare la corona,
magari facendo leva sullo scontento che serpeggiava fra le
trib settentrionali.
In realt un discendente di Shaul viveva gi con noi, sedendo
ogni giorno alla tavola del re. Infatti, David aveva
mantenuto fede alla promessa fatta a Yonatan di custodire
la sua stirpe. Ma si trattava di un bimbo storpio che doveva
essere sorretto per poter camminare, e David lo trattava
sempre con affetto, anche perch non rappresentava alcuna
minaccia per la sua dinastia.
Per non aveva preso alcun impegno con Merav, n era
tenuto a mostrarsi gentile con lei. Quando beveva una coppa
di troppo, si abbandonava a feroci invettive contro Mikal
e Merav e io mi sforzavo invano di rabbonirlo, rammentandogli
che le due sorelle non erano pi niente per lui. Era in
momenti come quello che sentivo la mancanza di Avigayil,
forse lei sarebbe riuscita a convincerlo che un re non doveva
perdere tempo a rimuginare su vecchi torti, avendo questioni
assai pi importanti di cui occuparsi, quali la difesa
dei confini. Provai a dirglielo, e per qualche tempo sembr
seguire il mio consiglio.
Per i miei argomenti mi si ritorsero contro quando una
delegazione di Gabaoniti venne a negoziare l'alleanza con il
nuovo regno. I Gabaoniti dissero di non avere nulla contro
David o la sua gente, ma su Shaul e la sua casa pesava un debito
di sangue nei loro confronti, perch il vecchio re aveva
cercato di sterminarli.
Astutamente, David trov il modo di menzionare i nipoti
di Shaul. Ero presente durante i colloqui, ma sulle prime
non capii dove volesse andare a parare. Butt l, con finta
noncuranza, che i cinque rampolli della dinastia vivevano
in un insediamento rurale florido e sguarnito, e poi cambi
discorso. Ma pi tardi, a tavola, torn a parlare di debiti
di sangue e della loro gravit, e del fatto che, secondo le
usanze vigenti fra le trib, era legittimo vendicarli. Il capo
dei Gabaoniti scambi occhiate piene di compiacimento
con i suoi compagni e io guardai il re pensando: vecchia
volpe, vuol fare in modo che i Gabaoniti si sporchino le
mani in vece sua. Mi riproposi di affrontare la questione in
separata sede, rammentando a David che la stirpe di Shaul
era sotto la sua protezione. Ma poi cambiai idea: probabilmente
i Gabaoniti avrebbero agito anche senza il consenso
del re, inoltre se i possibili eredi rimanevano in vita, c'era la
possibilit che crescendo diventassero una minaccia e allora
sarebbe toccato a David ucciderli, coprendosi di obbrobrio.
Meglio lasciare che le cose seguissero il loro corso.
E cos i Gabaoniti diedero la caccia ai figli di Merav e
li giustiziarono in modo orribile, impalandoli uno accanto
all'altro sulla cima di un monte.
Quando la notizia giunse in citt, fui assalito dal raccapriccio
e imprecai contro di me che non avevo fatto nulla
per impedire il massacro. David si mostr affranto e finch
eravamo in mezzo alla gente non dissi nulla, ma quando
mi manifest il suo cordoglio in privato non riuscii a trattenermi.
Puoi fingerti addolorato davanti al mondo dissi. Anzi,
devi farlo. Ma io so che volevi che accadesse e so anche perch.
Preferii non scendere nei dettagli, ma aggiunsi: Non
ho cercato di dissuaderti, per cui non posso biasimarti. Per
quei giovani erano innocenti e ti conviene prendere le distanze
da queste uccisioni efferate.
David segu il mio consiglio. Mand i suoi uomini a recuperare
le salme dei giovani uccisi dai Gabaoniti e fece
riesumare solennemente i resti di Shaul e dei suoi figli, ordinando
che fossero sepolti tutti insieme nella tomba di famiglia,
nella terra dei Beniaminiti.
E pianse ancora una volta, lacrime sincere per Yonatan
e anche per Shaul. Un comportamento ineccepibile all'apparenza
ma, come si dice, gratta e scoprirai il marcio. Sta di
fatto che Merav non fu invitata alle esequie, e questo la diceva
lunga. Quanto a me, mi convinsi che fosse l'ennesima
nefandezza necessaria per consolidare il regno e costruire la
nazione. Ma non osai informarmi circa la sorte di Merav.
La immagino come una donna dallo sguardo spento, punita
per aver offeso un giovane destinato a diventare re, una vita
segnata dalla solitudine.
La mia vita, invece, era fin troppo affaccendata, perch
procedeva di pari passo con quella di David che si fidava
quasi solo di me e mi voleva sempre al suo fianco. Come ho
gi detto, in quegli anni vi furono meno guerre e, fra una
campagna militare e l'altra, sedevo nel consiglio della corona
o incontravo gli inviati delle nazioni vicine.
Le cose andarono avanti cos fino alla scaramuccia con i
Filistei di cui ho parlato all'inizio, quando David ebbe un
momento di esitazione e Avishay gli salv la vita. Allora fu
deciso, per amor suo e per il timore di perderlo, che il re
non avrebbe pi guidato l'esercito in battaglia. Mi parve
una cosa saggia e me ne rallegrai, cos come tutti coloro che
gli volevano bene. Ma non mi fu dato di vedere ci che sarebbe
scaturito da quella decisione. Quando iniziai a vergare
queste note, ero consapevole che si trattava di una svolta
nella vita di David, ma non sapevo che eravamo sull'orlo di
una crisi che gli avrebbe lacerato l'anima, alterando il corso
del suo destino.
Non scorder mai il giorno, afoso e sonnolento, in cui la
verit si mostr nuda davanti ai miei occhi.

 Capitolo 12.

Per conoscere i segreti di David non era necessario partecipare
alle sedute del consiglio o corrompere una delle guardie
del corpo, bastava origliare di nascosto alla porta delle
sue stanze, perch nel canto David manifestava ogni moto
dell'animo. Si dice a volte di un cantante che la musica gli
viene direttamente dal cuore. Bene, nel caso di David non
era un'iperbole.
Da quando aveva intrecciato quella folle relazione con la
moglie di Uriyah, accenti pi vivaci e brillanti coloravano le
sue melodie. Al coro chiedeva soprattutto canti celebrativi
o marce trionfali, e nelle sue composizioni si rispecchiava
l'opera di edificazione della citt nuova, gli eleganti accordi
di quinta solidi e armoniosi come le architetture commissionate
da un re potente e gioioso.
Le miti giornate della semina erano volate e l'afa della
stagione del raccolto opprimeva la citt. Con un gesto molto
apprezzato dal popolo, David aveva ordinato a ogni capomastro
di far riposare i muratori nelle ore pi calde della
giornata, in onore dei nostri antenati che avevano lavorato
e sofferto nella fornace di Mizrayim. Anche a palazzo quelli
che potevano, ovvero gli alti ufficiali e i pi anziani fra i
servi, si concedevano qualche ora di pausa e a mezzod il
silenzio calava nei loro appartamenti.
A differenza degli altri, amavo la calura perch mi ricordava
i pomeriggi della mia adolescenza a En Ghedi. Mi piaceva
passeggiare in giardino in quelle ore quiete, ascoltando
il ronzio delle api e respirando l'aroma pungente degli aghi
di cedro e del timo selvatico che cresceva fra le crepe del
lastricato. Durante una di quelle passeggiate solitarie, sentii
giungere le note dell'arpa dalla finestra del re. David stava
componendo e ripeteva una serie di battute, cambiando
una nota qua e una l. Mi sedetti su una panca, la schiena
contro la pietra riscaldata dal sole, e chiusi gli occhi, lasciandomi
cullare dalla musica. Mi assopii, ma poco dopo una
nota stridula mi svegli bruscamente... David stava adoperando
intervalli inusuali, le quinte armoniose avevano
lasciato il passo alle quarte aumentate, aspre e dissonanti.
All'improvviso la pietra cui ero appoggiato mi parve scomoda,
cambiai posizione ma la luce del sole mi trafisse gli occhi
come una lama incandescente. Mezzo abbagliato, mi tappai
le orecchie per non sentire quei suoni cos sgradevoli e alla
fine mi alzai in piedi.
Appena mi vide comparire sulla soglia, David smise di
suonare e si alz. Conged con un gesto i cortigiani e mentre
si allontanavano mi scrut nervosamente.
Lo sai dichiar. Tu l'hai sempre saputo. Me l'avevi
detto che prima o poi la cosa sarebbe venuta fuori. E ora i
fatti ti danno ragione. Come sempre.
Si volt e per evitare il mio sguardo prese un vasetto di
alabastro e inizi a osservarlo come se non l'avesse mai visto.
La moglie di Uriyah  incinta, vero? Come l'hai saputo?
domandai. Vi siete incontrati?
Certo che no. Ti avevo promesso che sarei stato alla
larga da lei, dopo quella notte, e ho mantenuto la parola.
Stamattina ha mandato la sua serva all'udienza generale,
con il gioiello che le avevo regalato, perch la riconoscessi.
Naturalmente l'ho ricevuta in privato e... Avevi ragione,
Natan, non avrei dovuto giacere con la moglie di un uomo
che combatte per me mentre io mi abbandono al piacere. I
miei soldati non la prenderanno bene. Non voglio inimicarmi
Uriyah proprio ora che il conflitto volge a nostro favore.
C'era solo una via d'uscita, per quanto subdola, ma non
vidi altro modo per salvare la reputazione del re. Convoca
Uriyah e offrigli un periodo di congedo per ripagarlo dei
suoi servigi. La donna non  incinta da molto. Feci un
rapido calcolo. Meno di due mesi. Se Uriyah giace con lei,
il figlio potrebbe ancora passare per suo. Non aggiunsi che
sarebbe stato un mamzer. Quello era inevitabile e David
aveva sperimentato sulla sua pelle cosa volesse dire.
David ci pens su. Potrebbe funzionare. Lo sai anche tu
che i soldati fanno voto di castit durante le campagne militari,
ma se avessi una moglie cos e non la toccassi da due
mesi... Uriyah non sarebbe il primo a rompere il giuramento.
Quella donna  cos bella! Non so cosa darei per rivederla...
Tacque vedendo la mia espressione severa e fece chiamare
il pi veloce dei messaggeri.
L'esercito era accampato a Rabbah, sulle colline al di l
dello Yarden, e quattro giorni dopo Uriyah si present all'udienza
del mattino. David lo accolse con estrema cordialit,
dando prova ancora una volta della sua abilit nel mascherare
i sentimenti. Pur essendo al corrente dell'andamento della
campagna, grazie ai dispacci che Yoav gli inviava regolarmente,
chiese notizia all'ufficiale circa la disposizione delle truppe
e le tattiche di battaglia e non manc di lodarlo pubblicamente
per il ruolo che aveva avuto nella vittoria sugli Ammoniti.
Poi lo conged, ma mentre Uriyah usciva, aggiunse, come se
gli fosse appena venuto in mente: Vai a casa e lavati i piedi,
hai camminato a lungo per arrivare fin qui, devi riposare.
Su mio consiglio, David ordin al mio servo Muwat,
ittita come Uriyah, di accompagnarlo a casa con qualche
leccornia delle cucine reali. Uriyah aveva molti ittiti al suo
servizio e Muwat era in confidenza con alcuni di loro, per
cui lo incaricai di raccogliere eventuali pettegolezzi sulla padrona
di casa.
Ma quando tornai dal palazzo, trovai Muwat ad attendermi
nelle mie stanze.
Che c'? gli dissi. Com' che non sei nella dimora di
Uriyah?
Non  andato a casa. Si  fermato presso l'alloggio dei
soldati e ha diviso il cibo e il vino buono del re con i compagni.
Credo che dormir l...
David  sfortunato, pensai: ha messo le corna all'unico
uomo morigerato del suo esercito! Evidentemente, Uriyah
aveva deciso di rispettare il giuramento di castit e per non
correre rischi avrebbe passato la notte lontano dalla moglie.
Appena gli ebbi confidato ci che avevo appreso dal mio
servo, David indoss il mantello e mi chiese di accompagnarlo
nelle caserme. Entrando, salut gli uomini con spirito
cameratesco e i soldati, che erano abituati alle sue visite,
dopo averlo salutato tornarono a giocare a dadi o a
bere, mentre lui si intratteneva con questo e quell'ufficiale.
Quando giunse davanti a Uriyah si finse sorpreso di vederlo.
Pensavo che fossi a casa tua, a riposarti dal viaggio disse.
Uriyah si alz e lo salut con un sorriso. Era un uomo
avvenente, alto e robusto, con i denti candidi e folti capelli
neri pettinati con le trecce alla maniera degli Ittiti. I figli di
Yehudah e Yisrael sono accampati sulla nuda terra. Yoav, il
mio generale, dormir scomodamente stanotte. Come posso
andare a casa a mangiare e bere e godere di mia moglie?
David non pot evitare di complimentarsi con lui per la
sua rettitudine. Conversarono amabilmente per un po' e poi
gli disse: Prenditi un paio di giorni di riposo. Dopodomani
ti rimander all'accampamento, dai tuoi valorosi compagni.
La sera dopo, David diede una festa in onore del prode
Uriyah, lo fece sedere accanto a s, riempiendogli personalmente
la coppa di vino schietto. Si capiva che Uriyah
non avrebbe voluto bere cos tanto, ma non poteva certo
astenersi dal brindare con il suo re. Ben presto, quel vino
squisito ebbe la meglio sulle sue remore e quando lasci il
banchetto, a tarda notte, era palesemente ubriaco e malfermo
sulle gambe. Gli misi nuovamente Muwat alle calcagna
ma poco dopo il servo torn da me, dicendomi che, per
quanto alticcio, Uriyah non aveva voluto andare a casa e si
era addormentato su una stuoia nella caserma.
L'indomani mattina quando and nella sala delle udienze
a prendere congedo dal re, questi si mostr affabile con lui e
gli affid nuovi ordini per Yoav, mettendogli personalmente
in mano la pergamena sigillata. Dopo averlo abbracciato
calorosamente, David si rivolse alla folla. Non vi  nessuno
di cui mi fidi di pi fra i miei ufficiali. Uriyah  un soldato
modello, un uomo di impareggiabile coraggio e disciplina.
La mia benedizione ti accompagni, va' e donaci la vittoria!
E adesso? mi domandai. Ero in ansia, sapendo che mi
avrebbe convocato perch lo aiutassi a trovare un'altra soluzione.
Ma non ne avevo. Ed era solo questione di tempo,
ormai: nel giro di un mese, due al massimo, la gravidanza
sarebbe stata evidente, Uriyah avrebbe capito che il bimbo
non era suo e... cosa sarebbe successo?
Infatti David mi convoc, ma insieme agli altri consiglieri,
per discutere alcune questioni di scarsa rilevanza. Alla
fine della riunione, ci conged tutti e la cosa mi sorprese
perch ero convinto che mi avrebbe chiesto di fermarmi per
parlarmi a quattr'occhi. Indugiai a lungo nella sala aspettando
un cenno che non arriv.
L'ottavo giorno, mentre presenziavo all'udienza del mattino,
il messaggero di Yoav entr trafelato nella sala recando
notizie fresche dal campo di battaglia. Il re gli disse di farsi
avanti e parlare davanti a tutti.
Mio signore, gli uomini di Rabbah hanno fatto una
sortita affrontandoci in campo aperto, li abbiamo respinti,
ricacciandoli dentro le porte della citt. Ma i loro arcieri
erano schierati sulle mura. Abbiamo perso sei ufficiali.
David diede una manata sul bracciolo della sedia e si alz
di scatto. Sei? Com' saltato in mente a Yoav di mandarli a
ridosso delle mura alla merc degli arcieri?
Ha dovuto farlo, mio signore, le forze nemiche minacciavano
di dilagare nella pianura. Il messaggero tacque un
istante, e poi aggiunse a capo chino: Il vostro generale Yoav
mi incarica di riferirvi che il vostro servo valoroso, Uriyah
l'Ittita,  fra i caduti.
David si accasci sul trono, coprendosi la faccia con le
mani. Potevi fare di meglio, pensai, perch non era certo
la prima volta che lo vedevo piangere lutti che gli erano di
grande giovamento. Il truce assassinio di Shaul. L'uccisione
di Avner e di Ish-Boshet. La fine orrenda dei figli di Merav.
L'avevo visto piangere persino la morte di mio padre, dopo
che l'aveva ammazzato con le sue mani. A furia di stracciarsi
le vesti rischiava di rimanere senza una tunica intatta!
Mi torn in mente Uriyah, l'ultima volta che ci eravamo
incontrati in quella stessa sala. La sua mano protesa verso
quella del re... Il rotolo di pergamena sigillato... E poi
un'altra immagine sorse davanti ai miei occhi: quella stessa
pergamena srotolata sul tavolino di legno grezzo nella tenda
di Yoav a Rabbah. La luce delle candele e la faccia di Yoav
mentre legge l'ordine scritto da David di proprio pugno. Il
suo turbamento seguito dal pi vivo disgusto. La rabbia con
cui accartoccia la pergamena, gettandola a terra.
Metti Uriyah in prima linea, dove pi accesa la mischia,
poi fai indietreggiare gli uomini perch resti indifeso...
Parole che David non poteva affidare neppure al fedele
scriba Serayah. Non erano ordini militari, ma una condanna
a morte consegnata al boia dalle mani stesse della vittima. E
Yoav, che era vivo solo perch David l'aveva graziato dopo
l'assassinio di Avner, non poteva che eseguirla. Vedevo la faccia
stupita di Uriyah e Yoav che, per mascherare lo sgomento,
ripeteva l'ordine con rabbia. Vedevo Uriyah che si inchinava e
usciva dalla tenda. Lo vedevo sotto le mura nemiche, lo scudo
che non poteva bastare a ripararlo dalla pioggia di frecce...
La visione si dilegu e guardai David seduto sul trono, le
mani sul viso. Sospiri e parole di rammarico, solo questo si
sentiva nella sala, perch Uriyah era un uomo benvoluto e
uno stimato ufficiale.
A tempo debito, David si stropicci la faccia e si alz andando
verso il messaggero che trasal, perch  sempre pericoloso
recare cattive notizie a un re. Ma David gli pos la
mano sulla spalla e disse, guardandolo negli occhi: Riferisci
questo messaggio a Yoav: non abbatterti. La guerra esige
un tributo di sangue. Ora attacca la citt e distruggila. Si
guard intorno e aggiunse a voce alta: Vendicheremo cos
la morte dei nostri eroici soldati!
Grida di esultanza soppiantarono la commozione e tutti
inneggiarono alla vittoria. Non io. Mi veniva da vomitare.
Qualunque cosa sia necessaria. Ma questo... La fine di
Uriyah e dei guerrieri caduti con lui non era servita a conquistare
un regno, n a difenderlo. Quelle morti si erano
rese necessarie solo a causa della lussuria di David.
Girai sui talloni e abbandonai la sala. Non mi fermai
presso le porte di cedro e neppure nel cortile. Vedendo la
mia espressione, le guardie si scansavano prontamente al
mio passaggio. Attraversai la citt senza rispondere al saluto
di quelli che incontravo e uscii dalla Porta del Letame. Poco
pi in l le donne stavano setacciando il grano e la pula mi
entr negli occhi, accecandomi quasi, ma proseguii fino al
primo uliveto, e quando fui al riparo degli alberi sollevai lo
sguardo al cielo sotto il sole martellante. A cosa si era ridotta
la mia vita? Ero dunque diventato un servo del male?
Pensavo che il Nome mi aveva messo al servizio del re destinato
a guidare il suo popolo. Ma quale dio poteva tollerare
una simile infamia? Quale nazione poteva nascere sotto
un sovrano cos crudele? La Voce mi aveva ripetuto mille
volte che Dio si era scelto David secondo il suo cuore, ma
allora quanto era tenebroso il cuore di Dio?
Mi strappai una ciocca di capelli dalla radice e presi
una manciata di terra spargendola sulla ferita sanguinante.
Guardai la posizione del sole incandescente e mi avviai verso
la Valle del Sale, camminando finch le gambe non mi cedettero,
e poi mi gettai sotto un roveto in attesa della morte.
Piansi tutte le mie lacrime, finch non rimase neppure
una goccia di umore nel mio corpo. Infatti avevo smesso
anche di sudare. La sete divenne presto una tortura, la mia
bocca si fece dapprima appiccicosa, poi secca come una foglia
morta. La mia pelle avvizziva a vista d'occhio e avevo
tremende fitte ai polpacci. Intanto le visioni si susseguivano
senza posa: di notte si rincorrevano vorticose nel cielo trafitto
dalle stelle, di giorno erano ombre sulla pietra nuda, voci
che sussurravano nel vento...
Sognai che un pastore errante mi versava dell'acqua sulle
labbra riarse e svegliandomi nel buio scoprii una borraccia accanto
a me. Trovai la forza di portarla alla bocca e dopo aver
bevuto ripresi a camminare. Camminai finch i miei sandali
non andarono in pezzi, i piedi martoriati dalle pietre. La pelle
mi cadeva a falde e la mia carne pendeva flaccida dalle ossa.
Bevevo l'acqua delle pozzanghere e mi cibavo di insetti. A
volte mi pareva di essere circondato da stuoli di spettri mormoranti,
i Moabiti che si contorcevano nell'agonia, il nitrito
dei cavalli morenti, il filisteo cui avevo fracassato il cranio
che si rialzava tenendo la testa maciullata fra le mani... Ero
sull'orlo della pazzia e lo sapevo. Poi la folla di fantasmi mi
abbandon, e ne giunse un'altra, non di fantasmi, queste
sembravano persone in carne e ossa e si muovevano svelte
sulla terra. Io le vedevo ma loro non vedevano me e a volte mi
passavano attraverso, e dicevano e facevano cose che non
capivo... Mi resi conto che mi veniva mostrato il futuro, schegge
di ci che sarebbe stato. Spesso scoppiavo a piangere tanto
era doloroso, ma a volte riuscivo a cogliere l'intero disegno
e allora mi sentivo pervadere da una pace ineffabile.
Finch una notte mi svegliai da un sonno inquieto e vidi
il mondo che risplendeva sotto la luce fredda della luna. Ero
nel deserto da un mese e mi sentivo completamente svuotato,
leggero come l'aria... Era finita. Avevo visto ci che
dovevo vedere e ora sapevo cosa dovevo fare. Era bello e terribile
il futuro che ci attendeva: David avrebbe ottenuto il
trono e la discendenza che il Nome gli aveva promesso, ma
le conseguenze delle sue azioni l'avrebbero tormentato fino
alla fine dei suoi giorni. Il mio compito era duplice: dovevo
stare al suo fianco e al contempo tenergli testa. Svegliare
la sua coscienza e lenire l'angoscia che ne sarebbe derivata.
Aiutarlo a sostenere il peso dei giorni difficili che aveva
davanti.
La mia ombra mi si par dinanzi, incombendo su di me
come un gigante. Con uno sforzo tremendo, misi un piede
davanti all'altro e ripresi la via di casa.

 Capitolo 13.

Guarda come sei conciato! Sembri uno scheletro! Feci una
smorfia di dolore quando mi strinse fra le braccia muscolose,
allora si tir indietro e mi scrut dalla testa ai piedi.
Ho paura di romperti tanto sei sottile! Cos'hai combinato?
Mi avevano detto che eri andato nel deserto a causa di una
delle tue visioni, ma sono felice che tu sia tornato... almeno
quel che resta di te! Mi prese per un braccio delicatamente,
neanche fossi un invalido, e si rivolse a un servo: Natan
viene a rifocillarsi nelle mie stanze. Porta del vino e arrosto
di capra... No, la capra  troppo pesante, dopo un lungo
digiuno. Porta pane e laban, olio e timo, e la squisita uva
rossa di Ammon.
Non fece che parlare mentre salivamo nei suoi appartamenti,
il passo brioso di chi vive la vita come una danza.
Ne sono successe di cose mentre non c'eri! Lo sai che Yoav
mi ha chiesto di raggiungerlo sul campo di battaglia? Ha
voluto che fossi io a dare il colpo di grazia agli Ammoniti!
Naturalmente, Yoav mi aveva spianato il terreno, occupando
le fonti e lasciando la capitale senz'acqua, per cui  bastato
aspettare... Ma quel che conta  che l'esercito reclamava
la mia presenza, Natan. Hanno voluto che li portassi alla
vittoria. Ah, come avrei voluto che ci fossi anche tu quando
hanno tolto la corona al loro idolo e me l'hanno messa sulla
testa! Per pesava come un macigno! David si abbandon
a una risata fragorosa. Oro massiccio e pietre preziose...
Dopo la faccio portare qui, voglio che tu la veda...
Abbiamo riempito i granai e le casse del tesoro. Non
so quante carovane di muli hanno attraversato lo Yarden.
Ho dovuto perfino far costruire delle zattere. Tutti i miei
soldati si sono arricchiti e non ho dimenticato le famiglie
dei caduti. Schiavi... abbiamo tanta di quella mano d'opera
che possiamo pensare a qualunque progetto! Non solo la
gente di Rabbah, tutte le citt degli Ammoniti si sono arrese
quando si  sparsa la voce che avevo risparmiato la vita agli
abitanti della capitale. Non avevo mai visto nessuno cos felice
di diventare schiavo. Lo credo: temevano di fare la stessa
fine dei Moabiti! Ma stavolta ho capito che potevo fare
di meglio, mi servono di pi da vivi. Li metteremo a fare
mattoni e a lavorare il ferro! Presto questa citt sar grande
come ho sempre sognato, sar uno splendore! Ho tante di
quelle idee, Natan. Mi sei mancato, ho bisogno pi che mai
del tuo consiglio. Guarda... Mi prese per mano, portandomi
verso un tavolino su cui era esposto il modello di un
edificio come non ne avevo mai visti, un'opera maestosa
che mi fece venire in mente quelle che i nostri avi avevano
costruito per i faraoni. Il progetto non aveva ancora assunto
una forma definitiva e David inizi a giocare con le piccole
colonne scanalate, disponendole a coppie o tre per volta, e
intanto parlava, parlava...
Un giorno mi sono chiesto: com' che io vivo in questo
bel palazzo, mentre l'arca del Nome giace in una tenda?
Dobbiamo darle un tempio, Natan, capisci? Materiali
pregiati... mura imponenti... Rapito dalla gioia della
creazione, volteggiava intorno al tavolino cambiando la disposizione
degli elementi e pareva non accorgersi del mio
silenzio.
Solo l'arrivo del cibo riusc a distoglierlo dalle sue grandiose
fantasie. Ci sedemmo davanti ai vassoi, ma lui prese
solo un grappolo d'uva e inizi a rigirarsi un chicco fra le
dita.
E ho una nuova moglie, sai? La vedova di Uriyah. Mi
gett un'occhiata furtiva, ma io rimasi impassibile. Si chiama...
Bat-Sheva... Il rossore gli sal dal collo invadendogli
le guance. David aveva la pelle chiara e si vedeva subito
quando arrossiva, quel giorno fu come se avesse preso
fuoco. Non avevo mai avuto una donna come lei, Natan.
Ahinoam... la rispetto profondamente, mi ha dato il mio
primo figlio... E tu sai che amer sempre Avigayil. So che
anche tu senti la sua mancanza... Maakah  molto bella,
ma l'ho sposata per ragioni di stato, e con Avigayil mi sentivo
sempre un ragazzino. Invece quando sono fra le braccia
di Bat-Sheva mi sento un uomo! Mi morsi la lingua, cercando
di trattenere il disgusto che cresceva dentro di me.
Perch mi diceva quelle cose? Abbassai la testa, sforzandomi
di mantenere un'espressione neutra, ma non ci riuscii, e
David mi pos la mano sulla spalla. Ascolta, so che non mi
sono comportato bene. E tu avevi ragione a rimproverarmi.
Ma quel che  fatto  fatto. Il figlio che temevamo tanto
nascer in inverno.
Non fiatai e, dopo un momento di silenzio imbarazzato,
David riprese a parlare con fervore dei suoi progetti. Poi
disse di punto in bianco: Ma... dimmi, hai visto qualcosa
di interessante, tutto solo nel deserto?
Molte cose, in verit risposi. Cose che di certo ti saranno
utili, quando verr il tempo. Ma non ero sempre
solo... Pensavo ai fantasmi, alle voci portate dal vento.
Ho incontrato un uomo nel deserto, vittima di una grave
ingiustizia, e vorrei la tua opinione su ci che gli  capitato.
Racconta! esclam David sporgendosi verso di me.
Quell'uomo  molto povero, non aveva che una pecorella,
nient'altro. L'aveva allevata nella sua capanna insieme
ai suoi figli e divideva ogni boccone con lei, la faceva persino
bere dalla sua coppa. Nessun uomo aveva mai mostrato
un simile affetto per un animale. Pensa che andava in giro
portandosi la pecorella sulle spalle.
Davvero? fece David, avvinto dalla mia storia.  capitato
anche a me quando ero un pastore. Mi ero affezionato
a una pecorella orfana. So cosa si prova. Vai avanti.
Ma un giorno, l'uomo pi ricco del villaggio, un uomo
che possiede greggi e mandrie numerose, aveva un ospite e,
invece di uccidere una delle sue bestie, ha rubato la pecorella
al povero, l'ha fatta macellare e l'ha servita al suo ospite.
David gett via il grappolo. Quell'uomo merita la morte!
Dimmi come si chiama! Pagher quattro volte il valore
della pecora, perch si  dimostrato avido e spietato.
Il suo nome? dissi, sommessamente. Vuoi davvero sapere
chi  quell'uomo avido e spietato? Quell'uomo cui non
manca nulla?
Per il Nome, s, lo voglio sapere.
Sei tu, quell'uomo.
David si alz di scatto rovesciando il vassoio, e l'uva cadde
sul pavimento.
Mi alzai anch'io e schiacciai di proposito l'uva con i
piedi, il liquido rosso che si spargeva come sangue sulla
pietra. Gli andai di fronte e lo guardai negli occhi. David
ricambi il mio sguardo con strafottenza.  convinto di
cavarsela a buon mercato, pensai, crede che lo stia rimproverando
solo per l'adulterio, non sa che ho visto il suo
infame delitto.
Tu mormorai. Tu che hai avuto tutto, sei cento volte
pi colpevole del ricco che hai appena condannato. Perch
non hai tolto solo la moglie a quell'uomo. Gli hai tolto la
vita! Il raccapriccio si dipinse sul suo volto quando cap che
sapevo di quale crimine si fosse macchiato.
Mi voltai e andai a grandi passi verso il tavolino con la
foresta di colonne in miniatura e, nauseato da tanta arroganza,
spazzai via tutto con la mano, pestando i pezzi del
modello sotto il tallone. Quando parlai di nuovo non ero
pi io. Ma questa volta potei sentire ogni parola. Non c'era
ombra di dolore, solo freddezza nel verdetto brutale che
scatur dalle mie labbra.
Cos dice il Signore, Dio d'Yisrael: Tu non edificherai
mai il tempio. Il tuo corpo e la tua anima sono macchiati dal
sangue della carneficina. Per cui sei indegno di un'opera sacra.
Io ti ho unto re d'Yisrael e ti ho liberato dalle mani di Shaul, ti
ho dato Yisrael e Yehudah e ti avrei dato anche di pi. Perch
dunque hai disprezzato i miei comandamenti? Tu hai alzato
la spada su Uriyah l'Ittita e hai preso sua moglie in adulterio.
Ebbene, sappi questo: la spada non si allontaner mai dalla
tua casa. Ecco, io sto per suscitare contro di te la sventura dalla
tua stessa casa. Prender le tue mogli e le dar un uomo del tuo
stesso sangue, e lui giacer con le tue mogli alla luce del sole.
Poich tu hai agito nelle tenebre, ma io far che questo accada
alla luce del sole, davanti a tutto Yisrael!
Il silenzio nella stanza era cos assoluto che si sentiva lo
scalpiccio dei servi a piedi nudi nei corridoi e il clop clop degli
zoccoli dei muli che passavano nella strada sottostante.
David era immobile, rosso in viso, gli occhi che luccicavano,
i pugni stretti contro i fianchi. Alz le braccia, i muscoli
si gonfiarono e io pensai: Mi uccider. Invece si mise le
mani fra i capelli.
Ho peccato contro il Nome.
Cadde in ginocchio e si copr il capo con le braccia, come
per ripararsi da un colpo. Piangeva, scosso dai singhiozzi, e
gli sciolsi delicatamente le braccia, indugiando con le mani
sui suoi riccioli morbidi. Provavo una compassione quasi
insopportabile al pensiero del dolore che lo aspettava.
Mi vennero in mente le parole che Mosheh disse ai nostri
avi il giorno che consegn loro la legge: Io ti ho posto
davanti la benedizione e la maledizione, la vita e la morte,
scegli dunque la vita.
Ma David non aveva scelta, la sua sorte era segnata.
Avrebbe conosciuto la benedizione e la maledizione, ogni
gioia e ogni dolore che possano toccare a un uomo. Pagher
quattro volte. Cos aveva detto e cos sarebbe stato: avrebbe
perso quattro persone che amava a causa della vita che aveva
spezzato.
Ascolta dissi, e questa volta ero io a parlare. Gli posai la
mano sotto il mento e sollevai il suo volto bagnato di lacrime.
Le cose che ti ho annunciato non avverranno n oggi,
n domani. Tu regnerai e sarai conosciuto da tutte le genti,
compirai grandi imprese e ne gioirai. Pi avanti, da vecchio,
dovrai saldare il conto. Per il momento ti capiter solo questo:
il mamzer che avete concepito... non vivr. Preparati.
Quanto al resto, non ci pensare e sii grato al Nome che ti
ha rimesso i tuoi peccati e ti lascer vivere affinch tu possa
espiarli.
E David li espi. Si diede a una vita di penitenza, digiunando,
pregando, confessando la propria debolezza e mortificandosi.
Divenne un uomo migliore e un re pi saggio.
Il suo delitto fu conosciuto da tutti e, in seguito alla sua
confessione, anche la mia profezia si diffuse ovunque, dapprima
in citt e poi in ogni angolo della nostra terra. Se un
tempo la nostra gente aveva tratto conforto dall'oracolo di
Natan, ora parlava con timore della maledizione di Natan,
e la soggezione che provava da sempre nei miei confronti si
mut in ripulsa, c'era perfino chi cambiava strada pur di
evitarmi e le donne, vedendomi, si coprivano il volto col
mantello, facendo gli scongiuri.
Solo David cercava ancora la mia compagnia, riempiendomi
di onori e attenzioni. Fui il primo ad ascoltare il suo
canto di preghiera e contrizione. Per settimane non ne inton
altri, ed  per me una delle sue composizioni pi toccanti.
Purificami con l'issopo e sar mondo,
lavami e sar pi bianco della neve...
Distogli lo sguardo dai miei peccati
e cancella le mie colpe.
Donami un cuore nuovo...
Liberami dalla colpa del sangue...
Tu non gradisci il mio sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.
Accogli il sacrificio di uno spirito umiliato
e non sdegnare questo mio cuore affranto.
Cos cantava e sperava. Ma, come gli avevo annunciato, Yah
esigeva un sacrificio assai pi grande: il sangue si lava col
sangue.

 Capitolo 14.

Il bimbo era nato da pochi giorni, quando il re mi mand a
chiamare. Mi fermai subito al di l della soglia, sorpreso nel
vedere Bat-Sheva insieme a lui, con il figlio stretto al seno.
Sebbene fosse a capo chino, mi accorsi subito che era
davvero bella, con l'incarnato candido e i folti capelli di
ossidiana che portava sciolti, mentre l'ampia tunica lasciava
immaginare le gambe lunghe, i fianchi rotondi, il seno generoso
contro cui giaceva il bimbo che aveva un folto ciuffo
di capelli biondi, testimonianza inequivocabile della paternit.
Quando David fece le presentazioni, la donna sollev
il capo e io arretrai di un passo, sorpreso dai suoi occhi di
un azzurro luminoso incastonati in un volto di fanciulla. A
dispetto della statura e delle forme procaci, Bat-Sheva doveva
essere molto giovane.
Imbarazzato, le rivolsi qualche parola di saluto, chiedendole
come si sentiva.
Bene, grazie, meglio di quanto non meriterei rispose
con la voce lieve e inquieta di una bimba, e un sorriso fugace
ma luminoso come il sole. Un sorriso per cui qualunque
uomo avrebbe perso la testa.
David si schiar la voce.  il suo primo figlio. Non ne
aveva avuti con... lui. Perfino la levatrice si  stupita. Dice
che non aveva mai visto un primogenito venire al mondo
tanto facilmente. Ahinoam, Avigayil, Maakah, Haggit,
Eglah, Avi tal... elenc, contando sulle dita le madri dei
suoi figli. Sono state in travaglio anche per giorni, la prima
volta. Invece Bat-Sheva... S'interruppe, guardandola teneramente.
Era l'alba quando si  voltata verso di me dicendo
che aveva le doglie, e a mezzogiorno mi hanno portato il
bambino. Bat-Sheva gli porse il bimbo che, pur essendo
grandicello come neonato, parve rimpicciolirsi di colpo fra
le mani di David. Sui loro volti c'era la letizia naturale delle
coppie rallegrate da una nascita. Ma poi lei si morse il labbro
e David aggrott la fronte.
Ti abbiamo... ti ho fatto venire perch volevo che lo vedessi
disse David. Perch vedessi com' sano. Io... noi...
noi ci chiedevamo... insomma, una volta mi dicesti che le
tue visioni non sono sempre nitide...
Annuii. S, era cos, un tempo. Ovvero, prima che il
futuro mi venisse svelato con chiarezza, nel deserto.
Quello che vorrei... che vorremmo sapere ... siamo
sicuri che questo bambino debba morire? Non ci lascia alcuna
speranza ci che hai visto?
Gli occhi di ambra scura del re e quelli azzurri della moglie
mi fissavano, come gli occhi di due arcieri concentrati
sul bersaglio. Guardai il neonato fra le mani di David, la
pelle rosea, i pugnetti che si agitavano nell'aria. Chiusi gli
occhi e vidi le piccole braccia ricadere inerti, le manine spalancate,
la pelle cerea, il muco secco che tappava le minuscole
narici.
Nessuna speranza.
Bat-Sheva mand un grido e si port la mano alla bocca.
David inspir a fondo e si strinse il bambino al petto.
Non dovrete aspettare molto. Il suo tempo verr presto.
La febbre inizi la notte seguente e lo arse vivo per sei
lunghi giorni. Per tutto quel tempo, David non tocc cibo
e dorm all'aperto, per terra, nel freddo dell'inverno.
Tutti quelli che gli volevano bene m'imploravano di andare
da lui, di convincerlo a mangiare e a ripararsi dal gelo,
temendo che si ammalasse e morisse a sua volta. Ma io non
lo feci, perch sapevo che sarebbe stato inutile. Yoav invece
gli parl, e anche i sacerdoti, Zadoq e Evyatar, cercarono di
farlo ragionare. Ma David non diede loro ascolto.
Il settimo giorno il bambino mor, e nessuno dei suoi
uomini osava portare la notizia al re perch, avendo visto la
sua pena durante la malattia, temevano che compisse qualche
pazzia. Uscendo, ne trovai alcuni che confabulavano, a
poca distanza dal luogo dove giaceva affranto. Forse aveva
colto qualche parola o forse fu la mia presenza a fargli intuire
la verit.
David si pass la lingua sulle labbra screpolate e disse
con voce rauca: Il bambino  morto?
 morto risposi.
Respir a fondo e si alz gridando: Riempite la vasca! I
suoi servi si guardarono l'un l'altro, confusi. Ora! esclam
David e si spolver la tunica, avviandosi verso il palazzo.
Dopo essersi lavato, si fece ungere e indoss una tunica pulita
per andare a prostrarsi dinanzi all'arca. Poi fece chiamare
Bat-Sheva, per consolarla, immagino... Quindi ordin
che venisse portato del cibo e invit anche noi consiglieri
alla sua tavola.
Seduto di fronte a lui, Yoav lo fissava con aria perplessa
e alla fine sbott. Non ti capisco. Quando il bambino
era ancora vivo digiunavi e piangevi. Ora che  morto non
piangi pi e banchetti. David pos la coscia di pollo e si
pul la bocca prima di rispondere. Quando il bambino era
ancora vivo, digiunavo e piangevo perch pensavo: Chiss?
Forse il Nome avr piet di me e il bambino rester vivo.
Ma ora che  morto, a che serve digiunare? Posso forse farlo
ritornare? Gli occhi gli si riempirono di lacrime. Io andr
da lui, ma lui non ritorner pi da me.
Pi tardi volle che i suoi figli si radunassero intorno a lui
per confortare il suo cuore: i maschi, Amnon, Avshalom,
Adoniyah, Shefatyah e Yitream, e l'unica femmina, Tamar,
sorella di Avshalom. Uscii dalla stanza prima che arrivassero,
perch non me la sentivo di guardarli in faccia.
Quella notte decisi che avrei lasciato la famiglia di David:
non potevo rimanere l sapendo ci che incombeva su di
loro. Chiesi il permesso di alloggiare fuori dal palazzo, pur
rimanendo a tutti gli effetti al servizio del re. Fu allora che
David mi offr questa casa al di l del wadi, circondata da
ulivi e mandorli. Voleva raderla al suolo e costruirne una
pi sfarzosa per me, con la pietra da taglio e il legno di
cedro che gli aveva donato il re di Tiro, ma io gli dissi che
non era necessario. Mi trovai subito a mio agio in queste
stanze semplici, fresche d'estate con gli scuri chiusi e tiepide
d'inverno quando il sole inonda le pareti bianche di calcina.
La prima volta che Muwat spalanc le finestre, la luce del
mattino accese il pavimento roseo consumato dai passi di
quanti mi avevano preceduto e quel chiarore improvviso mi
abbagli, costringendomi a chiudere gli occhi. Quando li
riaprii, lo vidi: un bambino bellissimo, con i capelli scuri e
gli occhi splendenti, e quella faccia seria... Una promessa,
la ragione di tutto.
La visione dur un solo istante, ma sentii con assoluta
certezza che era veritiera: un giorno quel bambino sarebbe
venuto nella mia casa. Non ho figli della carne, convocati
dal nulla per amore, orgoglio o semplice volutt. Ma quel
giorno capii che avrei avuto un figlio nello spirito e che
l'avrei servito, come avevo servito suo padre, finch non fosse
diventato cos saggio da non avere pi bisogno del mio
consiglio. Poi avrei vissuto in pace il tempo che mi restava,
libero dalle visioni e dal dolore che comportano.
E capii che tutto si sarebbe compiuto qui, nella casa dove
ancora vivo.

 Capitolo 15.

Nel mese del raccolto delle olive, capitava spesso di vedere
gente che saliva sulla collina con i bastoni e i teli per raccogliere
i frutti maturi. Ero seduto davanti alla casa e tutto ci
che guardavo mi dava piacere: la luce che cambiava mentre
le nubi sfilavano sopra la valle, l'argento degli alberi a mezzogiorno,
il sole che accendeva le pietre della citt e il suo
profilo plasmato dall'opera dell'uomo.
Avevo davanti una pergamena, una cronaca nella lingua
di Mizrayim. Nel tempo in cui avevo vissuto tra i Filistei era
nato in me un forte interesse per gli di dei popoli vicini,
ma i glifi di Mizrayim sono complicati e il loro significato
muta a seconda del contesto. Inoltre il tepore del sole e il
ronzio delle api avevano su di me un effetto soporifero, impedendomi
di seguire il testo.
Alzando gli occhi, notai due donne che salivano verso
la mia casa e l per l le scambiai per raccoglitrici, dato che
le piante sui fianchi della collina erano cariche di olive mature.
Ma quando furono pi vicine, vidi che non recavano
teli, n bastoni.
Il sentiero si restringeva ulteriormente dopo casa mia, che
era l'ultima della salita, ma non potevo credere che le due
sconosciute stessero venendo da me: le donne della citt non
avevano motivo di cercarmi e, per la verit, facevano di tutto
per evitarmi. Con l'unica eccezione di Muwat, che si occupava
delle faccende domestiche, vivevo in perfetta solitudine.
Pur trascorrendo buona parte del mio tempo con David, mal
sopportavo la compagnia dei cortigiani e appena potevo mi
ritiravo nella mia casetta. Del resto erano in pochi a sentire la
mia mancanza e sapevo che la maggior parte di loro tirava un
sospiro di sollievo quando me ne andavo.
Tuttavia le due donne stavano venendo proprio verso di
me. Indossavano mantelli di foggia modesta e avevano il
viso coperto come si conviene alle donne, ma dall'agilit
con cui salivano il ripido sentiero capii che dovevano essere
piuttosto giovani. Solo quando furono a pochi passi mi accorsi
che calzavano sandali finemente lavorati.
Muwat era sceso al mercato, per cui dovetti accoglierle
personalmente e mi alzai controvoglia, andando loro incontro
presso il cancello.
Fu la pi alta delle due a rivolgermi la parola e rimasi di
stucco perch, pur avendola sentita solo una volta, riconobbi
subito quella voce inquieta da bambina. Ma da quando
le mogli del re vestivano in modo tanto dimesso? Da quando
uscivano dal palazzo senza scorta? Le rivolsi un saluto
formale invitandola a entrare, e lei disse qualcosa all'ancella
che rispose con un cenno e rimase ad aspettarla nel cortile.
Appena entrata, Bat-Sheva and alla finestra e si tolse il
mantello, lasciandolo cadere a terra. Indossava una tunica
di lino con ricami azzurri come i suoi occhi, e una cintura di
filigrana d'argento. I capelli neri erano raccolti in una folta
treccia, legata da un nastrino pure d'argento.
Come osava presentarsi a casa mia sotto mentite spoglie,
e con tutta probabilit all'insaputa del re? Aspettai che parlasse
o almeno che si voltasse verso di me, ma non fece n
l'una n l'altra cosa.
Non credo che siate salita fin quass per guardare il panorama
dissi freddamente.
Solo allora si volt, con l'espressione di chi si aspetta un
rimprovero.
A dire il vero, Natan, non so nemmeno io perch sono
venuta. Le tremava la voce. Se c' qualcuno da cui non
posso aspettarmi comprensione, quello siete voi... Le belle
guance si rigarono di lacrime, ma Bat-Sheva non si cur di
asciugarle.
Sedetevi dissi. La stanza era arredata in modo spartano,
perch cos mi piaceva, per c'era un comodo divano, dono
di David. La mia ospite si sedette lentamente, la schiena
dritta scossa dai singhiozzi. Ora piangeva a dirotto.
Che  successo? domandai, impietosito. Perch siete
qui?
Sono di nuovo incinta.
La cosa non mi sorprese affatto. Sapevo che la passione
di David per Bat-Sheva non era minimamente scemata, anche
se erano trascorsi due anni da quando l'aveva presa in
moglie. Muwat mi aveva riferito che, stando ai camerieri,
giaceva con lei tutte le notti, tranne i giorni in cui era impura,
durante i quali godeva di qualcun'altra delle sue mogli.
Capisco dissi. Ma perch tanta angoscia? Forse  il
ricordo di ci che  capitato al vostro primo figlio. Questa
volta per  diverso, sul nascituro non incombe la maledizione
divina. Non dovete temere.
Non  la maledizione divina che temo.
E allora perch tremate?
Ho paura di voi, Natan. E del re.
Scoppiai a ridere. Paura di David?
E come potrei non averne? Sollev il capo, fulminandomi
con lo sguardo. Avete forse scordato che mi fece prelevare
da casa mia e mi scacci dopo aver goduto del mio
corpo?
Ricambiai lo sguardo con sdegno. Non venire qui a fare
la vittima, pensai. Fosti tu a sedurlo quella notte, mostrandoti
nuda! Per mantenni la calma e risposi, giocherellando
con lo stilo sullo scrittoio: Immagino che non aveste altro
posto in cui lavarvi, a parte la terrazza dirimpetto al palazzo
reale. E di certo non potevate immaginare che David vi
avrebbe visto e si sarebbe incapricciato di voi. Una bella
ragazza annoiata con il marito lontano, non vi  venuto in
mente che rischiavate di stuzzicare le voglie di un re noto
per...
Ma come osate? mormor Bat-Sheva in tono furioso.
Io non volevo stuzzicare nessuno! Sarete anche un veggente,
ma in questo caso avete preso un abbaglio! Quella notte
andai a lavarmi sul tetto proprio per evitare gli sguardi
indiscreti. A parte la mia ancella, i nostri servi erano tutti
maschi. Mi sentivo sempre i loro occhi addosso, e non era
facile quando Uriyah era lontano. Quella sera dovevo fare
le abluzioni della purificazione e pensavo che sulla terrazza,
col buio, non mi avrebbe visto nessuno, invece...
Mi guard con aria di sfida e poi chin la testa. Non
pensate che non me ne sia pentita. Se potessi tornare indietro...
Avete idea di cosa passai quella notte? David mi adoper
come un... un ricettacolo, e con quale furia! I segni
mi sono rimasti addosso per un mese, avevo il terrore che
Uriyah li scoprisse...
Ricordavo bene quella primavera. Le truppe erano partite
per la guerra senza di lui, e David era cos furibondo
da intimorire perfino Yoav e me, che eravamo uomini e lo
conoscevamo in pratica da sempre. Guardai Bat-Sheva e mi
torn in mente l'orribile sensazione che mi aveva tenuto
sveglio tutta la notte, al mio ritorno da Bet Lehem. Ora
capivo perch: mentre vegliavo in preda a quell'incubo a
occhi aperti, David la stava stuprando come un animale. E
io avevo dato la colpa a lei, come se avesse voluto sedurlo.
Mi vergognai profondamente per averlo solo pensato; in un
certo senso anch'io l'avevo violentata.
Quando mi fece allontanare dalla reggia, mettendomi
in mano un gioiello, neanche fossi una meretrice, la cosa
fin l, per lui. Ma non per me. Avevo paura, perch sapevo
che la mia vita era appesa a un filo. Temevo che qualcuno
riferisse a Uriyah che ero stata disonorata. Non l'avrebbe
sopportato, perch per Uriyah l'onore era tutto. Sollev
il mento, fissando un punto lontano. Avete mai visto lapidare
una donna, Natan? Io s. Mio padre mi ci port da
bambina, per mettermi in guardia su ci che poteva capitare
a una moglie infedele. Quando ho visto che il sangue
del mese non veniva, mi  subito tornata in mente quella
poveretta, i suoi gemiti, la testa maciullata alla fine non si
capiva pi che era una faccia... Si copr gli occhi, come per
scacciare l'immagine. Poi aggiunse con un filo di voce: Ma
il mio sbaglio pi grande non  stato quello... Pensavo solo
a me stessa e invece avrei dovuto preoccuparmi per Uriyah.
Oggi lo capisco. Ma come potevo immaginare che David
l'avrebbe fatto uccidere? Era uno dei suoi uomini migliori!
E poi il bambino, il mio bambino innocente... Riprese a
singhiozzare. Ha sofferto, sapete, Natan disse fra le lacrime.
Bruciava di febbre... E io devo stare con l'uomo che
ha fatto tutto questo. Giacere con lui, fingere che non sia
un mostro...
David non  un mostro. Ha dei difetti, come ogni
uomo. Ha sbagliato e l'ha ammesso davanti al popolo. Non
conosco altri re che abbiano dato prova di una tale umilt.
Prega il Nome ogni giorno perch lo perdoni. Si sforza di
diventare un uomo migliore. Dovete capire...
No, non lo capisco! E neppure voi lo capite, Natan!
Non volete vederlo per quello che , o forse siete accecato
dall'amore che provate per lui. Non lo so. Io so solo che ha
preso il mio corpo, mio marito e il mio bambino. Mi ha
preso tutto, a parte la vita. E pu farlo. Perch David pu
fare tutto ci che Vuole. E non teme nessuno. A parte voi.
Non  me che teme, bens il Nome.
E voi siete la Voce del Nome. Se ancora tengo alla vita
 solo per amore del bambino che ho in grembo... disse
Bat-Sheva, e mi accorsi che era impallidita.
Vi prendo un po' d'acqua. Uscii nel cortile e appoggiai
la fronte contro il muro ruvido della casa, premendo fino
a farmi male. Pensavo che la vicenda di Uriyah fosse acqua
passata e invece ecco che spuntava fuori un altro dei suoi
frutti avvelenati. Un rivolo di sangue mi scese sul viso e
sentii il suo sapore metallico sulle labbra. Mi ritrassi dalla
parete e chiesi alla serva di Bat-Sheva di prendere una brocca
d'acqua dal pozzo.
Lasciai che mi versasse l'acqua sulle mani e mi lavai la
fronte, poi rientrai con la brocca. Bat-Sheva era distesa sul
divano, la faccia affondata nei cuscini, il respiro affannoso.
Poco dopo si tir su e prese la coppa d'acqua fresca che le
porgevo, bevendone un sorso.
Lo amavate? Uriyah?
Ci pens su un momento, inclinando il collo da cigno.
Non sapevo nemmeno cosa fosse l'amore. Ero ancora una
bambina quando mio padre mi promise alla sua famiglia, e
appena diventai donna iniziai a giacere con Uriyah. Era un
buon partito, solo questo mi disse mio padre. E una figlia,
lo sapete, non pu opporsi alla volont del padre. Ero fiera
di essere la moglie del prode Uriyah. Lui non mi ha mai
maltrattata. E piango la sua morte.  questo l'amore?
Mi strinsi nelle spalle. Come posso saperlo?
Gi, avete ragione.
Rimanemmo in silenzio, mentre il sole tramontava gettando
lunghe ombre sul pavimento lucido. Guardavo le venature
bianche nella pietra rosa e mi parevano tendini nella
carne e membra lacerate.
Non mi avete ancora detto perch siete venuta da me,
correndo un rischio cos grande.
Sono venuta a chiedervi se... Natan, voglio sapere cosa
vedete... Riguardo al bimbo che nascer. Si pos le dita
affusolate sul ventre con fare protettivo e lo zaffiro che portava
al dito scintill nella luce del tramonto. Avete detto
che l'altro  servito a pagare un debito di sangue. E questo?
Vivr?
Mi alzai e allargai le braccia. Non funziona cos. Non
posso... E poi vidi il suo bel viso stravolto dall'angoscia, gli
occhi arrossati dal pianto. Non potevo lasciarla in balia del
dolore; darle un poco di speranza era il minimo che potessi
fare dopo averla giudicata in modo iniquo.
Una cosa ve la posso dire, avevo visto chiaramente la
morte del vostro primogenito, ma per il momento non ho
visto niente di brutto riguardo a questo...
E a un tratto vidi quel bambino stupendo davanti alla
finestra, si voltava e mi sorrideva. L'avevo gi visto, la prima
volta che ero entrato in quella casa, e avevo intuito che era
figlio di David. Ora sapevo che sarebbe stata Bat-Sheva a
darglielo, era quella la creatura che stava prendendo forma
dentro di lei.
Il bambino aveva un aquilotto sul pugno e mentre parlava,
il piccolo rapace gli risal il braccio strusciandogli il capo
contro il viso. Il bambino si volt e quando torn a guardarmi
era diventato un giovane uomo, sorridente, la fronte
cerchiata d'oro. C'era una mappa sul tavolo, il giovane si
chinava indicando un punto e poi sollevava lo sguardo con
una domanda negli occhi. A un tratto scomparve e vidi la
finestra alle sue spalle, la stessa finestra ad arco, ma la vista
era totalmente cambiata: c'erano case al posto degli ulivi, la
citt copriva la valle per intero, lambendo le colline, e sulla
cima dell'Har Moriyah il sole illuminava i capitelli dorati di
un grande tempio bianco...
Ora ero io a essere sconvolto. Andai vacillando verso il
divano e mi lasciai cadere sui cuscini, cercando tentoni la
coppa. Era vuota. Subito Bat-Sheva provvide a riempirla e
me la accost alle labbra. Dopo aver bevuto, avvicinai una
mano tremante al suo ventre e chiusi gli occhi, lasciandomi
attraversare dalla forza che ne emanava.
Vostro figlio sar re, Bat-Sheva.
Lei ebbe un sussulto e si port la mano alla bocca. Ma
come? Com' possibile? Con tutti i fratelli che ha... Amnon
 gi quasi un uomo, e Avshalom, Adoniyah... Vidi che
faceva il conto mentalmente.
Lo so. Non potevo rivelarle ci che avevo visto nel deserto,
l'incesto, gli intrighi, il fratricidio. Non chiedetemi
come avverr, ma consolatevi: il bimbo che avete in grembo
vivr e avr fortuna. L'ho visto incoronato.
Bat-Sheva si alz e mi guard incredula. Ma io non...
le cose dovranno cambiare fra me e David, se mio figlio
sieder sul trono, dovr...
I pensieri si affollavano nella sua mente. Altro che
consolarla... il mio annuncio era servito solo a metterla in subbuglio.
Bat-Sheva. Le posai le mani sulle spalle, mentre mi fissava
con occhi spiritati. Lasciate che le cose seguano il loro
corso dissi. Accontentatevi di sapere che il bimbo vivr,
e lasciate che il resto vada come deve andare. Non  necessario
correre incontro al futuro, ogni cosa si compir fin
troppo presto.

 Capitolo 16.

Quel giorno smisi di servire un re e iniziai a servire un regno.
Dopo la rivelazione che avevo avuto nel deserto, sapevo che
il destino di David non era nelle mie mani: doveva scontare
fino in fondo il castigo che aveva meritato e non c'era nulla
che potessi dire o fare per sgravarlo di quel peso. Non per
questo l'avrei privato del mio affetto e dei miei consigli, come
aveva fatto Shemuel con Shaul. Il Cielo non aveva certo smesso
di amare David e io neppure. Sarei rimasto al suo fianco,
per alleviare le sue pene e far s che non gli impedissero di
prendere le decisioni giuste, perch era mio dovere proteggere
il regno in attesa che il figlio di Bat-Sheva salisse al trono.
Per riuscirci, avrei dovuto affiancare il giovane principe
fin dalla pi tenera et. Non sarebbe stato semplice, perch
fino a quel momento avevo evitato accuratamente di occuparmi
dei figli di David. All'inizio era stata la normale indifferenza
di un giovane uomo verso bambini che non erano
suoi, e in seguito, quando avevano iniziato a partecipare alla
vita di corte, avevo notato i principini solo per i loro capricci
e le loro monellerie. Soltanto Daniyel, il secondogenito
di Avigayil, pareva docile e ubbidiente, ma alla sua morte il
primogenito, Amnon, era rimasto il capo incontrastato di
quella combriccola litigiosa e sprezzante.
 nell'ordine delle cose che i rampolli di un re vadano soggetti
a lusinghe e adulazioni, non essendo tenuti a obbedire a
nessun altro al di fuori del sovrano. Ma David, che da bambino
non aveva ricevuto un briciolo d'affetto, si fece un punto
d'onore di darne a piene mani ai suoi figli, senza chiedere
nulla in cambio, n porre freno alla loro irrequietudine. Per
me non rappresentavano che una presenza molesta. Dopo
quanto avevo visto nel deserto al loro riguardo, stentavo a
guardarli in faccia e se potevo evitavo del tutto la loro compagnia.
Ora per sarei stato costretto a cambiare atteggiamento.
Ero sicuro che a tempo debito David mi avrebbe parlato
della nuova gravidanza di Bat-Sheva, e avevo gi in mente
cosa dirgli in proposito, ma i mesi passavano senza che ne
facesse parola. David continuava a fare pubblica ammenda
per la colpa di cui si era macchiato nei confronti di Uriyah
e pensando che evitasse l'argomento perch lo imbarazzava
tornare con la mente a quella vicenda, gli feci capire che ormai
avevo accettato la sua unione con Bat-Sheva e tutto ci
che poteva conseguirne. Ma non serv a nulla. Non sapevo se
la gravidanza fosse evidente e mi venne perfino il dubbio che
David ne fosse all'oscuro, ma era impossibile perch, stando
alle voci raccolte da Muwat, giaceva con lei quasi ogni notte.
Alla fine fui io a parlargliene. Eravamo nei suoi appartamenti
privati, con Yoav e gli altri della cerchia ristretta
del sovrano, e avevamo fatto tardi fra musica, vino e risate.
Yoav si era assopito sulla sedia e sapevo che presto David ci
avrebbe congedato. A un certo punto sbadigli e fece per
alzarsi ma io lo trattenni, posandogli una mano sul braccio.
Sbadigli di nuovo, guardandomi con aria assonnata.
Che c'? Sar meglio che tu vada,  gi buio e devi farti
quel sentiero da capre...
Mi sporsi verso di lui e dissi sottovoce, per non farmi
sentire dagli altri: Perch non mi hai detto che Bat-Sheva
 gravida?
David si agit sulla sedia e si ridest in un attimo.
Come fai a saperlo?
Mi strinsi nelle spalle. Sono un veggente...
Ma hai sempre detto che non vedi le vite private delle
persone...
Yoav grugn nel sonno e feci segno a David di parlare
piano. Poi mormorai: Non mi vengono mostrate le cose
che non hanno conseguenze per il regno. Questa... ne ha.
Cosa? sussurr David, con gli occhi sbarrati. Vuoi
dire che anche questo bambino...
Alzai la mano. No,  al sicuro. Nessuna sventura incombe
su di lui.
E allora?
Mi ero gi preparato il discorso.
Hai affidato i tuoi figli pi grandi - Amnon, Avshalom
e Adoniyah - a Yoav, che li addestra nell'arte delle armi.
Di Yitream, Shefatyah e dei pi piccoli si occupa Evyatar.
Ma Yoav e Evyatar hanno gi dei figli, mentre io non ne
ho. E brutto arrivare alla mia et senza avere nessuno da
allevare... Tu non hai bisogno di un altro generale, n di
un sacerdote. Ma quello fra i tuoi figli che un giorno sar
re dovr avere al suo fianco qualcuno capace di sostenerlo
e parlargli la lingua della verit, uno come me. Se poi fosse
un fratello...
David mi interruppe. Vuoi dire che il figlio che
Bat-Sheva porta in grembo sar un profeta? E questo che hai
visto?
Ero sul punto di mentire. Infatti la Voce mi aveva proibito
di rivelargli la sorte che attendeva i suoi figli maggiori.
Per servirlo, questa volta avrei dovuto usare l'inganno.
Avevo pensato di raccontargli una falsa visione. Avrei usato
una parte di quella vera, la grande citt che si estendeva
su sette colline, le colonne scintillanti del tempio in cima
all'Har Moriyah, aggiungendo un giovane re di cui non avevo
potuto vedere il sembiante che ascoltava rapito il fratello
minore infiammato dal dono della profezia...
Ma la bugia mi mor sulle labbra. No dissi. Non ho
visto niente. Mi sentii invadere da una profonda malinconia.
Fino ad allora non avevo mai sentito la mancanza di un
figlio ma, svanendo, l'immagine di quel bambino frutto della
mia fantasia mi rattrist, lasciandomi un vuoto dentro...
L'amarezza sul mio viso era sincera e commosse David pi di
qualunque finzione. Si alz in piedi e mi tir su dalla sedia,
abbracciandomi con calore. Se Bat-Sheva mi dar un maschio,
lo affider a te. Tu, Natan, sarai il suo precettore.

 Capitolo 17.

Potrei dire che aveva trovato la strada da s, e un poeta parlerebbe
di un bimbo giunto sulle ali di un'aquila.
C'era stata una tempesta quella notte, pioggia battente e
un vento impetuoso, come capita di rado da queste parti.
La mattina il vento era cessato ma la pioggia aveva continuato
a cadere, riempiendo il greto asciutto del wadi. Una
giornata da trascorrere in casa. Una giornata in cui non ti
aspetti di ricevere visite.
Muwat stava lucidando la mia corazza per salvarla dalla
ruggine visto che, fortunatamente, non la usavo da tempo.
Sentendo bussare al portone del cortile, si era buttato il
mantello sulle spalle andando a vedere chi fosse.
Poco dopo il bambino fece irruzione in casa mia bagnato
fradicio, mentre il suo servo, un mitzrayimita alto e magro e
altrettanto zuppo, s'inchinava con aria afflitta dietro di lui.
Il bambino non si present, n mi rivolse alcun saluto, ma
tese le braccia verso di me, mostrandomi l'uovo che teneva
delicatamente fra le mani.
L'ho trovato ai piedi della parete rocciosa, laggi a
oriente, dove crescono i sicomori. Aveva la faccia accaldata
e umida di pioggia, gli occhi azzurri della madre che brillavano
d'eccitazione. Mia madre dice che voi sapete tutto...
Dice che sarete il mio maestro e che comincer a venire da
voi quando avr sei anni. Manca poco ormai, li compir
nel mese in cui si pota la vite. Mi son fatto accompagnare
qui da Hophra, perch voglio sapere che fare di quest'uovo.
Salirei a rimetterlo nel nido, ma Hophra non vuole. Dice
che le rocce sono viscide per la pioggia. Penso che sia un
uovo d'aquila. Il nido  molto grosso... si vede anche da
lontano.
Infatti  un nido d'aquila dissi, cercando di mascherare
l'emozione. Era tanto che aspettavo quel momento.
Respirai a fondo. La coppia torna ogni anno a fare il nido
fra le rocce. Ma vieni a scaldarti accanto al fuoco, mentre
decidiamo cosa fare dell'uovo.
Dopo che Hophra gli ebbe asciugato i capelli, il bambino
si sedette davanti al focolare sorseggiando un brodo caldo,
mentre gli leggevo da una pergamena che parlava delle
aquile. Dal momento che non sappiamo quando  stato
deposto dissi, non possiamo sapere quando si schiuder.
E potrebbe essersi guastato, a causa della caduta. Ma siccome
non  possibile riportarlo nel nido, credo che la cosa
migliore sia metterlo in un posto caldo e morbido. Poi non
ti rimarr che aspettare. Se si apre e gli dai da mangiare,
l'aquilotto si affezioner a te. Insomma diventer tuo, se lo
vuoi.
S! fece il bambino con entusiasmo. Ma subito dopo
s'incup. Non posso portarlo a casa. I miei fratelli non sono
buoni con gli animali, specie se capiscono che gli voglio
bene. Sarebbero capaci di buttarlo per terra, per farmi dispetto.
Lascialo qui, allora. Se vuoi puoi venire a vederlo anche
tutti i giorni.
Mi piacerebbe, ma non so se mi daranno il permesso...
Sono sicuro che tuo padre non avr nulla da obiettare.
Comunque gliene parler alla prima occasione.
Cominci cos, senza formalit, senza che nessuno ci
presentasse: entr semplicemente a far parte della mia vita e
in breve tempo ne divenne lo scopo principale. Ogni giorno,
aspettavo con impazienza di sentire il suo piccolo pugno
che bussava alla mia porta e dovevo sforzarmi per non
andare di continuo alla finestra, scrutando il sentiero come
uno spasimante in attesa dell'amata. Bat-Sheva l'aveva chiamato
Shelomoh, da shalom, che vuol dire pace nella nostra
lingua, ma anche dalla parola che sta per sostituto
perch sperava che quel bimbo la consolasse per la perdita
del primogenito.
Era adorabile il suo faccino, l'aria solenne con cui mi
poneva domande che suonavano strane in bocca a un bambino.
Tutti i fiumi corrono verso il mare, com' che il mare
non si riempie mai? Oppure: Il sole sorge e poi tramonta
e poi lo vediamo risorgere nello stesso punto: come fa a
tornare l? Gli rispondevo attingendo alle pergamene dei
sapienti di Mizrayim e alle tavolette degli astronomi di Ur.
Ma talvolta le domande erano cos profonde da mettermi
in difficolt. Gli uomini nascono e muoiono ma la terra
rimane per sempre. Perch diamo cos tanta importanza alle
nostre vite, se durano cos poco? Cos'ha di speciale la vita
dell'uomo? Mi sforzavo di trovare qualcosa di assennato
da dire, temendo che una risposta debole, o peggio banale,
scuotesse la sua fiducia in me, inducendolo a voltarmi
le spalle. Ma non succedeva mai e, anzi, Shelomoh pareva
avere a cuore quanto me i nostri incontri e i nostri discorsi.
L'uovo che aveva salvato si schiuse e sapevo gi che sarebbe
successo, perch c'era un'aquila con lui nella mia visione.
Un batuffolo di pelo con una voce stridula e un appetito
prodigioso. Shelomoh era tenero e paziente con l'uccellino
e gli spezzettava il pesce, mettendoglielo nel becco, divertito
dai suoi versi e dalla foga con cui mangiava.
Come sai, l'aquila  chiamata la regina del cielo dissi un
giorno. Perch, secondo te? Proposi alcune similitudini: un
re deve avere la vista acuta, essere superiore in tutto e per tutto
ai propri sudditi, difenderli e procurare loro il cibo.
Shelomoh mi guard e aggiunse: L'aquila  spietata
come il re e prende tutto ci che vuole. Sfior col dito la
testolina lanuginosa che chiuse gli occhi, allungando il collo
con evidente piacere. Mio fratello Amnon mi ha detto che
nostro padre prese mia madre con la forza.
Guardai il faccino serio del mio allievo.
Tuo fratello dovrebbe astenersi dal dire certe cose.
Oh, dice di peggio! E non soltanto a me. Si diverte a farci
arrabbiare. Stuzzica sempre Adoniyah e odia Avshalom.
 gentile solo con Tamar... ma tutti lo sono, Tamar  cos
dolce. Avshalom e Tamar sono figli della stessa madre, lo
sapete, Maakah. E Avshalom non vuole che Amnon stia intorno
a Tamar. Ha detto alle ancelle di non farlo pi entrare
nelle stanze di sua sorella e hanno bisticciato.
Chiusi gli occhi e inspirai a fondo, preso da un improvviso
capogiro.
Vi sentite bene? disse Shelomoh. Volete che dica a
Hophra di portarvi un po' d'acqua? Devo chiamare Muwat?
No dissi, sforzandomi di sorridere.  solo un po' di
mal di testa, passer.
Era normale che Shelomoh parlasse dei suoi fratelli, ma
le sue parole avevano evocato il futuro terribile che si avvicinava
a grandi passi. Mi concentrai sulla lezione cercando
di scacciare quei pensieri funesti dalla mia mente.
Del resto, Shelomoh non era l'unico a parlare male dei
principi pi grandi: chiunque in citt aveva qualcosa da raccontare
a proposito dei loro soprusi, dell'odio mortale che
covava fra gli eredi al trono. Erano cresciuti come i rovi,
lacerando qualunque cosa toccassero.
David, che di solito era cos lucido nel valutare le persone,
sembrava cieco davanti alle pecche dei suoi figli. Durante
la loro adolescenza mi era capitato pi volte di essere presente
quando gli veniva riferito che uno dei ragazzi aveva
picchiato uno schiavo, insultato un anziano o maltrattato
un mulo. David si stringeva nelle spalle con una risata e si
faceva beffe del testimone, come a dire che non era il caso di
prendersela tanto per delle ragazzate. E tuttavia, in seguito
appariva evidente che quella persona aveva perso i favori
del re: non veniva pi invitata a feste e banchetti, oppure la
si faceva sedere in un angolo del salone. Cos i cortigiani,
temendo di cadere in disgrazia, avevano iniziato a chiudere
gli occhi sulle cattive azioni dei principini. Ormai alcuni di
loro erano sulla soglia dell'et adulta e le monellerie avevano
ceduto il posto alla perfidia.
Ma non sempre  colpa del seme, o dell'incuria, se una
pianta cresce storta: spesso il difetto  nel terreno, e i figli
pi grandi di David erano cresciuti negli anni cruenti della
guerra, quando la crudelt era la regola.
Amnon aveva tredici anni e militava gi come scudiero
di Yoav quando David decise di misurare le schiere dei prigionieri
moabiti per decidere chi di loro sarebbe vissuto e
chi no. Ricordo il volto ancora imberbe di quel ragazzo sul
campo di battaglia, fra il lezzo di sudore ed escrementi, fra
i gemiti dei moribondi e le suppliche dei condannati. Amnon
rideva. Si mise a sghignazzare in faccia a uno dei vinti, pungolandolo
col piede, mentre quello, disperato, si contorceva
sul terreno, cercando di accostarsi ai compagni che avrebbero
avuta salva la vita. Questo! esclam Amnon. Infilzalo!
 dentro la corda.
Yoav l'aveva guardato male. Un guerriero uccide senza
esitazione in battaglia, ma non prova alcun gusto a macellare
degli uomini inermi. Vidi che era sul punto di sgridare il
ragazzo, ma il rimbrotto gli mor sulle labbra. Pur essendo
un suo superiore e un suo congiunto, Yoav sapeva di non
potere nulla contro Amnon.
N aiutava l'avvenenza dei principi, che erano tutti figli
di donne bellissime. Robusto nel corpo, Amnon aveva gli
occhi a mandorla e la sensualit di Ahinoam, le sue ciglia
lunghe, le stesse labbra carnose. Avshalom possedeva la bellezza
impeccabile e la grazia della madre, la pelle luminosa
del padre e folti capelli ramati di cui andava fiero. Non
meno fascinosi erano Adoniyah, figlio di Haggit, Shefatyah,
nato da Avital, e il figlio di Eglah, Yitream, accomunati dai
capelli neri e dalla pelle olivastra. I principi di Hevron, come
li chiamava la gente, erano tenuti a presenziare alle udienze
del mattino, perch David sperava in tal modo di far acquisire
loro i primi rudimenti dell'arte di governo. Erano un
bel colpo d'occhio seduti in fila dietro il trono, e chi non
conosceva la loro indole poteva pensare che David fosse il
pi fortunato dei padri.
Apparve subito evidente che avevano ereditato tutti la
sua concupiscenza, ma Amnon era addirittura insaziabile:
prostitute, schiave, ragazzi e fanciulle, chiunque poteva diventare
oggetto della sua brama indiscriminata. Era capace
di abbrancare la prima ancella che gli passava accanto,
possedendola con furia contro una parete o abbandonarsi
per giornate intere alle orge organizzate dal lascivo cugino
Yonadav. Davanti a tutto ci, David non seppe fare di meglio
che dare alloggio ai figli pi grandi fuori dal palazzo, in
modo che potessero dedicarsi con maggiore discrezione alle
loro pratiche dissolute.
Mi compiacqui grandemente il giorno che se ne andarono,
cos non avrei pi corso il rischio di imbattermi in
qualcuno di loro. Anche Shelomoh mi parve sollevato e
dovevo faticare di meno per portarlo a studiare le antiche
pergamene nella biblioteca del re. Solo quando il tempo
era inclemente, per, perch nelle belle giornate preferiva
rimanere all'aperto. Veniva a casa mia quasi ogni mattina
e facevamo lunghe passeggiate con la giovane aquila che di
tanto in tanto volava via in cerca di prede e poi tornava a cibarsene
presso di noi. Shelomoh amava le cose della natura
e desiderava apprendere il comportamento di ogni creatura,
fino all'insetto pi minuscolo. A volte correva su per il
pendio e saliva su una roccia piatta, mettendosi a girare su
se stesso, le braccia spalancate, come ad abbracciare il mondo.
I miei occhi non saranno mai sazi di vedere e le mie
orecchie non saranno mai stanche di udire! esclam un
giorno, e io lo abbracciai forte, commosso dalla sua sete di
conoscenza. Ogni cosa destava il suo interesse. Per esempio
volle studiare a lungo le formiche, perch era affascinato da
quella comunit in miniatura, che pareva sorretta da regole
morali ben definite.
Un giorno stava osservando un formicaio, ammirato dalla
grandezza degli oggetti che le minuscole creature riuscivano
a spostare, dalla loro tenacia nel superare gli ostacoli che
incontravano lungo il cammino. A un certo punto si volt
verso di me e mi domand col suo faccino serio: Lavorano
sodo, eppure non c' nessuno a comandarle. Credete che
sarebbe possibile per un popolo? Che tutti lavorassero spontaneamente,
per il bene comune?
Molte nazioni si fondano sul lavoro degli schiavi e dei
prigionieri risposi dopo aver riflettuto. Infatti non prendevo
mai alla leggera le sue domande.
Ma sul campo di battaglia proseguii ho visto molti
uomini sacrificarsi per i compagni. Un vero capo deve saper
ispirare i suoi uomini e far emergere in loro doti che neppure
sapevano di possedere.
Ma perch questo deve valere solo in battaglia? ribatt
Shelomoh. Le guerre mi sembrano uno spreco di tempo.
Prima o poi finiscono e bisogna ricostruire ci che  stato
distrutto. Gli uomini migliori vogliono diventare guerrieri
perch l'arte militare gode del pi grande prestigio. Ma forse
esistono altre arti ancora pi importanti e uomini capaci
di costruire senza combattere. Forse un vero capo dovrebbe
trovare giovani di talento e addestrarli, come si fa nell'esercito...
Tacque e s'immerse nei suoi pensieri, mentre io lo
guardavo sbalordito: com'era possibile che simili ragionamenti
uscissero dalla testa di un bambinetto? Comunque
trassi spunto dalle sue parole, parlandogli dell'importanza
che i capi avevano avuto nella nostra storia. Mosheh, anima
dell'insurrezione, Yehoshua, abilissimo guerriero, e i giudici
che avevano governato con saggezza negli anni in cui il nostro
popolo era ostile ai re. Shelomoh, pronto come sempre
a cogliere il filo che univa tutte le cose, disse che forse la
nostra diffidenza verso i sovrani era dovuta agli anni di cattivit
sotto i faraoni, ed era svanita insieme al ricordo della
schiavit. Mi parve una giusta osservazione e da l passammo
a parlare di Ramses, il grande costruttore, spietato al
punto da ordinare lo sterminio dei figli della nostra gente.
Shelomoh si rattrist pensando ai nostri avi, che avevano
dovuto assistere impotenti all'uccisione dei loro bambini,
ma poi mi stup nuovamente, cercando di vedere la cosa
dal punto di vista del Faraone. Un re deve sempre proteggere
il suo popolo e Ramses era convinto che noi, la gente
di Ivrim, rappresentassimo una minaccia per il suo regno.
Naturalmente, eravamo rissosi perch non venivamo trattati
con giustizia. Mizrayim era gi allora un paese prospero
e il Faraone avrebbe potuto comportarsi meglio con noi.
Se un uomo lavora sodo per te, devi remunerarlo, anche
se  uno schiavo. Allora avr meno motivi per ribellarsi. Io
dico che oggi Mizrayim sarebbe un paese ancora pi ricco
se Ramses avesse fatto di noi una parte del suo popolo. Se io
fossi re... Lasci la frase a met e sollev la testa, fissando
l'orizzonte. Ma non sar mai re.
A un tratto si volt verso di me e disse con foga: Non
credo che Amnon sar un buon re, disprezza troppo la gente,
e non gliene importa nulla del popolo. Si addormenta
durante le udienze e non partecipa alle sedute del consiglio.
Invece Avshalom  presente, ogni volta che gli  consentito.
Penso che mio padre avrebbe preferito lui come erede.
Amnon si fa obbedire con le minacce, Avshalom  pi
scaltro, ti fa credere che gli piaci, anche se non  cos...
Shelomoh s'interruppe di colpo, fraintendendo la mia
espressione addolorata. Lo so, non dovrei dire queste cose.
Ma le dico solo a voi. A voi posso dire tutto, vero? A voi e
a mia madre.
Era un terreno insidioso e mi mossi con cautela. Tua
madre ti ha forse parlato... Ti ha rivelato chi salir al trono
dopo... dopo che... Non riuscivo a trovare le parole.
Shelomoh venne in mio aiuto. Una volta mi ha detto
che non sempre un re  tenuto a lasciare la corona al primogenito.
Annuii.  vero. Se tuo padre vivr abbastanza a lungo,
verr il giorno in cui dovr decidere chi sar a succedergli.
E dovr scegliere quello fra voi che  pi amato dal popolo.
Ma David  un uomo nel pieno del vigore e quel giorno 
ancora lontano.
Shelomoh aveva chinato la testa e mi fissava con gli occhi
sgranati. L'allusione non gli era sfuggita e capii che stava
valutando le mie parole.
 presto per parlarne, non ci pensare dissi. Per il momento
la cosa migliore che puoi fare  studiare. Se vuoi
chieder a tuo padre di lasciarti assistere alle sedute del consiglio
minore. Non si sa mai, potrebbe anche accettare, sebbene
tu sia solo un bambino. E ora riprendiamo l'esercizio
di lettura. Picchiettai col dito sul papiro che avevo preso
nella biblioteca del re. Sebbene non sia pi la grande potenza
di un tempo, Mizrayim  ancora una nazione importante.
Tuo padre ha fatto bene a stringere un'alleanza con il
Faraone. Chiunque prender il suo posto dovr impegnarsi
a mantenerla. Lo sai come chiama la sua scrittura la gente
di Mizrayim? Parole del dio, questo vuol dire geroglifico.
Dunque conoscono il potere della parola...
Tornammo a decifrare quei segni misteriosi e Shelomoh
si gett con entusiasmo nell'impresa.
 
Capitolo 18.

Avete saputo che Amnon  malato? Mio padre  in pensiero.
 perfino andato a trovarlo, cosa che fa assai di rado.
Shelomoh lo disse con indifferenza, premendo lo stilo nella
cera morbida della tavoletta.
In piedi alle sue spalle, stavo controllando che formasse
i caratteri nel modo giusto, ma a quelle parole la coppa che
avevo in mano mi scivol fra le dita e cadde sul pavimento
andando in pezzi.
Shelomoh si volt a guardarmi con aria stupita.  solo
un attacco di dissenteria, sono in molti a patirne in questa
stagione...
Certo, certo dissi, cercando di vincere la nausea che
montava dentro di me. Muwat aveva sentito il rumore e si
fece sulla soglia con la ramazza per raccogliere i cocci. Gli
bast guardarmi in faccia per capire che ero turbato, ma gli
feci segno di aspettare, non mi andava di dare spiegazioni
alla presenza di Shelomoh. Naturalmente, sapevo ci che
stava per accadere.
Basta cos per oggi farfugliai, rivolto al mio piccolo allievo.
Hai lavorato bene. Continueremo domani.
Ma non ho ancora finito l'esercizio...
Muwat pos la ramazza e si avvicin al tavolino, togliendo
di mano lo stilo a Shelomoh. Il maestro deve riposare.
Shelomoh voleva protestare, ma tacque vedendo il mio
volto imperlato di sudore. Mi spiace, maestro. Spero che
non abbiate lo stesso male di Amnon. Non  a causa di
quello che vi ho detto su di lui, vero? Non volevo angustiarvi.
Comunque sono sicuro che mio fratello si rimetter
presto. Oggi nostra sorella, Tamar, va a casa sua a fargli
le frittelle. Sono squisite, sapete? Ce le prepara sempre
quando siamo malati. Amnon ha detto che non gli va di
mangiare altro...
Shelomoh era appena uscito, e Muwat mi aiut a sdraiarmi
sul divano. Dopo aver chiuso gli scuri, mi pos un telo
bagnato sulla fronte e mi port un bacile perch mi svuotassi
lo stomaco.
Le fitte alla testa e i conati di vomito erano il corredo
abituale delle mie visioni, ma quella volta mi si gonfi la
lingua e avevo la gola tappata. Non riuscivo a muovermi, n
a spiccicare parola, ero condannato ad assistere agli eventi
senza poter fare alcunch per impedirli...
Il mio corpo giaceva dolorante nella mia casa, ma quel
che vedevo era Amnon, nudo nel suo letto, gli occhi dalle
lunghe ciglia socchiusi, la mano che accarezzava con impeto
crescente la colonna del pene cinta di vene azzurrine.
Amnon, avvezzo a soddisfare qualunque desiderio carnale,
per quanto indecente o bizzarro. Nel mondo di Amnon,
dove ogni voglia poteva essere esaudita, le cose irraggiungibili
erano allo stesso tempo le pi attraenti. Da mesi era
vittima di quell'ossessione e si struggeva per l'unico corpo
femminile che gli era precluso.
La fanciulla viveva negli appartamenti delle donne, insieme
alla madre, Maakah, che la sorvegliava come una cagna
sorveglia i cuccioli. Alle feste di corte e durante le riunioni
di famiglia, il fratello Avshalom era immancabilmente
al suo fianco. Unica figlia di David, Tamar aveva appena
compiuto sedici anni e presto sarebbe andata in sposa all'erede
di qualcuno dei nostri alleati: che diventasse regina era
scontato, restava solo da decidere a quale popolo sarebbe
toccato tale onore.
La visione mut di colpo e mi apparve David. Era nel
giardino delle donne e stava ammirando una stoffa ricamata
da Tamar, mentre un pettirosso svolazzava loro intorno.
Quando le restitu il ricamo, la figlia gli sorrise timidamente.
Era una bella ragazza, con l'incarnato pallido della madre,
la pelle delicata e capelli lucenti come l'oro rosa. Arross,
compiaciuta dalle attenzioni del padre e felice dell'incarico
che le aveva appena affidato: portare conforto al fratellastro
malato. Per una fanciulla guardata a vista come lei, era sempre
una festa lasciare il palazzo. La eccitava l'idea di uscire
nelle vie della citt e la vidi mentre decideva quale veste
indossare, con l'aiuto di un'ancella. Ne scelse una di seta dai
colori vivaci, ma con le maniche lunghe e senza scollatura,
come si addiceva a una vergine.
Sentii odore di fumo, l'aroma squisito di un dolce e
l'immagine cambi di nuovo. Tamar era a casa di Amnon
e impastava con le mani delicate una crema di datteri con
farina e pinoli. Le frittelle sfrigolavano sulla padella rovente
e Amnon mand un lamento. Non ce la faccio pi a stare
seduto, devo tornare a letto. Ho bisogno di quiete. I miei poveri
nervi non sopportano la presenza di nessuno, a parte te, cara
sorella.
Lo vidi alzarsi e andare con passo strascicato verso la camera,
seguito da Tamar con il piatto di frittelle dolci. Una
recita mirabile. Nascosto dietro la porta, Yonadav, il cugino
di Amnon, sogghignava: era stato lui a escogitare l'infame
tranello. Figlio primogenito di Shammah, fratello di
David, Yonadav era dissoluto come il padre. Cresciuto nel
privilegio, in quanto nipote del re aveva imparato in fretta
a mascherare la propria natura rapace dietro i modi affabili
del cortigiano. Da bambino si era attaccato ad Amnon
come una sanguisuga, e a furia di blandirlo era diventato il
complice indispensabile, se non l'ispiratore, delle sue gesta
scellerate. Fine conoscitore dei legami presenti all'interno
di quella famiglia cos vasta e complicata, era consapevole
dell'amore incondizionato di David verso i figli e sapeva
che se Amnon si fosse finto malato, il padre avrebbe fatto
qualunque cosa pur di alleviarne le pene. E solo il re
poteva autorizzare Tamar a uscire dagli appartamenti delle
donne...
I servi sono congedati e Yonadav  l'ultimo a uscire, non
prima per di aver rivolto di nascosto un gesto scurrile ad
Amnon, che ridacchia compiaciuto. Tutta presa dai suoi
dolcetti dorati, Tamar non se ne avvede.
Li offre, caldi e fragranti, al fratello, ma Amnon li getta
per terra e la attira a s, sul letto. Sulle prime, Tamar 
solo indignata. Da sempre all'oscuro delle pratiche pi truci
dei familiari, Tamar  una fanciulla casta e ingenua. Non sa
nulla della depravazione di Amnon. Perfino Avshalom, che
pure odia Amnon e sarebbe felice di infangarne il nome, ha
preferito proteggerla da quelle vergogne. Cos, pensa che
il fratellastro voglia coinvolgerla in qualche gioco strano e
sgradevole, da maschiacci.
Solo quando lui la mette a pancia in gi e le toglie il vestito
viene presa dal panico e inizia a divincolarsi, cercando
di liberarsi. Ma Amnon le  gi montato a cavalcioni ed 
tanto pi grosso e forte di lei. Tamar  una ragazza intelligente
e, sa che non pu tenergli testa, per cui cerca di farlo
ragionare. Lo supplica, mentre lui le infila le mani fra le
cosce: Come puoi farmi questo? Come puoi farlo a te stesso?
Sar la tua rovina oltre che la mia, non lo capisci?
Ma Amnon non la sente neppure. Infoiato e schiumante,
le allarga le gambe, e Tamar, ormai in preda al terrore,
prova una mossa disperata: Parla con David! strilla. Chiedi
la dispensa e sposami! Cambier la legge se sa quanto mi vuoi,
non ti dir di no! Quando mai ti ha detto di no? Ma Amnon
la zittisce con un bacio sulle labbra, graffiandole le gote delicate
con la barba. Tamar lo sente premere fra le sue gambe
e si dimena, si contorce come un'ossessa, cerca di resistere.
Invano. Una fitta, la carne che si lacera. Ora Amnon spinge
forte, ma per poco: uno spasmo, un brivido e rotola via
da lei, ansimando. Tamar si raggomitola su se stessa, come
un insetto morente, un grido di dolore e di vergogna nella
mente. Piange e le viene da vomitare, ma lui non  sazio.
Poco dopo, la prende per i capelli, costringendola a sdraiarsi.
La gira di schiena e si sfrega contro di lei cercando di
eccitarsi. Infila le dita nella sua intimit, viscida di sangue e
sperma, e se le passa sul membro, ma senza risultato. Allora
si arrabbia, guarda furente il volto della fanciulla in lacrime.
La colpisce, dapprima con la mano aperta e poi col pugno.
Tamar sente uno schianto dentro la testa e le esce il sangue
dal naso, sputa un dente... Ma lui le afferra lo stesso la testa
e se la preme contro il pube. Tamar ormai  inerte, un involucro
di dolore. Smette di lottare. Non ha pi niente per
cui lottare. Apre la bocca insanguinata e l'uccello di Amnon
gliela riempie fino alla gola, togliendole il fiato.
La mattina dopo non c' niente che non le abbia fatto.
Come atto finale, la getta sul pavimento e Tamar sente
un liquido caldo colarle fra i capelli. Le bruciano gli occhi
quando li apre e vede Amnon che incombe su di lei scrollandosi
le ultime gocce di urina.
Vattene le dice.
La fanciulla scuote il capo, si aggrappa al montante del
letto. No, ti prego, non mandarmi via in questo stato implora.
Sarebbe peggio di quello che mi hai fatto finora...
Amnon la scavalca, va alla porta, chiama i servi. Un solo
ordine, brutale: Buttatela fuori.
Tamar  carponi nel vicolo, davanti alla casa di Amnon,
e sente il rumore del chiavistello che viene riabbassato. Si
strappa ci che resta del vestito. La seta delicata cede facilmente.
Via le maniche lunghe da verginella! Lividi violacei
affiorano gi sulla sua pelle candida. Prende una manciata
di terra e se la sfrega sui capelli intrisi di piscio.
La citt si sta svegliando, un bambino esce a svuotare il
pitale, una ragazza va a prendere l'acqua alla fonte. Suscita
sguardi pieni di orrore la fanciulla ferita nella luce del mattino,
ma nessuno la soccorre: tutti sanno a chi appartiene
quella casa, non  la prima volta che vedono uno spettacolo
simile. Poi, per, una donna nota la seta viola del vestito
strappato e sporco di sangue. Sgrana gli occhi. Tamar le rivolge
la parola, chiedendo la via per la casa di Avshalom. Si
tira su a fatica e si allontana zoppicando, preceduta da un
mormorio crescente: la figlia del re... con il suo
fratellastro... Quando giunge a casa di Avshalom, il futuro radioso
della principessa  solo un grumo di disperazione.
Vidi tutto questo, giacendo impotente sul divano.
Quando i singhiozzi disperati di Tamar smisero di risuonare
nelle mie orecchie, tornai in me fra i rumori di ogni mattina,
il cigolio della catena mentre Muwat prendeva l'acqua
nel pozzo, il canto degli uccelli che salutavano il sorgere
del sole... Mi tirai su, frastornato e con lo stomaco in subbuglio,
e mi sforzai di parlare a voce alta, per dissipare il
silenzio cui ero stato costretto dalla visione. Mi usc solo un
lamento strozzato e Muwat si precipit da me, premuroso
come sempre.
Chiesi balbettando che mi preparasse un brodo caldo e
mentre il mio servo si affaccendava in cucina, fui visitato da
altre immagini, Avshalom che accoglieva la sorella e guardava
inorridito il suo volto tumefatto, i lividi sulle braccia.
Sentivo la collera che montava dentro di lui: l'onta subita
da Tamar macchiava anche il suo onore e solo una rapida
vendetta poteva dargli soddisfazione. Ma Avshalom aveva
imparato a tenere a bada i propri sentimenti e si sforz di
ragionare: un uomo come Amnon, dominato dalle passioni,
di certo si aspettava una reazione furibonda e incontrollata,
un accesso di rabbia cieca, perch era cos che avrebbe reagito
lui. Forse era esattamente ci di cui andava in cerca. Se lo
aggredisco, pensava Avshalom, mi uccider, con il pretesto
della legittima difesa, e cos nessuno potr pi contendergli
il trono... Un pugnale con la lama avvelenata, chi mai si
prenderebbe la briga di indagare? Seguii il filo dei pensieri
di Avshalom fino alla decisione finale: si sarebbe comportato
come se non fosse successo nulla, chiedendo a Tamar di
non farne parola con anima viva.
Muwat mi serv il brodo e presi la scodella portandola
alle labbra con mani tremanti, mentre gli ultimi scampoli
della visione si disperdevano.
Ovviamente, Avshalom contava sulla reazione di David,
perch sapeva quanto fosse affezionato alla sua unica figlia.
E in ogni caso spettava al re amministrare la giustizia. Inoltre
David aveva pi di un motivo per essere adirato: il matrimonio
di stato che aveva in animo di celebrare era ormai
fuori discussione, n poteva consentire che un principe della
corona calpestasse spudoratamente la legge di Mosheh.
E tuttavia David non fece nulla. Pu darsi che avesse
sfogato a quattr'occhi il proprio rancore con Amnon, ma
col passare dei giorni divenne sempre pi chiaro che non ci
sarebbero state conseguenze. Nessuna punizione. Quando
lo cap, Avshalom si chiuse in un silenzio sdegnato. Solo
Maakah fece sentire la sua voce.
Figlia e moglie di re, Maakah era avvezza a essere ascoltata
e all'indomani dello stupro fece sapere a David che
lo aspettava nella sua dimora, fuori dal palazzo reale. Ma
David non si fece vedere quel giorno e neppure il giorno
seguente, e le mand a dire che al momento era impegnato
in urgenti affari di stato e che sarebbe andato da lei appena
possibile. Immagino che volesse far sbollire il rancore iniziale
della moglie, ma se pensava che col tempo si sarebbe
calmata, si sbagliava di grosso.
Muwat era in confidenza con una delle ancelle di Maakah,
che gli raccont come si erano svolte le cose. David si era
recato da lei tre giorni dopo il misfatto e l'aveva trovata distesa
sul divano, sconvolta dall'accaduto. Si era seduto al
suo fianco e le aveva preso la mano, porgendole parole di
consolazione. Dopo essersi ricomposta, Maakah era andata
al sodo, chiedendogli se aveva fissato la data dell'esecuzione.
Il re era trasalito. Sei matta? Come posso far giustiziare
il mio primogenito?
E allora come intendi punirlo? aveva ribattuto Maakah
aspramente.
David si era alzato, camminando su e gi nella stanza.
Poi aveva detto in tono dimesso, come se stesse pensando
a voce alta: Se punisco Amnon, Tamar riacquister l'onore
perduto? Il suo viso sfigurato torner quello di prima? Sar
di nuovo degna di diventare moglie di un re? No di certo.
A quale scopo, allora, dovrei distruggere la mia famiglia?
Non basta che mia figlia sia svergognata per sempre? Devo
rovinare anche il mio primogenito ed erede? Amnon ha
vent'anni, far in tempo a cambiare. Io ne avevo molti di
pi quando ho compiuto errori anche pi gravi...
Maakah si era alzata e gli era andata di fronte, guardandolo
a bocca aperta. Come puoi solo pensare una cosa del
genere? aveva sibilato. Vuoi dunque lasciare impunito
uno stupro, di pi, un incesto? Un delitto che, secondo la
legge, si paga con la vita...
David aveva alzato la mano. Questo no. Lo... il fatto
 avvenuto all'interno delle mura e la legge dice che in tal
caso la donna deve gridare e chiedere aiuto. Ma non ci sono
testimoni che affermino di averla sentita gridare...
Mi prendi per scema? Chi mai oserebbe testimoniare
contro quell'animale di tuo figlio? Ma l'hai vista? E piena di
lividi, ha il naso rotto e le manca un dente. Credi che non
abbia urlato? Pensi forse che la mia bambina abbia adescato
quella bestia?
David aveva allargato le braccia. Io no, ma qualcuno
potrebbe pensarlo. A quel punto, Maakah aveva iniziato a
tempestargli il petto di pugni e l'ancella, sebbene nessuno
l'avesse congedata, aveva ritenuto opportuno ritirarsi. Da
l aveva sentito David che ripeteva il nome della moglie,
cercando di rabbonirla.
Pensaci bene, Maakah. Vuoi che i dettagli di questa storia
vergognosa vengano strombazzati ovunque? Lo so, purtroppo
la voce si  gi sparsa in citt, ma meno se ne parla,
meglio  per tutti. Compresa Tamar... Capisci?
No, non capisco! Sei solo un codardo! Un buon padre
non si comporta cos, se non...
Ora basta! Alla fine David aveva alzato la voce. Far
scortare Tamar nella casa che Avshalom possiede sulle montagne
di Baal Hazor. E una splendida tenuta. Lass Tamar
potr vivere in pace, le far avere un'adeguata servit e
tutto ci che desidera. Dobbiamo metterci una pietra sopra e
andare avanti.
Poi era uscito lisciandosi la tunica sgualcita dalle mani
di Maakah, e passando dall'anticamera non si era neppure
accorto della serva, appiattita contro la parete.
Dopo che Muwat mi ebbe riferito queste cose, lo ringraziai
e gli chiesi di lasciarmi da solo: avevo bisogno di riflettere.
Era evidente che il re stava sbagliando e sapevo che la
sua decisione avrebbe avuto conseguenze nefaste. Ma era
come se fossi imbavagliato: avrei dovuto unirmi al silenzio
assordante degli altri. O almeno cos pensavo.

 Capitolo 19.

Maakah desidera che andiate da lei mi disse Bat-Sheva,
cogliendomi di sorpresa. Sa dei nostri incontri e vorrebbe
parlare con voi, sono sicura che avete gi capito a quale
proposito.
Inclinai la testa verso la luce dorata del sole e chiusi gli
occhi con un sospiro. Erano passati solo due mesi dallo stupro
di Tamar, e Amnon aveva gi ricominciato a sedere al
fianco del re durante le udienze del mattino. Avshalom lo
ignorava ostentatamente e David cercava invano di sdrammatizzare,
mascherando con le facezie il nervosismo che
regnava nella sala. Infatti, sebbene gli ospiti forestieri e i postulanti
che venivano dalla campagna non se ne rendessero
conto, l'equilibrio era sempre sul punto di spezzarsi, come
le corde di un'arpa quando sono troppo tese.
Non credo che servirebbe risposi a Bat-Sheva. Non
posso darle ci che desidera.
La regina scelse un fico ben maturo dal piatto d'argento
sul tavolo.
Tuttavia disse, vi sarei grato se la accontentaste.
Distolsi lo sguardo, mentre si portava il frutto turgido alle
labbra: anche dopo tanti anni di castit, era dura stare vicino
a una donna sensuale come Bat-Sheva. Non so se si rendesse
conto dell'effetto che aveva su di me, ma di sicuro io
facevo il possibile per non darlo a vedere. Dopo aver finito
il fico, si pul le labbra con il tovagliolo. Non  facile per
me andare d'accordo con Maakah mi confid. I rapporti
fra noi sono corretti... ma  evidente che la irrita il favore
di cui godo presso David. Maakah  l'unica, fra noi, a essere
di sangue reale. A parte Mikal, naturalmente, ma, come
sapete, Mikal non  pi... Prefer non finire la frase. In
ogni caso, Maakah va presa per il verso giusto e cerco di
compiacerla, se posso.
In effetti non le avevo mai viste insieme, anche perch,
un po' alla volta, mi ero defilato dalla vita di corte. Non
avevo motivo per rimanere accanto a David, da quando il
Nome aveva sigillato le mie labbra. Quel silenzio forzato
era difficile da sopportare, inoltre mi rendeva inquieto la
tensione che avvertivo fra Amnon e Avshalom. Preferivo
rimanere a casa a educare Shelomoh, contando le lune in
attesa del compiersi degli eventi.
Un'assenza troppo lunga, per, sarebbe di certo stata notata,
per cui di tanto in tanto mi recavo a palazzo a consigliare
il re su questioni che esulavano dalla discendenza, e
una volta la settimana andavo a trovare Bat-Sheva nei suoi
appartamenti.
Quel giorno sedevamo sul balcone, con Shelomoh che
ammaestrava l'aquila nel cortile sottostante. Il secondo figlio
di Bat-Sheva dormiva in un cesto ai suoi piedi. L'avevano
chiamato Natan in mio onore, e questo, insieme al piacere
che mi donava l'educazione di Shelomoh, mi ricompensava
ampiamente della mancata paternit.
L'aquila era diventata enorme, con un'apertura alare di
oltre tre cubiti, uno sguardo superbo e una forza micidiale
negli artigli.
In quel momento si librava solenne nel cielo, sostenuta
da una corrente d'aria calda. A un tratto Shelomoh fischi
e subito il grande uccello chiuse le ali, gettandosi in picchiata
verso di lui. Io e Bat-Sheva trattenemmo il fiato ma
l'aquila si pos, docile e leggera come una colomba, sulla
mano guantata di Shelomoh, che guard verso di noi, con
fierezza.
Continuava a meravigliarmi l'intensa amicizia nata fra
me e la bella Bat-Sheva. A unirci, ovviamente, era la devozione
nei confronti del fanciullo e il segreto che condividevamo
circa il suo destino. Avevo iniziato a incontrarla
perch ogni istitutore  tenuto a esporre ai genitori i
progressi del figlio. E sulle prime era solo di Shelomoh che
parlavamo: in verit, avremmo potuto parlarne entrambi
per ore senza stancarci, tanto amavamo l'argomento. Ma
quando ebbe conosciuto la mia vera indole, il timore l'abbandon
e cominci ad aprirsi con me. Scoprii cos che
aveva una mente pronta e un notevole intuito, uniti a un
sano pragmatismo che le aveva suggerito di sanare le radici
malate del proprio matrimonio. Sapeva che un rapporto
pi disteso con il consorte avrebbe giovato anche alla serenit
del figlio, e pazienza se ci significava lasciarsi alle
spalle i ricordi pi amari e accollarsi qualche seccatura.
Quella che avevo di fronte non era pi una fanciulla smarrita,
ma una donna matura e consapevole dell'ascendente
che aveva sul re.
David e Maakah sono ai ferri corti da settimane ormai
disse. Lei pretendeva che il crimine di Amnon fosse punito
secondo la legge. Ma avrebbe dovuto capirlo da s che
una pubblica esecuzione era impensabile. Figuriamoci!
Bat-Sheva fece un sorrisetto sprezzante. Lo sapete come
la pensa il re quando ci sono di mezzo i suoi figli maschi.
Non dico che non fosse in collera con Amnon. Era furioso,
anche con se stesso, perch aveva dato il cattivo esempio
ai figli... Prega di continuo per Tamar, e per Amnon,
implorando il Nome affinch tocchi il cuore di quel giovane
sciagurato e lo riporti sulla retta via. Ma lo sapete com'
fatto David: i sentimenti sono una cosa, l'azione un'altra.
Vede solo quello che vuol vedere e chiude gli occhi sul resto.
Non ha neppure salutato Tamar quando  partita per
Baal Hazor. Poveretta. La ragazza non faceva che chiedere
di lui, ma David si  inventato una scusa pur di non venire
a dirle addio, le ha voltato le spalle. Eppure lo sanno tutti
che la adorava. Io credo che non volesse vedere il suo volto
sfigurato, perch era la prova inconfutabile di ci che
Amnon aveva fatto. Come se non vedere la realt bastasse
a cancellarla... Ora  arrabbiato con Maakah: da quando
gli ha chiesto la testa di Amnon, David non ha pi dormito
con lei e alla fine Maakah  venuta da me a chiedermi di
intercedere in suo favore. Dev'esserle costato non poco...
E voi l'avete aiutata?
Oh, s. Ci ho provato. Mi dispiace per lei... e per sua
figlia.
Voi di certo potete capire il loro dolore...
Bat-Sheva mi interruppe. No, vi prego, non voglio pensarci
pi. Non serve. Ed  inutile rodersi. Anche se avessi
voluto non avrei potuto cambiare le cose... Non avevo nessun
potere allora. Chiuse gli occhi e tir indietro la testa
aggraziata, una smorfia di rimpianto sul viso. Ma oggi disse,
tornando a fissarmi un po' di potere ce l'ho, posso decidere.
E ho deciso di guardare avanti e di essere una buona
moglie. In ogni caso quello che  successo a Tamar  diverso
da quello che  successo a me: io non ero vergine e non fu
mio fratello a farmi violenza.
Chinai il capo, annuendo.
L'aquila di Shelomoh era di nuovo alta nel cielo e
Bat-Sheva ne segu con lo sguardo i placidi volteggi. David
vi sta usando come scudo... lo sapevate?
In che modo?
Dice che se il Nome volesse un castigo per Amnon glieloavrebbe comunicato tramite voi.
Ebbi un moto di disappunto. Chi tace acconsente, questo
doveva aver pensato David. Del resto non poteva intuire la
vera ragione del mio silenzio. Ebbene dissi, questo cambia
le cose. Se volete che parli con quella donna, lo far.
Bat-Sheva mi sorrise. Molto bene, far in modo che ci
sia anche lei, la prossima volta che verrete a trovarmi.
Conoscevo assai poco Maakah. Suo padre, Talmay, re di
Geshur, era stato il primo fra i nostri vicini a chiedere la
pace con noi, e David, felice di rendere sicuro il confine
settentrionale, aveva voluto suggellare l'alleanza con un matrimonio.
Specie dopo aver visto la principessa. La accolse
in una dimora degna del suo rango, dove alloggiava insieme
ai servitori, provenienti anch'essi da Geshur. Io la vedevo
solo quando veniva a palazzo, in occasione di qualche cerimonia,
e non avevo mai parlato con lei. All'inizio del matrimonio,
quando Avshalom e Tamar erano piccoli, David
era solito trascorrere molto tempo in sua compagnia e aveva
sempre dimostrato un affetto particolare per i figli che gli
aveva generato.
Quel giorno, negli appartamenti di Bat-Sheva, Maakah
rifiut di sedersi, il che imped anche a me di farlo. Impettita
e a testa alta, il lungo collo ornato da una collana d'ebano,
nera anche la veste di seta, giunse le mani e mi rivolse
senz'altro la parola.
Dicono che voi siete la coscienza del re esord, con una
voce vellutata che non aveva perso del tutto l'accento forestiero.
Annuii.
Tanti anni fa, quando mio padre mi disse che mi aveva
promesso al vostro re, ebbi paura. Non volevo abbandonare
la mia gente e i miei di, gli di che potevo vedere e venerare
nei templi. Avevo paura del vostro dio, un dio che non si
pu nominare, un dio di cui non si pu nemmeno vedere
l'immagine. Ma mio padre mi disse che non dovevo temere,
perch, pur non avendo un volto, il Nome aveva una voce
e parlava attraverso un profeta, un uomo impavido, capace
anche di rimproverare il suo re, se era il caso.
Aveva il fuoco negli occhi mentre diceva queste parole,
uno sguardo capace di incrinare una stele. Non potei fare
a meno di abbassare la testa, fissando il mosaico sul pavimento.
Ma ora so che non  vero. Voi dite che il Nome vi ha
dato leggi che tenete per sacre e custodite nell'arca. Ora
una di quelle leggi, una delle pi importanti,  stata violata.
Eppure il re non fa nulla e la Voce del Nome  muta. Come
pu essere?
Capisco che... voi... balbettai, e le parole mi morirono
sulle labbra. La Voce del Nome, cos mi aveva chiamato,
ma la mia voce era un gracchio, una canna spezzata che
gemeva nel vento. Bevvi un sorso d'acqua e provai di nuovo
a parlare, ma la mia lingua non sapeva mutare in suoni le
immagini che sorgevano nella mia mente. Poi a un tratto
fui percosso da quella fitta familiare e il buio cal su di me,
mentre le parole mi sgorgavano, nitide e squillanti, dalle
labbra. Chi sei tu per giudicare l'unto del Nome? La giustizia
si compie quando Io lo voglio, Io la comando come il vento del
deserto e la marea che nessun uomo pu fermare, e allora le
montagne si scuotono e la terra si squarcia per inghiottire tutti
coloro che mi offendono. Le braccia sollevate, incombevo su
Maakah che, intimorita, si era ripiegata su se stessa. Appena
tornai in me, abbassai le braccia e mi sfregai gli occhi doloranti
e appannati.
Bat-Sheva non mi aveva mai sentito parlare con la voce
del divino e mi fissava sbalordita. Io ero ridotto a uno straccio,
come sempre dopo le possessioni, e la padrona di casa
si rivolse a una delle serve che si era rintanata in un angolo.
Porta una sedia per Natan! Non vedi che si sente male?
Intanto, Maakah, bianca come un lenzuolo, aveva guadagnato
la porta, impaziente di fuggire da me. Maakah la
chiamai, gentilmente, con la mia voce abituale, e lei si ferm
di colpo. Non aveva pi niente di altezzoso, era solo una
povera donna dall'aria spaventata.
Il grave torto subito da tua figlia verr punito. Ma non
spetta a David fare giustizia. Maakah mi guard confusa.
Allargai le braccia, come a dire: non posso parlare pi chiaramente.
Pagher quattro volte, aveva detto David a proposito
dell'uomo che aveva rubato la pecorella al povero. Il
castigo incombe anche sul re... Non posso dire di pi. Ma
consolati, perch un giorno avrai giustizia.

 Capitolo 20.

L'orzo matur e fu mietuto due volte in quel tempo segnato
dall'attesa, due lunghi anni, durante i quali conobbi anche
momenti di letizia, quando riuscivo a non pensare al futuro.
Ci furono giornate felici, mentre i lavori procedevano alacremente,
la musica risuonava nelle stanze del re e tutta la
citt pareva immersa in una sorta di bagliore dorato.
Stringemmo nuove alleanze in quei due anni e non vi furono
guerre, solo qualche scontro alle frontiere, con poche
perdite. Questo consent a Shelomoh di seguire le proprie
inclinazioni naturali, un'opportunit negata ai principi di
Hevron, cresciuti in tempo di guerra. Shelomoh non dimostrava
troppo interesse per l'arte militare: brandiva la spada
con destrezza, era preciso nel tiro con l'arco e seguiva i maestri
d'arme con docilit e attenzione, ma non si sforz mai
di andare oltre il grado di abilit richiesto dal suo rango.
Per amava ascoltare i racconti dei guerrieri, specie quando
rievocavano le grandi battaglie dei nostri gloriosi anni di
conquista. Poi veniva da me e mi riempiva di domande;
era affascinato soprattutto dalla strategia e mi stupiva la sua
capacit di vedere le cose sia dal punto di vista dei soldati
che dalla posizione privilegiata dei comandanti. Perfino
il taciturno Yoav cedeva al vivo interesse di quel giovane
ansioso di conoscere ogni dettaglio: perch aveva adoperato
quella particolare tattica, quali doti apprezzava in un
soldato, quando era meglio cingere d'assedio una citt, e
quando dare l'assalto alle sue mura. A volte rimanevano a
parlare per ore, chini su una mappa disegnata nella sabbia.
Gli piaceva confrontare le battaglie descritte da Yoav con le
pi celebri del passato e provava una strana soddisfazione
scoprendo che due condottieri avevano usato una tattica
identica a molti secoli di distanza. Tutto ci che avviene
oggi  gi avvenuto in passato osserv un giorno. Mi pare
che non ci sia mai nulla di nuovo sotto il sole. Tacque un
istante e guard, al di l degli ulivi, la citt che si estendeva
di fronte a noi. La novit sarebbe la fine di ogni guerra.
Allora s che sarebbe bello stare al mondo.
Non ci volle molto perch la mente pronta di quel bambino
superasse le mie capacit e, con il permesso di David,
convocai sapienti ed eruditi da ogni angolo della terra, i
Magi dell'Oriente, i dotti Etiopi e gli architetti di Tiro e
Mizrayim, gli aedi del Popolo del Mare, e poi incantatori di
serpenti e ammaestratori di cavalli e donne esperte nell'uso
delle erbe, affinch mi aiutassero a soddisfare la sete di conoscenza
di Shelomoh.
Seguendo il mio consiglio, David gli concesse di presenziare
alle udienze insieme ai fratelli maggiori, tre anni
buoni prima del consueto. Verso il decimo anno d'et, nel
modo repentino che si riscontra a volte fra gli adolescenti,
ovvero nel breve lasso di tempo di una sola luna, inizi a
farsi uomo. Il viso acquist tratti pi marcati, gli zigomi
alti della madre, incastonati tra la fronte spaziosa e la mascella
volitiva. Un volto che attirava l'attenzione, forse non
seducente come quello di Avshalom, ma illuminato da uno
sguardo pi profondo.
Veniva a trovarmi dopo le udienze, impaziente di studiare
con me i verdetti del padre, esaminando in modo
puntuale le testimonianze e sviscerando gli argomenti che
erano stati sottoposti al giudizio del re. E come si faceva
pensieroso se giungeva a una conclusione diversa da quella
cui era pervenuto il padre, se scopriva qualche falla nei suoi
ragionamenti!
Questo avveniva sempre pi di frequente. Infatti un'ombra
aveva preso ad allungarsi su quei giorni, per altri versi
luminosi: David cominciava a mostrare i segni dell'et. Una
certa svagatezza, qualche lacuna nella memoria, l'aria stanca
o l'impazienza quando le udienze si protraevano troppo a
lungo. La sua voce, la bellissima voce di David, si faceva
rauca quando era affaticato, la pelle aveva perduto la luminosit
di un tempo e i capelli stavano diradandosi.
Tali segni erano evidenti per me, che lo conoscevo da
sempre, n sfuggivano all'occhio perspicace del giovane
Shelomoh, ma fu Yoav, con la sua solita brutalit, il primo a
parlarne. Sembra un cane rognoso mormor sporgendosi
verso di me, mentre sedevamo a un banchetto per la festa
della luna nuova. David si era appena passato la mano fra i
capelli e glien'era rimasto un ciuffo fra le dita.
Mi strinsi nelle spalle. Non  pi giovane, anche noi
perderemo i capelli prima o poi.
Non mi riferivo ai capelli ribatt Yoav. C' qualcosa
che non va in lui,  sempre stanco... E guardalo, ha il mantello
pesante, con questo caldo...
Mentre Yoav parlava, David fece un cenno, a indicare
che il convivio era giunto al termine. Ci alzammo tutti,
le panche che stridevano strusciando contro la pietra, ma
Avshalom and verso di lui e gli rivolse la parola. Padre,
come sapete,  il tempo della tosatura nel casale che mi concedeste
sui monti di Baal Hazor. Avremo lana in abbondanza
quest'anno, e ho promesso alla mia gente che festeggeremo.
 la stagione migliore per la campagna e sarei felice se foste
dei nostri, cos potreste vedere con i vostri occhi le migliorie
che ho apportato alla propriet. Volete farmi l'onore di festeggiare
insieme a noi? Anche i miei fratelli possono venire,
se vogliono. Si volt verso Amnon. Tutti i miei fratelli.
Si lev un mormorio nella sala: era da due anni che
Avshalom non rivolgeva la parola ad Amnon. Questi, avendo
bevuto pesantemente, non ebbe la prontezza d'animo di
reagire e rimase a fissarlo a bocca aperta.
David guard prima l'uno e poi l'altro dei suoi figli, e un
sorriso gli rischiar il volto. Prese Avshalom fra le braccia e
lo strinse forte, con uno sguardo cos pieno d'amore che ne
rimasi turbato.
Avshalom, figlio mio disse David, la voce rotta
dall'emozione. Figlio mio. Si port la mano agli occhi, per nascondere
la commozione. E un piacere per me apprendere
che hai ben custodito le terre che ti donai. Ma  un piacere
ancora pi grande l'invito che mi rivolgi. Fece una pausa,
soffermandosi un momento a guardare Amnon. E tuttavia
certi impegni mi impediscono di lasciare la citt. Inoltre
dovrei portarmi dietro un seguito numeroso e non voglio
gravarti con le esigenze dei miei cortigiani.
Non mi saranno di alcun peso, padre. Abbiamo ampi
tendoni e il tempo  clemente...
David lo zitt, alzando la mano. Invita i tuoi fratelli
disse, gettando un'altra occhiata ad Amnon. Tutti i tuoi
fratelli. Fate una festa fra giovani, vi divertirete di pi senza
questo vecchio re e i suoi attendenti.
Ci detto, David lasci la sala e i convitati si dispersero.
Alcuni, riscaldati dal vino, si fermarono a chiacchierare facendo
capannello qua e l, mentre i pi stanchi e annoiati,
o quelli che avevano un'amante ad aspettarli, si affrettarono
verso l'intimit della camera da letto. Eravamo rimasti solo
in due nella sala, io e Amnon. La faccia del primogenito
pareva una tavoletta di cera su cui i sentimenti venivano
scritti, cancellati e riscritti: paura, sollievo, confusione e di
nuovo paura. Immaginavo cosa stesse pensando: era sincero
quel gesto di riconciliazione? Perdonandolo, Avshalom
voleva farsi bello agli occhi del padre? O era una trappola
mortale? E in tal caso come evitarla, visto che il re caldeggiava
da sempre un riavvicinamento fra loro due? A un
tratto, Yonadav torn nella sala, si avvicin ad Amnon e gli
disse qualcosa all'orecchio. Amnon si volt scuro in volto,
ma Yonadav gli imped di parlare con una risata fragorosa
e lo prese per mano, facendolo alzare dalla panca e dandogli
pacche sulle spalle con studiata allegria. Recitava bene,
per, e stordito com'era Amnon stette al gioco. Quando mi
passarono accanto diretti verso l'uscita, sulle sue labbra c'era
una smorfia che avrebbe potuto passare per un sorriso.
Rimasi seduto, perch, anche se i miei occhi fissavano
i due cugini che lasciavano la sala, una parte di me era gi
a Baal Hazor... Il sole sorgeva sulle colline velate dall'erba
primaverile. Le pecore vagavano nella luce nitida del mattino,
il vello che riluceva come un manto dorato. Dietro di
loro, le alture del Golan si protendevano a settentrione verso
monti lontani, le cime ancora spolverate di neve. Ferveva
di attivit la grande casa adagiata in fondo alla valle, il fumo
che si alzava dai tannur disegnava morbide volute nell'aria
immobile, mentre gli uomini tiravano le funi, montando
le tende di pelo di capra, e le serve stendevano tappeti dai
colori vivaci sulla nuda terra. Un mulattiere incitava le sue
bestie cariche di legna da ardere, sul pendio dove i cucinieri
allestivano i trespoli per gli spiedi sopra le buche scavate di
fresco.
Una figura snella usc dalla casa e attravers il cortile per
riempire le brocche di latte appena munto. Giunta a met
strada, si ferm e sollev il viso verso l'alto, offrendolo al
tiepido sole di primavera. Il velo le scivol sulle spalle e la
luce fece risplendere i suoi capelli ambrati. Aveva gli occhi
chiusi, un sorriso complice sulle labbra.
Indugi un momento, oscillando leggermente sui fianchi,
poi apr gli occhi dove balenava un che di sinistro. Il
tempo  giunto mormor.

 Capitolo 21.

I principi partirono separatamente alla volta della casa di
Avshalom, i pi grandi portandosi dietro ognuno il proprio
seguito, i pi giovani in carovana, accompagnati dalla servit.
Shelomoh viaggi con i fratellastri, eccitato come ogni
adolescente che va a una festa. Lo salutai fingendo di condividere
la sua gioia, ma sapevo che quel viaggio l'avrebbe
cambiato per sempre. Quando lo rividi, dieci giorni dopo,
aveva l'aria tirata e i suoi modi avevano perso la vivacit
spensierata degli adolescenti. Di solito un maestro non abbraccia
il discepolo, ma quel giorno gli gettai le braccia al
collo e lui si lasci stringere a lungo.
Era freddo per essere primavera e chiesi a Muwat di accendere
il fuoco. Seduto sui calcagni davanti al camino,
Shelomoh fissava le fiamme, raccontando ci cui aveva assistito.
E pensare che era una festa tanto bella esord. La
pi bella che avessi mai visto, cos diversa da quelle che si
svolgono qui in citt, con famosi cantori, il cibo elaborato
e i vini pregiati, i nobili da una parte e la gente comune
dall'altra. L eravamo tutti insieme, servi e padroni, contadini
e pastori, i musici che Avshalom aveva portato dalla
citt suonavano insieme ai suonatori del posto, c'erano gare
di abilit fra i tosatori pi abili e corse con gli asini, cantastorie,
danze, e i bambini scorrazzavano ovunque. Il mio
fratellino Natan si divertiva un mondo insieme ai figli dei
pastori. E poi com'era buono il cibo, semplice e genuino,
pane caldo da mangiare con l'agnello succulento appena
tolto dagli spiedi. E vino a fiumi. Eravamo tutti di ottimo
umore e non ci saremmo mai aspettati che...
Si era infervorato mentre rievocava la festa, ma torn
cupo, con l'aria sconvolta che aveva al suo ritorno da Baal
Hazor. Anch'io avevo assistito al fratricidio con gli occhi
della mente, ma lasciai che me lo raccontasse perch sapevo
che gli avrebbe giovato dare sfogo all'angoscia.
Avshalom aveva accolto Amnon come un ospite di riguardo,
offrendogli i migliori tagli di carne, vino in abbondanza
e fanciulle disponibili per allietare le sue notti.
All'inizio Amnon si era mostrato diffidente, ma dopo tre
giorni di bagordi si era rilassato, convincendosi che il fratello
desiderasse davvero la riconciliazione. La terza sera
era completamente ubriaco e i sicari avevano agito, spietati
come un branco di lupi: lo tenevano in tre, mentre altri tre
lo pugnalavano a morte.
Anche Adoniyah era ubriaco disse Shelomoh. E si 
fatto prendere dal panico. Diceva che gli sgherri di Avshalom
ci avrebbero ammazzati tutti ed  scappato verso le stalle insieme
a Shefatyah, Yitream e gli altri. Yitream ha preso in
braccio Natan ed  balzato in groppa a un mulo. Adoniyah
ha voluto che si separassero, dicendo che cos per gli uomini
di Avshalom sarebbe stato pi difficile prenderci.
Ma tu non sei fuggito.
No. Sapevo che ce l'aveva solo con Amnon. E quando
ho visto che Natan era al sicuro... E poi ero con Tamar, che
stava piangendo... Avshalom l'aveva portata nella nostra
tenda, poco prima dell'attacco. Era velata, ovviamente, ma
l'avevo riconosciuta subito. Anche per questo ero felice di
andare a Baal Hazor, perch sapevo che finalmente l'avrei
rivista. Fin dal mio arrivo avevo chiesto di lei, temevo che,
a causa della presenza di Amnon, non sarebbe venuta alla
festa. Avevo perfino in animo di chiedere ad Avshalom di
lasciarmi salire nelle sue stanze private. Quando l'ho vista
entrare nel tendone  stata una tale gioia... Sono andato
subito verso di lei per abbracciarla, ma in quella Avshalom
ha gridato qualcosa ad Amnon che era sdraiato sui cuscini.
Amnon si  voltato, sorridendo... Non lo dimenticher
mai quel sorriso. Avshalom ha fatto un cenno a Tamar che
si  scoperta il viso. Non credo che Amnon l'abbia
riconosciuta, l per l, perch non ha battuto ciglio. Continuava a
ridere, instupidito dal vino. Ma quello era il segnale che gli
uomini di Avshalom stavano aspettando, mescolati fra gli
ospiti. Credo che Amnon l'abbia riconosciuta solo all'ultimo...
ma ormai i coltelli avevano iniziato a trafiggerlo.
Tamar  scoppiata in lacrime e io l'ho abbracciata, mentre
tutti intorno a noi strillavano e scappavano di qua e di l,
rovesciando i tavolini... Poi Avshalom  venuto a prendere
Tamar, aveva gi fatto sellare un mulo per lei, predisponendo
la scorta. Erano sulla via di Geshur, mentre Amnon agonizzava,
riverso nel proprio sangue.
 toccato a me far avvolgere il suo corpo nel sudario e
ordinare che fosse messo sul catafalco. Poi sono salito sul
mulo e l'ho riportato a casa.
Avevo visto anche questo: la faccia seria del ragazzo che
non aveva perso la calma in mezzo a quel trambusto e si
era fatto obbedire dagli uomini adulti, occupandosi delle
spoglie straziate del fratello. Nessuno aveva messo in discussione
l'autorit del giovane principe mentre attendeva
ai lavacri e alla vestizione del morto, reclutando i barellieri
e organizzando la carovana. Avevo visto l'espressione solenne
con cui si era avviato dietro il feretro, alla testa di quel
corteo silenzioso. E altre immagini erano sorte nella mente,
mentre lo guardavo attraversare i campi: Shelomoh da grande,
un re alto di statura che guidava ben altra processione,
il sole che scintillava sulla sua corona d'oro, accendendo il
broccato cremisi e purpureo della sua veste.
La visione mi lasci, come sempre, esausto, le membra
intorpidite, e Muwat mi aiut a lavarmi e a vestire la tunica.
Non me la sentivo di fare a piedi il breve percorso che
mi separava dalla citt e chiesi al mio servo di mettermi
sul mulo, come un vecchio debilitato dagli anni. Del tutto
ignaro degli eventi di Baal Hazor, David aveva riunito il
consiglio nella sala delle udienze e mi sedetti al mio solito
posto, ricambiando il suo sorriso di saluto. Yoav lo stava
ragguagliando sulla situazione delle terre di confine e ne
approfittai per guardarmi intorno. La stanza pareva stranamente
vuota senza i principi e il loro seguito, ma a un tratto
notai Yonadav in un angolo e la cosa mi diede da pensare:
lui e Amnon erano notoriamente inseparabili, perch non
l'aveva accompagnato a Baal Hazor?
Ebbi la risposta quando uno dei servi fuggiti dalla festa
irruppe nella sala, suscitando un'ondata di panico fra i presenti.
Vi furono grida e lamenti e molti iniziarono a stracciarsi
le vesti, mentre la notizia passava di bocca in bocca:
tutti i principi erano morti, Avshalom aveva teso una trappola
ai fratelli, massacrandoli uno dopo l'altro.
Il volto di David era una maschera di orrore: si alz dal
trono e si lasci cadere sul pavimento, mentre un pianto
convulso gli usciva dalla bocca invece delle note soavi e degli
ordini perentori cui ci aveva abituati. Andai verso di lui e
la folla che gli si era stretta intorno si apr, lasciandomi passare.
Mi inginocchiai e gli feci appoggiare la testa sulle mie
ginocchia. Avrei tanto voluto dirgli che non era vero, ma
la mia bocca era sigillata dalla volont divina. Con la coda
dell'occhio, vidi Yonadav che veniva verso di noi facendosi
largo tra la calca. Incerti sulle sue intenzioni, i soldati della
guardia regia gli sbarrarono il passo, ma io feci segno a Yoav
che non era necessario, al che Yoav lo prese per la collottola
gettandolo accanto a David.
Yonadav s'inginocchi vicino a me e si chin verso
David, urlando quasi nel suo orecchio: Mio re! Non credere
a ci che si va dicendo! Non tutti i tuoi figli sono stati uccisi!
Amnon soltanto  morto! Gli occhi di David, abissi di
dolore, scrutarono confusi e speranzosi il volto di Yonadav.
Mi strinse il polso, la mano come un artiglio sulla mia pelle.
 vero quel che dice? mi domand con voce rauca. Non
potevo parlare e David si abbandon, disperato, fra le mie
braccia. Il tempo sembrava essersi fermato, ma pochi istanti
dopo le sentinelle di guardia sulle mura levarono le loro
grida, annunciando che Adoniyah stava tornando, seguito a
breve distanza da Yitream.
Avete visto? fece Yonadav. I figli del re sono salvi,
come il vostro umile servo aveva detto.
Yoav lo fulmin con lo sguardo e lo tir su di peso in
modo da poterlo guardare negli occhi. E tu come facevi a
saperlo, serpe? Che altro sai?
C'era fermento presso l'entrata e Yoav si volt, senza
mollare la presa. Poco dopo Adoniyah fece il suo ingresso
nella sala e David, visibilmente sollevato, si alz e gli and
incontro a braccia aperte. La folla si strinse intorno a loro,
mentre padre e figlio si abbracciavano, commossi.
Me ne andai alla chetichella. Non avevo motivo per
assistere al ritorno degli altri figli scampati all'agguato, o
alla consegna delle misere spoglie di Amnon. Sapevo che
il sollievo e la gioia di David per la salvezza degli altri figli
sarebbe stato offuscato dal cordoglio per quello trucidato. E
in seguito dalla cruda nostalgia per quello che aveva scelto
l'esilio.
A quel punto furono in molti a pensare che la maledizione
di Natan si fosse compiuta: David aveva perso un figlio
appena nato, la sua unica figlia era stata violata e ora gli
moriva il primogenito. Il re ha espiato la sua colpa, questo
pensava la gente. E di conseguenza, dopo aver osservato il
lutto per Amnon (sebbene gli unici a piangerlo davvero furono
David e Ahinoam), la citt torn tranquilla, per non
dire festosa, anche perch molti, sia a corte che fra il popolo,
erano contenti di essersi liberati di quel principe volubile
e malvagio. Solo io sapevo quale prezzo restasse da pagare:
David aveva evocato una quadruplice punizione e doveva
ancora finire di scontare la sua pena.

 Capitolo 22.

Il periodo di lutto prescritto dalla legge si era appena concluso,
quando Maakah mi mand a chiamare. Non ero mai
stato a casa sua, ma conoscevo la splendida dimora adiacente
al palazzo reale, nella strada dove risiedevano solo i pi
alti dignitari. Aveva una grande terrazza, con una vista incantevole
del Nahal Qidron e le colline violacee sormontate
dall'azzurro del cielo. Solo dal palazzo di David si godeva
una vista migliore, e rimasi cos colpito quando un servo
mi accompagn sulla terrazza che non mi accorsi di Yoav
seduto all'ombra. Trasalii quando mi rivolse la parola. Non
ti aspettavi di trovarmi qui, vero, profeta? disse. Allora
non sai tutto!
Non ho mai detto una cosa del genere ribattei in tono
bonario, stando allo scherzo. Anzi, forse sei tu che devi
illuminarmi.
Vorresti sapere com' che ci troviamo tutti e due qui,
vero? Buona domanda, io...
Yoav si zitt perch in quella Maakah comparve sulla terrazza.
Non era pi vestita di nero, ma indossava una splendida
tunica color lavanda con un leggerissimo velo bianco
drappeggiato morbidamente sui capelli. Yoav si era alzato
vedendola arrivare, ma la regina gli fece segno di sedersi e
mi invit a prendere posto accanto a lei.
E cos, lo sapevate disse, rivolta a me, con una voce
che non tradiva alcuna emozione. Sapevate che mio figlio
avrebbe ucciso Amnon, vendicando la sorella.
S dissi. Lo sapevo. Tacqui un istante. E voi?
Certo che no! Maakah gherm i braccioli con le dita
affusolate. Pensate che avrei potuto spingere mio figlio a
fare una cosa del genere, sapendo che gli sarebbe costata
l'esilio? E tutto per quella canaglia di Amnon! Ah, come
vorrei sputare sul suo cadavere! Ha privato della corona sia
Avshalom che Tamar! Si alz e inizi a camminare su e gi
per la terrazza con l'incedere pesante di un uomo, a dispetto
della delicata veste di seta. E ha privato me dei miei figli.
E dei favori del re. David non vuole pi vedermi...  convinto
che sia stata complice di Avshalom. Che idiozia! Se penso
che ho abbandonato la mia patria per ritrovarmi con una
figlia disonorata e un figlio bandito! Se c' un responsabile,
quello  David! Perch non ha punito Amnon? Perch
non ha reso giustizia a Tamar? E rimasto per due anni con
le mani in mano, mentre il rancore bruciava nel cuore di
Avshalom. Pensava davvero che mio figlio fosse disposto al
perdono? Alla riconciliazione? E ora anche mio padre  in
pericolo, per aver accolto Avshalom nel suo regno. Ma poteva
forse voltare le spalle al sangue del suo sangue? Per sono
sicura che non vuole la guerra con David...
Non ci sar nessuna guerra la interruppe Yoav. David
 felice che Avshalom sia al sicuro. E l'ha comunicato a vostro
padre.
La donna si volt verso di lui sorpresa e sollevata a un tempo.
Davvero? Ne siete sicuro?
 stato mio fratello, Avishay, a recare il messaggio.
Naturalmente il re deve condannare Avshalom in pubblico,
in ossequio alla legge, ma  in pensiero per lui. Sapete meglio
di me quanto  affezionato a quel giovane. E comunque
basta guardarlo: David non ha pi toccato cibo da quando
Avshalom  in esilio. Anzi, credo che dovresti andare da lui,
Natan, a consolarlo...
Come? pensai. Quale consolazione potevo dargli? E
quando mai le mie parole gli erano state di conforto? Prima
avevo fatto di lui un sanguinario, promettendogli la gloria
eterna, poi l'avevo maledetto e infine mi ero chiuso nel silenzio.
Non potevo parlargli nel nome dell'Altissimo. Ma
forse Yoav aveva ragione: potevo almeno offrirgli la parola
di un amico.
D'accordo dissi. Lo far.
E quando sarete con lui fece Maakah, ditegli la verit,
ovvero che io non ero al corrente delle intenzioni di
mio figlio, n tanto meno l'ho istigato a compiere quel gesto.
David vi ascolta e vi tiene entrambi in gran conto. Per
questo vi ho chiesto di venire qui. Non sono pi giovane
e non ho niente in questa citt, senza i miei figli e senza
il rispetto di mio marito. Voglio che torni a fidarsi di
me e rivoglio i miei figli. Solo voi due potete convincerlo.
Maakah chin lo sguardo. Non sono abituata a supplicare,
ma aiutatemi, vi prego.
Poco dopo ci congedammo e quando fummo in strada,
Yoav mi domand: Riferirai a David le parole di Maakah?
S. Gli esporr il caso, ma senza dargli alcun consiglio
al riguardo.
Perch no?
Perch se dovessi parlarne gli direi che  meglio se
Avshalom rimane a Geshur.
Come? Non vuoi che un giorno sia re?
Quello che voglio io non ha alcuna importanza. Ma,
visto che me lo chiedi, ti dir che a mio parere sarebbe un
pessimo re.
Ti sbagli. Il ragazzo  determinato e assai scaltro. Guarda
il modo in cui si  vendicato: ha aspettato due anni! Il che
dimostra una totale assenza d'impulsivit. Un piano astuto
e un'esecuzione impeccabile. Un po' spietato forse, ma a
volte un re deve esserlo per il bene del suo popolo. Spettava
a lui proteggere Tamar e lavare l'onta che avevano subito. Si
 comportato da uomo, era necessario.
Quante volte avevo sentito David giustificare un delitto
con gli stessi argomenti? Un brivido mi corse lungo la schiena.
Avshalom non  un bruto come lo era Amnon, ed 
molto pi intelligente. Comunque abbiamo bisogno di lui:
ha l'et giusta e l'esperienza che serve, per cui fra qualche
anno... e non saranno molti, a giudicare dalle condizioni di
David... A un tratto mi guard negli occhi, inarcando le
sopracciglia. Ho capito: tu pensi a Shelomoh, vero? Vuoi
mettere sul trono il tuo discepolo. Sbuff. Sembri cos
puro, Natan, cos distaccato, ma in fondo  il potere che
cerchi, come tutti noi.
Agitai la mano, come per scacciare quelle parole piene
di sarcasmo. Non m'importava il suo giudizio, n potevo
certo svelargli i piani del Nome. Non sta a me decidere la
successione dissi. E in ogni caso, anche in mancanza dei
due eredi pi anziani, sono ancora molti i figli maschi che
precedono Shelomoh. Dopotutto  solo un bambino, ha
soltanto dodici anni...
 questo il punto. Sia ben inteso, non ho niente contro
Shelomoh.  un ragazzo sveglio, ha molto pi acume tattico
di gran parte dei miei guerrieri, per  ancora piccolo.
E se vuoi che un giorno salga sul trono, sar meglio che tu
aiuti David a campare... Se va avanti cos, il tuo cagnolino
non far in tempo a mettere i denti di cui avr bisogno per
lottare con il resto della cucciolata.
Ormai eravamo nei pressi del palazzo e decisi di cambiare
discorso, per evitare che qualcuno ascoltasse di nascosto
le questioni delicate di cui stavamo parlando. C'era
una cosa che mi domandavo da giorni. Dov' tuo cugino,
Yonadav, il figlio di Shammah? Mi  parso strano che fosse
cos ben informato su ci che  successo alla festa. E anche
tu mi sembravi stupito.
Quel piccolo ruffiano! esclam Yoav, e raccolse lo sputo
nella propria bocca depositandolo sulla strada. E pensare
che tutta questa faccenda posa sulle sue spalle rachitiche! 
stato lui a mettere Tamar fra le grinfie di Amnon. Poi, quando
Avshalom ha agitato il ramo d'ulivo, vedendo che David
gradiva, quell'opportunista deve aver pensato che Avshalom
fosse in ascesa e ha cambiato casacca. E un'altra delle doti di
Avshalom: accetta il sostegno da qualunque parte provenga,
se ne ha bisogno. Pu essere una qualit utile per un re. E
cos si  servito dell'infido Yonadav per adescare Amnon.
Yonadav ha avuto un ruolo nell'assassinio, ne sono sicuro.
L'abbiamo torchiato, ma  pi tosto di quel che sembra,
neppure Avishay  riuscito a farlo confessare.
E adesso dov'?
A Bet Lehem, da suo padre. Gli ho detto che non lo
voglio pi vedere in citt.
E Shammah cos'ha detto?
Yoav scoppi a ridere. Un mucchio di cose, soprattutto
oscenit, con la boccaccia che si ritrova. Ma io gli ho chiarito
che per Yonadav c'era Bet Lehem o la via di Geshur con
gli altri assassini, e che non potevo garantire la sicurezza di
quella strada... Dal ghigno sul suo viso, capii che Yoav si
era divertito a cantarle a quello sbruffone di Shammah. Ma
la sua espressione torn subito seria. Sono preoccupato,
Natan disse. E non solo per questa faccenda. Il re non sta
bene e ora la successione  davvero incerta. Con Amnon
sotto terra e Avshalom in esilio, la corona toccherebbe ad
Adoniyah, ma non mi pare all'altezza. Certo, sembra pi
posato dei suoi fratelli maggiori, ma non  un uomo di sostanza.
Se dovesse capitare qualcosa a David... Non voglio
neanche pensarci. Mi recher personalmente a Hevron per
accertarmi che la vecchia fazione di Shaul non covi strani
propositi. Tu intanto vedi di far ragionare il re, sei l'unico
che possa riuscirci.

 Capitolo 23.

Pu una persona appassire di colpo come una foglia, fresca
e luminosa un giorno, l'indomani spenta e avvizzita?
Fu cos nel caso di David. Mi ricevette nella stanza privata
dove ci eravamo incontrati tante volte, ma mi illudevo pensando
che avrei rivisto quell'uomo dinamico ed entusiasta,
arguto e prodigo di osservazioni illuminanti. Disteso sul divano,
era avvolto nel mantello di lana di pecora nonostante
la giornata di sole. C'era una grossa zuppiera d'argento sul
tavolino accanto a lui, colma di uva, albicocche, fichi, pane,
formaggio e olive, ma non aveva toccato niente. Il digiuno
gli aveva fiaccato le forze e gli occhi, un tempo cos espressivi,
spiccavano privi di luce nel volto smunto. Il viso, il suo
bel viso, era emaciato e segnato dalle rughe e le guance apparivano
scavate sotto gli zigomi, come se lo scultore avesse
affondato troppo i pollici nell'argilla.
Non puoi andare avanti cos dissi.
L'ombra di un sorriso. Dunque il mio profeta torna a
rivolgermi la parola, finalmente!
Scrollai la testa. La Voce del Nome tace ancora. Ma non
occorre un profeta per dirti di mangiare. Ti parlo in qualit
di suddito. E come amico, se mi consideri ancora tale. Non
puoi continuare a mortificarti in questo modo.
Una risatina accompagn le sue parole. Gi, ci sono
cose che un re non pu permettersi, vero?
Sei un uomo, oltre che un re, soggetto ai bisogni umani.
Devi mangiare.
S, dovrei mangiare. E dovrei fare tante altre cose che
non ho fatto... Il mio cuore, Natan,  vuoto come un guscio.
Sar anche un uomo, come dici, ma uno fra i pi
spregevoli. Non  forse dovere di ogni uomo allevare i figli,
proteggerli e far s che crescano nel rispetto delle virt? A
quale scopo ho fondato un regno, vinto guerre, costruito
una citt, se ho fallito nell'impresa pi elementare, un'impresa
che anche l'ultimo dei pastori sa svolgere meglio di
me! Quali mostri ho allevato? Come deve essere giudicato
un padre che ha per figli degli stupratori e degli assassini?
Hai parecchi figli, non solo quei due. Piangi Amnon e
nessuno pu biasimarti per questo. Un uomo ha diritto di
piangere il proprio figlio. Amnon ha pagato con la morte
il male che ha fatto a sua sorella, ma anche se fosse stato
punito dalla tua giustizia, invece che dalla mano di suo fratello,
avresti il diritto di piangerlo. Quanto ad Avshalom, 
al sicuro, sotto la protezione del re di Geshur.  un pensiero
che dovrebbe consolarti.
Tu dici? Ma  una ben magra consolazione e non allevia
la nostalgia che ho di lui, del mio amato Avshalom. L'ho
avuto a fianco per due anni nella sala delle udienze ed ero
sempre sulle spine, sapendo l'odio che nutriva per suo fratello.
E ora so che odiava anche me, perch non avevo fatto
nulla... E cos l'ho perduto... Gli occhi infossati di David
si stavano riempiendo di lacrime e distolse lo sguardo. Poco
dopo mi fece cenno di andare, con la mano stanca.
La luce del sole filtrava dalle finestre, inondando il pavimento.
Ignorai il gesto di David e invece di lasciarlo aprii la
porta che dava sull'ampia terrazza, uscendo nell'aria tersa e
luminosa. La balaustra era piacevolmente calda sotto le mie
mani. Guardai in alto e vidi quello che speravo di vedere:
l'aquila che volteggiava sopra la citt, lasciandosi portare da
una corrente d'aria che la mia pelle non riusciva a percepire.
Abbassai lo sguardo, scrutando fra le palme e gli ulivi del
giardino reale e lo vidi subito, assorto, gli occhi rivolti al
cielo, la tunica bianca che risplendeva sotto il sole.
Tornai dentro e mi avvicinai al divano, posando la
mano sulla spalla di David: era come toccare un osso.
Vieni dissi. Voglio mostrarti una cosa. Di primo acchito
non ne volle sapere, poi, chiss perch, fece un gran
sospiro e pos i piedi sul pavimento, lasciandosi condurre
sulla terrazza. Indicai l'uccello che volava nel cielo e poi
il giardino, e in quella Shelomoh, accortosi di noi, volt
la testa all'ins. Il sorriso che gli illumin il volto era lo
stesso della madre. Il ragazzo fischi e subito l'aquila si
raccolse nella picchiata, ma invece di tornare sul polso del
padrone, vir bruscamente e venne a posarsi di fronte a
noi sulla balaustra, sbattendo forte le ali poderose. Pareva
fissare David, con i suoi occhi ambrati e impassibili, e il re
s'incant a guardarla.
Vedi quanta bellezza... quanta potenza dissi dolcemente.
E non parlo solo dell'aquila aggiunsi, indicando il
viso raggiante del ragazzo. Parlo del giovane uomo che l'ha
addestrata. Ecco un figlio di cui puoi andare orgoglioso. I
tuoi peccati hanno avuto e avranno amare conseguenze, ma
il Nome non ti ha dimenticato, mio re.
David si gir verso di me e vidi il colore tornare sulle sue
guance. Fallo chiamare. Digli che salga a mangiare con me,
fa' venire mio figlio.
Fu cos che, a dodici anni, Shelomoh divenne un balsamo
per il cuore ferito del padre, compagno prediletto e
gioia della sua vecchiaia.
Ma l'affetto  una cosa, la successione dinastica un'altra,
e nessuno pensava che quel ragazzino di dodici anni potesse
aspirare al trono. Semmai era Adoniyah, di poco pi giovane
del reietto Avshalom, l'erede presunto, ma Adoniyah
non aveva il carisma del fratello maggiore, n la sua abilit
nell'arte della politica. Inoltre non godeva della stima del
padre. David, infatti, si era sempre rispecchiato nel terzogenito,
che aveva preso da lui la vivacit dell'ingegno, ma
anche la prestanza fisica e il fascino: David non era il solo in
citt a sentire la mancanza di Avshalom. Ma il re non sapeva
che partito prendere e continuava a rimandare la designazione
dell'erede.
Con il passare del tempo, la memoria del fratricidio inizi a sbiadire e prese piede l'idea che Avshalom avesse agito
con diritto e che, pertanto, dovesse essergli consentito di
tornare dall'esilio. Chiesi a Muwat di tastare il polso della
popolazione e in breve ebbi conferma che era nata una fazione
favorevole ad Avshalom che si riuniva a casa di Maakah.
La cosa non mi stup, ma rimasi sbalordito quando venni a
sapere che la fazione era capeggiata da Yoav.
Andai subito a cercarlo e Yoav non neg le proprie responsabilit,
ribattendo con l'abituale schiettezza: A
Hevron cova la ribellione, Natan. Li teniamo buoni usando
il pugno di ferro, ma rischiamo la rivolta, se David dovesse
morire senza un erede designato. E viste le sue condizioni...
Quella gente ci odia, Natan. Abbiamo imposto loro pesanti
tributi per costruire questa citt, che oggi prospera, mentre
Hevron langue nella miseria. E i contadini di Yehudah
sono stanchi di sfamare i soldati della nostra guarnigione,
che poi non sposano le loro figlie e non danno loro figli e
nipoti, perch tornano qui a mettere su famiglia. E vuoi
sapere una cosa? Dopo un po', la gente si stanca della pace,
non ricorda pi quel che ha sofferto. Il nostro popolo ha
scordato com'era prima, non  pi grato a David per quello
che gli ha donato. Siamo in pericolo, Natan. Se Avshalom
tornasse, potremmo contare su un uomo capace ed esperto
nelle cose della guerra, pronto a salire sul trono qualora
fosse necessario. Ma David non lo designer mai come suo
successore. Vorrebbe farlo, lo so, ma non se la sente. Ha gi
piegato la legge una volta, a causa del suo desiderio per la
moglie di Uriyah, e non vuole farlo di nuovo. Tu forse sei
l'unico che potrebbe convincerlo, con qualcuna delle tue
parabole. Yoav mi scrut per un momento e aggiunse: Ma
non lo farai, vero?
No dissi in tono pacato. Non lo far.
Non ti capisco: Avshalom ha solo vendicato il grave torto
subito da Tamar, perch lo odi cos tanto?
Non lo odio per ci che ha fatto dissi. Lo odio per ci
che far, insieme a te, Yoav... Questo pensavo, ma non potevo
dirlo a voce alta, naturalmente. Yoav imprec e se ne
and maledicendomi a denti stretti per la mia ostinazione.
Quella conversazione mi torn in mente una settimana
dopo, quando una vedova della citt di Teqoa si present
davanti a David per chiedere giustizia. Vestiva a lutto e
aveva l'aria di chi piange da lungo tempo per un morto. Si
prostr, mormorando parole di gratitudine verso il re che
aveva accettato di ascoltarla, e David, commosso, fece segno
a uno dei valletti che portasse una sedia per lei, un privilegio
che veniva concesso di rado ai postulanti.
Cosa ti affligge, brava donna? le domand.
O mio re, questa tua serva aveva due figli. Come capita
spesso tra fratelli, si sono azzuffati mentre lavoravano
nei campi e siccome non c'era nessuno a separarli, uno ha
ucciso l'altro. Allora la gente della mia famiglia  venuta da
me e mi ha detto: consegnaci l'assassino, perch lo facciamo
morire vendicando il fratello che egli ha ucciso... A quel
punto la vedova si mise a piangere, ma con grande compostezza,
e continu a parlare fra le lacrime. Mio signore,
so che  la legge a volerlo, ma mio figlio non ha ucciso il
fratello di proposito. Non mi resta che lui, se me lo tolgono
spegneranno anche l'ultima brace che mi  rimasta e non
lasceranno alla stirpe di mio marito alcuna discendenza sulla
terra. Finito di parlare, la donna si copr il volto con le
mani.
Va' pure a casa disse David, palesemente toccato dalla
vicenda. Dar ordine che tuo figlio venga risparmiato. Se
qualcuno parla contro di te, fallo venire da me e vedrai che
non ti molester pi.
La vedova sollev il volto bagnato di lacrime. Dunque
fermerai chi vuole vendicare il sangue col sangue, in modo
che mio figlio abbia salva la vita?
Com' vero che il Nome vive in eterno, a tuo figlio non
sar torto un capello. David fece un gesto come a dire che
la questione era chiusa e una guardia si avvicin alla vedova
per scortarla fuori dalla sala.
Pu questa serva dire un'altra parola al signore suo re?
fece la vedova.
Parla disse David, con leggero stupore.
Il mio signore ha la sapienza di un angelo e ha pronunciato
per me il pi equo dei giudizi. Per non richiama il
suo stesso figliolo dall'esilio. Eppure tutti dobbiamo morire
e siamo come acqua versata in terra, che non si pu pi
raccogliere.
Chi ti ha messo in bocca queste parole? le domand
David bruscamente. Spaventata dall'improvviso cambiamento
del suo tono di voce, la vedova gett un'occhiata a
Yoav che, seduto con gli altri membri del consiglio, aveva la
fronte imperlata di sudore. Il re non manc di notare quello
sguardo e s'incup.
La vedova, ammesso che lo fosse, rispose balbettando:
Mi son detta, la parola del mio signore mi conforter, perch
il re mio signore  come un angelo di Dio che distingue
il bene dal male...
David si mosse sul trono, indispettito da quei giri di parole.
Non sottrarti alle mie domande. C' la mano di Yoav
in tutto questo?
La donna giunse le mani, tremando.  cos, il vostro
servo Yoav mi ha ordinato di dirvi queste cose.
A quel punto Yoav si alz e si prostr dinanzi a David,
pronto a subire la sua collera. Vi fu un lungo silenzio e,
quando parl, il re non si rivolse a lui ma ai cortigiani e ai
postulanti che gremivano la sala. Non intendo perdonare
mio figlio, ma ho deciso di porre fine al suo esilio. Solo allora
si rivolse a Yoav, sdraiato sulla nuda pietra ai suoi piedi.
Ecco cosa far, Yoav: mio figlio potr tornare nella nostra
terra. Non lo ricever, n dovr mettere piede a corte, ma
gli concedo di risiedere fuori dalle mura, per il conforto e la
consolazione di sua madre. Va', dunque, e fai tornare mio
figlio Avshalom.
Yoav esal un profondo sospiro e si mise in ginocchio, le
braccia tese davanti a s, i palmi rivolti verso l'alto. David
sorse dal trono, gli si avvicin e lo prese per le mani facendolo
alzare. Si guardarono negli occhi per qualche istante e
poi il re abbracci il suo servo. Di certo molti fra i presenti
si sentirono rassicurati da ci che avevano visto: il gracile
sovrano sorretto dalle braccia robuste del nipote. Il re aveva
accolto il consiglio del suo amato generale, aveva creduto
nella buona fede di Yoav e si era lasciato intenerire, concedendo
la grazia al figlio. Il sollievo e la soddisfazione erano
palpabili nella sala e anch'io sospirai, al riparo del trono. Ma
il mio era un sospiro di angoscia e rassegnazione.

 Capitolo 24.

Avshalom torn senza clamore, e David gli diede una terra
vicino a quella di Yoav, in modo che il suo fido generale
potesse tenerlo d'occhio. Pensava infatti che gli avrebbero
giovato la guida e l'esempio di Yoav e forse confidava che
Avshalom si sarebbe accontentato di condurre la vita tranquilla
di un prospero agricoltore. Il che dimostra quanto
poco David conoscesse suo figlio.
Avshalom non rimase a lungo con le mani in mano. Per
prima cosa, liber dalle messi met del suo terreno per far
spazio a una piccola caserma e a un campo di addestramento.
Si procur una merkavah e si dot di una scorta degna
di un principe, composta da cinquanta soldati e numerosi
paggi, ponendo a capo della guardia il cugino Amasa, figlio
di Avigai, sorella di David. Pupillo di Yoav, Amasa aveva
fatto una rapida carriera nell'esercito e Avshalom l'aveva
reclutato proprio per rendere pi stretto il proprio legame
con Yoav. Inoltre era stato un modo per ribadire le sue ambizioni:
se David non l'avesse ristabilito nel rango che gli
spettava, Avshalom era pronto a farlo da s. Non a caso,
trascorreva quasi tutti i pomeriggi addestrando i suoi uomini
insieme ad Amasa, in quello che un tempo era stato un
campo d'orzo.
La mattina, invece, faceva dell'altro. Muwat mi aveva riferito
che lo si poteva vedere di buon'ora presso le mura.
Quando qualcuno veniva in citt per domandare giustizia
al re, Avshalom lo salutava affabilmente, tenendo udienze
improvvisate a ridosso delle porte cittadine e promettendo
aiuto a chiunque glielo chiedesse. Incuriosito dal racconto
del mio servo, una mattina mi coprii con uno scialle e mi
recai nella piazza al di qua della porta, mescolandomi alla
folla per vedere la cosa con i miei occhi. In effetti, poco
dopo il sorgere del sole Avshalom arriv in groppa a un
mulo con una scorta di giovani di bell'aspetto, alti e muscolosi.
Ci sono uomini che preferiscono circondarsi di servitori
poco appariscenti, se non sgraziati, ma Avshalom era troppo
consapevole della propria avvenenza per temere confronti.
Era evidente che non aveva poltrito negli anni dell'esilio,
perch scoppiava di salute e aveva un magnifico aspetto,
con i capelli fluenti e le membra abbronzate, la medesima
prestanza di David quando l'avevo conosciuto. I sudditi
non potevano non essere colpiti dalla differenza: dopo essere
stati accolti in citt da quel giovane prestante, si trovavano
davanti un re che mostrava fin troppo i segni dell'et.
Indugiai all'ombra del colonnato, mescolandomi al viavai
del mattino, abbastanza vicino da osservare ci che avveniva.
Avshalom si comportava con la pi grande amabilit e
aveva una parola per tutti, chiamando le persone per nome
e informandosi sulle loro famiglie. Ma la sua attenzione era
rivolta soprattutto a coloro che entravano dalla porta diretti
al palazzo del re: andava loro incontro e li salutava calorosamente,
facendosi raccontare i loro casi. Li ascoltava con attenzione,
guardandoli negli occhi o posando loro una mano
sulla spalla e annuiva, si aggrondava o sorrideva a seconda
della materia che gli veniva esposta. Insomma una recita
assai efficace e una subdola strategia: giorno dopo giorno,
stretta di mano dopo stretta di mano, Avshalom si accattivava
sempre pi la simpatia dei concittadini. La merkavah e
la scorta di giovani belli e gagliardi gli donavano un fascino
regale, ma l'intimit di quegli incontri quotidiani alle porte
della citt lo avvicinavano alla gente comune. Una volta
tornati al loro villaggio, molti di quei visitatori avrebbero
raccontato di essere rimasti delusi dal re David, svagato e
invecchiato di colpo, cantando le lodi del bel principe che
si era preso la briga di ascoltarli... Dovetti riconoscere che
Avshalom non mancava di scaltrezza.
E Yoav, che si era tanto adoperato per riportare l'erede fra
le braccia del padre: tanto valeva che gli mettesse una vipera
in seno! Mi domandavo cosa ne pensasse degli sviluppi e decisi
di andare subito a chiederglielo, ma infervorato com'ero
mi scordai di togliere lo scialle e, quando feci per entrare nel
palazzo, la guardia mi sbarr il passo a muso duro. In altre
circostanze mi avrebbe divertito la faccia stravolta che fece
quando scopr chi ero.
Si stava ancora scusando con me quando Yoav, informato
da un servo del mio arrivo, mi venne incontro.
E cos sei stato alle udienze? disse, diretto come al
solito. Non hai perso tempo, eh?
Un vero istrione dissi, in tono ironico.
Gi. Non me l'aspettavo. Pensavo che avrebbe agito con
maggiore accortezza, come fece l'altra volta.  gi venuto a
chiedermi che interceda presso David perch lo faccia tornare
a corte.
E lo farai?
Neanche per idea. E ti confesso che non so che pesci
pigliare. Ho riferito a David questa buffonata di Avshalom
che fa il giudice per strada e sai come ha reagito lui? Gli
piace. Del resto, lo sai anche tu che  sempre stato cieco nei
confronti dei figli. Dice che Avshalom fa bene a ingraziarsi
il popolo. Ne va fiero, capisci?
Le parole di Yoav mi fecero tornare in mente l'invidia
di Shaul nei confronti del giovane David, l'astro nascente
che minacciava di spodestarlo dal cuore dei suoi sudditi.
Ora era David a vedere insidiato il proprio potere, ma non
pareva troppo turbato, n in procinto di sprofondare nella
pazzia. Forse perch, a differenza di Shaul che si era visto
voltare le spalle dal suo profeta, Shemuel, David sapeva di
poter contare ancora sul mio sostegno e non dubitava che
l'Altissimo fosse sempre dalla sua parte.
Credo che se gli chiedessi di ricevere Avshalom, David
accetterebbe continu Yoav. E ora che ho visto ci di cui
 capace il principe, non sono sicuro di volerlo. Comincio
a pensare che tu avessi ragione, Natan. Non mi fido di quel
ragazzo.
E Avshalom lo sa?
Non credo. Per forse comincia a subodorare qualcosa,
visto che per ben due volte mi sono rifiutato di ricevere i
suoi emissari.
Davvero l'hai fatto? Non ne sar contento.
Yoav fece un sorriso malizioso. Penso di no.
Conosci qualcuno vicino a lui?
Yoav mi guard negli occhi e scoppi a ridere. Certo!
Lo sai benissimo.
Amasa?
Yoav annu. Amasa e qualcun altro degli uomini di
Avshalom hanno combattuto sotto di me.
Una settimana dopo, Avshalom diede fuoco al campo
d'orzo di Yoav. Fu lo stesso Yoav a confidarmelo, prendendomi
da parte, durante una riunione del consiglio. Ho
perso l'intero raccolto di quest'anno mi disse.
Perch Amasa non ti ha avvisato?
Mi ha giurato che non lo sapeva. Avshalom ha mandato
lui a dirmi che quello era solo un avvertimento, che mi
avrebbe bruciato tutta la terra se non andavo a casa sua.
E tu ci sei andato? Avevo visto Yoav in mille modi,
infuriato e in pensiero per la propria vita, nell'impeto della
battaglia ed euforico dopo la vittoria, ma non avevo mai
visto quell'espressione imbarazzata sul suo viso.
Certo che ci sono andato brontol. Non potevo mettermi
apertamente contro di lui. Se l'avessi fatto, c'era il
rischio che mi bruciasse anche la casa!  diventato una potenza
quel ragazzo, e mi son detto che solo David poteva
farlo ragionare. Ma forse  troppo tardi.
Perch? Cosa voleva Avshalom?
Quello che ha sempre voluto: vedere suo padre ed essere
riammesso a corte, per ricominciare a tramare in vista
della successione. Quando mi ha ricevuto ha dimostrato
una certa astuzia, altro che. Si  subito scusato, dicendo che
era pronto a risarcirmi, ma aveva dovuto farlo perch non
gli avevo lasciato altra scelta... Parler con David, Natan,
perch tanto so che un giorno succeder comunque. David
non lo ammette, ma  impaziente di rivedere il figlio. Tanto
vale che assecondi Avshalom: meglio averlo come amico che
come nemico. Chieder a David di riceverlo.
Fai come credi risposi. Io non ti ostacoler.
E cos Yoav espose al re la richiesta di Avshalom e il re la
accolse senz'altro, perch non aspettava che un pretesto per
riammettere a corte il figlio prediletto. Tuttavia si mostr
freddo, la prima volta: quando Avshalom and verso di lui
per baciarlo, gir la testa e si sottrasse all'abbraccio. Il figlio
per non si perse d'animo e lo baci sulla spalla, come un
comune suddito, facendo mostra di non pretendere di pi.
Non so perch David non gli avesse concesso una maggiore
confidenza, dal momento che era evidente il suo desiderio
di riabbracciare Avshalom. In ogni caso, il ritorno del figlio
a corte ebbe l'effetto di rinfrancarlo, restituendogli almeno
in parte il vigore perduto.
Shelomoh, che negli ultimi tempi era stato l'unico conforto
del padre, venne messo da parte. Non mi guarda neppure
mi confid con amarezza un pomeriggio, mentre passeggiavamo
fra i mandorli dietro la mia casa. Non mi manda
mai a chiamare. Vuole solo Avshalom. Anche Adoniyah
ne soffre e non fa niente per nasconderlo. Il che  stupido,
secondo me. Ai re non piace vederlo sempre immusonito,
e questo non fa che giovare ancora di pi ad Avshalom.
Per me non  una questione di orgoglio, mi mancano le
chiacchierate con mio padre, c' cos tanto da imparare da
lui. Invece ad Avshalom non importa nulla, non fa nemmeno
finta di ascoltarlo. Per  tutto moine con lui... Ma
forse il re mi cercher di nuovo, ora che Avshalom andr a
Hevron.
Hevron? dissi sgomento. Quando parte? Non mi
aspettavo che succedesse cos in fretta.
Per la festa della luna nuova. Dice che quando era in
esilio a Geshur ha promesso che avrebbe compiuto il sacrificio
nella sua citt natale. Afferma che giover alle buone
relazioni con Yehudah, perch  da tanto che nostro padre
non si reca a visitare quella citt. Il re ha acconsentito, purch
vada in pace... Avshalom sar accompagnato dalla sua
guardia scelta e ha invitato altri uomini della citt ad andare
con lui in pellegrinaggio sulle tombe dei loro familiari. A
quanto ne so, saranno in molti a seguirlo. Si metteranno in
viaggio domani, all'alba.

 Capitolo 25.

Sapere in anticipo ci che avverr non aiuta di per s a farvi
fronte. Il re aveva chiesto al figlio di andare in pace, ma,
naturalmente, Avshalom aveva in mente la guerra.
La sua impazienza mi prese alla sprovvista, pensavo infatti
che avrebbe agito con freddezza, come aveva fatto con
Amnon. Visto il grande amore che il re nutriva per lui, gli
sarebbe bastato dare tempo al tempo e il potere sarebbe passato
gradualmente nelle sue mani. Nel giro di un anno o
due sarebbe diventato re di fatto, se non di nome. A quel
punto non avrebbe avuto alcun problema a deporre David
salendo sul trono di Yehudah.
Erano circa duecento quelli che partirono con lui per
Hevron. Non dico che fossero tutti congiurati, anzi, sono
sicuro che molti di loro erano in buona fede, perch esisteva
da lungo tempo l'usanza di celebrare i sacrifici della
luna nuova a Giloh. Alcuni andarono per reverenza, altri
semplicemente per godersi il banchetto che accompagnava
i riti religiosi, e altri per propiziarsi il giovane principe che
sembrava essere tornato nelle grazie del sovrano. Non so
quanti di loro avessero fin dall'inizio l'intenzione di tradire
e quanti si trovarono coinvolti in eventi che non avevano
previsto, ma, volenti o nolenti, quei duecento furono il germe
da cui sbocci la ribellione di Avshalom.
Mentre il grosso della compagine avanzava verso sud,
lungo la strada per Hevron, alcuni dei cospiratori battevano
le terre circostanti, toccando ogni paese e citt che avesse ricevuto
qualche beneficio da Avshalom. Queste spie avevano
il compito di reclutare altri uomini disposti ad appoggiarlo,
facendo leva sullo scontento della popolazione nei confronti
di David. Avshalom attese notizie a Hevron e, dopo aver
chiamato a raccolta i nuovi sostenitori, si convinse di avere
la forza necessaria per compiere la sua mossa. Si diede inizio
ai festeggiamenti e quando tutti furono satolli e di buon
umore e resi baldanzosi dal vino, il principe ribelle si alz
e fece il suo proclama. Alcuni fra i presenti si mostrarono
stupiti, ma subito gli uomini della sua cerchia presero a
esultare e in breve il loro esempio infiamm gli animi dei
compagni. Avshalom ordin di dare fiato agli shofar e fu
acclamato re, fra grida di giubilo.
L'echeggiare di quei corni di guerra segn anche la fine
del mio silenzio: dopo un tempo che mi era parso interminabile
avevo nuovamente la facolt di parlare. Eravamo riuniti
nella sala delle udienze, quando mi rivolsi al re dicendo
in tono concitato che suo figlio, il principe Avshalom, lo
aveva soppiantato nel cuore del popolo.
E sebbene fossero trascorse numerose lune dall'ultima
volta che gli avevo offerto una delle mie visioni, David mi
prest subito ascolto, per quanto assurdo potesse apparire il
mio annuncio. Si volt verso di me pieno di stupore, perch
era da tanto che non sentiva la mia voce, e quando ebbe
colto il senso delle mie parole l'angoscia gli si dipinse sul
viso. Ma fu questione di un attimo. Non si lasci abbattere
dal dolore per la svergognata doppiezza del figlio prediletto:
mise subito da parte ogni emozione e inizi a dare ordini.
Se io ero di nuovo il suo profeta, David era di nuovo il
mio re, pronto all'azione e risoluto, un condottiero nato.
Fece chiamare Yoav, Avishay e Benayah che era a capo della
guardia reale, e io andai incontro a Yoav fermandolo prima
che entrasse nella sala. Come potevi non saperlo? gli dissi
a denti stretti. E il tuo pupillo, Amasa, dov'?
Amasa  un traditore. Ora mi  chiaro.
E gli altri? Mi hai detto che avevi altri uomini di fiducia
nella cerchia di Avshalom...
Yoav si scroll la mia mano di dosso e si allontan sibilando:
Perch me lo chiedi? Non sei tu il profeta?
Le prime parole di David dimostrarono ancora una volta
la profondit del suo pensiero. Non posso rimanere qui
disse, e quando Yoav lo interruppe affermando che la citt
era inviolabile, lo zitt. Non lascer che Avshalom passi
il mio popolo a fil di spada. E me che deve uccidere, non
la mia gente. E lo sa. Per cui non lo affronter qui, ma
lo porter altrove. Facciamogli credere che siamo scappati
per la paura. Me ne andr, gemendo come un penitente,
a piedi nudi. Deve convincersi che sono debole, cos mi
dar la caccia e lo attirer in un luogo dove potremo tendergli
una trappola. Si fece portare le mappe e prepar il
piano con cura. Poi mand le staffette, in gran segreto, ai
suoi alleati pi fedeli al di l del fiume Yarden, nella citt
di Mahanayim, che sarebbe diventata la nostra roccaforte,
perch da l avremmo allestito l'imboscata ad Avshalom.
Sebbene ci fossimo messi in cammino con le vesti lacere
e i volti avviliti dei penitenti, David aveva fatto nascondere
armi e corazze sotto la paglia nei carri che ci seguivano.
Come ai tempi in cui era Shaul a perseguitarci, dovevamo
essere leggeri e muoverci in fretta. Uscendo dalla citt, vedemmo
che gli alloggiamenti dei mercenari filistei erano
abbandonati. Di certo sono tornati a Gat, nella loro terra
disse David. Non posso biasimarli. Ma avevamo appena
varcato la porta, quando Yoav alz la mano per fermare la
colonna: davanti a noi c'erano seicento uomini armati e
pronti alla battaglia. Erano i Filistei e il loro comandante,
Ittay di Gat, salut David che disse, visibilmente commosso:
Perch volete unirvi a noi? Il nuovo re vi pagher per
combattere sotto di lui, ne sono sicuro. Non avete l'obbligo
di seguirmi in questa avventura. Tornate ai vostri alloggiamenti,
vi dispenso dal servizio con onore.
Ittay scroll la testa. O re, mio signore, in qualunque
luogo sarai, l saremo io e i miei uomini, per morire o per
vivere.
David allung la mano e gli strinse l'avambraccio, dicendo
con le lacrime agli occhi: Siete davvero decisi a
farlo?
S, o re, mio signore.
Allora, mettetevi in marcia ordin David, troppo commosso
per aggiungere altro.
Avevamo da poco attraversato il Nahal Qidron quando
giunse un messo di gran carriera e rifer al re che Zadoq e
Evyatar, i sacerdoti, ci stavano seguendo con l'arca e i loro
figli in dolente processione. David si pass la mano fra i
capelli ed esclam scuotendo la testa: No! Ci rallenteranno
e Avshalom deve pensare che lascio la citt come un uomo
distrutto, non come un guerriero forte dell'arca del Nome.
Dovrai rimandarli indietro gli dissi, e David annu. Ci
fermammo per dar modo ai sacerdoti di raggiungerci, poi
David si rivolse a loro con il tono mesto di un uomo che va
incontro a una sorte incerta. Riportate l'arca in citt. Se io
trovo grazia agli occhi del Nome, egli mi far tornare e me
la far rivedere nella sua dimora. Se poi il Nome dovesse
dire: Non ti gradisco, sono pronto, faccia di me ci che
vuole. Ma l'arca deve dimorare nella nostra citt, non nel
deserto. Quei giorni sono passati. Per cui, tornate indietro
con i vostri figli, e riponetela nel tabernacolo.
Continuammo a marciare, scalzi e con il capo coperto, e
salimmo sul Monte degli Ulivi, fermandoci a riposare sulla
cima. Le persone che ci vedevano passare uscivano piangendo
dalle loro case, e ci donavano datteri e grano abbrustolito
e qualunque cosa avessero nella dispensa, perch potessimo
sostentarci durante il viaggio. Soltanto un uomo che apparteneva
alla famiglia di Shaul si par dinanzi a David scagliando
pietre e coprendolo di insulti. Vattene! S, vattene,
scellerato! Che il sangue della casa di Shaul ricada su di te!
Avishay, che era facile alla collera, corse a mettersi accanto
al re e lo ripar dai sassi, la spada in una mano e la daga
nell'altra. Perch lasci che questo cane morto ti maledica,
mio signore? ringhi. Ora vado e gli taglio la testa!
Ma David ferm Avishay, posandogli la mano sul braccio.
Tu non c'entri. Se un mio figlio, uscito dalle mie viscere,
vuole uccidermi, perch non dovrebbe volerlo anche
questo beniaminita della stirpe di Shaul? Cos disse David
ad Avishay e riprese il cammino, lasciando che il beniaminita
lo seguisse, gettandogli addosso pietre e improperi.
Sorridevo fra me, trascinandomi dietro di lui, anche se
ogni tanto una pietra mancava il bersaglio e mi mordeva
la carne. Sapevo perch David lo faceva: se fosse venuto
a sapere che suo padre si lasciava umiliare in quel modo,
Avshalom si sarebbe imbaldanzito convincendosi di avere la
vittoria in tasca.
Finalmente raggiungemmo la riva dello Yarden e David
disse che vi avremmo trascorso la notte. Mentre allestivamo
l'accampamento, un vecchio si avvicin alle sentinelle chiedendo
di vedere il re. Aveva le vesti stracciate e il capo coperto
di cenere, come noi, ma sulle prime non lo riconobbi e
solo guardandolo meglio ravvisai in lui Hushay. Hushay era
stato uno dei pi fidati consiglieri di Shaul e David l'aveva
conosciuto dopo la battaglia di Emeq Elah, quando era entrato
a far parte della cerchia ristretta del re. Una volta salito
al trono, aveva continuato ad avvalersi dei suoi consigli, finch
il saggio Hushay, considerandosi ormai troppo vecchio
per la vita di corte, aveva preferito tornare nella quiete della
sua terra, sul versante occidentale della montagna. David
lo accolse calorosamente e si sedette a parlare con lui. Sar
sincero con te, Hushay: sono onorato che tu abbia deciso
di unirti a noi, ma se tu marciassi insieme ai miei uomini
ci saresti di peso alla tua et, perch dobbiamo spostarci in
fretta e abbiamo poco tempo per riposare.
La delusione si dipinse sul volto di Hushay, ma David allung
la mano verso di lui, aggiungendo: Per puoi aiutarci
ugualmente. Ho un incarico della pi grande importanza
da affidarti, se te la senti: va' in citt e all'arrivo di Avshalom
offrigli i tuoi servigi. Gli dirai che mi hai visto debole e
affranto, che i mercenari filistei mi hanno abbandonato e
che posso contare solo su un manipolo di compagni anziani
come me. Promettigli che gli sarai fedele come sei stato
fedele a me e riferisci a Zadoq e Evyatar tutto ci che verrai
a sapere circa i suoi piani. I sacerdoti mi terranno informato
tramite i loro figli, cos potremo tendergli un agguato e
porre fine alla follia di Avshalom.
Hushay abbracci il re e part di buon grado, giungendo
in citt proprio mentre Avshalom varcava le mura alla testa
dei suoi uomini, senza incontrare resistenza. La maggior
parte degli abitanti era chiusa in casa, ma alcuni lo salutavano
ed esultavano al suo passaggio.
Hushay fece appello alle poche forze che gli restavano
dopo la lunga camminata e si port alla testa del corteo,
gridando: Viva il re! Viva il re!
Avshalom alz il braccio per fermare la colonna.
Hushay! esclam.  cos che sei fedele a David, mio padre?
Non eravate forse vecchi amici?
E Hushay rispose: No, io sono amico di colui che il
Nome e il popolo di Yisrael hanno scelto, e con lui rimarr.
Chi dovrei servire, se non il figlio di David? Come ho servito
tuo padre, cos servir te.
Solo un uomo giovane e vanitoso come Avshalom poteva
prendere per buono un simile voltafaccia, ma Avshalom
credette alle parole di Hushay e lo accolse senz'altro fra i
suoi consiglieri. Giunto al palazzo, per prima cosa il principe
fece chiamare il capo degli eunuchi.
Portatemi Bat-Sheva.
Mio signore, Bat-Sheva e i suoi figli sono partiti insieme
a David.
Avshalom si fece scuro in volto. E quale delle mogli di
mio padre  in citt?
L'eunuco abbass lo sguardo, la fronte imperlata di sudore.
Vostra madre, mio signore, nessun'altra. Il re ha ordinato
che tutte le sue mogli, tranne la madre di vostra signoria,
fossero trasferite fuori citt. Sono rimaste soltanto
le concubine.
Quante sono? fece Avshalom, imperturbabile.
Mio signore... Io non credo...
Quante?
L'eunuco si schiar la voce. Dieci, mio signore.
Molto bene. Piantate una tenda sulla terrazza e lasciate
l'entrata ben aperta. Stasera giacer con quelle donne.
Ma, mio signore... Sotto gli occhi di tutti... le concubine
del re?
S. E ricorda: sono io il re, adesso.
Non so con quante di quelle giovani donne Avshalom
si fosse davvero accoppiato al suo arrivo in citt, Hushay
era troppo morigerato per assistere allo spettacolo e David
non me ne ha mai parlato, ma anche una soltanto sarebbe
bastata a dimostrare ci che stava a cuore al principe: quel
che era appartenuto a David, ora apparteneva a lui.
Dopo aver dato libero sfogo alla lussuria, Avshalom riun
il consiglio di guerra. Il suo generale, Amasa, e il pi ascoltato
dei suoi consiglieri, Ahitofel, gli suggerirono di uscire
con le truppe prima dell'alba in modo da prendere David
di sorpresa. Allora Hushay prov a dissuaderli, per dare il
tempo a David di mettersi al sicuro dentro la roccaforte di
Mahanayim. Scosse la testa e disse rivolto al nuovo re: Gli
uomini rimasti con tuo padre sono pochi, s, ma valorosi.
E poi non credo che David sia al campo, a quest'ora sar
nascosto in un fosso o da qualche altra parte, debole com'.
Se mandi i tuoi soldati stanotte c' il rischio che trovino ad
aspettarli solo Yoav e suo fratello Avishay, i figli di Zeruyah,
due belve assetate di sangue che potrebbero tendere loro
un'imboscata... Il vecchio si volt verso Amasa. Li conosci
i tuoi cugini. Sai che possono diventare pericolosi quando
sono con le spalle al muro. Hushay fece una pausa e poi
aggiunse rivolto ad Avshalom: Se dovessi perdere qualche
uomo, senza essere riuscito a liquidare David, la notizia si
spargerebbe e fiaccherebbe il morale dei tuoi sostenitori.
Dammi retta, prendi tempo, raduna le genti di Yisrael, da
Dan a Beer Sheva, porta tu stesso quell'esercito numeroso
in battaglia, e allora s che piomberemo addosso a David
come la rugiada che copre ogni cosa.
Avshalom guard Hushay e poi Ahitofel con aria pensierosa.
Credo che Hushay abbia ragione disse alla fine.
 meglio aspettare e attaccare in forze. Fece uno sbadiglio
esagerato e alz il pugno, in un gesto scurrile, indicando la
terrazza. Comunque, per stanotte ho gi combattuto abbastanza.
Appena pot, Hushay avvert i sommi sacerdoti che ordinarono
ai figli, Yonatan e Ahimaaz, di correre al campo di
David informandolo circa il piano di Avshalom.
Mentre i due ragazzi compivano l'insidiosa missione,
cercando di eludere la sorveglianza delle sentinelle di
Avshalom, David giaceva insonne nella sua tenda. Era gi
tarda notte quando sentii le note dell'arpa e la sua voce che
pareva aver ritrovato, come per incanto, la soavit e la potenza
di un tempo.
Molti di me vanno dicendo:
Neppure Dio lo salva!
Ma tu sei la mia difesa,
tu sei la mia gloria e mi sollevi il capo.
Al Signore innalzo la mia voce,
ed Egli mi risponde dal suo monte sacro.
Io mi corico e mi addormento,
e mi risveglio perch il Signore mi sostiene...
Fede e paura, ma la fede era pi forte della paura. Quelle
parole lenirono la mia ansia e, cullato dalle note dell'arpa,
scivolai in un sonno profondo.
Yonatan e Ahimaaz giunsero al campo poco prima dell'alba
e David, gi sveglio da tempo, si rallegr nell'apprendere
che Hushay aveva avuto successo. Poi ci muovemmo,
rapidi e guardinghi, come ai tempi della nostra giovinezza,
quando eravamo avvezzi a vivere alla macchia. Il sole era alto
nel cielo quando attraversammo lo Yarden e non fu facile,
a causa della corrente impetuosa e delle acque gelide che
scendevano dalle nevi di Har Hermon. Dopo essere giunto
sull'altra sponda, mi fermai a prendere fiato e a far asciugare
la tunica e mi commossi guardando i miei compagni intenti
al guado: nativi della nostra terra e forestieri che avanzavano
insieme, gli abili nuotatori pronti a sostenere quelli in difficolt,
che procedevano aggrappati alla fune tesa fra le due
sponde. L'armata meticcia di David, uomini che parlavano
lingue diverse accomunati dall'amore e dalla lealt.
I capi di Mahanayim, fedeli alleati di David, mandarono
carri a prenderci e un picchetto d'onore che accompagnasse
David in citt, dove trovammo rifugio e venimmo rifocillati,
con il risultato che eravamo tutti sazi, riposati e pronti
al combattimento quando le armate di Avshalom si misero
sulle nostre tracce.
David divise i suoi uomini in tre brigate, affidandone
il comando a Yoav, Avishay e Ittay. In un primo momento
aveva deciso di guidarne una personalmente, ma i suoi generali
l'avevano dissuaso, dicendo che, ansioso di ucciderlo,
Avshalom avrebbe concentrato i suoi attacchi su quella
brigata. L'argomento era parso ragionevole e David aveva
accettato, sia pur a malincuore, di rimanere nella roccaforte,
dirigendo le operazioni da lontano.
Mentre le truppe si radunavano presso le mura, Shelomoh
and dal padre e chiese di poter combattere con gli altri.
David gli pos le mani sulle spalle e guard sorridendo il
viso ardente del figlio. Non ti facevo cos bellicoso. Natan
dice che non hai troppa passione per le armi.
Ma ora  diverso disse Shelomoh. Voglio battermi per
voi, padre. E lo so fare, chiedete ad Avishay...
David prese il figlio fra le braccia e lo strinse forte. Per
quanto fosse cresciuto, il padre lo sovrastava ancora di almeno
una spanna.
Non  giusto disse David che un fratello prenda le
armi contro suo fratello. E poi hai solo tredici anni.
Shelomoh si sciolse con garbo dall'abbraccio e fece un
passo indietro, fissando il padre con sguardo incrollabile. E
voi quanti ne avevate quando uccideste il gigante di Gat?
David sospir e sorrise. Qualcuno di pi. Guard verso
di me e io annuii. Shelomoh sentiva il bisogno di mettersi
alla prova, come ogni ragazzo sulla soglia dell'et adulta.
Inoltre era importante che i soldati lo vedessero combattere
insieme a loro. Conoscendo il futuro, sapevo che non correva
il rischio di morire, e David mi aveva guardato proprio
per avere una conferma in tal senso.
Va', allora disse, rivolto a Shelomoh. Unisciti alla
compagnia di Yoav, fra i suoi scudieri. Ma prima vedi di
rimediare una corazza, o vuoi andare in battaglia con la tunica?
Mentre Shelomoh correva verso l'armeria, David mi rivolse
la parola.  al sicuro disse, e non era una domanda.
Ma vorrei che tu andassi ugualmente con lui. Mi sentir
pi tranquillo sapendo che sei al suo fianco. Obbedii, naturalmente,
e presi ad allacciarmi gli schinieri che avevano
la pelle morbida e ben oliata, sebbene non li adoperassi da
tempo. In realt non pensavo che sarei tornato nella mischia,
e fui grato a Muwat che in tutti quegli anni aveva
sempre mantenuto in ordine il mio equipaggiamento.
Quando le sentinelle comunicarono che le truppe di
Avshalom erano in procinto di passare lo Yarden, David
riun i suoi comandanti e dopo averli ringraziati per la loro
fedelt, abbass lo sguardo e aggiunse con un sospiro: Ad
alcuni di voi non piacer ci che sto per dire. Alz la testa
e rivolse un'occhiata severa a Yoav e ad Avishay. E tuttavia
sar sincero: trattate il giovane Avshalom con riguardo.
Fatelo per me e dite ai vostri uomini che lo voglio vivo.
Ittay non batt ciglio e Avishay si limit ad aggrottare la
fronte, ma Yoav dovette mettercela tutta per non sbottare, e
aveva la faccia livida per la stizza.
Lo scontro ebbe luogo nella foresta di Efraim, sulla riva
orientale dello Yarden. Avendolo previsto, Yoav aveva schierato
parte dei suoi uomini dietro l'esercito di Avshalom in
modo da tagliare la ritirata al nemico, spingendolo verso il
terreno impervio a oriente del fiume. Mi piacerebbe poter
scrivere che fu un capolavoro di strategia militare a porre
fine all'improvvida avventura di Avshalom, con la perdita di
poche vite. Disgraziatamente non and cos, la battaglia fu
un bagno di sangue anche a causa del luogo dove si svolse,
una selva fitta di rovi e disseminata di rocce. Fu una carneficina,
e si pu ben dire che quel giorno la foresta divor
molta pi gente di quanta non ne avesse divorato la spada.
Alcuni morirono in un modo orribile: avevamo dato fuoco
agli arbusti per stanare una delle brigate di Avshalom e portarla
in campo aperto, ma all'improvviso il vento cambi
direzione e le fiamme divamparono altissime inghiottendo
pi di cento uomini, compresi alcuni dei nostri. E molti
dei feriti furono mangiati vivi dai leoni e dai cinghiali che
popolavano la selva.
Yoav era solito combattere alla testa dei suoi soldati e noi
lo seguimmo in quella giornata cruenta, che vide Shelomoh
dimostrare abilit e coraggio, sebbene non vi fosse in lui
l'ardore guerriero del padre, il gusto di uccidere, la sete di
sangue del giovane David. Tuttavia si mostr audace quando
un altro giovane scudiero cadde ferito in campo aperto,
alla portata degli arcieri nemici, e lui non esit a farsi avanti,
trascinando il compagno al riparo, nonostante la pioggia di
frecce.
Come capita a volte in battaglia, verso met pomeriggio
vi fu un momento di tregua, e mi ritrovai fra i soldati che facevano
capannello intorno a Yoav. Il nostro comandante era
piegato in due, le mani sulle ginocchia, ansimante, quando
uno dei suoi ufficiali spunt dalla boscaglia, gridando che
aveva un messaggio urgente da riferire.
Non ricordo il suo nome, ma era uno degli uomini pi
fidati di Yoav. Sporco di sangue e madido di sudore, disse
trafelato che Avshalom era rimasto appeso a un albero.
Come sarebbe? fece Yoav.
Abbiamo neutralizzato le sue guardie scelte, anche se 
stata dura, e ci  costato un bel po' di uomini. Quando ha visto
che i suoi erano tutti morti o feriti gravemente, Avshalom
 fuggito in groppa alla mula. Nel tentativo di seminarci si
 infilato in un bosco di querce, spronando la mula fino a
farla sanguinare. Ma quella scalciava e Avshalom faticava a
governarla... Mentre ascoltavo il racconto, immaginavo la
resistenza della povera bestia, i talloni di Avshalom che' le penetravano
feroci nei fianchi, il morso che le serrava la mandibola...
Immaginavo il suo cuore che batteva all'impazzata, i
grandi occhi che scrutavano di sbieco le ombre della foresta,
l'odore del sangue nelle sue froge... Per un momento smisi
di essere Natan, in piedi nella radura, e diventai quella mula
spaventata... Il tallone dell'uomo mi colpiva senza piet e a
un certo punto, accecata dal dolore, cercavo di disarcionarlo.
Lui si aggrappava alla mia criniera ma io m'impennavo e lo
gettavo aU'indietro, spedendo la sua testa tra le fronde della
quercia sotto cui stavamo passando. Due rami erano cresciuti
uno sopra l'altro, intrecciandosi, e la testa del principe li
aveva penetrati a forza, rimanendoci incastrata dentro, stretta
nella morsa fatale di quella forca vivente. Io avevo scartato di
lato, libera, finalmente, da quel peso molesto, ed ero corsa
via, lasciando il corpo penzoloni, sospeso fra il cielo e la
terra... La visione fin e tornai in me.
Appeso? ringhi Yoav. Dunque il figlio di quella gran
baldracca  morto?
No, mio comandante. Vive ancora, intrappolato fra i
rami di quella quercia. L'uomo indic un albero maestoso,
le foglie scosse dalla brezza nella luce del pomeriggio.
Yoav afferr le briglie e salt in groppa alla propria mula.
E perch non l'hai fatto fuori? Io non avrei mancato di
darti dieci sicli d'argento e una cintura.
Neppure per mille sicli d'argento stenderei la mano sul
figlio del re. Abbiamo udito bene l'ordine di David, e se io
avessi disobbedito neanche tu avresti potuto salvarmi dalla
sua collera.
Per tutta risposta, Yoav prese tre dardi dalle mani di uno
degli scudieri e si diresse nel folto della foresta. Shelomoh
fu lesto a balzare in groppa alla sua cavalcatura e lo segu
insieme al resto di noi.
Avshalom doveva aver sentito il rumore degli zoccoli
che si avvicinava. Yoav arrest la mula e sollev lo sguardo,
mentre un sorrisetto compiaciuto si dipingeva sul suo
viso segnato dal tempo. Shelomoh si ferm alle sue spalle, il
volto tirato. Gli occhi iniettati di sangue di Avshalom sembravano
schizzare dalle orbite e neppure un grido strozzato
riusc a scaturire dalle sue labbra cianotiche. Cerc disperatamente
di liberarsi, scorticandosi le mani nel vano tentativo
di divaricare i rami, ma la morsa che gli serrava la gola
gli impediva di respirare, privandolo di ogni vigore. Con
le ultime forze rimastegli, si aggrapp ai rami, issandosi un
poco, in modo da far giungere un filo d'aria ai polmoni. Le
braccia gli tremavano per lo sforzo e i lunghi capelli si impigliavano
ai rami, come il filo intorno al fuso.
Credo che se Yoav avesse aspettato anche solo qualche
minuto, il principe ribelle sarebbe soffocato sotto i nostri
occhi. Ma la sete di potere di Avshalom aveva suscitato la
sete di giustizia di Yoav, che, in groppa alla mula, and verso
il corpo penzolante, con le tre frecce strette nella mano
sinistra. Ne prese una con la destra e la piant nel petto
ansimante di Avshalom, esclamando: Questa perch hai
tradito tuo padre. E questa aggiunse, ficcandogli la seconda
freccia nel costato per aver usurpato il trono. E questa
sibil, infilzandolo una terza volta per esserti preso gioco
di me.
Il corpo di Avshalom si contorse per l'ultima volta, il bel
viso ridotto a una maschera grottesca, la lingua che pendeva
inerte dalla bocca. Eccitati dal sangue, gli scudieri di Yoav si
fecero avanti fra grida di giubilo e presero il cadavere per le
gambe buttandolo a terra. Met dei suoi capelli erano rimasti
attaccati ai rami insieme a lembi di pelle insanguinata.
Solo Shelomoh era rimasto in disparte, lo sguardo vacuo
e le labbra strette, ma quando i suoi compagni si furono
allontanati, and verso il corpo e si chin a raccogliere dei
sassi. Sulle prime pensai che volesse profanare ancora le spoglie
del fratello, invece si inginocchi e gli pos le pietre
addosso, delicatamente. Poi si alz e ne cerc delle altre.
I giovani compagni guardarono Yoav, incerti sul da farsi,
e il comandante sollev il mento e incroci le braccia, dicendo:
S, aiutatelo. Poi volt la mula e torn presso il
grosso dell'esercito dando ordine che si desse fiato ai corni,
per annunciare la vittoria. La luce arancione del tramonto
filtrava tra le foglie, e il silenzio nel bosco era rotto soltanto
dall'acciottolio delle pietre che si accumulavano sopra
il corpo devastato di Avshalom, a formare la pila funebre.
Quando finimmo di erigerla, Shelomoh si copr il capo di
terra e si stracci le vesti, ma non c'era neppure una lacrima
nei suoi occhi mentre recitava la preghiera dei morti.
Poco dopo riprendemmo la via di Mahanayim, dove
David ci attendeva. Sapevo che la notizia della morte di
Avshalom sarebbe giunta in citt prima di noi, per cui non
c'era motivo di affrettare il passo, sfiancando le mule gi
provate dalla lunga battaglia. Mentre cavalcavamo, eravamo
accompagnati dal suono degli shofar che echeggiavano
da una brigata all'altra, nell'aria velata di fumo. Sentendo
quegli squilli esultanti, le truppe di Avshalom capirono che
l'assalto era fallito e si diedero alla fuga. Ma gli ordini di
Yoav erano stati chiari: lasciate che attraversino il fiume.
Non dovevano esserci altri morti, n cacce all'uomo.

 Capitolo 26.

Molto prima che io e Shelomoh raggiungessimo le porte di
Mahanayim, una sentinella chiam David dalla torre, dicendo
che un uomo stava arrivando di corsa.
Se  solo, porta una buona notizia disse David e and
alla porta, riparandosi gli occhi con la mano per vedere meglio
il messaggero. Appena l'ebbe scorto gli si fece incontro.
Quando fu pi vicino, l'uomo si mise a gridare: Buone
notizie, o mio re! Il Nome ti ha reso giustizia, liberandoti
dalle mani di quanti erano insorti contro di te.
Il giovane Avshalom sta bene? rispose David.
Benedetto sia il Nome che ha messo in tuo potere gli uomini
che avevano alzato le mani contro di te, o mio signore!
Ma il giovane Avshalom  salvo? chiese nuovamente
David, con voce rotta.
Il messo era uno straniero e non poteva immaginare la
reazione che avrebbero suscitato le sue parole. Periscano
come quel giovane i nemici del re e quanti insorgono contro
di te, o mio signore! esclam con gioia.
David cap e torn sui suoi passi, respingendo tutti coloro
che cercavano di consolarlo. Rientr dentro le mura,
strascicando i piedi e ragliando come un asino percosso.
Fu Bat-Sheva a raccontarmi queste cose, quando andai con
Shelomoh nelle sue stanze. La regina s'illumin vedendo che
il figlio era vivo e vegeto, ma subito dopo l'angoscia torn
a offuscare quegli occhi lucenti. Il re  disperato ci disse,
accompagnandoci da lui. David giaceva a letto e non volle
farci entrare, ma lo sentimmo gemere al di l della porta
chiusa, la voce piagnucolosa che ripeteva senza sosta: Figlio
mio! Avshalom figlio mio, figlio mio Avshalom! Fossi morto
io invece di te, Avshalom, figlio mio, figlio mio!
Sospirai. David non lo sapeva, non poteva saperlo, ma
con quella perdita il quadruplice castigo che aveva decretato
per se stesso era finalmente compiuto: il neonato senza
nome, Tamar, Amnon, Avshalom. Sarebbe stato l'ultimo
lutto della sua lunga esistenza, e il pi doloroso.
E ne fecero le spese anche le sue truppe, quando tornarono
esauste dalla battaglia. I soldati si aspettavano di essere
accolti festosamente dalle donne in tripudio, invece sfilarono
in una citt immersa in un silenzio funebre.
Yoav era fuori di s quando si present a palazzo. Irruppe
nell'anticamera dove sedevo con Shelomoh e Bat-Sheva, e
fece scansare le guardie che sorvegliavano la porta di David,
ringhiando: Il re deve ricevermi perch ho appena combattuto
e vinto per lui!
Lo seguii e per poco non mi presi la porta in faccia, ma
feci in tempo a sgusciare dentro e mi piazzai alle sue spalle,
presso il giaciglio di David. Il re era voltato verso la parete,
uno scialle sopra la testa. Yoav incombeva su di lui, le braccia
incrociate sul petto, le gambe divaricate, la mascella fremente.
Era tale la sua collera che faticava ad articolare le parole.
Cosa stai facendo?
Il re si gir verso di lui scoprendosi il viso e lo guard per
un momento, con gli occhi arrossati dal pianto, poi affond
il viso nel cuscino e riprese a piangere disperatamente.
Ma non capisci? fece Yoav in tono aspro. Cos mortifichi
i tuoi seguaci, tutti noi che oggi abbiamo combattuto
per salvare la tua vita e quella dei tuoi figli, delle tue
mogli e delle tue concubine. Se fai cos mostri di amare
quelli che ti odiano e di odiare quelli che ti amano. Infatti
mostri chiaramente che i tuoi comandanti e i tuoi soldati
non contano nulla per te. Avresti preferito che Avshalom
fosse vivo e noi fossimo tutti morti, eh? Sciagurato!  questo
che vorresti?
David non si mosse e Yoav diede un calcio al pagliericcio.
Alzati! Esci e trova una parola di gratitudine per la tua
gente! Perch ti giuro che se non esci e non tributi a quegli
uomini l'affetto che gli devi, neppure un uomo rester con
te questa notte!
Il re alz la mano, lentamente, e si scopr la faccia, rivolgendo
a Yoav il pi gelido degli sguardi. Si tir su dal letto
e and a sciacquarsi il viso con calma deliberata. Respinse,
gentilmente, Bat-Sheva che si era avvicinata per aiutarlo, e
si pass le mani fra i capelli bagnati. Poi drizz le spalle e
disse, senza voltarsi, con un tono privo di qualunque emozione:
Yoav, far ci che chiedi, metter da parte il lutto,
anche se non posso far cessare il dolore... La sua voce s'incrin
mentre pronunciava quest'ultima parola, ma fece un
respiro profondo e continu: Fa' chiamare Amasa.  sangue
del mio sangue, come te. Ma tu hai ucciso mio figlio,
mentre lui lo ha servito. Pertanto sar Amasa a comandare
il mio esercito. Non tu. Si volt e aggiunse con aria truce:
Sei destituito, seduta stante.
Ci detto, David usc, rigido sulle gambe, il volto tirato,
e si rec presso la porta a incontrare i suoi soldati, soffermandosi
a parlare con tutti quelli che gli rivolgevano la
parola. Non nascose loro la sua pena, non ce n'era bisogno,
perch a differenza di Yoav, i soldati comuni non lo biasimavano
per essersi abbandonato all'angoscia. Lo conoscevano
e conoscevano i suoi difetti. Anzi, credo che lo amassero di
pi a causa delle sue pecche, che lo rendevano simile a loro,
un uomo imperfetto e in balia delle passioni.
Non lo seguii quando scese a salutare la truppa, ma rimasi
nella stanza insieme a Yoav che, sbollita l'ira, era diventato
pallido come un lenzuolo. Comandai ai servi di lasciarci
da soli e gli versai una coppa di vino, mettendogliela fra le
mani, perch il prode Yoav pareva inebetito.
Non prendertela dissi sommessamente. Non  come
sembra.
Yoav si riscosse dal torpore e sbott guardandomi in cagnesco:
Non prendertela? Ma sei uscito di senno? Sono
appena stato destituito, io che gli ho salvato la vita non so
quante volte, io che sono sempre stato al suo fianco e ho
ucciso per lui... Come posso non prendermela se mi ha
appena rimpiazzato con un traditore?
Ma non capisci che  pura politica? ribattei. Ha bisogno
di Amasa per riportare gli insorti dalla sua parte. Non
pu tornare nella capitale con met della popolazione che
vive nel terrore per aver acclamato Avshalom. E deve recuperare
anche quelli che sognano ancora di riportare sul
trono i discendenti di Shaul. David  una volpe, lo sai. Il
cordoglio che ostenta per la morte del figlio e questa improvvisa
collera verso di te gli servono per mascherare le sue
vere intenzioni. Ha bisogno del sostegno di Amasa. Per il
momento. Ma non per molto tempo. Sii paziente, metti da
parte l'orgoglio. Quando il regno sar di nuovo unito e sicuro,
potrai vendicare questo affronto. Ragiona con calma e
capirai che le cose stanno come dico. Tu non sei come i tuoi
fratelli, non sei una testa calda, come Asahel o Avishay. Non
lo sei mai stato. David non sarebbe mai riuscito a creare
questo regno senza di te, e lo sa bene. Non buttare via tutto
a causa di un momento di collera, per quanto giustificata.
Yoav scol la coppa fino all'ultima goccia e la sbatt sul
tavolo. Tu parli, parli... E io non so mai come prendere le
tue parole. Le hai viste queste cose? O stai giocando con me
per qualche altro motivo? Se David  una volpe, cosa sei tu?
Un serpente? Dici che sei al suo servizio eppure hai sempre
lasciato che si cacciasse nei pasticci... Non so davvero cosa
pensare di te, Natan, le tue parole potrebbero valere oro o
essere insulse come il piscio. Come pu comprenderti un
uomo normale? In fondo non ti conosco, anche se siamo
insieme da una vita.
Allargai le braccia.  vero mormorai. Io sono un semplice
respiro, mutevole come il vento. Ma devi credermi quando
dico che sono al servizio del regno. Il regno per cui hai tanto
lottato. Fai quello che ti parr pi giusto, Yoav, ma rifletti su
ci che ti ho detto. Mi congedai dal vecchio soldato e andai
in cerca di Shelomoh. Era importante che fosse con me, presso
il trono, perch quello era il posto che gli spettava.

 Capitolo 27.

Consolato dall'affetto genuino dei suoi guerrieri, David trov
la forza e la lucidit necessarie ad affrontare la delicata
situazione in cui versava il regno. Ci trattenemmo ancora
per qualche tempo a Mahanayim, per seppellire i morti e
assistere i feriti. Intanto, David invi emissari in ogni citt
e provincia, rassicurando quanti si erano sollevati contro di
lui e offrendo il perdono a chi gli giurava fedelt. La nomina
di Amasa a capo dell'esercito contribu a spegnere gli ultimi
focolai della rivolta, ma Amasa non valeva la met di Yoav,
n come generale, n come uomo. David non l'aveva mai
ammesso in mia presenza, ma sentivo che la pensava allo
stesso modo. Infatti, divise l'esercito in tre armate, affidando
a Ittay i fedeli soldati ittiti, a Benayah gli altri mercenari
e la guardia regia, e ad Avishay il resto delle truppe; in questo
modo il potere di Amasa risultava fortemente sminuito.
Il ritorno della corte a Ir David fu salutato da solenni
celebrazioni, quasi a cancellare la mestizia con cui l'avevamo
lasciata. David varc le mura accompagnato da un
contingente in cui erano rappresentati uomini di ciascuna
trib del regno. Vi furono canti e danze e tutti coloro che si
presentarono nella sala del trono per chiedere clemenza la
ottennero. Perfino a Shimei, l'uomo della casa di Shaul che
aveva scagliato pietre contro David durante la fuga, venne
risparmiata la vita. Avishay se ne lament, chiedendo
che gli fosse concesso il privilegio di giustiziarlo, ma il re lo
rimprover, dicendo che era il tempo della compassione.
Estendendo il suo perdono anche a chi l'aveva gravemente
umiliato, David si proponeva di dimostrare che era di nuovo
il re di tutta la terra di Yisrael.
Non per questo gli ultimi anni del suo regno furono pacifici:
il nostro era un popolo incline al rancore e sempre
pronto alle lotte intestine. Ma David seppe reggerlo con
mano ferma nell'ultimo scorcio del regno, e con una prudenza
di cui non aveva mai dato prova da giovane. L'incombere
della fine e la salute malferma lo rendevano consapevole
dei propri limiti, e amministrava le forze con oculatezza.
Prestava attenzione anche alle rimostranze pi veniali, per
evitare che degenerassero nell'ostilit, e accoglieva di buon
grado le richieste che gli parevano ragionevoli. Ma era deciso
a spegnere sul nascere i moti di rivolta e se gli giungeva
all'orecchio che qualcuno predicava l'insurrezione, lo faceva
eliminare prontamente.
Al suo ritorno nella capitale, David chiam a s Adoniyah,
per saggiarne la tempra ora che non era pi messo in ombra
dall'esuberanza dei fratelli maggiori. Ma per quanto
Adoniyah si sforzasse di suscitare una buona impressione nel
padre, apparve subito evidente che era un giovane mediocre,
privo di curiosit e dall'intelligenza limitata. David non tard
a stancarsi di lui e smise di convocarlo quando riuniva il
consiglio per le questioni pi importanti.
Lungi dal sentirsi offeso, Adoniyah ne approfitt per tornare
alla vita oziosa di sempre. Per si fece un punto d'onore
di emulare Avshalom negli eccessi, se non nell'abilit, e volle
procurarsi un carro da combattimento, cavalli e servitori
in gran numero, dandosi le arie di chi confida di farsi re.
Quando venne a sapere che il figlio si comportava in modo
frivolo e stravagante, David si mostr indulgente e decise di
lasciar correre: in questo purtroppo non era cambiato.
Ambizioso come la madre, Avshalom era cresciuto fra
i privilegi di cui gode il figlio di una favorita, per pi di
sangue reale. Adoniyah invece non aveva mai usufruito di
tali vantaggi. David aveva sposato sua madre, Haggit, per
ragioni di stato, allo scopo di consolidare il proprio potere
negli anni turbolenti di Hevron. Haggit non era mai stata
fra le sue favorite e dopo che gli aveva dato un figlio David
aveva smesso di giacere con lei. Capitava di rado che la
facesse chiamare e da bambino Adoniyah ne aveva sofferto:
era nata cos, nel suo cuore, la voglia di rivalsa, alimentata
anno dopo anno dalla gelosia.
A parte i privilegi della nascita, Avshalom possedeva altre
qualit di cui il fratello minore era del tutto sprovvisto.
Per esempio, la capacit di far breccia nel cuore delle persone,
una dote innata che lo rendeva popolare ovunque andasse.
Insulso e superficiale, Adoniyah si circondava solo di leccapiedi
e opportunisti, uomini sempre pronti ad adulare un
giovane destinato forse a diventare re. Infatti, alcuni dei seguaci
di Avshalom passarono disinvoltamente nel seguito
di Adoniyah, attirati dalla pompa di cui il principe amava
circondarsi. Questo non mi sorprese affatto.
Ma a sorprendermi fu, ancora una volta, Yoav, quando
venne fuori che era il principale sostenitore di Adoniyah.
Yoav mi giudicava responsabile del suo allontanamento da
parte del re e, pur riconoscendo le virt di Shelomoh, non
aveva simpatia per lui, anche perch lo considerava una mia
creatura. Fra i possibili eredi al trono, aveva deciso di appoggiare
quello che gli pareva pi propenso a restituirgli il
comando dell'esercito. A quel punto capii che dovevo stare
in guardia.
Per prima cosa rivelai a David la vera situazione. Sapevo
che non avrebbe mai pi voluto bene a Yoav, ma sapevo
anche che ne rimpiangeva l'abilit militare e che era in cerca
di un pretesto per liberarsi di Amasa. Fu la ribellione
di una fazione beniaminita a fornire a Yoav l'occasione di
agire, e David gli consent di coglierla. Uno scellerato di
nome Sheva aveva cercato di fomentare la rivolta e David
aveva subito inviato Amasa a sedarla. Ma l'inetto Amasa si
era mosso goffamente, lasciandosi sfuggire Sheva e la sua
banda. Allora David si rivolse ad Avishay affidando a lui il
compito di dare la caccia agli insorti, e Yoav part insieme al
fratello. Incontrarono le truppe di Amasa presso la grande
pietra di Ghivon e Yoav si accost ad Amasa salutandolo
come un fratello, ma nella mano nascondeva un pugnale.
Fu una replica dell'uccisione di Avner, questa volta per
David non pianse per la vittima, n si adir con l'assassino:
afferm solo che Yoav aveva punito l'imperizia di Amasa
con troppo zelo. Va detto che Yoav pose fine brillantemente
alla rivolta, usando pi l'ingegno che la forza: dando prova
di un coraggio che mi ramment quello di Avigayil, una
donna usc a implorare Yoav di risparmiare la sua gente e
Yoav accett, a patto che gli consegnassero l'iniquo Sheva.
Quella stessa notte, gli uomini della citt catturarono lo
scellerato, gli tagliarono la testa e la gettarono al di l delle
mura.
David lod pubblicamente la scaltrezza con cui Yoav
aveva agito e se ne serv come pretesto per restituirgli il comando
dell'esercito. Non per il comando assoluto di cui
aveva goduto in precedenza, perch David decise di lasciare
Ittay a capo dei mercenari e soprattutto Benayah alla testa
della guardia reale. Yoav se ne adombr, naturalmente, perch
era la prova che l'uccisione di Avshalom aveva scavato
un solco incolmabile fra lui e il sovrano. E in parte Yoav
attribuiva a me la colpa, come se avessi potuto prevenire gli
eventi che avevano portato alla sua destituzione. Non che
m'importasse: non era mai corso buon sangue fra noi due,
a partire dal giorno terribile in cui ci eravamo conosciuti,
nella casa di mio padre. I nostri rapporti erano improntati
alla cortesia formale di chi lavora per la stessa causa, ma ora
le nostre strade si stavano separando.

 Capitolo 28.

Mi era stato concesso di vedere molte cose, ma in nessuna
delle mie visioni era contemplata la fine di David. L'avevo
immaginata molte volte per, inevitabilmente, quando Shaul
ci dava la caccia sulle colline, o le frecce dei Filistei oscuravano
il cielo sopra le nostre teste, o l'olio bollente gettato dai
bastioni ci sfiorava per un pelo. O il giorno in cui mi ero frapposto
fra lui e i suoi guerrieri accecati dall'ira e dal dolore. O
quando l'avevo visto varcare lo Yarden malfermo sulle gambe,
con la morte che lo seguiva come un'ombra. Dopo tutto ci
che avevo vissuto al suo fianco, mi preparavo ad assistere a
una morte improvvisa e violenta. Non avrei mai immaginato
che si sarebbe spento lentamente, nella quiete della sua stanza,
braccato dall'et e dalla malattia.
N pensavo che avrei mai visto David in quel modo: un
vecchio gracile e tremante sepolto sotto una montagna di
coperte. Siccome era sempre stato di corporatura massiccia,
il male aveva impiegato parecchio a consumarlo, ma a settantanni
era ridotto al lumicino. Il suo corpo aveva perduto
ogni calore ed era squassato da un tremito incessante che lo
sfibrava, impedendogli perfino di alzarsi dal giaciglio. E la
sua mente, altrettanto esausta, pareva vagare senza posa, ed
era arduo farlo ragionare sulle questioni che richiedevano
un suo pronunciamento.
Quando le condizioni del re si aggravarono ulteriormente,
Bat-Sheva decise, in barba ai protocolli, di rimanere al
suo capezzale giorno e notte, curandolo e accudendolo meglio
che poteva. Credo che chiunque tranne lo stesso David,
annebbiato com'era dal male, avesse ben chiaro per quale
motivo lo faceva: cercava di guadagnare tempo a favore di
Shelomoh. In ogni caso, David sembrava trarre un considerevole
giovamento dalle cure amorevoli della moglie prediletta.
Adoniyah, che era ancora a tutti gli effetti l'erede al trono,
cercava di ostacolarla per quanto gli era possibile. Non
era giusto, diceva, che una moglie fosse sempre presente
nella camera del re. Non era giusto che ministri e generali
aspettassero nell'anticamera e che fosse una donna a stabilire
quando potevano essere ricevuti e quando era tempo che
si congedassero.
Adoniyah aveva sempre detestato Bat-Sheva ed era geloso
delle attenzioni che David aveva per lei, mentre sua
madre Haggit languiva in solitudine. Ma commise l'errore
di giocare troppo presto le sue carte, quando il padre aveva
ancora la forza di resistergli. Infatti, le sue proteste caddero
nel vuoto e David ordin a Benayah di dare libero accesso
a Bat-Sheva, lasciando che fosse lei a decidere chi poteva
entrare nelle sue stanze. E cos, mentre Shelomoh veniva
ammesso regolarmente al cospetto del re, quando Adoniyah
chiedeva di vedere il padre si sentiva spesso rispondere che
stava dormendo.
Sebbene apparisse indifferente a ci che gli accadeva
intorno, credo che David fosse preoccupato dalla tacita
alleanza fra Adoniyah e Yoav. E l'atteggiamento di Adoniyah
quando veniva accolto nella sua stanza non faceva che peggiorare
le cose, perch aveva sul viso la cupidigia di un uomo
che esamina un agnello grassoccio impaziente di macellarlo.
Gli si leggeva in faccia che non vedeva l'ora che il padre
morisse. Per quanto debole e confuso, David se ne rendeva
conto ed era freddo con Adoniyah, o si fingeva pi stanco di
quanto non fosse, in modo da abbreviare quelle visite cos
poco gradite.
Intanto, Bat-Sheva faceva ogni possibile sforzo per cercare
rimedi in grado di alleviare le pene di David. Consult
anche i pi celebri guaritori e la migliore si rivel una giovane
donna di Shunem, poco pi di una bambina, per la verit,
ma dotata di una prodigiosa conoscenza delle erbe, un
sapere, come affermava lei stessa, presente da generazioni
nella sua famiglia e trasmesso di madre in figlia. Preparava
pomate a base di olio, pepe, semi di senape e altre piante
tonificanti e le spalmava adagio e con delicatezza sulla carne
emaciata di David, mormorando incantesimi in una lingua
sconosciuta. Faceva scaldare l'acqua dai servi e vi metteva in
infusione certe erbe essenziali che davano alla camera del re
la fragranza soave dei prati in primavera, l'odore intenso del
fieno appena tagliato. Che fossero le erbe, le carezze sapienti
o forse, semplicemente, la presenza di una bella fanciulla
(perch invero era molto graziosa), sta di fatto che David
pareva trarre un notevole beneficio dalle sue cure, e
Bat-Sheva insistette perch Avishag, cos si chiamava, fosse incaricata
di accudirlo costantemente, recandosi ogni giorno
negli appartamenti reali. Va detto che Adoniyah non ebbe
nulla da eccepire sulla presenza di quest'altra donna, anzi, se
gli capitava di incontrarla al capezzale del padre, i suoi occhi
si soffermavano pi su di lei che sull'infermo.
Shelomoh, invece, portava un conforto di altra natura e
averlo intorno giovava sensibilmente allo spirito di David.
Le rare volte che le forze glielo consentivano, componeva
qualche verso, qualche melodia, ed era Shelomoh a trascrivere
le note e le parole che il padre gli dettava. Sebbene
non avesse abbastanza fiato per cantare, David cre in quei
giorni di tribolazione alcuni dei suoi salmi pi belli; appena
finiva di comporli, Shelomoh correva a consegnare le partiture
ai cantori in modo che il padre potesse ascoltarli.
Senti questa! disse Shelomoh. Veniva ancora a trovarmi,
infatti, quando poteva, non per seguire le mie lezioni,
non ne aveva pi bisogno, ma per stare in mia compagnia,
il che mi inorgogliva oltre a riempirmi di gioia. Era stato dal
padre quella mattina e voleva farmi partecipe del canto cui
stavano lavorando insieme. Fa cos disse, e inizi a canticchiare,
leggendo lo spartito.
Chi governa gli uomini ed  giusto,  come la luce del mattino,
in un mattino senza nubi, che fa scintillare dopo la pioggia
i boccioli della terra... E poi continua: Non far dunque
germogliare ci che mi salva e ci che mi diletta? Ma gli scellerati
sono come spine, che si buttano via... Mi piace quell'espressione,
si buttano via, d l'idea di un gesto incurante,
l'indifferenza celeste verso i dannati. Ah, se solo avessi
una voce come la sua! Mi piacerebbe tanto cantarla per lui.
Credo che la affider a quel giovane cantore di Yizreel...
Sai quale dico? Ha la voce pi pura che abbia mai sentito, a
parte quella del re, naturalmente...
S'interruppe di colpo perch Muwat era entrato di corsa
nella stanza, gettando a terra il fagotto e fermandosi a prendere
fiato.
Cosa c'? dissi, balzando in piedi. Il re...
Muwat scosse la testa e fece una smorfia, la mano posata
sul fianco.
No, a quanto dicono le condizioni del re sono stazionarie.
E Adoniyah. La citt  in fermento. Il principe della corona
ha fatto sapere che terr una grande festa a En Roghel.
Conoscevo la localit, una sorgente del Nahal Qidron, a sud
delle mura cittadine, con un prato molto spazioso dove si
radunavano le folle in occasione dei sacrifici e delle solennit
maggiori. Non sono riuscito a trovare nulla al mercato,
nemmeno una pagnotta, tutto il cibo e il bestiame, pecore
e buoi e vitelli grassi, sono stati prelevati e mandati laggi.
Dicono che Adoniyah ha invitato tutti i principi...
Tutti? dissi. E tu? feci rivolto a Shelomoh.
Nessuno mi ha invitato! Te l'avrei detto...
Proprio come pensavo. E che altro hai saputo? chiesi
al mio servo.
Ci saranno anche i dignitari della trib di Yehudah...
ma non i Beniaminiti, a quanto pare... Yoav sar presente e
Evyatar, il sommo sacerdote, celebrer i sacrifici.
Davvero? Io per non sono stato invitato, e neppure
Shelomoh, e scommetto che neanche Benayah ne sapeva
nulla. Mi voltai verso Shelomoh che si era alzato e mi fissava
scuro in volto. Gli posai le mani sulle spalle, ormai era
alto quasi come me, e sentii il potere attraversarmi le membra
simile a uno spasimo, come se avessi abbracciato una
fiamma viva. Anche Shelomoh lo intese e spalanc gli occhi,
mentre il rossore si diffondeva sulla sua pelle d'avorio.
 giunto il momento dissi. Sei pronto?
Non fiat, ma il modo fiero in cui sollev la testa e drizz
le spalle fu pi che eloquente.
Giunti a palazzo, non dovemmo andare in cerca di Bat-Sheva
perch la trovammo ad attenderci nell'anticamera del
re. Appena ci vide, conged le guardie.
Adoniyah ha riunito il popolo per proclamarsi re, vero?
disse.
Forse l'ha gi fatto. E la prossima cosa che far sar uccidere
voi e vostro figlio.
No! esclam Shelomoh, abbracciando la madre.
Non c' tempo da perdere dissi. Bat-Sheva, dite subito
al re che abdichi in favore di Shelomoh. Rammentategli
che ve l'ha promesso quando avete perso il vostro primo
figlio a causa dei suoi peccati.
Bat-Sheva mi guard sgomenta e mormor: Non mi ha
mai fatto una simile promessa.
Agitai la mano, come per cancellare le sue remore. Voi
ditegli cos, e io confermer le vostre parole.
Non posso sussurr lei, turbata. Non  vero.
Dovete farlo, se volete salvare vostro figlio. Qualunque
cosa sia necessaria...
Trasalii, sentendo uscire quelle parole dalla mia bocca. Il
motto di David. Qualunque cosa sia necessaria. Avevo sempre
disprezzato il rozzo pragmatismo che esprimeva, la ricerca
del potere a ogni costo. Ora anch'io ero in cerca del potere,
e anch'io ero disposto a fare qualunque cosa per ottenerlo.
Andate da lui, Bat-Sheva ripetei. Io vi raggiunger fra
poco e gli dir che deve essere cos.
Dunque voi lo sapete, l'avete... visto?
Devo ammettere che a quel punto ebbi un momento di
esitazione. Era vero che avevo visto Shelomoh cingere la
corona, la citt ingrandita, lo splendido tempio sulla collina,
ma non sapevo come sarebbe accaduto, n se tutto avrebbe
avuto inizio quel giorno. Per non confessai i miei dubbi a
Bat-Sheva, volevo che avesse piena fiducia in me. Ve l'ho
gi detto. Ora andate.
Aspettai qualche momento e poi la raggiunsi dentro la
stanza. Era in ginocchio accanto a David e teneva la mano
tremante del vecchio re fra le sue, mormorando: Mio signore,
gli occhi di tutto Yisrael sono su di te. Di' alla tua gente
chi dovr succederti sul trono. Altrimenti... Altrimenti,
quando il re mio signore si sar addormentato con i suoi
padri, io e mio figlio saremo messi a morte.
Mi avvicinai al capezzale di David e mi inchinai come
non facevo da anni al suo cospetto. Mio signore, hai forse
decretato che Adoniyah regni dopo di te e sieda sul tuo trono?
Perch oggi egli  andato a sacrificare e chiede per s la
corona, con l'esercito di Yoav a spalleggiarlo e la benedizione
del sommo sacerdote Evyatar. Ascolta e sentirai tu stesso
le grida di acclamazione. Se l'hai decretato senza dirlo a me,
che sono tuo servo, tacer per sempre.
Non ho decretato niente del genere... E lo sai benissimo...
fece David con voce rauca, il volto incupito. Cerc
di tirarsi su, ansimando, e subito la solerte Avishag venne
ad aiutarlo. Ma quando cominci a massaggiargli la fronte,
David si tolse la sua mano di dosso e disse con voce inaspettatamente
vigorosa: Bat-Sheva! Com' vero il Signore
che mi ha sempre liberato da ogni angoscia, io giuro che il
frutto del tuo ventre, Shelomoh, sar re alla mia morte e
sieder oggi stesso sul trono.
Bat-Sheva si chin a baciare la mano esangue di David.
Che tu possa vivere a lungo disse con voce rotta dall'emozione.
Fate venire Zadoq, il sacerdote, e il capo della guardia,
Benayah.
Avevo gi incaricato Muwat di cercarli e infatti erano
in attesa nell'anticamera. Portatemi sulla sedia ordin
David. Datemi il mantello. Io e Avishag lo aiutammo ad
alzarsi e lo facemmo sedere sulla sua sedia dall'alto schienale,
mentre Bat-Sheva provvedeva ad avvolgerlo nel mantello
regale, piegandolo in modo da nascondere il tremore delle
sue membra. Sapevo cos'aveva in mente David: entrando
nella sua stanza, Zadoq e Benayah dovevano trovarsi davanti
un re, non un invalido. Infatti appena ebbero varcato la
soglia lo stupore si dipinse sui loro volti, specie su quello di
Benayah: durante le ultime udienze, il capo della guardia
l'aveva visto spesso reclinare il capo per la debolezza ed era
piacevolmente sorpreso di ritrovare David pi simile a quello
di un tempo. Ma quando i due dignitari iniziarono con i
convenevoli, li interruppe bruscamente.
Benayah, tu e le mie truppe pi fedeli scorterete mio
figlio Shelomoh a Ghihon, e che Shelomoh monti la mia
mula. Zadoq, Natan, voi lo ungerete re di Yisrael. Quando
tutto sar compiuto, darete fiato agli shofar, al grido di:
Lunga vita al re! Poi marcerete dietro di lui e lo metterete
sul trono. Poich io vi dico: egli sar re alla mia morte, io lo
nomino signore di Yisrael e Yehudah.
Appena Benayah e Zadoq ebbero lasciato la stanza, David
si accasci sulla sedia e lo aiutammo a tornare a letto, adagiandolo
sui cuscini. Intanto Avishag aveva gettato una manciata
di erbe tritate nell'acqua bollente e un aroma fresco e
pungente riemp l'aria.
Mi inginocchiai di fianco al mio signore e gli sussurrai
all'orecchio tutte le cose che avevo visto e che non avevo
potuto dirgli: il grande regno che sarebbe sorto sotto suo
figlio, il suo splendore e la sua magnificenza, le sue sentenze
che sarebbero diventate sinonimo di saggezza nei secoli a
venire. La tua gente vivr in pace dissi. Ci che tu hai
conquistato a prezzo di molto spargimento di sangue, ci
che tu hai iniziato, verr portato a compimento da tuo figlio.
E finch egli regner, il popolo della nostra terra vivr
in pace e sicurezza, ognuno sotto la propria vite e sotto il
proprio fico.
David chiuse gli occhi e sorrise. Ma a un tratto afferr la
mia mano. E il tempio? disse, rauco.
S, il tempio! Lo edificai per lui, pietra su pietra, con
le assi di cedro scolpite a rosoni e boccioli di fiori, e il santo
dei santi rivestito di oro purissimo. Gli esposi ogni dettaglio
della mia visione, affinch potesse vedere quello splendore
con i miei occhi. Alla fine David si sdrai sui cuscini e mi
accorsi che respirava meglio. Ma a un tratto gli si corrug la
fronte. Dovr ucciderli, per. Yoav di sicuro e forse anche
Adoniyah e...
Gli posai la mano sulla spalla. Non c' bisogno che tu
pensi a queste cose adesso. Ti assicuro che ne avrai il tempo.
Grazie a ci che hai deciso oggi, avrai modo di stare con tuo
figlio e potrai insegnargli l'arte del governo, cos che faccia
sempre ci che deve, ci che ... Deglutii per ricacciare
indietro la parola, ma dovevo pronunciarla. Necessario.
Sapevo che sotto il regno di Shelomoh necessit e giustizia
avrebbero marciato di pari passo. David fece un gran sospiro.
Non sar facile per lui.
All'inizio forse no dissi, annuendo. Ma avrai il tempo
di vedere con i tuoi occhi i primi frutti della grandezza che
hai generato.
Col tuo aiuto, Natan. Col tuo aiuto. David mi pos
la mano sul capo per darmi la sua benedizione e sentii che
c'era forza in quella mano tremante, perch il Nome era
ancora con lui e vivificava la sua anima, a dispetto della
decadenza del corpo.
Bussarono alla porta, era uno degli uomini di Benayah.
 tutto pronto disse. Aspettano solo voi per scendere alla
fonte di Ghihon.
Strinsi la mano pelle e ossa di David. Ora vedi di riposare
dissi. E ascolta. Possa allietarti ci che sentirai. Mi
alzai e feci un cenno a Bat-Sheva, che venne subito a inginocchiarsi
al mio posto, passando le dita fra i capelli radi e
incanutiti di David.
La notizia era passata di bocca in bocca, e la gente si stava
radunando davanti al palazzo, dov'era schierata la guardia
reale, le corazze e gli scudi dipinti che scintillavano sotto il
sole, gli stendardi che garrivano nella brezza leggera. Zadoq,
rivestito dai paramenti sacri, era accompagnato dai suoi aiutanti
che reggevano il corno dell'olio, custodito nella tenda
dell'arca. Ma gli occhi di tutti erano per Shelomoh, vestito
di candido lino e in groppa alla mula che, riccamente
bardata, teneva la testa alta, quasi andasse fiera del proprio
aspetto.
Io e Zadoq prendemmo posizione ai due lati del principe
e, a un cenno di Benayah, ci mettemmo in marcia, i passi
ritmati delle guardie che risuonavano solenni sul selciato.
Quando arrivammo sulla piana di Ghihon, la folla era enorme
e perfino le mura che cingevano la fonte erano gremite
di persone.
Shelomoh scese dalla mula di David e lo condussi alla
fonte. Guardate! esclamai. Ecco Shelomoh, figlio di
David, che il re nostro signore ha chiamato oggi a succedergli
e a sedere sul suo trono, per volont dell'Altissimo,
in modo che egli possa vedere coi suoi occhi il nuovo re e
possa l'Altissimo rendere il nome di Shelomoh ancora pi
splendido del suo!
Cal il silenzio, Zadoq si fece avanti e sollev il corno,
l'olio sacro che stillava come un filo d'oro sulla testa bionda
del principe inginocchiato dinanzi a lui.
Poi Shelomoh si alz, offrendo il viso raggiante al sole,
e tutti i presenti gridarono: Viva il re! Viva Shelomoh!
Quando si ud il suono possente degli shofar fu come se
l'intera citt risuonasse, quasi che la terra stessa e le pietre si
fossero messe a urlare di gioia.
A En Roghel, Yoav rimase con il cosciotto d'agnello sospeso
davanti alla bocca. Cos' questo baccano? disse, voltandosi
nella direzione da cui proveniva il clamore. C'erano
flauti e cembali e tamburi ad accompagnare i lieti canti della
popolazione, mentre il re appena consacrato sfilava per le
vie diretto verso la sala del trono. Yoav gett via il cosciotto
e si fece largo fra i suoi raggiungendo Adoniyah che pure si
era alzato, fissando incredulo la citt.
Le acclamazioni e il muggito degli shofar echeggiarono
fin dentro la camera di David, che si tir su e fece segno a
Bat-Sheva che si avvicinasse, per poterla baciare. Poi si lasci
ricadere sulla pila di cuscini morbidi che Avishag gli aveva
posto dietro la schiena, per dare conforto alle sue membra
indolenzite. Come capitava di tanto in tanto, il tremore
gli concesse un momento di tregua, la febbre si attenu e
David rimase immobile, ad ascoltare.
E cosa sent? Tutti i musici che aveva accolto in citt, tutti
i cantori e i bambini che erano cresciuti con uno strumento
in mano e una canzone sulle labbra. Sent la sua musica, le
melodie che aveva donato al suo popolo e che gli venivano
restituite a profusione. Senza volerlo, David aveva fatto di
quella citt un coro, un'unica grande orchestra. L'onda sonora
sal e si gonfi e vi fu un momento in cui tutte le note
si fusero, la musica del cielo e quella della terra, componendo
un'armonia sublime e struggente, destinata a splendere
e vibrare all'infinito.

Nota finale.

David  forse il primo uomo di cui sia stata narrata la vita
in modo puntuale, dalla prima fanciullezza alla vecchiaia.
Secondo alcuni, la sua biografia costituirebbe il pi antico fra
i testi di storia di cui si abbia notizia, precedendo Erodoto
di almeno cinquecento anni. Tuttavia la sua figura ha lasciato
poche tracce al di fuori delle pagine bibliche: un'iscrizione
rinvenuta a Tel Dan menziona la sua casa, e certi edifici della
Seconda Et del Ferro potrebbero essere associati a un capo
della sua statura. In ogni caso, concordo con Duff Cooper
quando afferma che David deve essere esistito veramente,
perch nessun popolo si sceglierebbe come eroe nazionale un
uomo cos pieno di difetti.
Fra gli innumerevoli studi che gli sono stati dedicati, segnalo
la celebre monografia di Robert Pinsky, The Life of David,
e il recente saggio di David Wolpe, David: The Divided Heart.
Entrambi gli autori raccontano il personaggio, accettandone le
stridenti contraddizioni, senza sentirsi costretti come altri biografi
a venerarlo o condannarlo in modo acritico.
Per quanto riguarda il contesto storico e geografico, mi sono
avvalsa, sostanzialmente, di tre opere: The Jewish Study Bible e
City of David: The Story ofAncient Jerusalem di Ahron Horovitz,
e Life in Biblical Israel, di Philip J. King e Lawrence E. Stager.
Il mio rabbino, Caryn Broitman, mi ha fornito suggerimenti
preziosi, e sono grata a Richard North Patterson e Bob Tyler del
Cohen Group per avermi presentato Joseph Draznin, il quale mi
ha aiutato a comprendere in che modo David e Yoav potrebbero
aver conquistato la citt di Yevus.
Il mio figlio pi piccolo, Bizu Horwitz, si  rivelato un magnifico
aiutante durante il nostro viaggio in Israele, scorrazzando
come un giovane David sulle colline pietrose alle spalle di En
Ghedi, mentre io arrancavo stancamente dietro di lui nella parte
del vecchio Shaul.
Ho la fortuna di avere una squadra formidabile alle mie spalle
e mi preme ringraziare in particolar modo il mio straordinario
editor, Paul Slovak, e la mia amica e agente, Kris Dahl.
Grazie ai miei primissimi lettori, Darleen Bungey, Elinor e
Tony Horwitz, Christine Farmer e Laure Sudreau-Rippe, ma
soprattutto all'incomparabile e, come sempre, indispensabile
Graham Thorburn.
Nel 2005 mio figlio Nathaniel, che allora aveva nove anni,
decise per qualche motivo di imparare a suonare l'arpa, e fu questa
sua scelta a innescare il mio interesse per un altro giovanissimo
suonatore di tanti secoli prima. Cinque anni pi tardi, in
occasione del suo bar mitzvah, esegu Hallelujah, il classico di
Lonard Cohen, per cui devo a Nathaniel l'ispirazione per questo
libro e il suo titolo.
West Tisbury, marzo 2015
...
.
...
FINE.

